21

L'indomani a scuola Matteo era seduto con un altra ragazza.

Mi sentii morire, com'era possibile che dopo tutto quello che avevamo passato ieri, lui stesse con un altra?

Mi avvicinai, volevo affrontare la situazione con orgoglio.

<Non ti siedi con me?>gli chiesi, cercando di mantenere la calma.

<No, perché dovrei>rispose con noncuranza, mettendosi una mano nei capelli.

<Forse perché hai detto che mi ami>esclamai, non avrei voluto pronunciarlo, le parole mi erano scappate di bocca.

<Cosa?? Le hai detto che la ami?>disse Melany senza fiato.

Attesi una sua risposta, in maniera da poter azzittire una volta per tutte quell'oca.

<Io non ti ho detto niente>constató invece.

Non riuscivo a credere alla mie orecchie, il mio principe mi aveva appena ingannata, inizialmente non sapevo perché, forse per farmi meno male, pensai che fosse tutto uno scherzo.

<Come niente, lo sai meglio di me>sussurrai a stento.

<Mi pare di aver detto solo "si", non ti amo. Oppure ho detto ti amo e non lo ricordo>sorrise, con quel sorriso strafottente che amavo e odiavo allo stesso tempo.

<Non ci posso credere>

Mi sedetti con Mario, era l'unico posto libero, mi copri gli occhi per non scoppiare a piangere.

Non riuscì a seguire la lezione, continuavo a ripetermi "devi essere forte", ma non potevo riuscirci.
Ero uscita con lui illudendomi di piacergli, invece per lui ero una come tante, una semplice conquista, non potevo credere che fosse tutto finto, le risate, i baci, possibile che mi ero immaginata tutto?

Per tutta l'ora Mario sembrava a disagio, non mi piaceva la barriera che si era creata tra noi, io ero la sua amica Jessy, anche se non avevo l'aspetto di una volta ero sempre io.

<Ciao>dissi per spezzare il silenzio.

<Ciao>rispose alzando gli occhi.

<Potremmo diventare amici>constatai sorridendo.

<Non credo! A me non piacciono le ragazze come te, frequenti anche Matteo! Non può funzionare>

Non riuscivo a credere che mi aveva trattata così, io non gli avevo fatto niente di male! Ci tenevo molto a lui, non volevo perderlo.

Appena suonó la campanella, prese i libri e se ne andò.

Mi sentivo terribilmente sola e vulnerabile.

<Jessy>mi chiamava Matteo.

<Cosa vuoi?>non sopportavo più il suo comportamento.

<Mi dispiace per prima, c'era Melany e non ho potuto dire altro>sussurró con aria indifesa.

Non mi incantava più, avevo promesso a me stessa che non sarei più cascata nei suoi giochetti.

<Pensi che io sia completamente stupida, non cercarmi mai più!!>detto questo me ne andai.

Mi girai diverse volte per notare se mi stesse inseguendo, ma non accadde, restó lì con lo sguardo perso nel vuoto. 

Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top