19
Ben presto arrivò il momento dell'appuntamento con Matteo. Ero super eccitata, anche se avevo promesso a me stessa di avere un po' di contegno.
Non sapevo cosa mettermi, guardavo quegli abiti e riuscivo a trovare un difetto ad ognuno di loro. La verità era che anche nel momento in cui cambiai aspetto restai sempre la vecchia Jessy insicura di un tempo, mi sentivo a disagio con quei vestiti!
Ma poi mi feci coraggio e mi dissi tra me e me "tu non sei più la solita Jessy" e scelsi un abito.
Il rumore del campanello e le urla di mia madre:"sbrigati Jessy c'è un ragazzo carino per te", mi fecero sbrigare.
Quando mi ritrovai nella sua macchina, cominciai ad avere una brutta sensazione, come un nodo in gola, forse la parola giusta era paura!!
<Dove andiamo?>chiesi per spezzare il silenzio imbarazzante che si era creato.
<In un locale, ti piacerà>affermò lui sorridendo.
Quando arrivammo al locale notai subito che era un posto molto carino, mi senti subito meglio.
Io presi una coca-cola e lui prontamente mi copió.
<Sei molto carina>sussurró piano.
<Grazie>e a quel complimento non potei fare a meno di arrossire.
Continuó a farmi i complimenti e a parlare di argomenti semplici ma indispensabili, della musica che ci piaceva e dei nostri libri preferiti...
Mi sentivo molto in sintonia con lui, avevamo tante cose in comune, in quell'uscita avevo scoperto una persona completamente diversa da come appariva di fronte agli altri.
In quel momento capì che l'amavo davvero, era proprio il mio principe!
A un certo punto lui mi tirò a se e mi baciò. Fu una sensazione unica, il suo sapore mi piaceva, fú un bel bacio delicato e passionale.
Quando smettè aveva ancora quel sorriso sulle labbra, era l'unica cosa che odiavo di lui, mi infastidita era come se lui potesse ottenere tutto.
La serata passò con risate, baci e coca...
<Mi piaci>costató alla fine.
<Mi piaci anche tu>risposi sorridendo.
<Davvero?>per la prima volta nei suoi occhi vidi frustrazione.
<Si>pronunciai.
Sorrise nuovamente e continuò a baciarmi.
La serata era stata perfetta, fantasticavo su ogni particolare al uscita del bar, quando lui mi riportò alla realtà.
<Ora dove vuoi andare?>mi chiese.
<A casa>dove dovremmo andare?
<Ah>sembrava deluso.
<Che c'è?>chiesi, non lo capivo.
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