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L'indomani a scuola tutti mi osservavano con un certo interesse, compreso Matteo.

<Jessy che bel nome, lo adoro!>disse appena entrai in classe.

Lo adora? Ricordavo benissimo che Matteo odiava il mio nome.

<Grazie>pronunciai.

<Vorrei invitarti questo pomeriggio a bere qualcosa>mi chiese Matteo con disinvoltura.

Era pazzesco e ridicolo allo stesso tempo, avevo aspettato tanto questa proposta senza averlo mai voluto ammettere a me stessa, intanto avevo progettato di farlo ingelosire, ma non c'è la facevo, la tentazione era troppo forte!

<Ok>sussurrai infine dopo il mio monologo interiore.

<Ti passo a prendere io>esclamò con un sorriso.

<Si>sorrisi, sembravo una cretina. Non capivo perché dovevo comportarmi così quando c'era lui nei paraggi.

Il resto della giornata continuò sempre meglio. Matteo mi invitò a sedermi con lui e io ero felicissima di questo, gongolavo perché tutte le ragazzine che si sentivano sperte mi invidiavano.

L'unico che mi ignorava era Mario, lui aveva sempre odiato le persone come adesso ero diventata io, mi diceva sempre che gli piacevo io perché ero vera e questo mi faceva sentire speciale, unica.

Lo guardavo lì, da solo, perché senza la vecchia me non aveva trovato nessuno capace di capirlo, di avere l'onore di essere suo amico.

Ma purtroppo io continuavo a comportarmi da stupida, perché finalmente Matteo mi notava.

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