3.


Roma

Louis era sdraiato, completamente nudo e con le gambe aperte, nel letto della sua stanza.

Un uomo stava spingendo con forza dentro di lui, mentre altri tre, abbastanza ubriachi, stavano aspettando il proprio turno.

Louis era intontito dal vino che aveva bevuto e non si rendeva nemmeno ben conto di quello che stava accadendo intorno a lui.

Ad un certo punto venne sollevato di peso e messo a quattro zampe sul letto e nel giro di pochi secondi sentì ancora spingere dentro di lui con forza e rudezza.

Mentre il figlio stava partecipando ad un'orgia nella sua stanza, Marco Aurelio stava leggendo la lettera che Harry aveva mandato dalla Germania.

Sorrise con orgoglio venendo a sapere della vittoria ottenuta contro i Marcomanni e sorrise con orgoglio pensando soprattutto ad Harry.

Aveva allevato il ragazzo riccio come un figlio e l'aveva educato in maniera uguale a Louis, ottenendo, però, due risultati totalmente diversi.

Harry era il figlio perfetto e possedeva tutte le qualità e le caratteristiche che, secondo lui, doveva avere il suo erede.

Purtroppo, però, Harry non era suo figlio naturale, suo figlio naturale era Louis....Louis era il suo erede.

L'imperatore non riusciva ad immaginarsi Roma retta da quella specie di scherzo della natura che era suo figlio.

Louis beveva, era sempre a feste e banchetti, spendeva fortune in vestiti e gioielli e, soprattutto, si era portato a letto quasi tutta la popolazione maschile di Roma.

Aveva un carattere ribelle e scostante, non accettava ordini e consigli e aveva un rapporto terribile con lui.

Marco Aurelio sospettava che il figlio lo odiasse e il sospetto era divenuto certezza dopo la morte di Lucilla.

Lucilla si era suicidata, si era suicidata a soli diciassette anni e proprio Louis aveva trovato il suo corpo appeso con una corda ad un albero di pesche del giardino.

Nessuno sapeva le cause reali della morte della ragazza, solo lui e Louis, perfino ad Harry, infatti, erano state tenute nascoste.

Da allora suo figlio non era stato più lo stesso e Marco Aurelio, pur cercando in tutti i modi di aiutarlo, si era trovato davanti un muro talmente alto da rendere impossibile valicarlo.

L'imperatore prese un respiro profondo e, seppur con la morte nel cuore, si apprestò a scrivere ad Harry.

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