10.



Capri, tre mesi dopo

Louis, come ogni mattina, era seduto sulla sabbia, in riva al mare con una ciotola piena di briciole di pane.

Dare da mangiare ai gabbiani era divenuta la sua occupazione principale e l'unico svago nella vita monotona e isolata che conduceva a Capri.

La villa in cui viveva era lussuosa e dotata di ogni agiatezza, ma era immersa nel nulla come un vero e proprio fortino sul mare.

Gli schiavi lo guardavano a vista e lo sorvegliavano tutto il giorno, ma lui non aveva dato loro nessun problema nei mesi trascorsi sull'isola, quindi man mano il tempo passava, più la sorveglianza si allentava leggermente.

Louis, giorno dopo giorno, aveva sperato di ricevere una lettera da Roma, non da suo padre, ma da Harry.

Le sue speranze, però, erano risultate vane...come doveva aspettarsi, quello che una volta era il suo migliore amico si era dimenticato di lui.

Tramite uno schiavo abbastanza simpatico e ben disposto verso di lui era venuto a sapere che suo padre aveva associato al trono Harry, ufficializzando così la sua investitura ad erede al trono.

Marco Aurelio, inoltre, aveva trovato un fidanzato nobile e moralmente ineccepibile al ragazzo riccio e, anche se Louis non sapeva chi fosse, avrebbe scommesso qualsiasi cosa sul fatto che tale giovane era il suo esatto opposto caratterialmente e fisicamente.

Quando anche l'ultimo gabbiano si fu allontanato dalla spiaggia, Louis si alzò e ritornò nella villa.

Trascorse le ore della mattina e del pomeriggio a leggere e a guardare il panorama dalla finestra della sua stanza e, dopo una cena frugale, andò subito a dormire.

Erano circa le undici quando Louis si alzò dal proprio letto e attese alcuni istanti per accertarsi che la casa fosse immersa nel silenzio.

Dopo aver appurato che tutto taceva, indossò un pesante mantello di lana e si calò il cappuccio sulla testa, prese la sacca che aveva nascosto sotto il letto e, senza far rumore, scivoló fuori dalla stanza.

Come aveva previsto, non incontrò alcun servo sul suo cammino e, rapidamente, giunse sulla spiaggia.

Slegò una delle tante barche lasciate a riva dai pescatori, la fece scivolare in mare, vi salì e cominciò a remare con vigore.

Nel giro di un paio d'ore raggiunse la terra ferma e sbarcò.

Era l'una di notte e aveva esattamente dieci ore per arrivare a Roma.

Gli schiavi, infatti, conoscendo la sua pigrizia, lo lasciavano dormire fino a quando voleva, per cui nessuno sarebbe entrato nella sua stanza prima di pranzo.

Con questa sicurezza, si addentrò nella vegetazione e si diresse verso il centro abitato.

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