SECOND PART #48 All wrong

Josh🖤

«Che vuoi dire?» Alzo immediatamente la testa innervosito.

La ragazzina mi spintona rovesciando le parti!
Adesso è lei sopra di me.
Il vestito le è salito oltre i fianchi,
Ha le guance rosse e gli occhi ancora velati.

Con le mani slaccia la cintura e sbottona uno a uno i bottoni dei miei jeans, inarco la schiena permettendole di abbassarli.
Provo un senso di eccitazione misto a nervosismo.

Non mi piace per niente vederla in questo stato, ma porca puttana , non riesco nemmeno a tirarmi indietro.

è dannatamente sexy.

Merda ho sicuramente alzato troppo il gomito anche io questa sera.

Si lecca le labbra mentre preme il pizzo delle mutandine umide sul cotone teso dei miei boxer neri.

«Che vuoi da me J.?»

Si sposta ancora più in basso, avvicina il viso scostando l'elastico e liberando una piccola parte della mia erezione che diventa ancora più imponente e dura.

Con la punta della lingua traccia dei piccoli disegni e mi sento mugolare dal piacere.

«Vuoi questo da me?»

Giuro che non sto capendo più un cazzo, non so che gioco sta facendo ma sono in estasi tanto da non riuscire nemmeno a muovermi.

Abbassa i boxer e ingoia tutta  la lunghezza facendomi gemere di piacere.
Scosta le sue mutandine di pizzo continuando a succhiare e leccare avidamente, facendo tendere ogni fibra del mio corpo.

« Sono soltanto un gioco per te? » sputa rialzandosi.

«Che diavolo blateri? Hai esagerato con tutto stasera!» Riesco quasi a dire soffocando la mia stessa voce non appena si siede dritta sopra di me facendomi perdere di nuovo il fiato.

Si blocca a metà provocandomi brividi ovunque.

Cazzo la voglio fino in fondo. Sta facendo la dura ma non capisco perché.

Vuoi giocare ragazzina?

L'afferro dai fianchi inducendola e girarsi di lato con la schiena verso di me.
Adesso sono dietro di lei.
Le agguanto la coscia sinistra trascinandola indietro sopra la mia. È completamente inerme, in questa posizione posso toccarla come e dove voglio.
Con una mano le blocco le mani sopra la testa, la sento sospirare eccitata.
Premo strusciandomi mentre con la mano libera disegno piccole circonferenze sfregandole il clitoride gonfio e bagnato.
Mugola sotto il mio tocco.
Mi sento pulsare, voglio solo affondare dentro la sua carne.

«Perché diavolo hai saltato il colloquio?» Rantola fra un sospiro e l'altro.

Continuo la dolce tortura e sento le sue guance avvampare sempre più, il suo respiro aumentare.

«Non ti riguarda!» Sputo inebriato di rabbia e esaltazione.
Non resisto più devo spingermi dentro di lei.

Soffoco un gemito mentre le bacio il collo per addolcire la risposta aspra che le ho appena dato.

Ma non voglio pensare a stamattina a Davis che la abbraccia ... a lei che sale in macchina con lui ridendo.

Porca puttana!

🥀MIA

Il suo peso su di me mi schiaccia il petto.

È una sensazione che conosco fin troppo bene.

Il soffitto si piega.
La stanza gira.
Il suo respiro è troppo vicino.

Per un attimo non sono più lì.

Percepisco il ricordo di un odore che non voglio piu sentire
Alcol e qualcosa di acre che mi graffia la gola.
Le mani sopra la testa.
Il corpo che non risponde come dovrebbe.

Mi irrigidisco di colpo.

Un flash nella mente, l'immagine che è impressa e che non riesco a dimenticare.

«No. Fermo ti prego.»

Le parole mi escono spezzate.

Mi scosto di scatto, come se mi fossi  bruciata.
Le lacrime arrivano senza avvertire, calde, incontrollabili.

Josh resta immobile.
Non capisce.

«Mia... che cazzo ti prende adesso?»
È irritato. Confuso. Ferito.

Mi tiro su, le mani che tremano mentre cerco di sistemare il vestito.
Il petto mi fa male.

«Che cazzo ti prende?» sbotta.
La voce è dura, velenosa.
«Prima mi provochi e poi fai la santa? Oggi vuoi solo farti scopare da chiunque ti guardi, vero?»

Quelle parole mi colpiscono più di uno schiaffo.

Mi viende da ridere, ma esce solo un suono spezzato.

«Io?»
Lo guardo con gli occhi pieni di lacrime.
«Io voglio farmi scopare da chiunque, Josh?.»

La voce mi trema, ma non riesco a controllarla.

«Tu non sai un cazzo di me.»
Mi porto una mano al petto. «Non sai cosa cazzo mi é costato riuscire a fidarmi di te.»

Silenzio.

Poi la rabbia trova un'altra strada.

«Dov'eri ieri sera?»
La domanda mi esce come un colpo.
«Dimmelo.»

Lui non risponde subito.

«Dove cazzo eri?»
Alzo la voce. Le lacrime scendono senza freni.
«Parli di me, di quello che non sai... e intanto eri con lei, vero?»

«Non hai capito un cazzo neanche tu a quanto pare.» La sua voce è più bassa adesso.

Rido di nuovo.
«Ah no?»
Mi avvicino di un passo. «Allora dimmi che non sei mai stato a letto con Isa. Dimmelo, Josh.»

Spalanca gli occhi, e io capisco tutto senza che dica una parola.

«Dimmelo.»
La voce rimane incastrata in gola. «Dimmi che non l'hai  baciata? Dimmi che non siete stati a letto insieme?»

Il silenzio è la risposta peggiore.

Sento qualcosa rompersi dentro. Ho provato a proteggermi ma non è servito a nulla.

Non aspetto altro.

Mi volto, afferro la porta, esco quasi correndo.
Mezza svestita. Umiliata. Fatta. Distrutta.

Scendo le scale senza guardare dove metto i piedi.

Dietro di me sento Josh che mi chiama.
È a torso nudo. I jeans ancora slacciati.
Mi raggiunge.

«Mia, aspetta!»

Ma è troppo tardi.

Carter è appoggiato al muro con la sua amica.

MI vede così.

Il suo sguardo si oscura in un secondo.

«Che cazzo le hai fatto?»
Ringhia.

Prima che io possa dire una parola, Carter spinge Josh contro il muro.

Io indietreggio non appena  il rumore mi rimbomba in testa.

«Non toccarla mai più.»

Non resto a guardare.

Scappo.
Come sempre.

Josh🖤

Mia si scosta come se l'avessi appena colpita.

Le lacrime le rigano il viso in silenzio.

«Che cazzo fai?» sbotto, più duro di quanto vorrei.
Il sangue mi rimbomba nelle orecchie.
«Non capisco cosa cazzo vuoi da me.»

Si tira giu il vestito, le mani le tremano, lo sguardo perso

Le parole mi escono senza pensare, sporche, avvelenate dalla gelosia.
«Prima mi fai credere che sono importante...» la voce mi si incrina per un istante, ma poi torna dura, «e quello dopo vuoi solo farti scopare da tutti quelli che ti passano davanti.»

La vedo sussultare.

«Io?»
Finalmente mi guarda. Gli occhi verdi lucidi, pieni di qualcosa che non capisco.
«Io voglio farmi scopare da chiunque, Josh?.»

La voce è un sussurro, ma non arretra.

«Tu non sai un cazzo di me.»
Mi passo una mano sul viso, nervoso.
«Non sai cosa cazzo mi è costato riuscire a fidarmi di te.»

Il Silenzio piomba forte.

Poi cambia tutto.

«Dov'eri ieri sera, sentiamo?»
La domanda mi arriva addosso come un pugno.

«Cosa?»

«Dimmelo.»
Si avvicina di un passo, le lacrime che continuano a scendere.
«Dov'eri?»

Non rispondo subito.
Grosso Errore.

«Eri con lei?»

«Parli di me, di quello che non sai... e intanto eri con Isa, vero?»

«Non ha capito un cazzo neanche tu a quanto pare.»
La dico piano. Troppo piano.

Ride di nuovo.
Fa male.

«Ah no?»
Mi guarda dritto negli occhi.
«Allora dimmi che non ci sei stato a letto. Dimmelo, Josh.» Urla con tutto il fiato che ha in corpo.

La gola mi si chiude.

«Dimmelo.»

«Dimmi che non l'hai mai scopata.»

Non riesco a mentire.

E lei capisce tutto senza che io dica una parola.

La vedo spezzarsi.

«Perfetto.»
Sussurra.
«Perfetto così.»

Si gira, afferra la porta.

«Mia, aspetta!»

La seguo. Anche se sono a torso nudo, i jeans ancora slacciati.

Scendiamo le scale di corsa.

E poi Carter.

Ci vede.
La vede così.

«Che cazzo le hai fatto?»
Ringhia.

Non faccio in tempo a rispondere.

Mi spinge contro il muro con forza.
Il colpo mi toglie il fiato.

Ma non reagisco.

Perché mentre Carter mi tiene schiacciato,
Mia sta già fuggendo via da me.

CARTER

Sto parlando con la tipa che ultimamente sta allietando le mie notti, quando la vedo scendere le scale di corsa.

Noto subito tre cose:

Il Vestito stropicciato.
Il Trucco colato.
Gli occhi che non guardano nessuno.

Non rallenta nemmeno quando mi passa accanto.
Mi sfiora soltanto.

E capisco che è successo qualcosa di grosso.

Poi vedo lui, a torso nudo con i jeans slacciati.

Non penso.

Lo prendo per la maglietta che si sta infilando e lo sbatto contro il muro.

Il colpo è forte.

«Che cazzo le hai fatto?»

Josh non reagisce.
Non fa il duro come mi aspetto,e  nemmeno si difende.

Mi guarda come se stessi parlando un'altra lingua.

«Carter, che—»

«Lasciala stare.» ringhio.

Rimane zitto, stringe la mascella.

Pochi secondi , poi sputa tutto d'un fiato:

«Tanto ci sei tu, no?»

Lo fisso.

«Che diavolo vuoi dire?»

«Vuol dire che appena non ci sono io, c'è Davis.»
Mi fulmina. «Bel tempismo.»

Per un attimo lo scruto.
Poi mi scappa una risata.

«Madonna, Anderson...»

Lascio la presa.

Scuoto la testa.

«Tu non hai capito proprio niente.»

Josh si irrigidisce.

«Davvero pensi che lei fosse qui per me?»

Non risponde.

Allora continuo, più basso.

«Lei cerca te. Sempre e solo te.»
Indico la porta da cui è appena scappata.
«Ieri ha avuto l'occasione probabilmente piu grossa della sua vita. E tu non c'eri. L'hai lasciata da sola. E nonostante tutto lei stasera è venuta per te.»

La frase resta sospesa tra noi.
«Ieri mattina era con te, vi ho visti. Dimmi se ci vai ancora a letto?»
Scrollo la testa ancora. Provo un misto di pena e rabbia.
«Hai visto quello che volevi vedere.»
«E ti sei raccontato la storia più comoda per te.»

Josh non parla più.

Adesso sì che sembra aver preso il colpo.

Gli passo accanto, poi mi fermo un attimo.

«Se vuoi fare il coglione, fallo.»
Sospiro. «Ma almeno fallo sapendo che hai appena mandato in pezzi la persona più speciale che ti potesse mai capitare fra le mani.»

Lo lascio lì.

Contro il muro.

Da solo con quello che ha combinato.

JOSH 🖤🔥

Resto fermo.

La schiena contro il muro.
Il punto dove Carter mi ha colpito pulsa, ma non è quello che fa male.

«Lei cerca te. Sempre e solo te.»

Le parole mi rimbombano in testa.

Sempre e solo te.

Respiro ma non credo di riuscirci davvero.

L'occasione più grossa della sua vita.

Poi penso alla scatolina sul sedile.

A quel cazzo di telefono che ho lasciato spento senza darle la possibilità di spiegare.

A Isa.

Chiudo gli occhi.

Cazzo.

Cazzo.

Cazzo.

Ho visto quello che volevo vedere, per paura di quello che sto provando.

E ho fatto la cosa più stupida possibile.

Ripenso a pochi istanti fa.
Gli occhi gonfi di lacrime.
La voce spezzata.

"Non sai cosa mi è costato fidarmi di te."

Il cuore sembra essere compresso dentro una morsa.

Ho rovinato tutto.

Sento dei passi.

Colin e Holly arrivano quasi correndo.

«Che è successo?» chiede Holly guardando verso l'uscita.

Non rispondo.

Colin mi studia un secondo, scrolla il capo, ha già capito tutto.

«Merda.»

Mi passo una mano tra i capelli.

«Ho fatto un casino.»

Holly mi si avvicina.
«Dov'è Mia?»

Deglutisco.
«È andata via con Davis.»

Colin mi prende per una spalla.
«Andiamo a casa J.»

Non oppongo resistenza.

Non ne ho più la forza.

Colin non aggiunge altro mi tiene una mano sulla spalla mentre usciamo dalla confraternita, come si fa con qualcuno che ha appena preso un pugno troppo forte.

Fuori l'aria è gelida, tanto da bruciarmi nei polmoni.

In macchina nessuno parla.

Holly ogni tanto si gira verso di me, come se volesse dire qualcosa ma poi rinuncia.

Colin guida, e io guardo fuori.

Le luci di New York scorrono veloci, sfocate.
Come se la città stesse andando avanti senza di me.

Quando arriviamo a casa non ricordo nemmeno di essere sceso dalla macchina.

So solo che a un certo punto sono seduto sul letto con i pugni stretti

Cazzo.

Aveva solo paura.

E io l'ho spinta.

Aveva bisogno di essere capita.

E io l'ho ferita.

Sento Holly parlare piano con Colin in cucina.

«Dobbiamo dirglielo.» sussurra.

«Non adesso.» risponde lui.

Chiudo gli occhi.

Vorrei solo dormire.

Spegnere tutto.

Respiro.

Provo a calmarmi, ma non cambia il fottuto risultato di questa equazione.

Perché la verità è una sola: l'ho persa io.
È ufficiale!

Non per quello che è successo stasera.

Ma per tutto quello che non ho capito prima.

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