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Mario continuava a tenermi per mano, ma io mi sentivo a disagio!
Non capivo il perché, forse perché eravamo sempre stati amici da tanto tempo e il nostro fidanzamento mi confondeva un po'.
Un bambino interuppe i miei pensieri.
<Mario ti cerca il prof di italiano...>ci disse il piccolo.
<Ok, devo andare, torno presto>e solo dopo avermi dato un bacio sulla guancia si incamminó verso l'aula del prof.
Rimasi da sola con i miei pensieri e mi accorsi che tra poco dovevo andare a lezione anch'io.
<Jessy>mi interruppe bruscamente una voce che conoscevo troppo bene.
Matteo? Cosa vorrà?
<Ti ho detto di non parlarmi!>gli risposi secca e per dare più enfasi al discorso mi voltai dall'altra parte.
<Non fare così... volevo solo congratularmi, ho saputo che ti sei fidanzata con Mario!>urlò ma si capiva chiaramente che era ironico.
<Sì, grazie!>escalmai io, tutto questo accompagnato da una risata isterica.
<E tu sei felice?>continuò lui imperterrito.
<Si>dissi tutto d'un fiato.
Ma perché me lo stava chiedendo? A lui non importava nulla di me, era stato molto chiaro.
<Sei più felice con lui? O con me?>chiese con uno sguardo malizioso, mentre che cominciava a farsi più vicino.
Non sapevo cosa dire, mi mancava l'aria, mi sentivo soffocare.
<Perché me lo chiedi?>sussurrai con voce tremante, anche se dentro di me cercavo di mostrarmi sicura.
<Tu mi piaci>constató solo prima di baciarmi, in un bacio passionale.
Era proprio come lo ricordavo! Ma allora, non era un sogno! O si? Non ci capivo più nulla!
<Sono fidanzata!>escalmai smettendo di baciarlo, ripetendo a me stessa che per lui tutto era solo un gioco.
<Ma lo ami? Lo ami come ami me? Se mi dici che lo ami ti lascio in pace!>pronunciò quelle parole con una sicurezza tale, che mi venne voglia di cancellargli quel sorrisetto dalla faccia.
<È buffo che sei proprio tu a chiedermelo. Tu non sai cos'è l'amore, sei ogni sera con una ragazza diversa. Lo so che mi stai prendendo in giro e questa volta non ci casco!>feci per andarmene ma lui mi trattenne.
<Non è così! Aspetta!>cercava di trattenermi con tutte le sue forze, ma io non mi lasciai intimidire.
<No, questa volta non ci cascheró! Ti ho dato tante possibilità e tu le hai sprecate tutte, ora basta! Non sono il tuo piccolo giochetto!>appena finí di parlare suonò la campanella.
<Devo andare in classe!>dissi, lui lasció finalmente la presa e io me ne andai, lasciandolo lì triste e sconsolato.
Chi si credeva di essere? Pensava che quando mi avrebbe desiderato, io avrei mollato Mario per fidanzarmi con lui? E poi non sarebbe durata, mi avrebbe sicuramente lasciata per un'altra. Non ci stavo più! Non ci ero mai stata, anche se una parte di me non poteva fare a meno di pensare:"E se fosse sincero?"
Non dovevo preoccuparmi più, per fortuna incontrai Mario che mi fece distrarre un po'.
<Mi hanno fatto uno scherzo>mi disse e se io non avessi appena incontrato Matteo, avrei riso di cuore.
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