23
<Sì di te, io non sono come credi tu! Io sono una brava persona è ho bisogno di un' amico>dissi con tutto il fiato che avevo in gola.
<Una brava persona che esce con Matteo?>rispose incredulo.
Ecco, lo sapevo che sarebbe successo, mi stava giudicando, ed io non ero pronta.
<È complicato, mi aiuterai?>chiesi, con le dita incrociate.
<Va bene, ma come posso aiutarti?>sospirai di sollievo, era tornato il mio Mario.
<Usciamo qualche volta, come amici!>ci tenni a speficare, non volevo creare situazioni imbarazzanti.
<Si sarebbe bello>constató.
Io mi asciugai le lacrime e sorrisi, sperai che dietro il telefono lo facesse anche lui.
Cominciammo a uscire e lui fece rinascere in me la Jessy che pensavo non esistesse più.
Sembravano tornati i vecchi tempi, quando ancora non avevo conosciuto Matteo.
Ero di nuovo felice.
<Sai non bisogna mai giudicare le persone dal loro aspetto, io pensavo che tu eri insopportabile. Invece sei unica, tutto il resto non conta>pronunciò queste parole un giorno Mario.
"Tu sei unica, tutto il resto non conta" quelle parole risvegliarono in me un ricordo, me lo diceva anche prima.
Grazie a Mario riuscivo a sentire che la vecchia Jessy era ancora dentro di me, avevo solo bisogno di ritrovarla.
Mi mancava quella parte di me, così pazza, divertente e strana.
Ma la felicità non poteva durare a lungo.
Un giorno mentre uscivo da scuola, Matteo mi fermò per parlarmi.
<E così ti sei messa con quello, come si chiama Mario!>esclamó, sembrava quasi arrabbiato.
<Non mi sono messa con nessuno>non capivo perché non mi lasciasse in pace.
<Dicono tutti così>sussurrò ancora più seccato.
<È la verità! E poi cosa ti importa?>era vero, a lui non importava niente di me, quindi non doveva interessarsi alla mia vita.
Fece un respiro profondo e guardò il pavimento, sembrava preoccupato, come se non sapesse cosa fare.
<A me importa di te>disse con fatica.
<Sì, certo e tu pensi che ti creda>ma nella mia testa continuarono a rimbombarmi quelle parole.
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