18.
Cinque mesi dopo
" Caro Harry,
non so perché ti ho scritto dopo tutto questo tempo, ma ho sentito il bisogno di farlo.
Io sto bene, vivo in pace qui e, anche se non parlo mai con nessuno, sono abbastanza felice.
Certo, non posso negare che mi manchi avere accanto qualcuno con cui chiacchierare e magari ridere, ma, in fondo, la vita che ho adesso è ciò che mi merito.
Sai, ho ripreso a mangiare bene e a non bere più e, se tu mi vedessi ora, mi troveresti simile al tuo vecchio amico di un tempo.
Un contadino che viene alla villa a portare frutta e verdura mi ha regalato un cucciolo di cane ed è bellissimo, tutto nero con delle macchioline bianche in testa.
L'ho chiamato Harry e....devi scusarmi se ho dato il tuo nome ad un animale, ma, quando chiamo lui, mi sembra che tu, in un certo senso, sia qui con me.
Uno dei mie schiavi che riceve notizie da Roma, mi ha detto che sei un ottimo imperatore e che ti stai per sposare.
Non so chi sia il tuo fidanzato, ma mi auguro che ti renda felice come ti meriti.
Se la mia vita fosse stata diversa e se io, soprattutto, fossi stato diverso, mi sarebbe piaciuto essere al suo posto e vivere per sempre con te.
Mi manchi davvero tanto...
Scusami se mi sono permesso di scriverti.
Ti voglio bene,
Louis "
Harry posò la lettera che aveva appena letto sul tavolo e un sorriso si dipinse sul suo volto.
Venne distratto dai suoi pensieri da un leggero colpo di tosse alle sue spalle.
Si voltò e si trovò di fronte il suo segretario elegantemente vestito.
" Quando vuoi, Cesare, tutto è pronto per la cerimonia. Ci sono già tutti gli invitati e anche i sacerdoti di Venere " disse l'uomo con un inchino.
Harry si alzò e si sistemò la tunica di oro e porpora che indossava.
" Andiamo, sono pronto " esclamò con voce chiara.
Il segretario uscì dalla stanza e Harry lo seguì.
Mentre percorreva i lunghi corridoi del palazzo, ripensò alla lettera di Louis e alle sue parole cariche di nostalgia.
Ad un certo punto, però, scosse la testa per ritornare con i piedi per terra.
Stava per sposarsi e non aveva tempo per pensare al passato.
Scusate l'assenza ma ho avuto problemi in famiglia
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