17.


" Per me ?" chiese Harry allibito.

" Già " rispose Louis stropicciando la stoffa della coperta con cui era avvolto.

" Non capisco " insistette il riccio spaesato.

" Ora ti spiego... " disse Louis spostandosi i capelli dal viso.

" Quando era ancora viva Lucilla, un giorno mio padre mi chiamò nel suo studio e mi disse che aveva intenzione di farmi diventare tuo marito.
Io...io ero felice perché tu mi sei sempre piaciuto e ti volevo davvero bene.
Poi, però...è successo quello che è successo e...e ho capito che non andavo bene per te..."

Harry spalancò gli occhi perplesso.

" Allora io mi sono detto " continuò Louis " che tu non ti meritavi una persona come me, con una famiglia simile.
Così ho iniziato a bere e ad andare a letto con tutti...
Sapevo che non mi avresti più voluto e così, infatti, è stato e io sono...sono felice...
Tu non ti meriti uno come me...
Io non merito niente, aveva ragione mio padre quando me lo diceva.
Appena me lo concederai, tornerò a Capri e non ti darò più fastidio "

" Louis...io non so cosa dire, mi dispiace... " disse Harry.

" Ormai la nostra amicizia è compromessa per sempre, è inutile che ci giriamo intorno.
Per te e per Roma è meglio che io me ne vada, qui sarei solo criticato e guardato con disprezzo.
Permettimi di partire, per favore " insistette Louis.

" Va bene " rispose Harry " dopo i funerali di tuo padre, potrai tornare a Capri "

E così avvenne...

La mattina dopo la celebrazione delle esequie per Marco Aurelio, un carro si presentò davanti alla porta secondaria del palazzo reale e Louis vi salì.

Si voltò verso Harry che l'aveva accompagnato e disse:

" Grazie per avermi abbracciato, accarezzato e ascoltato la sera della morte di mio padre...nessun uomo l'aveva mai fatto con me.
Ti auguro tutta la felicità del mondo..."

Harry non disse nulla, si limitò a salutare con la mano quello che una volta era stato il suo migliore amico.

Non si accorse delle lacrime che bagnavano le guance di Louis....

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