Cap 1

Un'umana si approssima.

Sensazione?

Vibrazioni invisibili avvolsero Harriet.

Ordinarietà.

La sorveglianza rientrò nella quiete.

Harriet, intanto, si fermava ad ammirare la grande villa al di là della strada. Il fatto che il professor Murray vivesse a Brighton era stato decisivo nello scegliere di recarsi a visitarlo, anziché convocarlo nel suo studio.

Quando le era stata assegnata la perizia, infatti, stava proprio meditando di passare qualche giorno di riposo in quella località marina. Aveva esaminato il materiale e deciso d'impulso: avrebbe lavorato e poi fatto la breve vacanza che desiderava.

Ora ammirava la facciata elegante, il doppio ordine di finestre con le riquadrature di legno candido, e il tetto spiovente di grigia ardesia, scandito dagli abbaini. Amava l'architettura di quelle ville, e questa poi era una splendida dimora, col prato verdissimo in lieve pendenza che accoglieva il visitatore, e cespugli di rose rampicanti che aggiungevano colore al crema luminoso dei muri. Non comunicava la stessa austerità imbronciata delle altre case signorili della via: era più una dama sorridente, di una certa età, forse, ma vitale e affascinante.

Harriet si accomodò meglio la cinghia della borsa sulla spalla e si avviò sul breve vialetto d'ingresso. Il suono del campanello le sembrò in sintonia con lo stile del luogo: un morbido, classico echeggiare di note a cui accorse la governante.

Dopo essersi sincerata del suo nome, la donna le fece strada fino allo studio del professor Murray, precedendola lungo un corridoio che pareva una galleria e che le condusse sul lato opposto della casa.

Entrarono in un ambiente luminosissimo, affacciato sul parco retrostante la villa. Un'ampia bow window caratterizzava lo studio, più che una finestra era come se un'intera parete di vetro li riparasse dall'aria frizzante del mattino, senza privarli del contatto visivo con il verde.

Le venne incontro un uomo dalla corporatura massiccia.

«Miss Dixon, presumo» disse con voce baritonale, indicandole la stanza come gliela presentasse. Harriet girò lo sguardo per familiarizzare con il mobilio, e si compiacque della composta eleganza del luogo. Dalla parete opposta alla finestra, un enorme camino dominava la stanza, fiancheggiato da due ampie poltrone; alte librerie coprivano i muri e una scrivania era disposta in favore di luce, con altre due poltroncine fiorate a corredo.

«È un piacere conoscerla, professor Murray» rispose Harriet fermandosi nel centro dell'ambiente e tendendogli la mano. L'anziano signore la prese con stile e fece un mezzo inchino, in un compitissimo baciamano che mise alla prova il suo girovita abbondante.

Al gesto Harriet sorrise, il datato gentiluomo le ricordava suo nonno, con i baffoni e i candidi capelli che sfuggivano disordinati da una sorta di papalina da casa. Provò per lui immediata simpatia, e si dispiacque che fosse un motivo professionale a portarla in quella casa.

«Miss Dixon, apprendere la sua qualifica professionale mi ha sollevato una certa curiosità» diceva intanto il professore invitandola di nuovo, con un gesto eloquente, ad accomodarsi.

Harriet cercò di conservare la gradevole vista sul parco e scelse una delle poltroncine, quella orientata verso la finestra, lasciando l'altra con le spalle al verde al suo ospite.

Il professore, a sua volta, si avvicinò alla poltroncina vuota e la ruotò alquanto verso i vetri, prima di accomodarsi. Harriet annotò il gesto, e ipotizzò che ancor più di lei l'uomo preferisse discorrere con quel panorama familiare sotto gli occhi. Biologo e botanico, era segnato sulla sua scheda.

«Professor Murray, se fosse così gentile da rispondere ad alcune mie domande potrei lasciarla tornare in modo rapido alle sue occupazioni» gli si rivolse in modo diretto. Era stata incaricata di condurre un esame accurato, ma sperava di riuscire a farlo senza risultare asfissiante o opprimente.

«Potrebbe prima precisarmi, in modo più puntuale, in che veste lei è qui, Miss Dixon?» le replicò il professore.

Harriet, seduta con mezzo viso illuminato dal sole, sospirò. Domanda poco arguta, per un uomo di scienza, pensò. Si era infatti preoccupata di qualificarsi con precisione, nel chiedere quel colloquio.

Ma l'anziano specificò subito meglio la sua curiosità. «Mi premerebbe sapere se lei è uno psichiatra di parte, incaricato dai miei adorabili nipoti, o se è un perito del tribunale, incaricato a seguito della denuncia della mia famiglia. Sono così spaventati, i miei 'cari', dalle mie cosiddette ossessioni, che stanno tentando di farmi interdire».

«Sono un perito del tribunale» gli rispose tranquilla. Sapeva che avrebbe dialogato con un uomo di cultura, e per capire di più della sua psicosi si era prefissata di instaurare con lui un rapporto sincero e amichevole.

Murray la avvolse con uno sguardo attento, indagatore. «È molto giovane per un ruolo così delicato! Sbaglio a darle non più di trent'anni?»

Rimase incerta se intendesse a suo modo farle un complimento per l'aspetto giovanile, o se piuttosto manifestasse sfiducia per la eventuale mancanza d'esperienza. Sorrise, ma con poca convinzione.

Il professore, quasi avesse colto il suo dubbio, aggiunse: «La mia voleva essere una constatazione ammirata, Miss, per aver lei compiuto in modo tanto rapido un percorso così notevole. In realtà, secondo la programmazione naturale dell'organismo umano, lei è una persona nel pieno della maturità, ma le conquiste della medicina, col raddoppiare l'aspettativa di vita dei secoli passati, rendono la sua età una prima giovinezza». S'interruppe e risistemò i lembi della giacca da camera, che tiravano sul ventre rischiando di aprirsi. «Nel giudicare circa l'età di qualcuno» proseguì finendo di assestarsi nella poltroncina, che per la sua mole sembrava insufficiente, «oggi siamo vittime di una sorta di distorsione ottica. Ci paiono ancora ragazzini giovani che la natura, e la nostra stessa società di due millenni fa, avrebbero da tempo ammesso alla maturità e alla riproduzione».

«Sta tentando di farmi sentir vecchia, professor Murray?» sorrise Harriet a tutta quella eccentrica digressione, decidendo di prenderla con leggerezza. E con una punta di malizia accavallò le gambe, che sapeva lunghe e ben fatte, fasciate nel tailleur pantaloni color cammello.

«Ma no, certo che no, Miss Dixon! Riflettevo solo che certi lavori molto qualificati, come il suo, inducono a rimandare tappe importanti della vita, in favore della preparazione professionale. Lei avrebbe potuto già essere madre da tempo, ma diventare una professionista l'avrà, di fatto, obbligata a dedicarsi solo allo studio. L'accumularsi di così tante conoscenze, in ogni campo della scienza, ha portato questa conseguenza: l'epoca dell'apprendimento per un giovane contemporaneo perdura molto oltre ciò che la natura avrebbe disposto».

Harriett lo soppesò con calma. Certo che è una persona loquace! Bene, questo renderà il mio obiettivo più facile da raggiungere. Comunque, me lo ricorda davvero tanto, il nonno. Questione di generazione, direi, anche lui non manca mai di rimproverarmi, in modo poco diplomatico, che avrei dovuto già da tempo dargli dei pronipoti.

La donna sorrise e scosse appena la testa. Ciò che conta, ai fini del mio lavoro, è che non sia sospettoso né maldisposto. Magari anche non troppo reticente. Vedremo.

«Le sue riflessioni non sono prive di fondamento, professore. Finora non ho avuto affatto tempo per dedicarmi al progetto di creare una famiglia. Per fortuna, effetto ottico o no, mi sento ancora piuttosto giovane. Converrà con me che l'età non è solo un fatto anagrafico» disse per non contraddirlo. Poi, ritenne di poter tornare con franchezza all'argomento che le premeva. «Ma parliamo di lei; ha appena accennato, prima, che si sta cercando di interdirla. Mi spieghi, la prego, perché a suo avviso si tenta di farlo e, soprattutto, perché tale istanza dovrebbe invece essere rigettata dal tribunale».

L'anziano sorrise con fare gentile e incrociò le mani sul ventre con aria pacifica.

«Ignoro se sia davvero informata solo a grandi linee dell'intera vicenda, o se invece sia a conoscenza di tutta la situazione, nel dettaglio, e chieda la mia versione dei fatti solo per farmi parlare e giudicare della mia lucidità. Non ho mai approfondito certe tematiche e non so come si decida della sanità mentale di un uomo. Posso però affermare senza tema di smentita che il movente dell'istanza presso il tribunale è puramente economico. Sono una persona molto facoltosa e senza discendenti diretti. Quindi i miei parenti più prossimi hanno molto interesse a che io non spenda, in questi anni che è presumibile possa ancora vivere, troppi dei miei soldi. Anzi, se potessero togliermi il diritto di spenderne più affatto, di soldi, questo consentirebbe loro, alla mia futura e punto compianta dipartita, di ereditare una cospicua fortuna». L'anziano si chinò in avanti e abbassò la voce. «Detto tra noi, io sarei invece proprio desideroso di utilizzare tutto ciò che posseggo in modo assai migliore, che non per rendere benestanti queste persone che non mi hanno mai offerto, neppure per decenza, un minimo di calore familiare».

Il signore canuto poi si alzò, un po' a fatica, e additò con garbo il parco. «Si sentirebbe distratta dal parlare camminando? L'età esige che faccia una lunga passeggiata tutti i giorni, e a quest'ora sono solito fare un giro tra le serre per visitare le mie amiche piante. Certo saprà che sono un biologo e un botanico appassionato, credo che risponderei a ogni sua domanda più rilassato, in quel contesto».

Harriet si alzò senza esitare. «Ma volentieri! Sarà un piacere anche per me discorrere passeggiando» rispose.

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