31.
[revisionato]
*Matthew*
L'odore di medicinale mi penetra nelle narici e mi arriva fino in fondo all'anima. Non può curare anche quella, come cura le mie ferite?
Siamo in ospedale da ore, sono a pezzi e vorrei dormire, ma il dolore al costato e al viso me lo impediscono. Tre punti di sutura sul sopracciglio. Costola incrinata. Ferite e contusioni varie. Che serata di merda. Non era stato sufficiente dover sopportare lo spettacolino delle cheerleader al pub e le idiozie che, nel frattempo, sparavano Jude e gli altri. Anche la rissa. Se solo ci fossimo incamminati nella direzione opposta. Se quei coglioni della squadra di football fossero rimasti al pub il tempo sufficiente per far sì che, una volta fuori, non avessero incontrato quel gruppetto del primo anno. Se, se, se... se non mi avessero spinto mentre tenevo fermo Stuart ora non sarei ridotto così. Codardo. Colpirmi mentre stavo cadendo.
Non sono riuscito a convincere Jude che non ho bisogno di una balia e a tornare al campus. Si sente in colpa per non essere venuto subito a cercarmi, per essersi lasciato prendere dal panico al solo sentire nominare la ronda. Come biasimarlo? La punizione per chi viene beccato in mezzo a una rissa è l'espulsione. Gliel'ho detto mille volte, ma non c'è verso che si dia pace. Domani cercherò di convincerlo che va bene così, ora sono troppo stanco. Triste. Senza energie.
Nella mente continuano a passare flash disordinati della nottata appena trascorsa, come in un film inceppato. Le birre. Le risate al pub. La faccia di Stuart, paonazza e stravolta dall'ira e dall'alcool. La rissa. I commenti da caserma sulle ragazze che ballavano. Le ragazze. Anna Walker. Lei, sempre lei. Che balla. Che trasalisce nel vedere il mio viso ferito. Che mi risponde, furiosa. Che mi trascina quasi di peso fino al pub. Che mi pulisce le ferite, incurante del fatto che si sta sporcando. Che dorme seduta su una sedia sgangherata, con il viso abbandonato sul tavolo. Senza trucco, con i capelli in disordine, stremata e insudiciata dal mio sangue. Distrutta. E bellissima. Mi ha lasciato senza fiato quando me la sono trovata davanti, aprendo gli occhi dopo un breve assopimento. Lei, sempre lei, la mia nemesi. Pensavo di poter fuggire dal mio passato, di essermene liberato ma non è così. È inutile che volti le spalle, è tornato a tormentarmi e lo farà sempre. Anche attraverso di lei. A cosa è servita quella scortesia gratuita, non averla neppure ringraziata dell'unico atto di gentilezza disinteressata che le abbia mai visto fare? Far pagare a lei colpe di altri, solo perché appartiene a quel genere di persone, a che pro? Sento ancora il suo sguardo perforarmi la schiena mentre, aiutato da Jude e Jon, uscivo dalla piccola stanza del pub per andare in ospedale come se lei non fosse presente. L'ho fatto apposta, ho volto punirla per quello che è, per cosa rappresenta. Ho voluto farle capire che non vale niente nonostante tutti la osannino. Nonostante in quel momento fosse priva delle sue solite maschere e avesse mostrato un lato umano e "normale". Sapevo che non era giusto, ma l'ho fatto lo stesso. Con soddisfazione, come se colpire lei potesse lavare gli errori del passato.
Cosa mi sta succedendo. Non voglio tornare indietro a quello che ero quando... no. Qualsiasi cosa fuorché quello.
Andrò a ringraziarla. Forse così riuscirò a vederla come una persona qualsiasi e, dopo, potrò cancellare del tutto anche lei e avere un po' di pace. Un "grazie" e game over Anna Walker. Basta. Non sarà difficile. Bisognerà che non sia difficile.
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I pensieri di Matthew dopo la serata. Parte "non prevista"... mi è venuta in mente stasera e l'ho scritta di getto, augurandomi che abbia un qualche senso. Un bacio, grazie per il calore e la partecipazione con cui state seguendo questa storia, non mi stancherò mai di ripeterlo. Siete così inaspettatamente tanti... Spero di essere all'altezza. :-*
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