Capitolo 11

Rob's POV
Mi ritrovo a fissare il diploma appeso alla porta davanti a me.

Un po' titubante, busso...

Sto per aprire la porta quando, mi guardo intorno per vedere se c'è qualcuno, e vedo Lisa a braccetto con Mya che sta andando verso la sua classe. Non voglio che mi veda entrare qui. Non voglio che pensi che io sia pazzo. Perché io non sono pazzo!

Cerco di allontarmi più velocemente possibile. Spero che non mi abbia visto!

Percorro le scale, proprio di fianco allo studio del Dott. Flint, e mi dirigo verso la mia classe al piano inferiore.

Non credo che mi abbia visto, era troppo intenta a parlare con la sua amica...

La giornata scolastica passa lenta tra mille pensieri e domande.

La campanella è suonata ormai da qualche minuto, e subito si genera il caos tra i corridoi della scuola. Non si capisce mai nulla. Gente che corre a destra... Gente che corre a sinistra.

"Adesso non c'è nessuno che mi può vedere" penso mentre mi dirigo al piano superiore.

Medesima scena.

Busso un paio di volte, per poi poggiare la mia mano sulla fredda maniglia della porta. Appena entrato stento a crederci. Mi sarei aspettato un signore sulla cinquantina, o anche più... Un signore di una certa età insomma. Invece mi sbagliavo. Vedo davanti a me un ragazzo giovane. Poteva avere massimo trent'anni.

Robusto e tonico di corpotura, occhiali da vista, corvino di capelli, con degli occhi color Ambra che facevano molto contrasto con il colore scuro di capelli.

"Salve, posso esserle d'aiuto?? Io sono il Dott. Flint" mi dice lui sorridendomi.

Un po' impacciato, e nervoso per la situazione, mi siedo sulla sedia davanti la sua scrivania e gli spiego un po' il mio pensiero. Ovvero quello di parlare con qualcuno di competente, di questo mio "problema" se così si può definire.

Mi stupisco della sua professionalita e competenza. Mi dice, con molta gentilezza, che non sarebbe stato nulla di che. Delle semplici sedute, fissate in precedenza con degli appuntamenti. Sarebbe stato come parlare con un amico di quello che mi passava per la testa. Come uno sfogo. Mi dice, anche, che ovviamente le sedute sarebbero state gratis essendo un servizio pubblico offerto dalla scuola.

"Okay signor Rob, allora la seduta è fissata per domani alle ore 17 " mi dice lui, in piedi, stringendomi la mano e sorridendomi.

Lo saluto, lo rigranzio, e mi dirigo verso la porta. Quando...

"Signor Rob, mi raccomando... Non faccio caso a quello che dice la gente se la vede venire qui. Lei non è pazzo! Lei ha solo bisogno di fare un po' di chiacchiere con qualcuno, non c'è nulla di strano o sbagliato" dice lui sempre sorridendomi con molta gentilezza.

Sorrido spontanemanete...

Lo ringrazio ancora, per poi chiudere la porta dietro di me.

Che strano... In un attimo ha capito il mio stato d'animo. Ha capito come mi sentivo in quel momento.

Ho fatto proprio la scelta giusta ad andare da lui!

Mentre percorro la strada di casa mia, stranamente, sono felice. Non lo ero da un po' di tempo. Sono felice per aver trovato qualcuno con cui parlare. Ne avevo bisogno. Qui non ho amici. Ma non ne ho mai avuti infondo... Tutti quanti mi stavano alla larga. I genitori dicevano ad i miei amici di starmi lontano. Non ho mai potuto giocare con loro. Ero costretto a giocare da solo dentro casa mia.

Ma ora, invece, mi sento meglio. Spero che nella seduta di domani vada tutto bene.

Una volta arrivato a casa mia, dalla contentezza, decido di scrivere a Lisa. Non so, ma mi fa piacere sentirla.

Ormai è da un po' che parliamo. Abbiamo deciso, insieme, di andare a prendere un gelato magari facendo una passegiata. Ci diamo appuntamento in una splendida piazzetta, al centro di  un parco immerso nel verde.

Mentre cammino, da lontano la vedo già seduta su una panchina. Mi sta scrutando e osservando...

Ci salutiamo e iniziamo a parlare.

Parlare dal vivo è tutta un altra cosa!

Subito si instaura un feeling tra noi. Iniziamo a ridere e scherzare, mentre mangiamo il gelato preso poco fa.

Si è fatto un po' tardi. Il buio inzia a scendere sulla città, e con lui anche il freddo.

Dopo una chiamata, da parte della mamma di Lisa, decido di accompagnarla a casa. Lei ha accettato. Non mi andava di farle fare il tragitto da sola, e poi io devo comunque passare da lì per andare a casa.

Arrivati davanti al vialettto di casa sua, ci salutiamo scambiandoci un bacio sulle guance.

Che giornata oggi... Piena di belle emozioni! Così bella, che non ho fatto nemmeno caso alle solite voci che sento dentro  la mia testa.

Lisa's POV
Sono seduta su questa panchina da qualche minuto ad aspetare Rob. Di solito sono le ragazze che si dovrebbero far aspettare... Ma non fa nulla.

Lo vedo in lontanaza che cammina verso di me.

Non so...

Ha un qualcosa di già visto...

Ho come la sensazione di vivere un déjà-vu.

Mi ricorda una scena già vista... Ma quale ??

Lasciamo stare. Ormai è arrivato qui, non posso pensare a queste cose.

Il pomeriggio passato insieme è stato molto piacevole. Il gelato era ottimo, e le risate non sono di certo mancate. Purtroppo però, mia madre mi ha già telefonata per dirmi di tornare a casa. Rob si è offerto di accompagnarmi, e io gli ho detto che per me non c'era nessuno problema. Anzi, non mi dispiaceva il fatto che ci fosse un ragazzo con me dopo la brutta "esperienza" dell'altra sera...

Arriviamo davanti al vialetto di casa mia, ed è arrivato il momento di salutarci.

Mentre mi incammino verso la porta, sento un rumore di mettalo contro il suolo.

Mi giro, e mi piego, per prendere la chiave da terra, e...

Spalanco gli occhi! Rimango attonita a guardare quella scena! A guardare Rob che cammina sul marciapiede passando tra i lampioni, accesi per il buio.

Adesso il déjà-vu è molto piu chiaro!

Non ho dubbi!

Mi è rimasta impressa nella mente la postura, e l'andatura, di quella misteriosa persona che mi osservava, da dietro il lampione vicino casa mia. Era la stessa che sto osservando ora!

Era la stessa di Rob!

#MySpace
(Scusate se uso sempre le Pietre Preziose come descrizione di qualcosa, ma ne sono fissato haha..)

Lisa avrà ragione ?? O sarà solo un semplice scherzo del destino ??

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