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P.O.V Allison

Mi risvegliai riconoscendo il rumore dei grilli notturi fuori dalla mia tana; i miei occhi si aprirono molto lentamente ed una leggera brezza fresca arrivò da fuori, entrando nella mi a tana e facendomi venire la pelle d'oca per il brio. Le mie palpebre erano pesanti e per qualche motivo i miei occhi bruciavano come se avessi dormito poco e nulla. Ero ancora stanca; stare in questo corpo mi aveva resa più debole. Forse era solo questioe di abituarsi, ma avevo l'impressione che avesse a che fare con il fatto che fosse una così detta "Omega".
Mi ricordai subito che Omund doveva portarmi a fare quel maledetto giro di vedetta, ma non era venuto a svegliarmi... perché? Guardai fuori dalla tana: era notte. Forse si era dimenticato, ma ne dubitai fortemente.
Mi sitracchiai e sbadigliai, arruffando il pelo e allungando sia le zampe posteriori che quelle anteriori; era una bella notte d'autunno, e presto sarebbe arrivato quel benedetto inverno di cui tutti parlavano, convinti che non ce l'avrei fatta da sola in queste sembianze in quanto più debole.
Uscii dalla tana e mi sedetti davanti ad essa, guardando il paesaggio notturno, notando che avevo pure ereditato una vista al buio più efficace di quando ero ancora umana.
Tra tutte le ragazze doveva capitare a me, doveva succedermi di diventare un licantropo e capitare in questa situazione nuova e ostile.
Sospirai stressata, e poi, sentii dei passi venirmi incontro e lo sguardo dell'Alpha a pochi metri di distanza da me.

"Devo ammetterlo... pensavo non saresti resistita un giorno nei Beta Eyes." Disse l'Alpha, sedendosi accanto a me. Rimasi sorpresa della sua presenza, aveva aspettato tutto questo tempo che fossi rimasta da sola per parlarmi?
Mi spostai di poco, cercando di stargli il più lontano possibile.

"Lo sento il tuo odio per me... lo percepisco..." aggiunse il lupo, ghignando.

"Allora dovresti capire anche del perché." Risposi, guardandolo cupa, "So che sei stato tu a trasformarmi in questo mostro."

"Stavi camminando in un territorio che non ti apparteneva e che avevi interrotto una battuta di caccia notturna. ci tengo anche a dire che io non ho fatto nulla; il mio morso ha solo scatenato qualcosa che avevi già dentro di te. Tu eri già un licantropo prima che io ti mordessi albraccio quella otte con le tue stupide amiche." Ribatté Neorn, "I tuoi genitori erano licantropi."

Rimasi scioccata da quelle parole; non avevo mai conosciuto mia madre e mio padre, mio nonno mi aveva sempre raccontato che erano morti in un incidente stradale quando ero ancora piccola e quindi non ebbi mai il tempo di conoscerli. Forse era tutta una menzogna e lui lo sapeva e aveva deciso di tenermelo nascosto per proteggermi.

"Mi cercheranno. Mio nonno sicuramente mi cercherà." Dissi secca, "E' un bravo cacciatore. E presto anche la polizia si metterà a fare indagini sulla mia scomparsa e quella di Lily ed Amy, almenochè non siano riuscite a scappare e a segnalare loro stesse la mia scomparsa. "

"Le tue amiche sono morte, Allison." Rispose lui, "Le ho uccise io."

Il mio corpo sembrò precipitare giù nell stomaco, il fiato si fermò per un breve momento e i miei occhi iniziarono a pizzicare dal pianto.

"Non è vero." dissi con il fiato sospeso, "Mio... mio nonno verrà a cercarmi."

"Se noi moriremo, chi ti insegnerà a tornare come prima?" Ribatté lui, ghignando di nuovo.

"Perché non mi uccidi come hai fatto con Lily ed Amy?" domandai mentre le lacrime iniziarono a rigarmi il viso e la vista divenne appannata.

"Perchè dal primo momento che ci siamo incrociati ho visto la grinta nei tuoi occhi. Una grinta che nemmeno i miei due figli hanno. Tu sei un assassina a sangue freddo come me, come un vero lupo." Rispose lui, i suoi occhi sembravano essersi illuminati con emozione, "Sarai pure una mezza Omega, uno scherzo della natura, ma ho visto la tua aura, e tu sei portata per uccidere."

"Non è vero."Risposi, "Non ho mai ucciso nessuno!"

"Lo farai un giorno, lo so che lo farai e lo sai pure tu che quel giorno arriverà."

Neorn si alzò, si scrollò la terra di dosso, mi lanciò un ultima occhiata e si incamminò verso il resto del branco, sparendo nel buio della notte e tra i fitti cespugli, lasciandomi sola a piangere. Avevano ucciso le mie amiche ed era tutta colpa mia; non saremmo mai dovute venire, avrei dovuto fermarle, ed ora che i loro corpi erano sicuramente stati rivenuti, tutti quanti avranno pensato che anche io avevo fatto la stessa fine... forse anche mio nonno lo pensava...
Piansi con tutto il fiato che mi restava, le lacrime continuavano a scivolare giù e sentivo una fitta al petto: volevo solamente andarmene da lì, tornare a casa e vivere la mia vita in pace... ma nulla sarebbe stato più lo stesso d'ora in avanti.

P.O.V Omund

Heron si diresse verso Sheila scondinzolando e con quel suo solito sorriso troppo sicuro di sé.

"Ohhh ciao sorellina." Disse lui, sbattedo apposta contro di lei per darle fastidio. Sheila ringhiò ed alzò gli occhi al cielo, spingendolo via con forza.

"Ed ecco il secondo idiota... speravo tanto che un bisonte ti avesse calpestato durante il tuo tragitto qui." affermò lei, con un ghignetto sul muso, aspettandosi che anche lui ci rimanesse male.

"E' così che saluto il tuo gemello? Dai, un abbraccio ci sta per una volta." Replicò suo fratello, che invece si divertiva a litigare e battibecchiare con lei, "Non ti sono mancato manco un po'?"

"A dire il vero... sì... sì mi sei mancato." Borbottò lei, infelice di aver ammesso il fatto che le mancasse un rompiballe come lui. Sheila gli saltò addosso e lo abbracciò forte, facendoli cdere entrambi per terra, scaturedo le risate di tutti quanti, compresi loro stessi. Erano sempre stati inseparaboli, per quanto litigassero sempre per le scemenze più svariate, ma restavano pur sempre gemelli e il loro legame era unico.
Heron era sempre stato il mio migliore amico ed entrambi ultimamente ci eravamo molto distccati da mio fratello, che ormai non ci salutava quasi più ed era impegnato a seguire mio padre in giro.
I due si rialzarono ed heron si rivolse a Lunaris, che sembrava già di cattivo umore, in quanto non le piaceva fare da vedetta notturna.

"Oh, ehi bellezza." Disse lui, facendo l'occhiolino a Lunaris, "da quanto tempo."

"Chiudi il becco o ti sbrano, palla di pelo rossa." Ringhiò la lupa bianca come la neve, il suo sguardo era glaciale.

"Ahi, sempre focosa la tipa." Osservò Heron, facendomi ridere.

"Dai su, non farla incazzare." mi intromisi, cercando di proteggere Lunaris, ma forse in realtà stavo salvando la pelle più ad Heron.

Divisi le squadre per ogni zona da guardare ed ovviamente nel mio gruppo vi erano tutti e tre i miei amici. Iniziammo a camminare attorno al territorio del branco, sarebbe stato tanto terreno da corprire, ma c'era tutta la notte per farlo e fortunatamente vi erano altre tre gruppi ad aiutarci e ancora altri sei gruppi che avrebbero scambiato il nostro turno fino al mattino.
Heron non perse l'occasione di raccontarci delle sue avventure per la ricerca del cibo; ci spiegò che lui e i suoi compagni erano dovuti uscire al nostro territorio per cercare gli erbivori che continuavano a spostarsi di zona in zona. A quanto pare ad Est verso i Red Ears, anche noti come i lupi dell'Est, le prede erano abbondanti e quel branco ne stava beneficiando.
Presto però l'argomento della conversazione cambiò e da lì l'umore cambiò... o almeno il mio.

"Allora, ho sentito che devi badare ad una lupa nuova." Ammiccò lui, "Come si chiama? E' carina?"

NNotai che Lunaris era rimasta in silenzio, ma il suo sguardo era cambiato e continuava a lanciare occhiate segrete verso di me ed Heron, chiaramente infastidita dal nuovo argometo. Sapevo che una mia risposta troppo avventata l'avrebbe chiaramente messa ancora di più di cattivo umore.

"Oh sì, altro che se lo è!" Esclamò Sheila, "Dai Omund, ammettilo che hai già un debole per lei."

"La conosco ammalapena." Risposi di scherno, "No credo rimarrà con noi molto a lungo."

Come faceva Heron a sapere di Allison; era arrivato solo da poche ore. Evidentemente la notizia doveva essersi sparsa molto velocemente e l'arrivo di Allison aveva fatto discutere molto il nostr branco.

"A me sembra solo una cucciola rimbambita." Mormorò Lunaris, calciando un sasso alle sua zampe.

"Solo perché non accetti che è molto più carina di te e perché sai che Omund ci sta posando gli occhi sopra invece che te." Rispose Sheila, ghignando come al suo solito. Quando ci si metteva era dura...
Lunaris le lanciò uno sguardo assassino, ma poi mi guardò e si fermò dall'iniziare un litigio con Sheila, visto che Heron era appena tornato e perché sarebbe stato inconveniente sul psoto di lavoro.

"In ogni caso, samo solo amici- neanche! Non la conosco nemmeno." Chiarificai, non volendo dimostrare o insinuare affatto che forse provavo simpatia nei suoi confronti. Specialmente difronte a Lunaris; le avrei dimostrato che aveva torto riguardo alla nostra ultima conversazione.

"Ho anche sentito che devi trovare una compagna." Disse Heron diventando ancora più fastidioso.

"Io non me la lascerei scappare se fossi in te." disse Sheila, facendomi l'occhiolino.

"È ancora presto per decidere." Ribattei seccato: qesta conversazione stava perdendo il controllo.

"Ma non presto per innamorarsi!" Rispose Sheila.

"Sai... non ho ancora visto questa lupa..." mormorò Heron con tono disinvolto.

Il mio cuore sembrò fermarsi per un attimo, i miei occhi si sgranarono automaticamente e tutto d'un tratto mi fermai sul posto, smettendo di camminare insieme a loro. Conoscevo quel suo tono... sapevo cosa diamine gli stava frullando nella testa, e il pensiero era riuscito a darmi seriamente fastidio.

"Cosa intendi dire...?" chiesi innervosendomi.

"Beh, se proprio non ti piace... potresti lasciarla a me. Ho sentito che è di una bellezza davvero singolare e che già un sacco di lupi nel branco ne sono attratti per il suo aspetto raro." Rise Heron, sentii il suo ghigno divertito dipingersi sul muso, "Ci sono molte voci sul suo conto..."

Mi voltai di scatto verso di lui e prima che potesse reagire gli saltai addosso, ringhiando e mostrando i denti. Sheila sussultò dalla sorpresa, mentre Lunaris non reagì affatto, aspettandosi che lo mettessi al suo posto così che smettesse di parlare di Allison una volta per tutte.

"Chi o cosa ti ha fatto pensare che che puoi parlare di lei in questa maniera?" Ringhiai guardandolo dritto negli occhi, sentendo il suo cuore battere veloce e il suo respiro accellerare sempre di più, "Lasciala stare, è stato incaricato a me di proteggerla, non a te. Stai al tuo posto, o te lo farò capire in un'altro modo. Toccala una volta senza il suo consenso e sei un uomo morto."

Heron annuì in fretta e io lo lasciai andare, levandomi da sopra di lui. Il lupo rosso si rialzò in fretta e mi guardò sorpreso per la mia reazione; non gli ero mai saltato addoss prima d'ora, e tutti quanti erano rimasti scioccati dal mio gesto così avventato ed emotivo.
Mi guardai attorno trovandomi gli occhi di Sheila e pure quelli di Lunaris putnati su di me, sorpresi dalle mie minacce e dalle mie parole così dure... avevo perso il controllo, e a dire il vero ero rimasto sopreso pure io.
Nonostate ciò, non potei fare a meno di essere lieto di aver deciso di non portare Allison con noi quella sera.

P.O.V Allison

Avevo pianto da sola per ore, al che i miei occhi erano secchi e le palpebre bruciavano per via delle lacrime salate. Mi asciuguai il viso e cercai di riprendermi dalla fittal al cuore che Neorn mi aveva causato e rimasi in silenzio a ponderare sulla mia attuale situazione e quanto fosse complicata, finché ad un certo punto, qualcosa mi  tirò piano la coda ed io mi alzai di scatto per lo spavento.
Mi voltai e mi ritrovai tre lupacchiotti sobbalzare e cadere indietro dallo spavento per la mia reazione così veloce. Due dei cuccioli avevano un mano color nocciola, mentre il terzo aveva un manto grigio; ma tutti e tre condividevano gli stessi occhi gialli, dimostrado che erano parte del branco.

"Tu... tu...tei Allison? Vero?" Chiese uno dei due lupetti con il pelo marrone; era leggermente più grosso degli altri.

"Sì, esatto... ciao piccoli." Risposi intenreita dai loro sguardi così sorpresi ed innocenti. Non ero mai stata pratica con i bambini, ma ora me ne stavo ritrovando tre davanti e ciò mi mise leggermente a disagio, in quanto non sapevo come comportarmi o come parlargli.

"Che bei occhi." ammise l'altro cucciolo marrone, che si era nascosto dietro al suo fratello più grade insieme a quello grigio.

Sorrisi intenerita dalla loro voce e dal loro modo di parlare, si vedeva che se fossero stati umani avrebbero avuto intorno ai cinque o sei anni di vita e che quindi erano ancora ingenui e privi di pregiudizi nei miei contronfi nonstante avessi chiaramente un occhio azzuro dovuto al mio misterioso lato Omega.

"Come vi chiamate? Così possiamo diventare amici." Domandai, abbozzando un sorriso. La loro presenza mi stava riscaldando il cuore e mi sentivo meglio dopo aver pianto per così tanto.

"Io sono Falmer!" Disse il cucciolo dal pelo color nocciola più chiaro; sembrava il fratello di mezzo tra i tre.

"Io tono Rass." Disse l'altro.

Essendo il più grosso di statura, indovinai che fosse anche il più grade nella cucciolata, ed infine, il terzo e l'unico dal pelo grigio si fece timidamente avanti e disseil suo nome:

"E io tono Elmer..."

"Tiamo tutti e tle fratelli." Disse Rass, faticando a pronunciare ancora le "r" e quindi trascinando un po' le parole. Sembrava il più impavido tra di loro, mentre Falmer dava l'idea di essere il più energico e solare ed infie Elmer dava l'impressione di essere il più timido e riservato tra i tre.

"Bene, ora che ci siamo finalmente presentati, siamo ufficialmente amici adesso." Dissi, ridacchiando.

"Siiiiii!!!" Ulularono tutti e tre all'unisono.

"Ma ora dov'è vostro padre o vostra madre?" Chiesi incuriosita, "E' piùttosto tardi per tre lupetti come voi per aggirarsi così per il branco."

Rass, Falmer ed Elmer si scambiarono un'occhiata a vicenda e poi guardarono il suolo intristiti, stringedomi il cuore.

"Papà è... morto." Rispose Falmer, "da tanto olmai..."

"Mamma si plende cura di noi." Aggiunse Elmer, sempre nascosto dietro Rass, che non si dava problemi a fargli da scudo.

Cosa poteva essere successo a loro padre per morire così presto? Capivo il loro dolore, sapevo come ci si sentiva a non aver mai conosciuto un genitore o ad averlo perso. Per fortuna avevano ancora una mamma che sicuramente gli stava aspettando a casa preoccupata e ansiosa di sapere dove fossero finiti. Decisi di prendere in mano la situazione e portarli a casa io stessa; forse sarebbe stato un gesto che avrebbe anche aiutato la mia attuale reputazione nei Beta Eyes per quanto ingiusta e piena di pregiudizi.

"Andiamo a cercare vostra madre." Affermai con tono deciso, per poi alzarmi in piedi e scrollarmi di dosso la terra dal pelo. I cuccioli mi imitarono alzandosi e facendo gli stessi movimenti, per poi guardarmi ed annuire all'unisono, pronti a seguirmi ovunque gli avrei portati. Fossi stata una persona con cative intenzioni sarebbe stata la fine per loro. Non potevano fidarsi così degli sconsciuti, ma forse non era il mio dovere spiegarglielo.
Iniziammo a camminare verso il resto del branco e presto mi ritrovai io a seguirli verso casa, visto che sapevano loro la strada.

"Mamma dice che dobbiamo stale attenti quando andiamo in gilo. Gli Omega tono da per tutto! Dicono che hanno folmato il loro branco!" ululò Falmer, mentre saltellava quà e là giocosamente.

"Un Omega!" Strillò Rass, puntando a suo fratello minore Elmer, che in quel momento iniziò a ridere e correre via da loro. Falmer e Rass iniziarono ad inseguirlo mentre eravamo ancora diretti verso casa loro, ma non ci volle molto prima che i due lo raggiungessero e gli saltassero addosso, fancendo finta di morderlo, facengoli il solletico.
Rass fece per mordergli il collo gentilmente, mentre Falmer gli tirava piano la coda, ma dopo aver giocato per qualche miuti, tutti e tre si ritrovarono stanchi e senza energie, specialmente Elmer che essendo il più piccolo aveva le zampe più corte e faticava a stare al passo con tutti.
Mi avvicinai a lui e gentilmente lo afferrai per la collottola morbida, tirandolo su e continuado a camminare meentre i suoi fratelli maggiori mostravano la via verso casa, correndo qua e là, spingendosi e mordendosi a vicenda per gioco.

"MAMMAAA!" urlarono dal nulla i tre lupetti, facendomi prendere un colpo. Elmer si dimenò e io lo lasciai andare a terra, così che potessero correre verso di lei per abbracciarla e ritrovarsi.
La madre corse verso di loro e li annusò e leccò con premura.

"Dove siete stati piccoli, non avete idea di quanto fossi preoccupata, ho inviato alcuni lupi a cercarvi ma nessuno sapeva dove foste!" Esclamò lei, sollevata di rivetere i suoi cuccioli. Guardai la scena non potendo fare a meno di sorridere, ma poi lei alzò lo sguardo verso di me e sembrò sorpresa.

"Ci ha portati a casa!" Dissero i cuccioli in coro, correndo verso di me per ringraziarmi. Lo sguardo di loro madre si addolc= e si avvicin; verso di me per darmi un abbraccio veloce.

"Grazie, che Uma ti benedica mezza Omega." mi ringraziò la madre. Prese Rass, Falmer ed Elmer per la collottola e li portò dentro la sua tana al sicuro, per metterli a letto entrambi.
Rimasi in silenzio davanti alla loro tana per qualche minuto, ripensando al modo in cui mi aveva appena ringraziata.

Uma..., ripetei nella mia mente, ricordandomi che Sheila ne avesse parlato mentre mi aiutava a scavare la mia di tana. Prima di tutto mi aveva raccontato che i Beta Eyes non sono l'unico branco in questa zona, anche se ero già a conoscenza dei loro rivali i Mighty Claws, anche chiamati lupi del Sud. Esistono anche i lupi dell'Est; i Red Ears e questi tre branchi coestistono in un vasto territorio che tutti chiamano i Confini, dove esistono leggi tra cui il divieto di trasgredire nei territori dei branchi altrui. Poco è noto dei branchi che abitano fuori dai Confini e pochi lupi si sono addentrati fuori da essi per iniziare una nuova vita, però Sheila mi aveva anche detto che tra i licantropi vi era una cultura diversa, tra cui anche una religione diversa da quella degli umani. Vi sono molti Dei nella loro religione, ma i tre principali sono; Assias, la dea della morte, Shanu, il dio del sole e del giorno, ed Uma, la dea della luna e della caccia, quest'ultima è la più venerata poiché è colei che ha creato i lupi e i licantropi stessi.
Evidentemente era costume ringraziare qualcuno benedicendolo in nome di Uma, quindi presi molto a cuore le parole della madre di Rass, Falmer ed Elmer, poiché erano le prime parole gentili che un lupo dei Beta Eyes mi aveva detto.
Mi girai per tornare verso casa, sapendo che era davvero tardi e se non volevo addormentari durante l'addestramento con Omund dovevo dormire ancora un po', ma non appena feci per andarmene, un gruppo di lupi tornò dal branco e tra loro riconobbi Sheila, Lunaris ed Omund, che non appena mi videro, rimasero sorpresi.
Sheila ebbe un sorriso da quaranta due denti non appena posò gli occhi su di me e venne ad abbracciarmi prima che Omund si intromise.
Notai lo sguardo freddo di Lunaris mentre lui si avvicinava a me sempre di più, ma decisi di ignorarla completamente.

"Che ci fai ancora sveglia?" mi domandò lui, con uno sguardo severo. Sheila mi salutò e se ne andò verso la sua tana per dormire, sapendo che presto l'avrei raggiunta.

Arrossii violentemente, sapendo che forse avrebbe pensato che lo stessi aspettando e che mi stessi inventando qualche scusa.

"Ehm..."

"Beh?"

"Ecco, io... mi sono svegliata e ho aiutato dei lupetti a tornare a casa." Ammisi, "No ti stavo di certo aspettando eh. No, non proprio."

Stupida, stupida, stupida! Sembra proprio che lo stessi aspettando!, pensai tra me e me.

"Ah, okay." rispose lui, quasi indifferente, "Beh, ora andiamo a dormire."

Annuii, cercando di evitare il suo sguardo per l'imbarazzo.

"Hai fatto una cosa buona per il branco..."disse lui ad un certo punto, "Sono fiero di te. Stai facendo passi per integrarti. Dai vieni, ti accompagno dalla tua tana."

Camminammo insieme per quei pochi metri e poi le nostre strade si divisero.
Tornai a sdraiarmi a calduccio, addormentandosi all'istante, sentendo le farfalle nello stomaco per qualche motivo...

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