2^ ✔

P.O.V Omund

"Lunaris,sta correndo verso il lago! Dobbiamo affiancarlo!" Esclamai, correndo a perdifiato.

"Corri Omund! " Abbaiò Lunaris, entusiasta, mentre mi seguiva.

Stavamo inseguendo un cervo maschio, con le corna già sviluppate e un bel corpo vigoroso e possente. Ucciderlo non sarebbe stato facile visto che eravamo in due, e il cervo era davvero forte e volenteroso. Ci volevano almeno quattro lupi per abbattere un cervo simile e noi eravamo solo in due; una cosa di cui non mi curai, visto che Lunaris ed io eravamo capaci di abbattere un bisonte adulto, tutto da soli.

Lunaris ed io amavamo cacciare insieme. Era un modo per metterci alla prova e per provare un po' di sana competizione, anche se era più un lavoro di squadra che individuale.

Vidi il cervo correre agilmente tra cespugli alti, per cercare scampare a me e Lunaris. Lo avevamo diviso dal suo gruppo per rendere la caccia semplice. Lunaris lo affiancò e il cervo girò dal lato opposto, sperando di scappare, ma non si accorse che stava proprio correndo verso di me. Nessun cervo poteva scampare dalle mie grinfie, né tanto meno in quelle di Lunaris.

Quando fu abbastanza vicino, saltai sulla sua groppa e lo morsi direttamente sul collo, facendolo barcollare, per poi farlo cadere e rotolare giù da una discesa abbastanza ripida..

Lunaris venne ad aiutarmi, mentre cercavo di soffocare il cervo tra le mie fauci, senza successo. Strinsi ancora di più la morsa, ma l'animale si dimenava violentemente, non lasciandomi la possibilità di serrare i denti. A quel punto, Lunaris gli morse il posteriore, facendolo scalciare dal dolore e per allontanarla.

L'animale si dibatteva sul suolo sempre con più forza e disperazione: scuotendo la testa, cercando di alzarsi, bramendo, e scalciando, cercando di fermare Lunaris nel morderlo altre volte.

Lunaris gli afferrò una zampa e la strattonò violentemente.

Dopo alcuni minuti di lotta sfrenata, gli diedi il morso finale, rompendogli il collo, uccidendolo su colpo.

"Bravo Omund. L'Alpha sarà fiero di te." Disse Lunaris prendendo il cervo per una zampa.

"Aveva detto che doveva parlarmi... ultimamente eseguo solo i suoi ordini." Risposi, alzando gli occhi al cielo, "Forse avrò un altro incarico dei suoi."

"Fossi in te, sarei fiera di servire tuo padre." Ribatté Lunaris, "Sei un Alpha, sii fiero di quello che sei."

"Comunque sia, tratta me e mio fratello come se fossimo Beta qualsiasi, Certe volte mi chiedo pure se si ricorda che siamo i suoi figli..." borbottai, calciando un cumulo di terra.

Trascinammo il corpo del cervo verso il branco; eravamo abbastanza lontani, i cervi stavano distanti dal nostro territorio, sapevano che cercavamo sempre carne fresca.

Quando arrivammo a destinazione, molti lupi uscirono dalle tane per vedere il cervo, ansiosi di mangiare, dopo aver aspettato per quasi tutto il pomeriggio. Io andai dritto dall'Alpha, non avevo tempo per dividere le parti con il branco.

Entrai nella tana più grossa di tutte quelle che si trovavano nei dintorni. Di solito gli Alpha uscivano spesso dalle loro tane, ma mio padre era un'eccezione; preferiva il buio, la solitudine e raramente usciva. Le uniche occasioni che lo spingevano a mettere una zampa fuori dalla sua tana erano quando venivamo attaccati dal nostro branco rivale: i Mighty Claws, detti anche i lupi del Sud, o quando doveva fare un discorso importante a tutto il branco. Il resto restava a me e a mio fratello, anche lui poco presente.

"Mi volevi parlare?" Chiesi abbassando la testa, in segno di sottomissione.

Per diventare un Alpha, bisogna guadagnarsi la fiducia di tutto il branco, non che il rispetto. Una volta ottenuto, sei tu ad avere le redini in mano e se qualcuno non ti porta rispetto, è segno di sfida. Un'altro modo per guadagnare il titolo, è sottomettere un altro Alpha, sfidandolo in un duello a sangue: se lo batti, i tuoi occhi cambiano automaticamente di un rosso chiaro, diventi più grosso con il passare dei giorni e diventi pure più forte. L'ultimo modo per diventare un Alpha, è nascere da due Alpha, e viene chiamato "potere ereditario".

Io ero nato da madre e padre Alpha, il che rendeva me e mio fratello degli Alpha, anche se dovevamo aspettare la morte di nostro padre o sfidarlo, per aggiudicarci il potere completo.

" Sì. " Rispose l'Alpha, " Ieri sera ho visto un Omega per la foresta, in sembianze umane. L'ho morso e ferito gravemente. Forse è morto durante la notte...Omund, ricorda il mio ordine! Se vedo ancora un Omega considerati già esiliato dal branco e tu sai a cosa comporterà."

"Sì Pa-Alpha." mormorai, correggendomi. Mio padre odiava essere chiamato come tale.

Mio padre odiava tre cose più di qualsiasi altra cosa al mondo ed erano gli Omega, gli umani e i Mighty Claws. Gli Omega venivano considerati come marciume, la feccia della natura. Ma per quanto potessero essere deboli nei corpo a corpo... gli Omega avevano segreti che pochi lupi sapevano, segreti magici, segreti pericolosi e segreti che era meglio tenere nascosti. La cosa del odiare gli Omega era abbastanza ironica, visto che quasi tutti i lupi bramavano una sola dea: Uma, la dea della notte, la dea della luna, della caccia... e degli Omega.

Ci fu un attimo di silenzio, poi l'Alpha aggiunse;

"Ah... Omund è ora che tu trovi una compagna. Il branco deve rimanere popolato, e non posso fare tutto da solo. Hai tempo fino a primavera. Anche Nick si deve dare da fare..."

Rimasi sbalordito da questo ordine. Non mi sarei mai sognato di mettere su cucciolata. Io padre? Non mi ci vedevo. Non avevo manco il tempo. Dovevo preoccuparmi del branco e mettere su cucciolata avrebbe complicato tantissime cose. Il primo problema sarebbe nato dal fatto che avrei dovuto cacciare il doppio; sia per la mia nuova famiglia che per l'intero branco, il secondo problema, sarebbe stato il fatto che una volta aver fatto cuccioli, sarei diventato un Alpha e per quell'incarico non mi sentivo ancora pronto.

Tra me e mio fratello, Nick, era lui il maggiore. Questo branco sarebbe finito in suo possesso quando papà sarebbe morto, e io avrei dovuto scegliere una lupa, da portare via con me, per iniziare un nuovo branco.

Forse se avessi proprio dovuto scegliere una lupa, sarebbe stata Lunaris. Lei era forse, la più letale e pericolosa lupa del branco, ma era un abile combattente e cacciatrice, che avrebbe sfamato i cuccioli. Inoltre ci conoscevamo sin dalla nascita e ci dicevamo sempre tutto quello che ci accadeva... Ma per ora, non cercavo compagna. Se non erro avevo tempo fino a primavera, no?

Me ne andai a testa alta, dopo aver fatto un leggero inchino al mio Alpha e raggiunsi il resto del branco che si abbuffava di cervo.

Lunaris venne verso di me, scodinzolando. Il suo pelo bianco profumava di violetta ed era liscio e ben curato. Non sapevo come era capace di avere quell'odore meraviglioso...

"Allora? Cosa ha detto?" Chiese, incuriosita

"Ha detto che ha visto un Omega e che se ne vede un altro, sarò esiliato." Risposi, "e che... devo trovare una compagna e mettere su cucciolata, per primavera."

"Davvero?!" Chiese Lunaris, quasi entusiasta.

Sicuramente non poteva essere entusiasta per la faccenda dell'Omega. Se sperava che ora fossi in cerca di compagne, si sbagliava di grosso.

"Sì." Risposi, sconcertato

"Magari ti aiuto a trovarla." Disse lei, con un tono innocuo. Sapevo che Lunaris voleva approfittarsi di questo momento. Per quanto fosse bella e forte, era una grande approfittatrice.

"No, grazie Lunaris. Non penso sarò impegnato per un po'." Riposi, cercando di mantenere le distanze. Lunaris era solo un'amica.

La lupa bianca annuì indifferente, anche se notai una nota di ribrezzo nel suo sguardo e se ne andò nella sua tana. Un suo difetto, era che era troppo permalosa e orgogliosa. Se una cosa non le andava a genio, poteva anche non rivolgerti la parola per giorni.

Qualche secondo dopo, degli abbai e ringhi minacciosi, catturarono la mia attenzione. Mi alzai di scatto e corsi a vedere, visto che era il mio compito tenere la calma nel branco. Vidi Sheila che combatteva contro tre lupi, maschi che la molestavano.

Sheila ed io eravamo amici, ma il nostro rapporto si basava spesso su litighi e poi abbracci. Era come avere una sorellina, con cui vai raramente d'accordo ma a cui vuoi davvero bene e ti senti il dovere di proteggerla anche se non vuole. In ogni caso, non mi sorprendeva che fosse nei guai, lei era brava a mettersi in situazioni incresciose, dove spesso non era capace di uscirne lei stessa.

I lupi erano chiaramente infastiditi per qualcosa che Sheila aveva fatto. Probabilmente le loro ragioni erano valide. Sheila era un genio a finire nei guai.

"Allora, dove hai messo la nostra preda?" Ringhiò uno dei tre lupi.

"Sapete, era estremamente buona. Mi sono piaciute le parti tenere..." rispose Sheila, ghignando.

I tre lupi ringhiarono all'unisono, facendola ridere.

"Restituisci ciò che è nostro e noi ti facciamo male, d'accordo?" sibilò il secondo lupo, mettendo le orecchie all'indietro.

"Vorrei vedervi." Gli spronò Sheila

"Una lupa contro tre lupi...La cosa finirà molto male per te se non la smetti." Disse il terzo lupo, ringhiando.

"Vedremo..." Ribatté Sheila, mettendosi in posizione d'attacco.

Mi fiondai davanti a lei in segno di protezione. Raddrizzai il pelo, mostrai i denti e misi le orecchie all'indietro, sembrando più grosso e feroce. I lupi mi guardarono per alcuni secondi e poi se ne andarono, capendo chi avessero di fronte, lasciando Sheila in pace.

"POTEVO CAVARMELA DA SOLA! " abbaiò lei, irritata, "Devi sempre intrometterti!"

"Un semplice "grazie" è tanto chiedere?" Chiesi irritato, alzando gli occhi al cielo. Quella lupa non era mai felice.

"Non puoi sempre tirarmi fuori dai guai! Me la stavo cavando!" Abbaiò Sheila, furiosamente.

"Vedo..." Ribattei, evitando il contatto visivo.

Sheila aveva un pelo rosso scuro e qualche striscia bianca ai fianchi. I suoi occhi erano di un giallo molto chiaro e vivido, che segnava che era una Beta del branco. Il suo temperamento era molto mansueto e irritabile, anche lei era molto permalosa e orgogliosa, ma meno di Lunaris. Inoltre, Sheila aveva la brutta caratteristica di essere DAVVERO testarda. Nonostante ciò era una persona molto generosa, capace di supportarti anche nei momenti più difficili, solare e più vicina ad una sorella che ad un amica. Forse era perché eravamo cresciuti insieme che vedevo Sheila in questa maniera così protettiva e amorevole, ma avvolte sapeva toccare i tasti sbagliati e farti perdere le staffe in fretta.

"Senti non rompere." Sbuffò lei, alzando gli occhi al cielo, "Per una volta, vorrei non essere salvata. Non a caso mi hai insegnato a difendermi."

Dopo di che se ne andò come una tempesta in piena furia, a testa alta, schizzandomi un cumulo di polvere, in faccia.

Lavorava nel consiglio del branco. Una volta ogni stagione, faceva escursioni, insieme ad altri membri del consiglio, dagli umani, per assicurarsi che non avessero in mente di cacciare il branco o di fare cose sbagliate alla foresta. Il lavoro di Sheila era davvero importante e in alcuni punti di vista, pericoloso. Se avessero scoperto il mondo dei licantropi, sarebbe stata la fine.

Tra Lunaris e Sheila non sapevo quale era la più asfissiante ultimamente.

Camminai a testa bassa, calciando sassolini ai miei piedi, facendoli rotolare in direzioni che non seguivo con lo sguardo. Era una giornata estremamente calma e fresca. Ad ogni mio passo, qualche uccellino volava via dagli alberi e si univa a un coro di altri uccellini.

Dopo qualche minuto di cammino, notai qualcosa accasciato sul suolo, a qualche metro lontano da me. Sembrava avere il pelo. Un pelo bianco, e lucido. Il petto dell'animale si alzava e si abbassava. Era vivo. L'odore di lupo mi riempì i polmoni, facendomi capire chi avessi di fronte agli occhi.

È un lupo, pensai.

Corsi verso il corpo. Era una... lupa. Intorno alla mia età... forse un po' più giovane di qualche anno.

Il suo pelo era bianco come la neve e aveva le zampe, la coda e le orecchie nere. La coda era folta e il pelo era liscio e pulito. Non aveva un manto da tutti i giorni. Forse era proveniente fuori dai confini, ma aveva un odore strano addosso. Non capivo se era un Beta o un Omega. Mi sembrava di sentirli insieme, come se fosse tutte e due le cose.

Probabilmente era un Omega...d'altro canto, che ci faceva una lupa, tutta sola per la foresta? E se fosse stata una del branco rivale? E se fosse stata un'esclusa?

Mi avvicinai a lei... profumava di quei profumi che gli umani si spruzzavano addosso quando andavano in giro. La guardai ancora per qualche istante. Era davvero bella, anche se ferita e un po' insanguinata. I suoi occhi erano chiusi, e non lasciava vedere se era un Omega o un Beta. Il morso sulla zampa era di un lupo. Forse ieri sera si era scontrata con un lupo di un branco rivale o forse con un Omega. La presi per la collottola, e la poggiai sulla mia schiena, bilanciando il peso, così che non cadesse. Non pesava molto, era abbastanza magra per la sua statura... un po' di cibo l'avrebbe rimessa in sesto.

Aveva del sangue secco sulla zampa destra, allora la portai direttamente dalle guaritrici del branco, in particolare, da Kira, la capa delle guaritrici. Camminai a lungo, rimpiangendo di essermi allontanato tanto dal branco.

Potevo trasformarmi in un umano per portarla... tutto sarebbe stato più semplice, ma il fatto era che non ero più abituato a quelle sembianze. Esistevano due tipi di licantropo; quello da foresta e quello da città. I licantropi che si spostavano maggiormente nella foresta, avevano la possibilità di stare in forma ferale quanto volevano, abituandosi ad essa e crescendo con le abitudini di un vero lupo. I licantropi da città, dovevano sempre restare in sembianze umane. Sarebbe stato strano se un lupo americano avesse camminato per un marciapiedi, senza che aggredisse nessuno.

Quando raggiunsi il branco, ebbi un po' di occhi puntati addosso, ma gli ignorai e camminai spedito, verso l'infermeria. Il branco aveva sentito l'odore della nuova arrivata e voleva sapere di chi si trattasse.

Non appena Kira mi vide, mi sorrise allegra, ma poi, notando che portavo in braccio una lupa, si era fatta seria e attenta. Posai la lupa su un lettino e Kira si mise all'opera, senza dire niente. Kira capiva sempre le cose al volo.

"Ci vorrà un bel po' prima che si risvegli." Disse Kira, dopo aver curato la lupa bianca e nera, "ha preso una bella botta in testa, e ha perso un po' di sangue."

"Chiamatemi quando si risveglia. Devo vederla." Risposi, con tono autorevole.

"Certamente Omund... dove l'hai trovata?" Chiese Kira, aguzzando gli occhi, "Ha un manto bellissimo... mi ricorda quasi-

"Lo so. Ma ormai sono scomparsi... non può essere lei. Comunque l'ho trovata già senza sensi. La ferita c'era già ed era ridotta nello stesso stato in cui te l'ho portata." Risposi, guardando la lupa sdraiata sul lettino.

"Se è un Omega, spero che l'Alpha faccia un'eccezione... se è una Beta, forse l'Alpha potrebbe ospitarla..." mormorò Kira, guardando la lupa ancora senza sensi, "E forse potrebbe farla unire al branco. Ma non posso decifrare il suo odore... sembra un miscuglio tra un Omega e un Beta."

Kira fece una faccia abbastanza sorpresa, studiando il corpo della lupa bianca e nera.

"Questa lupa è stata morsa da un Alpha, ma era già un licantropo prima del morso..." disse Kira, "Per di più è la sua prima trasformazione! Che strano... è un licantropo da città... ma era ancora inconsapevole di esserlo."

Guardai la ragazza ferita sul lettino con perplessità. Aveva un'aria familiare...

Non credetti ai miei occhi, né alla mia ragione quando la riconobbi... era la ragazza che avevo incontrato alla festa di liceali la sera scorsa. Lo sapevo che era un licantropo. Quella sera mi ero accorto che aveva un odore diverso dagli umani. Ma ora mi chiedevo come ci era finita nella foresta e chi l'avesse ridotta in quello stato.

"Senti Kira, sai cosa fare quando lei si risveglierà." Risposi indifferente. Non volevo mostrare il mio interesse per la lupa. Tanto meno a Kira.

Kira annuì delusa dalla mia risposta indifferente e cominciò a curare la lupa dalla pelliccia color neve, radunando le sue assistenti.

Volevo sapere se si trattava di un Omega o di un Beta...

Kira, Lunaris e Sheila erano le mie più care amiche. Ci conoscevamo sin dall'infanzia, ed eravamo cresciuti insieme. Sheila aveva imparato a combattere grazie a me, Lunaris aveva imparato dai suoi "genitori". Invece, Kira non era abile a combattere. Non si era mai interessata alla violenza, ma a curarla. Kira si dilettava a vedere la gente e i lupi, sani e felici. Era molto più diversa di Sheila e Lunaris: era più timida, dolce, solare e fragile. A vedersi aveva un bel faccino, ma dentro Kira aveva anche un bel caratterino che raramente tirava fuori.

Ero molto bravo a nascondere le mie emozioni, Sheila mi aveva nominato un lupo insopportabilmente "indecifrabile". Non sopportava quando ero passivo o non mostravo emozioni e Sheila era tutt'altro che vivace. Me ne andai, lasciando che Kira curasse le ferite della lupa.

Il mio branco non accettava Omega cacciati da altri branchi, era come accettare un fuorilegge in casa propria. Gli unici Omega che ammettevamo erano i vecchi Beta del nostro branco, esiliati tempo prima. Erano successi molti fatti che avevano compromesso la fama degli Omega, portandoli ad essere discriminati da tutti i branchi nei paraggi. Avevano portato via una cosa davvero importante per me, mio fratello e mio padre.

Se quella lupa era un Omega, non ce l'avrebbe fatta ma se fosse stata un Beta, allora un barlume di speranza poteva esserci. Almeno che, l'Alpha non avesse cambiato idea.

Qualcosa in me sperava che non fosse un Omega e che fosse ancora una Beta... come se mi fossi già affezionato a lei, senza averla conosciuta.

Se fosse stata una dagli occhi azzurri, avrei dovuto ucciderla...

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