Capitolo 1
Sento il sole sul mio viso, vedo alberi intorno a me, l'aria che profuma di fiori selvatici. E' bellissimo.
In questo momento non mi sento prigioniera nello spazio.
Sono passati 97 anni da quando un'apocalisse nucleare ha sterminato l'umanità, lasciando il pianeta bruciato dalle radiazioni. Ci sono stati dei superstiti, 13 Nazioni avevano stazioni spaziali operative al momento dell'esplosione. E' rimasta solo l'Arca: una stazione forgiata con la fusione delle altre.
Ci vorranno altri 100 anni prima che la terra ritorni abitabile. Altre 4 generazioni bloccate nullo spazio e l'uomo potrà tornare di nuovo sulla terra.
Quella terra che ora è un sogno e questa è la realtà...
Sull’Arca ogni crimine, anche se minimo, può essere punibile con la morte ad eccezione dei minorenni. I giovani criminali sono rinchiusi qui, noi la chiamiamo "la prigione del cielo".
Persa fra i miei pensieri, non avverto subito la porta della mia cella aprirsi. I miei occhi si allargano quando vedo due guardie entrare e mi alzo di scatto.
"Che significa?" domando, tentando di mostrarmi spavalda, mentre uno dei due mi ordina di fare silenzio.
La realtà fa schifo.
"Alza il braccio destro."
"No, aspettate" cerco di non mostrarmi intimorita dalla loro presenza, ma il mio stesso sguardo mi tradisce "non è il mio momento, compirò 18 anni il mese prossimo!"
So benissimo che sull'Arca ogni crimine è punibile con la morte, ma questo non vale per i minorenni. Per questo so anche benissimo che non è ancora arrivato il mio momento.
Il panico cresce ancora di più quando uno dei due tenta di strapparmi via l'orologio di mio padre, l'unica cosa che ormai mi è rimasta di lui.
Riesco stranamente a fuggire, non so esattamente dove andare ma qualunque posto sarebbe migliore di quella maledetta cella. Persino lo spazio.
La prigione del cielo è in fermento. Vedo altre guardie, vedo persone uscire dalle celle. Non so cosa stia succedendo, ma il mio istinto mi dice di correre via.
"Clarke!"
La voce di mia madre blocca ogni mio tentativo di fuga, e infatti mi limito a correre fra le sue braccia. Lei mi stringe e io avverto le lacrime affacciarsi ai miei occhi. Perché ho la sensazione che questo sia un addio?
"Vogliono ucciderci, non è vero?" La mia voce trema "vogliono ridurre la popolazione per permettere all'Arca di sopravvivere, vogliono-"
"Clarke, verrai mandata sulla terra. Farai parte dei cento."
La mia mente non capisce immediatamente. Non ha senso, perché dovrebbero mandarci sulla terra? Perché mandare cento ragazzi su un pianeta, di cui non si sa nulla, nemmeno se sia vivibile?
Guardo mia madre negli occhi, ma il mio sguardo per un momento vacilla. Si sposta, quasi fosse attirato da una calamita, oltre le spalle di mia madre.
Vedo una ragazza, giovane, più o meno della mia età. Ha i capelli ricci e scuri ma non riesco ad osservare altro perché due guardie la stanno strattonando e portando via.
Per un attimo dimentico quello che mia madre mi sta dicendo, concentrata sulla ragazza, convinta ad intervenire per darle una mano, ma subito realizzo che non posso.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top