Cap. 19
L'Ingegnere Crisetti era ancora in compagnia del Commissario quando Nadia si unì a loro. Novelli ragguagliò il suo superiore sui progressi fatti, rivelò quanto appreso dal Landini e poi chiese aiuto alla donna, la quale si posizionò al computer di Mariotti per cercare quello che le era appena stato chiesto.
Dopo qualche minuto i primi fogli vennero fuori dalla stampante.
- Qui ci sono le informazioni che ha chiesto, per il resto, ho bisogno di più tempo. - Martina le porse i documenti.
- Grazie mille, appena ha finito, può mandare tutto a Gemelli. -
Determinata a mettere fine a tutta quella storia, raggiunse il ragazzo in sala riunioni.
- Bene, Landini. Torniamo a noi. Mi diceva che Matilde aveva avuto una storia con il signor Venuti. -
- Esatto. Fu in quel periodo che conobbe Angelo e lo presentò a Francesca. -
- Sia più preciso. Quanto tempo fa è successo? -
- Beh, non hanno avuto una lunga relazione, meno di un anno mi pare. Inoltre tutto questo successe prima che lei e Giorgio si mettessero insieme. Credo fosse ancora minorenne... Aspetti... Di una cosa sono sicuro, lei e la madre non andavano d'accordo. -
- Ho capito. E sa dirmi il motivo per cui tra loro non funzionò? - Novelli si rese conto che avrebbe potuto avere tutte le informazioni che le servivano, se fosse riuscita a mettere a suo agio il ragazzo.
- Veramente non lo so, ma credo fosse dovuto ai continui sbalzi d'umore di Alessio e all'ostinazione di Matilde nel cercare chi avesse ucciso la sorella. Ma si vedeva lontano un chilometro che non erano fatti per stare insieme.
- Cosa intende? -
- Erano davvero troppo diversi: lui cercava di rigare dritto, ma sapevamo tutti che non sarebbe durata. Matilde invece credo volesse solo attirare l'attenzione della madre. -
- Certo... La signora Neri... - Nadia diede un leggero colpo di tosse, quasi gutturale, e alzò le sopracciglia per cercare un po' di complicità nel suo interlocutore.
- Sa, pare gestisse un servizio di "appuntamenti" e che avesse tra i clienti anche qualche poliziotto. - Sussurrò Marco piegandosi sulla sedia per avvicinarsi alla scrivania.
- Signor Landini, cosa sa dirmi della sua ragazza? -
- Come scusi? -
- Mi parli di lei. Da quanto tempo state insieme? Come vi siete conosciuti? Perché si è trasferita a Goglitti? -
- Ci siamo incontrati ad una festa, tre anni fa. Io ero andato lì con alcuni amici e non appena la vidi ne rimasi colpito. Ho faticato non poco per riuscire a conquistarla, ma alla fine ce l'ho fatta. L'anno seguente lei e la sua famiglia decisero di trasferirsi, allontanandosi dalla città, per venire ad abitare in montagna. Sa, Federica è fissata con la natura, il cibo bio, lo sport... -
- Certo, ne abbiamo parlato. -
Novelli voleva sapere molto di più ma poco prima di proseguire con l'interrogatorio venne raggiunta da Mariotti. Si allontanò dalla stanza per conferire con il Commissario, lasciando nuovamente da solo il signor Landini.
- Bene Novelli, l'Ingegnere Crisetti ha estrapolato le informazioni che le servivano. - Le porse i documenti - Ma continuo a non capire dove vuole arrivare -
- Vede Commissario, credo che questo gruppo di "amici" abbia architettato tutto per poter farla franca, ma non immaginavano minimamente di trovare una squadra come la nostra... - sorrise prendendo i fogli dalla mano di Mariotti - e se ho visto giusto, qui c'è tutto quello che mi serve per convalidare le mie ipotesi e dimostrare la mia tesi. -
- Bene. Mi aggiorni sui progressi del caso, allora. -
- Certo, mi lasci consegnare le dichiarazioni del ragazzo a Gemelli. -
Nadia tornò dentro a stampare quel che le serviva, colse l'occasione per congedare momentaneamente il giovane e far accomodare Mariotti.
- La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato. Se non ha altro da aggiungere, le chiedo di aspettare il tempo necessario a stilare la sua dichiarazione e dopo averla firmata, potrà andare via. Per il momento può raggiungere la sua ragazza. -
Marco si alzò dalla sedia su cui era rimasto seduto per tutto il tempo, salutò Nadia e, con calma, andò da Federica.
- Tesoro! -
- Amore mio! Perché ti hanno trattenuto così tanto? E Angelo? È con te? - La ragazza spostava lo sguardo alla ricerca dell'amico.
- No, credo lo stiano ancora interrogando. Io ero in una stanza da solo. Non ho capito granché, ma devo aspettare per firmare la mia deposizione e poi dicono che possiamo andare a casa. -
- E Angelo? Non torniamo tutti insieme? -
- Ma certo! Non credo ci vorrà ancora molto. Forse sta già per uscire da quell'ufficio. Vieni, ho visto un terrazzo, ho bisogno di fumare. Mi fai compagnia? - Chiese prendendola per mano.
*******
Quel pomeriggio sembrava non finire mai!
Non potevano trattenere i ragazzi, non senza prove certe e accuse fondate. Novelli, non appena ebbe finito di stampare le dichiarazioni di Landini, raggiunse Gemelli.
Lui continuava a parlare con Angelo, il quale non sembrava essere preoccupato dalla piega presa dagli eventi.
Nadia gli fece cenno di allontanarsi dal ragazzo.
- Ispettore, queste sono le informazioni che Crisetti è riuscita a trovare sulla ragazza, inoltre ti farà piacere leggere le dichiarazioni del Landini, credo che possano esserti utili. -
Gli porse la cartella che aveva in mano.
Gemelli lesse velocemente, poi si rivolse al signor Guidi.
- Bene bene... - sorrise mentre si accomodava di fronte al ragazzo - pare che il suo sia un vizio... -
Angelo cominciava a essere confuso dall'atteggiamento del poliziotto.
- Cosa intende? -
- Sa, ho imparato a fidarmi poco della gente che, come lei, mi si para davanti durante un'indagine... -
- Ma non ero qui per rilasciare una dichiarazione? Questo ha tutta l'aria di essere un interrogatorio e credo che non si possa fare senza la presenza di un legale pronto a tutelarmi o a difendermi. -
- Pensa di aver bisogno di qualcuno che prenda le sue difese? Mi sembra alquanto strano, visto che fino ad ora si è dimostrato collaborativo... - Gemelli sapeva di poterlo incastrare, ma aveva bisogno che lui si tradisse. Era suo diritto chiedere un avvocato, ma sperava che non ne facesse richiesta in modo esplicito e diretto.
- Non ho nulla da nascondere, quindi se deve accusarmi di qualcosa, lo faccia o mi lasci tornare alle mie vacanze! -
- Non occorre che si spazientisca, signor Guidi! Vorrei piuttosto sapere perché continua a mentire. -
Angelo era perplesso dalle parole dell'Ispettore. Che avesse scoperto qualcosa in grado di incastrarlo?
- Non capisco a cosa si riferisce... -
- Se continua a prendersi gioco di me, vorrà dire che sarò diretto: perché ha dichiarato di aver conosciuto Matilde in piazzetta, quando, in realtà non è andata in questo modo? -
- Come scusi? -
- Suo fratello e Matilde hanno avuto una relazione, o sbaglio? -
- Certo, ma sono stato io a presentarli. Quindi, caro Ispettore, io non ho mentito. -
- E Federica? Cosa sa dirmi di lei? -
- È la ragazza di Marco. -
- Certo ma... Come vi siete conosciuti? -
- Credo sia meglio che lei formalizzi le accuse che ha nei miei riguardi, Ispettore. Non mi piace la piega che sta prendendo questo incontro. - Il ragazzo cominciava a sudare freddo.
- Nessuna accusa, Guidi. Non al momento almeno. Risponda alla domanda, sempre che lei non abbia nulla da nascondere. -
- Federica, l'ho conosciuta al Centro di igiene mentale. -
- Bene, almeno su questo non ha mentito. Sono davvero felice che lei abbia deciso di continuare a collaborare. Ora risponda sinceramente: crede che Federica possa essere capace di commettere un omicidio? -
- Se mi sta chiedendo se Federica ha ucciso Matilde, le posso garantire che non è stata lei. E poi credo che chiunque, se motivato, possa commettere azioni che non immaginava di compiere. -
- Complimenti! - Gemelli cominciò ad applaudire. - Cosa la rende così sicuro? Tutte le prove portano a lei. Era l'unica a non aver bevuto, sapeva dell'abitudine di Matilde di restare a guardare l'alba, essendo attenta al proprio fisico e ben allenata avrebbe potuto strangolare l'amica senza troppa fatica... -
- Ma cosa dice? - Angelo lo interruppe. - Non è stata lei! -
- Non ne sia così sicuro... Lasci che sia lei a difendersi, nel caso in cui la accusassimo. Le mie sono solo delle ipotesi, al momento. Mi pare che lei si stia scaldando troppo, o sbaglio? In fondo stiamo parlando di una semplice conoscente... -
- Sì, certo! Io e lei siamo molto meno che amici... Lei è solo la ragazza di un amico... - Il giovane aveva lo sguardo triste, quasi rammaricato dalle dichiarazioni appena fatte.
- Ne è sicuro, signor Guidi? O mi nasconde qualcosa? -
- Ne sono sicuro, Ispettore. -
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