Cap. 17

A quelle parole Nadia corse a cercare Gemelli. Non sapeva se Angelo aveva mentito o se diceva la verità,  inoltre non era del tutto sicura di aver capito bene.

Un agente la avvisò che l'Ispettore era appena andato nell'ufficio di Mariotti. Così senza neppure bussare aprì di scatto la porta facendo sobbalzare i presenti. Nella stanza, oltre i due uomini, c'era l'ingegnere Crisetti.

- Scusate l'intrusione. Ispettore, ho bisogno di te. Adesso! - Nadia cercò di essere breve e concisa.

- Novelli! Cosa è tutta questa fretta? - Il Commissario con un gesto la invitò ad accomodarsi. - Martina ha delle informazioni riguardanti il vostro caso. Sarebbe opportuno che lei rimanesse ad ascoltare. -

- Ma... Veramente io... -

- Non ci vorrà molto - la interruppe Crisetti - ho degli aggiornamenti riguardanti il cellulare della vittima. -

- Beh, anche io ho qualcosa che scotta e ho bisogno del mio collega. Ispettore, puoi seguirmi? -

- Insomma Novelli! Si può sapere cosa le prende? La collega qui è riuscita a triangolare il segnale del telefono della Signorina Neri. -

- Esatto Commissario, il segnale colloca la vittima in spiaggia per tutta la sera. Inoltre, visto che non ci sono stati spostamenti, abbiamo controllato la rubrica, prelevato i numeri di telefono che chiamava più spesso e li abbiamo incrociati con quelli dei suoi amici. È venuto fuori che la Melsa ha ricevuto una chiamata poco prima dell'alba da parte del Signor Guidi, abbiamo richiesto le registrazioni e dalla telefonata i due si danno appuntamento per vedersi a casa di lui. -

- E quindi? Lo sapevamo già che Francesca aveva parlato al telefono con il suo ragazzo,  non ci dice nulla di nuovo. - Gemelli notò che la collega continuava a battere la mano destra lungo il fianco, indice di troppo nervosismo dovuto alla fretta; la conosceva abbastanza da capire che non avrebbe atteso ancora molto, prima di fare una scenata e andare via.

- Sì, certo, sono sicura che abbiate fatto le giuste domande ma che non abbiate ricevuto le dovute risposte. Quello che non sapete, però riguarda la giusta collocazione dei diretti interessati. Il Guidi era nei pressi del lungomare quando ha risposto al telefono. - Martina cercò di darsi un tono, ma venne interrotta da Nadia.

- Senti, Ingegnere, cerca di essere veloce. Pensi che Francesca e Angelo fossero d'accordo nel fare fuori l'amica e che siano l'uno l'alibi dell'altro? -

- Beh, non è il mio lavoro scoprirlo. Quello è compito vostro. - Martina lanciò uno sguardo a Mariotti, il quale congedò i due colleghi che, senza salutare, lasciarono l'ufficio per dirigersi in fretta dai ragazzi.

Nel corridoio Nadia raccontò a Gemelli quello che Angelo le aveva riferito poco prima riguardo il fratello.

L'Ispettore rimase di sasso.

Voleva capire meglio cosa stessero nascondendo quegli strani amici e decise di prendere di petto il giovane. Disse a Novelli di portare Marco Landini nella saletta delle riunioni, chiese di lasciare aspettare la signorina Campione nella sala d'attesa e poi raggiunse Angelo, il quale era rimasto ad aspettare il ritorno della poliziotta e che si stupì di vedere arrivare Gemelli.

*******

- Signora Neri, mi coglie di sorpresa... Come mai qui? - Giorgio cercò di sembrare più disinvolto che poteva, ma sapeva che di lì a poco anche Francesca lo avrebbe raggiunto.

- Non mi fai entrare? - Chiese facendosi spazio oltrepassando la porta.

Giorgio non perse l'occasione di guardarle il fondoschiena, mentre richiudeva la porta dietro di sé.

- Prego, si accomodi. A cosa devo il piacere di questa visita? - disse indicandole il divano e facendole segno di sedersi.

- Sei stato tu? -

Il tono della signora era piuttosto freddo, distaccato, quasi impersonale. Giorgio era un donnaiolo, magari Matilde lo aveva scoperto e lui preso dall'impeto del momento avrebbe potuto reagire in modo sconsiderato, compiendo un gesto estremo che avrebbe rimpianto per tutta la vita.

- Ma cosa dice? Io? Io la amavo! -

- Certo! E io dovrei credere alle parole di un ragazzino che si scopava la mamma della sua ragazza! -

- Dai! Che motivo avrei dovuto avere? E cosa ne avrei guadagnato? - Giorgio si avvicinò alla donna. - Matilde non sospettava niente di noi, era presa dalla ricerca di quel ragazzo... -

- Sì, lo so! - La signora fece una pausa, scosse la testa, poi riprese a parlare. - Per lei era diventata una vera e propria ossessione... -

Il suono del campanello li distrasse dai loro discorsi. Giorgio si alzò e corse ad aprire. Sapeva già chi era, doveva solo sperare che nessuna delle due donne venisse a conoscenza del ruolo dell'altra. Guardò dallo spioncino, poi aprì.

- Francesca! Che piacevole sorpresa! Vieni, entra. C'è la mamma di Matilde. -

A quelle parole, l'amica gli resse il gioco,  non voleva passare per una poco di buono agli occhi di quella signora che l'aveva vista crescere.

- Anna! Mi dispiace tanto per il suo lutto! - Francesca corse ad abbracciare la donna.

- Ti ringrazio, cara. È un momento terribile. Spero che la polizia riesca a prendere il responsabile, in modo da poter seppellire la mia bambina e lasciarla riposare in pace. -

- È quello che vogliamo tutti, Anna. -

- Giorgio, hai notizie degli altri? Angelo non risponde al telefono e speravo che tu potessi dirmi qualcosa... - Francesca cercò di essere vaga e di infilare una possibile scusa per la visita fatta all'amico.

La signora Neri si alzò dal divano, salutò i ragazzi e si diresse verso l'uscita,  Giorgio la accompagnò.

- Sai, non pensavo fossi così stupido da portarti a letto anche la migliore amica di mia figlia. - disse sottovoce.

- Non è come pensa... - rispose paonazzo.

- Certo... Come vuoi... - poi si rivolse alla ragazza. - A presto, Francesca. -

Rimasti da soli, i due amici non persero tempo in convenevoli e si diressero in camera da letto.

*******

Il pomeriggio trascorreva lento in Commissariato, Gemelli aveva preso a conversare con Angelo.

- Signor Guidi, la collega pocanzi mi ha riferito della sua parentela con il signor Venuti, cosa ha da dire a riguardo? -

- Cosa si aspetta che le dica? È mio fratello, non lo vedo da molto tempo, i dottori dissero che era meglio evitare le visite, e io non vado a trovarlo in Istituto da quando mi sono iscritto all'università. Non ne ho il tempo, a dire il vero. Sa, lo studio prima di tutto. -

- E cosa studia? -

- Chimica. La maggior parte del tempo lo trascorro in laboratorio. -

- E non ha tempo di fare visita all'unico parente che le è rimasto? - Gemelli annotò su di un foglio quanto riferito dal ragazzo.

- A dire il vero, no. Io non ho nessuno che finanzia i miei studi, e le ore di pratica mi servono per poter accumulare crediti al fine di poter fare domanda per un posto da assistente. -

- Ma questo non spiega perché non ci abbia detto di suo fratello... -

- Non me lo avete chiesto, se lo aveste fatto, vi avrei risposto... Non mi sembrava pertinente, ma non ho avuto problemi a collaborare,  fino ad ora, non crede? -

- Veda di abbassare i toni, signor Guidi. È morta una ragazza, non lo dimentichi. Una sua amica... -

- Veramente era la migliore amica della mia ragazza. E continuo a non capire cosa c'entra il mio albero genealogico. -

Gemelli non voleva svelare le sue carte così tentò di cambiare argomento.

- Abbiamo triangolato il segnale del suo telefono. Ci ha mentito, Guidi. Lei era in spiaggia la notte  in cui Matilde è morta! -

- Non è esatto! -

- Vuole mettere in dubbio il lavoro dei colleghi? -

- Dico solo che ero a casa quando Francesca è passata a trovarmi, all'alba. Se sta insinuando qualcosa, sia chiaro. -

- Quindi nega di essere stato nei pressi del lungomare?  -

- Vuole la verità? Bene. Pensavo che la mia ragazza non volesse lasciare da sola la sua amica e avevo deciso di raggiungerla, ma poi lei ha cambiato idea e io me ne sono tornato a casa ad aspettarla. C'erano anche gli irrigatori in funzione al mio arrivo e, al mio arrivo, sono corso a farmi una doccia. Francesca mi ha trovato in accappatoio,  le chieda conferma, se vuole. -

- E non c'è nessun altro che può confermare i suoi movimenti? -

- Sì, c'era un chiosco aperto, chiedete pure al  barista. -

Gemelli scosse la testa.

Altri pezzi si aggiungevano al quadro generale che tentava di mettere insieme.

Troppe coincidenze.

Lasciò il ragazzo in attesa e raggiunse Novelli. Doveva controllare un po' di cose prima di lasciarlo andare.

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