Caffè

Shoose era consapevole che il mondo di oggi girava tutto tramite l'utilizzo d'Internet e del web. Anche adesso che si trovava in pausa pranzo non riusciva a fare a meno di tenere lo smartphone in mano: ovunque andasse era sempre connesso alla rete.
Teneva un normale profilo su Facebook, utilizzava Instagram per le foto, Twitter gli serviva per seguire le celebrità che gli interessavano. Poi c'erano le varie app dove poteva tenere sotto controllo l'estratto conto del suo home-banking, una dove giornalmente annotava le spese e le entrate, giusto per darsi una regolata tra risparmio e guadagno. Per lavoro controllava quotidianamente le e-mail che riceveva, doveva essere sempre al corrente se nella posta elettronica si attivava la spunta di un nuovo messaggio in entrata.
Per non parlare di Whats App o Telegram, le maggiori app di messaggistica istantanea usate sia per il privato che per il suo impiego: essere un agente in carriera lo esponeva al diretto contatto con il pubblico.
Gli sms? Chi li usava più.
Meeting di lavoro dove non poteva presiedere? Videochiamata su Skype era la risposta.
Allentando la cravatta finì per tirare un enorme sospiro, davanti a lui era rimasta solo la tazzina di caffè nero che concludeva il pasto di quella giornata, prima di tornare in ufficio e dedicarsi alle pratiche del giorno.
Si guardò attorno squadrando il locale dove si trovava: non poteva certo incolparsi per aver tenuto il cellulare in mano tutto il tempo, persino mentre mangiava. Le ore erano sempre poche a disposizione per dedicarsi a tutto quanto, il telefonino era diventato uno strumento di lavoro oltre che di svago.
Lui, più di chiunque altro, era consapevole che il wi-fi per accedere alla rete si poteva trovare ovunque: sulla metro, sul treno, in ufficio, in uno spazio comune... Persino quel bar non faceva eccezione: era dotato di un servizio wifi ad accesso libero, con tanto di password segnalata su una delle pagine del menù.
Prendendo il cucchiaino in mano iniziò a mescolare il nero liquido aromatizzato da un goccio di sambuca: il caffè, per essere buono, andava bevuto così senza zucchero che lo addolcisse troppo. Quando si è svegli dalle prime luci dell'alba, si sa, è il caffè la piacevole pausa della giornata.
Shoose lo stava quasi per portare alla bocca quando il led del suo smartphone si illuminò di notifiche; strano dato che aveva risposto a tutti i messaggi ricevuti durante quell'arco di mezza giornata. Poi realizzò che si trattava di quella nuova applicazione, scaricata per gioco.
Tinder, anche usata come nuovo modo per fare "incontri".
Era strano usare un social media come nuovo modo per fare meeting e Shoose non era certo interessato a conoscenze serie, la vita reale si rivelava già problematica di suo perché aggravarla ulteriormente?
Eppure quelle fanciulle adescate tramite quei match erano assai divertenti, così come lo erano quelle notti chiamate volgarmente da una notte e via. Una distrazione, niente di più, un momento di piacere qualunque esattamente come una pausa caffè.
E a proposito di questo... Ora che aveva davvero risposto a tutti i messaggi finalmente poteva assaporarlo senza interruzioni.
Ma quando lo portò alla bocca e lo svuotò dalla tazzina il giovane uomo in giacca e cravatta ne rimase disgustato: era diventato tiepido e aveva perso tutto il sapore dei suoi chicchi.
E al mondo non esisteva niente di più sgradevole quanto un caffè ormai freddo.
Scuotendo la testa contrariato si alzò e lasciò delle banconote sul tavolo per pagare la sua consumazione giornaliera: aveva decisamente perso troppo tempo.
Parole: 572
Bella la scrittura di getto all'una di notte, eh? Sì, dovevo scrivere qualcosa se no sarebbe stato un ennesimo giorno lasciato indietro, uff.
La canzone lassù in alto si chiama Persecution Complex Cellphone Girl e boh dovevo inserirla da qualche parte dato che è tra le mie preferite.
Gli utaite che la cantano sono Shoose e Giga.
Penso che Giga lo farò comparire anche più avanti, perché vorrei scrivere qualcosa anche su di lui e Reol... e se siete fan dei Vocaloid questi due nomi non vi dovrebbero essere affatto sconosciuti.
Ma Shoose...
Dio, Shoose... Credo che insieme a Luz sia uno degli utaite dotati di quelle voci sexy che ti fanno dire: Ah, wow!
Strano, ma per qualche motivo Shoose quando canta è anche persino scambiato per il seiyuu Hiroshi Kamiya, eppure a me la differenza è sempre sembrata percepibile. Sì, sembrano simili in realtà non lo sono.
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