37.
Harry e Louis, d'un tratto, si accorsero di un uomo che, ancora lontano, si stava però avvicinando velocemente.
Era Malcolm Howard, abitava sulla collina e veniva di tanto in tanto sulla spiaggia.
Harry prese a nuotare verso il duca e questi lo raggiunse fra le onde.
" Suo fratello abita in quel casolare laggiù, dietro la spiaggia" gli spiegò Louis, togliendosi la lunga giacca di pelle e passandogliela. "Mettetevi questa."
"Un gentiluomo avrebbe guardato altrove" commentò Harry infilandosela e notando che Louis non si era voltato.
" Un gentiluomo non si sarebbe spogliato" ribatté Louis, prima di fischiare per richiamare il cavallo che subito li raggiunse.
Il duca rimontò agilmente in sella, fece salire Harry davanti a sé e lo avvolse fra le proprie braccia.
La giacca era lunga, gli arrivava alle ginocchia.
"Venite, vi porto a casa."
Poi si rese conto di avere detto un'assurdità.
Come poteva portarlo a casa quasi nudo, in sella al suo cavallo?
"C'è un fienile, su in collina. Raccogliamo i vostri abiti e andiamo lì, così vi asciugherete e vi rivestirete."
"Sotto i vostri occhi?"
Louis rise.
Sapeva che Harry non aveva paura, che si fidava della sua protezione.
"Dove avete imparato a nuotare così?" gli chiese.
"In Giamaica."
"Se vostro padre era religioso come dite, non credo che sia stato lui a insegnarvelo."
"Infatti è stato uno dei nostri domestici."
"Vi ha insegnato a nuotare senza vestiti?" domandò Louis incredulo.
"Ero ancora un bambino e faceva molto caldo da quelle parti."
"Adesso però siete un uomo" obiettò il Duca di Carisbrook.
Non c'erano dubbi, adesso era un uomo ed era praticamente nudo fra le sue braccia.
Come ai tempi felici del paradiso terrestre, ma loro erano molto meno innocenti di Adamo ed Eva.
"C'è qualcosa che io desidero, c'è qualcosa che voi desiderate. Forse potremmo trovare un accordo che soddisfi entrambi" disse a Harry.
La Giamaica era una terra di passioni, Harry non era nuovo a situazioni di quel tipo, il ricco latifondista e il povero ragazzo di colore, per esempio, che facevano innumerevoli figli senza mai sentire il bisogno di sposarsi.
Anche perché un ricco possidente non si sarebbe mai sognato di sposare un povero ragazzo di colore.
Digli di sì, gli suggeriva una vocina.
Niente più problemi, niente promesse, niente bugie.
Solo un'alleanza fisica, da consumare subito, adesso.
Che cosa sarebbe successo se lui gli avesse ceduto?
Louis era un duca, doveva essere abituato ad avere gli uomini ai suoi piedi, pensò.
Nei balli aveva visto che i presenti non sognavano altro che lui.
Ragazzi più belli di lui, uomini ricchi e nobili che non vantavano un padre come Des Styles.
Una ragazzo in più o in meno non avrebbe fatto alcuna differenza per Louis, ma per lui...
"Non ho mai..." fu sul punto di confessargli, ma poi si fermò.
Che cosa stava per dirgli?
Che era ancora vergine?
Harry rabbrividì.
Non gli avrebbe creduto, comunque, visto come si era comportato sulla spiaggia.
"Voi volete qualcosa da me e io voglio qualcosa da voi."
Sentì che Louis mormorava di nuovo quelle parole mentre a cavallo risalivano sulla riva.
La passione fra due persone poteva essere semplificata in quel modo molto prosaico, come accadeva certamente in Giamaica e in luoghi simili, dove la moralità era più elastica.
Di' di sì!
Qualcosa dentro di lui lo spingeva ad adattarsi e ad accettare.
Niente legami, niente obblighi, solo il piacere passeggero che sarebbe durato giusto il tempo necessario per essere soddisfatto.
Senza rimpianti, senza progetti per il futuro, senza vuoti sensi di colpa e senza vane accuse reciproche.
Senza l'ipocrisia puritana degli inglesi.
Non sarebbe stato tutto più semplice?
Harry avrebbe voluto che Louis prendesse quello che gli veniva offerto senza tante complicazioni.
Gli avrebbe risparmiato responsabilità e pentimenti, tutto sarebbe stato più semplice adesso e in futuro.
Il gentiluomo che era in Louis, però, gli impediva di comportarsi come un marinaio in licenza in un porto dei Caraibi.
"Chiedo venia. Non ho mai fatto richieste così esplicite a un ragazzo" proseguì per giustificare la brutalità del suo approccio.
"Mai?"
Adesso era Harry a essere decisamente incredulo.
Arrivarono fino al fienile in mezzo agli alberi, Louis smontò da cavallo e poi l'aiutò a scendere di sella, cercando di toccarlo il meno possibile.
" Aspetterò qui intanto che vi cambiate" gli disse mentre lui afferrava i vestiti e, irritato, si avviava verso il fienile.
Lì Harry si tolse la giacca e iniziò a rivestirsi.
Gli ritornò in mente lo sguardo di Louis che percorreva il suo corpo nudo e rabbrividì.
Chissà cosa aveva pensato quando aveva visto la piccola farfalla azzurra, leggera e delicata, posata sul suo sedere come se fosse pronta a volare via.
Prendendo un profondo respiro, uscì dal fienile.
Louis gli volgeva le spalle.
"Grazie per la giacca" gli disse restituendogliela.
"Non è nulla" gli rispose lui con la consueta cortesia inglese, che gli suonò strana in quelle circostanze così particolari.
In Giamaica, quando si era in disaccordo per qualcosa, si litigava senza remore.
Come detestava, invece, la gentilezza di facciata, sotto cui ribollivano i peggiori dissapori, figli del non detto, che mai avrebbero trovato una soluzione!
Louis salì a cavallo senza indossare la giacca e con la camicia aperta sul petto.
Era bello e desiderabile.
Harry non poté impedirsi di fissarlo.
"Montate, vi porto a casa."
"Non è necessario, Vostra Grazia. Preferisco tornare a Falder a piedi."
Non avrebbe sopportato di sentirlo di nuovo dietro di lui, di percepire le sue braccia intorno al proprio corpo anche se non lo toccavano.
Louis non insistette, anche per lui era un momento difficile e non sapeva fino a quando sarebbe riuscito a controllarsi.
Spronò lo stallone e, prima che Harry potesse cambiare idea, si stava già allontanando al galoppo.
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