Capitolo 10

Mi strinsi nel mio cappotto prima di suonare al campanello di quella porta; non ero sicura di quella scelta, ma avevo bisogno di parlare con qualcuno.

Le guance piene e i capelli scompigliati di Hayun mi accolsero dal primo momento, la mia espressione però fu in grado di mutare anche la sua gioia.

«È successo qualcosa?» mi chiese, più tesa di una corda di violino. «Wonjae sta bene?»

«Sì... Lui sì» sussurrai prima di sorpassare mia sorella ed entrare nell'abitazione.

«Quindi?» chiese nuovamente, attendendo una mia spiegazione.

Come avrei potuto dirle di Taehyung? Mi sentivo ridicola, una stupida, eppure sapevo che l'unica persona che avrebbe capito era lei; proprio lei che aveva assistito da lontano a quella nostra immatura relazione, cercando di proteggerci in silenzio. 

«Ho rivisto Tae» dissi prima di sedermi sul divano; affrontare quella discussione in piedi, con le mie gambe tremanti e il cuore in palpitazione, sarebbe stato impossibile. 

Hayun mi guardò, palesemente sconvolta. E come avrei mai potuto biasimarla? Persino io stentavo a credere fosse avvenuto. 

«Davvero?» La sua voce era titubante, ma i suoi gesti non lo furono affatto: si sedette affianco a me, accarezzando con delicatezza la mia spalla. Le lacrime pungevano di nuovo i miei occhi al ricordo di Taehyung, fortunatamente però riuscì a trattenerle. 

«» risposi vedendo di nuovo il volto di Taehyung sotto le palpebre, consistente e reale più che mai. Servì solo quell'assenso a liberare la tempesta del mio animo, e così iniziai il racconto di quel giorno e le mie sensazioni. Le parole uscivano in fretta, prigioniere per troppo tempo nel mio animo, avevano desiderato e agognato a lungo quella libertà e per la prima volta, dopo ann,i sentì il peso che portavo sul mio petto alleggerirsi. 

 Hayun non smise per un attimo di accarezzarmi le spalle e, alla fine del mio discorso, mi accolse tra le sue braccia in un modo così delicato e semplice che lo fece sembrare un gesto comune tra noi due; aveva capito che solo il suo conforto sarebbe stato in grado di tranquillizzarmi. 

«È da egoista pensare di volerlo vedere ancora?»  mormorai con il volto nascosto sulla spalla di Hayun, troppo timorosa di mostrare al mondo la mia insicurezza. 

«No.» Hayun mi allontanò da sé per guardarmi negli occhi. «Le decisioni che hai preso sei anni fa sono state prese per un motivo, più che valido. E sappiamo entrambe che la persona che ne è uscita più ferita, anche se non vuole ammetterlo, sei tu. Quindi no, non è egoista.»

Ancora una volta sentì un vento gelato sferzarmi il volto, mentre divenivo consapevole di ciò che aveva detto. Non avevo sofferto più di Taehyung, ne ero certa, eppure solo grazie al discorso di Hayun compresi che anche il mio dolore poteva essere paragonato al suo, e che non fosse in alcun modo inferiore. 

«Cosa dovrei fare?» Sembravo una bambina sperduta in un centro commerciale, lontana dai genitori e in preda alla paura. 

«Semplice: fatti avanti e cercalo. La bambina era figlia di un suo amico, no? Potresti chiedere a lui informazioni.»

Angolo me

Capitolo 10!!! Troppo strano pensare di essere arrivata a questo capitolo in così poco tempo, eppure è così T.T mi sento fiera di me stessa (anche se la storia continua ad essere solo all'inizio). Il capitolo è ambientato al presente, e anche stavolta Taehyung è assente, conosciamo però l'attuale Hayun e il suo rapporto con Haneul. Ho rivelato tante cose, ma credo siate ancora molto confus*. Spero però il capitolo vi sia piaciuto e che vi abbia incuriosito.

Ipotesi su chi sia l'amico di Taehyung con una bambina? 

Ora però vi devo lasciare, nelle prossime ore si prospetta una lunga maratona di drama per me u.u Vi ringrazio per l'attenzione <3 a presto!!!

GAIA

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