capther 20
Questa mattina la mora si alzò più felice del previsto.
"Sono maggiorenne!" urlò alla sua compagna di stanza, Kika.
"Auguri tesoro" esclamò la ragazza dai capelli blu abbracciando la mora.
Le ragazze andarono in cucina, trovando letteralmente tutti i compagni seduti che canticchiavano la canzone del buon compleanno.
"grazie ragazzi" disse lei addossendo.
Il ragazzo, che non aveva ancora salutato la mora, si avvicinò a lei dandole un bacio sulla guancia.
"Buon compleanno stupida fracica" bisbigliò.
La ragazza ricambiò con un abbraccio.
La mattinata passò velocemente fra una lezione ed un' altra.
Tornando in casetta, la mora sentì la voce di Maria inondare le sue orecchie.
"Buongiorno, vorrei chiedere a Serena di andare fuori a prendere una busta nel retro del cortile" affermò la possente voce della conduttrice.
La mora si alzò dal soffice divanetto e si diresse verso il retro, notando una busta rossa con il suo nome.
"Apri la lettera e leggila" continuò Maria.
La ragazza lesse tutto velocemente "Una sorpresa ti aspetta nella tua stanza, buon compleanno!".
Serena corse in camera sua, poggiando la lettera sul tavolino, trovando il suo migliore amico Luke.
"Oh mio dio!" esclamò la ragazza, saltando sulle braccia del ragazzo.
"Buon compleanno amo" bisbigliò il ragazzo sorridendo, avvicinando la testa della mora al suo petto.
"Non posso crederci, cosa ci fai qui?" domandò la ragazza curiosa.
"È una sorpresa, stupida!" esclamò il ragazzo, non togliendole gli occhi da dosso.
Evandro, sentendo delle voci non familiari, aprì la porta della stanza trovando la sua ragazza fra le braccia di un ragazzo che, sicuramente, non era lui.
La mora si girò di scatto dicendo sorridendo "Luke, lui è il mio ragazzo Evandro, Evandro, lui è il mio migliore amico Luke".
"Piacere" sussurrò il ragazzo, afferrando la mano di Luke, che non sembrava molto convinto.
"Oh ti conosco già, spesso escono delle puntate interamente su voi due, Evandro giusto?" chiese Luke annoiato.
"Oh, si Evandro" affermò il moro, guardando il ragazzo dai capelli corvini, leggermente disgustato.
La mora, uscendo dalla stanza, sussurrò ad Evandro "passate del tempo insieme e conoscetevi", facendo l'occhiolino.
Il ragazzo annuì, ruotando gli occhi subito dopo la sua uscita dalla stanza.
"Come vi siete conosciuti?" chiese il moro.
"Senti Evandro o come ti chiami, trattala bene okay? Falle del male e sei morto" esclamò avvicinandosi al ragazzo.
Evandro era confuso, non capiva cosa stesse cercando di fare.
"Non le farò del male, stanne certo" affermò nervoso.
"Sarà meglio".
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