📚 Gravity

Titolo: Gravity

Autore: MariarosariaGuarino

Genere: fantasia distropico

Recensione a cura di: MartinaSiderini

Genere: fantasy distropico

Ho letto fino a: L'interrogatorio (ho letto tutti i capitoli pubblicati)

Copertina e coerenza con la storia: La copertina è divisa idealmente orizzontalmente in due fasce: quella inferiore possiede come sfondo un bosco mentre in primo piano si presenta Keileen, la quale volge il proprio sguardo verso l'alto come se potesse vedere il ragazzo e il mondo preclusole; quella superiore invece mostra Aron – che ammetto di aver scambiato più di una volta per una ragazza oppure per un volto o altre cose – con gli occhi chiusi apparentemente sognando, dietro di lui si trova invece una città moderna. La presenza di questi elementi sulla copertina viene spiegato durante il romanzo, infatti, la Terra è stata apparentemente distrutta dopo catastrofi naturali e si è costruito un nuovo luogo dove vivere nello spazio, la Flotta.

Coerenza del titolo: Il titolo è indubbiamente appropriato, dato che la gravità è diversa tra la Terra e la Flotta, ma probabilmente se ne sarebbe potuto trovare un altro, che rispecchi meglio la trama. Se si osserva il titolo facendogli assumere un significato metaforico, cioè la forza che attrae Aron e Keileen esso calza alla storia perfettamente, se si decidesse poi di sviluppare una relazione più profonda tra i due personaggi.

Trama: La storia racconta indubbiamente di Aron Every, un tenente di origine orientale dell'Accademia, il quale si trova ad allenare gruppi di cadetti raccolti in squadre. La sua famiglia, piuttosto potente, ha il privilegio di poter allenare il figlio in segreto alle arti orientali. Ovviamente sul lavoro gli vengono assegnati sempre i peggiori in modo da metterlo in difficoltà. È un po' come Calimero: tutti ce l'hanno sempre con lui.

Il suo carattere è di base curioso e non viene visto di buon occhio dalla società, la quale sembra star nascondendo qualcosa dagli abitanti della flotta, fatto che in seguito si rivela veritiero. Aron considera in più occasioni la vita lì irreale e priva di tempo e soprattutto ipocrita. Nonostante le sue numerose piccole ribellioni – ad esempio il piercing all'orecchio – è accettato dagli altri, è integrato in maniera piuttosto buona e viene rispettato.

L'esordio, rappresentato dall'arrivo di Rebecca Douglas, è improvviso, quasi come se venisse gettato un personaggio all'interno di un calderone senza una vera e propria ragione, se non per causare altri guai. Tutto ciò che accade dopo è confuso e andrebbe riscritto seguendo un ordine e senza così tanti sommari ed elissi, con una netta predilezione per le seconde. I numerosi salti temporali fanno a volte strabuzzare gli occhi lettore; la scelta è ovviamente personale, ma consiglierei di aggiungere sommari o allungare i primi capitoli, che risultano essere intricati labirinti.

La signorina Douglas è una malvagia spina nel fianco del protagonista. Tutti i suoi piani non sono mai ostacolati e tutti le credono, tuttavia non avviene lo stesso con Aron, nonostante egli abbia un grado superiore e sia conosciuto in quell'ambiente da molto tempo di lei, ciò porta a pensare che abbia combinato qualche guaio in passato, ma comunque questo non viene mai spiegato. Ho capito che possiamo rinominarlo "Calimero", ma mi sembra troppo: l'antagonista agisce incontrastata contro di lui. È un po' eccessivo anche per un personaggio onnipotente.

L'arrivo di Aron, il quale appare come privo di emozioni, sulla Terra porta immediatamente Keileen a fidarsi di lui senza un'apparente ragione. Inoltre questa prima lo abbandona per una settimana nel bosco per poi difenderlo davanti ai propri superiori rischiando molto. Cosa l'abbia portata a un cambio d'opinione così significativo è a noi sconosciuto.

Caratterizzazione dei personaggi:
Aron Every: è il protagonista maschile indiscusso della storia, è arrogante, insubordinato, ma nonostante ciò fa ubbidire le squadre a lui assegnate a tutte le regole. Spesso sfida la società e le leggi, proseguendo appare quasi onnipotente e creare un antagonista al suo livello diventa sempre più difficile, per non ricadere nel cliché. Ad esempio quando precipita sul pianeta sa utilizzare arco e frecce, è sveglio, intelligente e vede perfettamente. A parte il comportamento un po' fastidioso è impossibile trovare qualcosa che non sia in lui presentato come perfetto.

Rebecca Douglas: è l'antagonista, ma non regge assolutamente il confronto con Aron. Nel suo desiderio di causare male è patetica, quando lo accusa appare una codarda, mentre nelle altre scene è coraggiosa. Non è coerente come personaggio e sicuramente irrealistico. Il suo odio appare quasi infondato: le è stato riservato lo stesso trattamento come agli altri cadetti. È vero, è stata umiliata in pubblico e ciò potrebbe apparire come una causa del suo odio, che indicherebbe indi un suo rapporto molto forte con il proprio orgoglio. Assomiglia inoltre molto di più al protagonista di quanto avvenga con Keileen, dove non sono capace di trovare così tante similitudini volute dall'autrice.

Keileen: è quella che potrebbe apparire come coprotagonista, ma viene costantemente messa in ombra da Aron. Gli salva la vita in più di un'occasione, rischiando addirittura di finire nei guai lei stessa, ma sembra non importarle, nonostante lui sia solamente un estraneo. Sì, ha un desiderio simile a quello di Aron: quello di abbandonare la Terra, cioè l'esatto contrario di quello dell'altro personaggio, dato che vede la Flotta come una salvezza.

Keileen e Rebecca a paragone con Aron Rebecca assomiglia ad Aron da un punto di vista caratteriologico anche se più propenso verso il male, mentre Keileen è buona e altruista, caratteristiche presenti in pochissime scene in Aron.

I personaggi sono irrealistici ed è quasi impossibile entrare in contatto con loro e riuscire a diventare parte di loro, fatto che mi sarebbe piaciuto molto se fosse avvenuto.

Originalità: L'idea di base è originale, ma andrebbe sviluppata meglio: la storia ha un grande potenziale, ma non è espresso; i personaggi potrebbero essere delle gemme nascoste, ma invece sembrano restii a mostrare i loro pensieri e le loro azioni sono di conseguenza spesso ingiustificate. Capisco perfettamente che può essere una scelta stilistica, tuttavia è come possedere una corona d'oro con dei diamanti incastonati e decidere di non pulirla soltanto perché si pensa che possa risplendere lo stesso.

La caratterizzazione corretta, infatti, tapperebbe dei buchi nella trama causati dalle elissi e renderebbe tutto più scorrevole e divertente. L'idea di base è buona e sfruttandola al massimo della sua potenza potrebbe trasformare del placcato oro in oro puro, con delle ottime chance di ricevere molti più commenti positivi.

Grammatica: La punteggiatura! Sono presenti solo punti e pochissime virgole, posso capire la scelta stilistica ma appesantiscono troppo il testo. In alcuni passi ho dovuto rileggere per capire di cosa si stesse parlando con precisione. Ciò che mi ha scoccata di più è stato il prologo, che sono stata obbligata e leggere circa tre o quattro volte, ma fortunatamente dopo la storia migliora gradualmente, arrivando all'ultimo capitolo con una buona scorrevolezza.

Stile: Lo stile è fluente ma i numerosi cambi di narratore nel mezzo dei capitoli rendono la lettura frammentaria. Il prologo inoltre è composto da frasi troppo lunghe per la situazione tragica, anche se è possibile che Aron, il narratore, sia abituato a situazioni simili e, quindi, narri in maniera normale.

Alcune scene sono irrealistiche e appesantite dallo stile, il quale spesso è più un limite che un potenziamento alla storia. Aron è incredibilmente superficiale la cui causa è da ricercare nel modo di scrivere e non in lui. Sono molto contro alla scelta di averlo reso onnipotente, ciò appare come un'esagerazione di deus ex machina, utilizzato troppo.

Opinione personale: Se un romanzo deve far immaginare è grazie ai suoi "abitanti", ma non riesco a trovare queste caratteristiche in questo. I cambi di narratore sembrano voler far trasparire un'insicurezza dell'autrice a fissarsi con un solo personaggio. Un suggerimento può essere quello di fissarsi con due o al massimo tre narratori, personalmente io eliminerei Rebecca, se non per approfondire di più il suo punto di vista e creare empatia nei suoi confronti. Io ti consiglierei inoltre di trovare un beta con il quale discutere della trama e dei personaggi in modo da non creare "buchi".

Categoria: fragola

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