Hidden

Non sono mai stato un tipo brillante, la timidezza mi ha sempre giocato brutti scherzi, non ho ancora fatto sesso con una ragazza e soprattutto mi sento incredibilmente solo.
Spesso mia madre entra in camera mentre me ne sto buttato sul letto con le cuffiette ad ascoltare il mio amato rock, me le toglie per chiedermi se è successo qualcosa a scuola. Io non le rispondo, semplicemente mi rimetto le cuffiette.

Il problema è proprio questo, non succede niente. Non ho jeans firmati, non ho l'ultimo iPhone, non ho una ragazza, non mi invitano alle feste, non vado in vacanza. Ogni tanto consegno le pizze ma se incontro qualcuno dei miei compagni fighetti cambio strada per non farmi vedere.

Ma c'è una cosa che mi fa sentire vivo. Sono un writer. Di notte divento Hidden, è così che mi firmo sui muri. Spesso scendo a scrivere in metropolitana, a volte in stazione, altre disegno sui marciapiedi. Attenzione, non sono uno di quei vandali che scrive sui palazzi o sui monumenti. A modo mio sono un artista di strada.
L'adrenalina per la paura di essere scoperto e il cuore che mi rimbalza nel petto quando sento la bomboletta spruzzare sono le uniche emozioni che provo nella mia apatica ed inutile vita. Soffro d'insonnia perciò aspetto che mia mamma si metta a letto, indosso la mia vecchia felpa nera degli AC/DC , i miei jeans scuri consumati, le mie superga e riempio lo zainetto con le bombolette che tengo nascoste in una scatola ed evado.
Sono bravo sul serio, mi è addirittura capitato di sentire il mio nome uscire dalla bocca di alcuni ragazzi a scuola, ma loro non sanno che Hidden e Federico Porzi sono la stessa persona. Io sono quello da evitare, quello invisibile, quello con il padre galeotto.
Stanotte ho deciso di fare un salto di qualità, in questi giorni ho visto in tv un servizio su una gang che disegnava sui treni. Sto andando proprio adesso a San Giovanni, la conosco bene quella stazione.
Non c'è nessuno, salto i binari e trovo uno di quei treni fermi inutilizzati:tutto questo spazio solo per me. La luce fioca che arriva da un lampione mi basta. Tiro fuori i miei tesori e comincio... dopo un'ora è venuta fuori una cosa da applausi e con il mio rock nelle orecchie è quasi un orgasmo.
Faccio qualche passo indietro per ammirarlo da lontano, non sento nulla, alcun rumore filtra alle mie orecchie se non le note di "The wall". È la mia colonna sonora quando le mie mani lavorano.

Non sento nemmeno il treno che sta sfrecciando sul binario tre... intorno a me adesso è tutto bianco, avrò molto da colorare.

Forse sono sempre stato trasparente ma ora tutti mi vedranno in quella scritta. HIDDEN WAS HERE.

Ispirato a "The wall" dei Pink Floyd.

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