Capitolo 8

Jennifer venne svegliata da una serie di urla che venivano dalla strada.

Si mise a sedere tenendosi la testa tra le mani. Gli incubi l'avevano tenuta sveglia tutta la notte, incubi nei quali trovava nel bosco Sam coperto di sangue e in fin di vita, che moriva poco dopo davanti ai suoi occhi. Gli stessi occhi che erano ancora arrossati per le lacrime.

Aprì le persiane e ascoltò cosa stava blaterando a gran voce Kate, nota a tutti per il suo potere della voce forte.

《Venite tutti alle dieci all'esecuzione della criminale! Oggi alle dieci, tutti!》

L'ultima cosa che Jennifer aveva voglia di fare era di vedere l'esecuzione di qualcuno, ma conoscendo se stessa poteva essere che in quel modo si sarebbe svagata.

Guardò l'orologio. Erano appena le nove, aveva tutto il tempo per prepararsi.

Ci mise tutto il tempo che le serviva, uscendo da casa solo dieci minuti prima dell'esecuzione. Si diresse verso la piazza, trovandola già gremita di gente. Per vederci si arrampicò su una panchina e guardò il palo dei roghi ancora vuoto.

Arrivarono le guardie, trascinando con loro una ragazza incappucciata.

Jennifer riconobbe quel fisico. Conosceva perfettamente quel corpo così simile al suo, sapeva a chi apparteneva.

《Signore, siamo qui riunite per punire per alto tradimento una di noi. Ella è accusata di aver avuto contatti con gli esseri umani in quanto è essa stessa un'umana. Date tutte un ultimo addio a Sam》 disse una donna con un sorrisetto malevolmente compiaciuto mentre le guardie legavano la ragazza e le toglievano il cappuccio.

Per Jennifer il tempo si fermò. Anche quando era stato detto quel nome, aveva sperato si trattasse di qualcun altro.

Però aveva sentito bene e visto benissimo. Quella ragazza era davvero Sam.

E lei stava per assistere alla sua morte.

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