Chiusure

Trovarmi fuori dall'appartamento di Ian mi lascia una certa ansia, ma non quanta aver detto a mia figlia quella semplice frase.
Le ho messo in testa che non è stata colpa di suo padre e prima o poi dovrò rivelarle la verità, anche se forse è ancora troppo piccola.
Scuoto la testa e suono al campanello, attendendo che mi apra.
«Chi è?»
«Amanda.» Non so bene il motivo per cui sono qui, ma ho la sensazione, dalla breve telefonata che ho avuto con lui, che sarà per decidere o meno una chiusura del nostro rapporto.
Salgo le scale con calma e quando arrivo di fronte alla sua porta, vedo che è già aperta; la varco e me la chiudo alle spalle, lasciando la borsa sul primo mobile che trovo.
«Sono contento che tu sia venuta, è un buon segno.» La sua figura fa capolino dalla cucina e accenno un sorriso, non sapendo come rispondere. È un buon segno? «Vieni.» Mi indica di seguirlo e così faccio, entrando nella piccola stanza con lui.
In tavola c'è una bottiglia di vino e due calici. Vuole farmi ubriacare?
Lo guardo stranita e mi indica di accomodarmi.
«Dai, siediti che così parliamo.» Sospiro e faccio come dice, mentre lui versa il liquido nel bicchiere e me lo porge, sorridendo. Al telefono non sembrava così calmo.
«Quindi? Perché sono qui?» chiedo, anche abbastanza spazientita; tutta questa situazione mi sta angosciando e ho solo voglia di tornare da mia figlia che, come al solito, ho lasciato da Belle. Lui sospira e si siede accanto a me, prendendo il bicchiere e bevendo un po', facendomi poi cenno di fare lo stesso. Bevo un sorso e appoggio il bicchiere con violenza, guardandolo.
«Dovresti averlo capito perché sei qui, Amanda... non sei stupida.» Sospiro e bevo un altro sorso. Ecco a cosa serve il vino.
«Sì, parliamo di noi...»
«No, di te... di te che in questo periodo sembra quasi mi voglia evitare... l'altro giorno mi hai detto di stare male e ora eccoti qui, in ottima salute... mi prendi per coglione?» Bevo un altro sorso e sono convinta che forse una bottiglia non basterà.
«No, non sei un coglione e mi dispiace... in questo periodo ho avuto dei problemi sul lavoro e con una persona del mio passato, quindi non me la sentivo di uscire con te...» I suoi occhi scuri mi trafiggono e le sue labbra serrate non promettono nulla di buono.
«Ti vedi con qualcun altro?» Deglutisco e nego con la testa, ma il mio cervello mi manda le immagini di me e Luke. «Amanda... se non vuoi stare con me o se ti sei resa conto di amare un altro, non ha importanza, basta dirmelo... ignorarmi non può essere la soluzione.» Accenna un sorriso e devo per forza bere un altro po', rendendomi conto che ho il bicchiere vuoto.
«Sono confusa, Ian... non avrei dovuto ignorarti, mi dispiace, ma non sapevo cosa fare... non lo so tutt'ora...»
«Non c'è molto da pensare, lo ami?»
«Cosa? Perché pensi che ci sia un altro?»
«Perché non vedo nessun altro motivo per cui dovresti ignorarmi così, come se non fossi nulla... e se ami quest'uomo, allora lo capisco.» Mi sembra fin troppo tranquillo, anche se non ha tutti i torti: non c'è nessun altro motivo per cui non dovrei stare con lui, se non Luke. Sospiro e mi verso dell'altro vino, bevendone un bel po'.
«Non lo so cosa provo per lui... so solo che quando sto con lui il resto non esiste più...» Mi passo una mano sul viso, sentendo la testa più leggera, ma continuo a bere, finendo il contenuto del bicchiere, di nuovo.
«Allora lo ami, Amanda... senza ma o se o altro. Per me tutta questa situazione può anche finire, dato che mi sembra di aver capito la tua volontà.» Beve un altro sorso del suo bicchiere e io continuo a riempire il mio, non capendo neanche il motivo.
Perché è così tranquillo, come se non gli importasse nulla? Forse anche lui ha un'altra.
«E a te perché non importa? Hai un'altra o sono così poco importante?» Ammetto di non essere pienamente io a parlare, ma almeno avrò delle risposte.
Lui ride, finendo il vino all'interno del proprio bicchiere.
«Vuoi la verità? Sì, c'è un'altra donna che mi interessa, ma non ti ho tradita.» Il fatto che sottolinei l'ultima parola dovrebbe farmi presupporre che stavamo insieme, giusto?
«Spero che tu sia felice con lei, allora.» Sorrido, ma non capisco se sia davvero sincero o no. D'altronde cosa mi importa? Non è lui che amo.
«Sì, solo che...» Sospira e si passa le mani nei capelli, scompigliandoseli leggermente. Aggrotto la fronte e mentre aspetto che continui, bevo un altro sorso di vino.
Mi guarda, incerto, e poi beve anche lui, ma stavolta tutto il contenuto.
«Cosa succede?» chiedo, cercando di capire.
«Si tratta della tua amica.» Sgrano gli occhi.
«Cosa ha fatto Belle?» Sono sempre più confusa e l'alcol di certo non mi aiuta a ragionare.
«No, è lei la donna che mi interessa.» Ok, questo non me lo aspettavo.
«Cosa?!» Mi sento leggermente stridula e lui socchiude gli occhi, alzando poi le spalle.
«Sei arrabbiata?»
«No, certo che no! Vorrei solo capire come!» Sospira e si versa dell'altro vino, per poi fare lo stesso con me.
«Quel giorno in piscina, quando tu e l'altro tizio siete andati a fare un giro, beh... abbiamo parlato e mi è sembrata subito una donna con le palle... così ci siamo scambiati i numeri di telefono, ma solo in amicizia... quando poi ho visto che in questo periodo non mi davi corda, le ho scritto, pensando che potesse darmi qualche informazione, ma anche lei sembrava non sapere nulla... e niente, ci siamo messi a parlare, a conoscerci e prima di poter fare qualunque cosa voglio chiudere con te.» Apro leggermente la bocca in un'espressione assopita e basita insieme, mentre lo ascolto parlare e quando termina riesco a pensare solo che avevo ragione, quel giorno, quando percepivo una strana sensazione. Una donna non si sbaglia mai.
Eppure non sono arrabbiata, né delusa, né ferita; anzi, a dirla tutta sono anche leggermente sollevata.
«Beh... wow... sembra una cosa davvero... wow... insomma... sono contenta se vi siete trovati e vi siete piaciuti, soprattutto per lei e...» Un lampo mi attraversa il cervello. «Ma David? Che fine ha fatto?» La mia espressione deve essere molto buffa, data la sua risata.
«Non lo so, Amanda, questo dovrai chiederlo a lei...» Sorride dolcemente e io ricambio, anche se in modo più distaccato.
«Sì, dovrei parlarle in effetti...» Sospiro e finisco un altro bicchiere; sarebbe il caso di smetterla, dato che devo guidare.
«Sono contento che non ti sia arrabbiata.» Appoggia una mano sul mio ginocchio e lo guardo, annuendo.
«Anche io sono contenta che non ti sia arrabbiato.»
«D'altronde credo che non fosse destino, insomma... io ho trovato Isabelle, tu questo ragazzo...» Mi guarda in modo serio e io mi mordo l'interno della guancia.
Non era destino.
E con Luke? È destino?
«Non lo so, Ian, forse non sono destinata a nessuno...» Appoggio i gomiti sul tavolo e mi prendo la testa tra le mani.
«Non dire così...» Sento la sua mano sulla spalla e accenno un sorriso, voltandomi verso di lui.
«Ho paura, Ian.»
«Di cosa?»
«Di amarlo...» Gli occhi mi si velano di lacrime.
«E sarebbe così brutto?»
«No, sarebbe solo sbagliato.» Mi tira a sé e mi ritrovo incastrata in un suo abbraccio.
«L'amore non è mai sbagliato, Amanda.» Mi lascio cullare dalla sua voce e dalle sue braccia, pensando alle sue parole.
«Neanche se lui ha dieci anni meno di me?» Sento che si irrigidisce e un sorriso amaro mi spunta sulle labbra.
Tutti sanno solo dire che l'amore è amore, che non è sbagliato, che bisogna seguire il cuore, ma quando scoprono cosa davvero c'è dietro, cambia tutto.
Allora perché parlare per niente?
«Finché non è un criminale credo che possa andare bene... alla fine sei tu che devi starci insieme, mica gli altri.» Ridacchio e mi stacco da lui, guardandolo negli occhi.
«Ma non è normale e so che lo pensi anche tu.» Mi asciuga una lacrima e sorride.
«Io non penso nulla, Amanda... la vita è la tua, le decisioni sono le tue, i sentimenti sono i tuoi... non sono nessuno per intromettermi.» Sorrido ampiamente e gli poggio una mano sul ginocchio.
«Grazie, Ian... sei un ragazzo fantastico.»
«Lo so, lo so, grazie.» Ammicca, facendomi ridere.
«Allora è tutto a posto tra di noi?»
«Certo! Deve esserlo! Se succederà qualcosa con Isabelle credo che ci vedremo ancora e non vorrei che ci fossero delle divergenze.»
«Non ce ne sono, tranquillo.» Mi alzo e mi sistemo la maglia. «E se mai dovesse succedere qualcosa con la mia amica, sappi che ti terrò d'occhio e se la farai soffrire non esiterò un secondo a spezzarti le ossa.» Accenno un sorriso beffardo e mi avvio alla porta d'ingresso, seguita da lui e la sua risata.
«Mi piace questo tuo lato aggressivo.» Prendo la borsa e mi volto verso di lui.
«Dovrà piacerti se ti piace Isabelle.» Scoppiamo a ridere entrambi per poi salutarci; esco dal palazzo e mi avvio verso la mia macchina, mentre l'aria fresca della sera mi risveglia di poco dal mio stato di assopimento.
Non dovrei guidare con l'alcol che ho in corpo, ma sono già le dieci e devo tornare da mia figlia, oltre che parlare con Isabelle.


Parcheggio e scendo dalla macchina, strizzando gli occhi; l'effetto dell'alcol non è ancora svanito del tutto e il sonno sta invadendo ogni fibra del mio corpo.
Busso alla porta e dopo qualche secondo il viso della mia amica si materializza, facendomi sorridere.
«Dobbiamo parlare» le dico, entrando in casa e stiracchiandomi. «Dove sono le bambine?» La guardo e noto i suoi occhi dubbiosi, ma anche curiosi.
«Sono in camera a giocare, ma credo che presto si addormenteranno.» Sorrido e mi accomodo sul divano, facendole segno di sedersi accanto a me, quando uno sbadiglio fa capolino sulle mie labbra. «Amanda, tutto bene?» La mia amica mi si siede accanto e sfoggio un sorriso, annuendo di poco.
«Sì, tutto bene, anche se dovremmo parlare... sono stata da Ian, stasera.» Il suo sguardo si raggela, insieme al suo corpo.
«A-Amanda, io...» Scoppio a ridere e lei mi guarda confusa.
«Tranquilla, non sono arrabbiata o altro... dobbiamo parlare di così tante cose... posso stare da te stasera? Sai, abbiamo bevuto un po' e non vorrei che Jane mi vedesse così.» Sbatte le palpebre un paio di volte e annuisce, anche se poco convinta.
«Ti senti bene?» chiede, scrutandomi con una strana preoccupazione nella pupilla.
«Sto bene, ma devo fare chiarezza su alcune cose... tra cui qualcosa che riguarda te... hai del vino?» Non è da me essere così spigliata ed è proprio questo che mi piace: non essere me. «Ho portato problemi a tutti, Belle... a mia figlia, a Luke, a William, alla mia famiglia, a me stessa e sono stufa di essere sempre immersa nella paura di sbagliare, tanto sbaglio lo stesso!» Rido, ma senza essere forzata o malinconica; rido perché mi va di farlo, di ridere di fronte alla mia stupidità, al mio credere che le bugie fossero meglio della verità.
La verità va detta, anche se fa male.
«Amanda...» Non capisco se è più sconcertata per lo stato in cui sono o per ciò che ho detto.
«Hai del vino o no?» Il sorriso non vuole lasciare le mie labbra e lei sospira, deglutendo.
«Non è una buona idea, ora... non sei lucida e non ragioni... cosa è successo con Ian? Cosa vi siete detti?»
«Tutto, cara Isabelle.» Mi alzo e mi sposto i capelli su un lato. «Mi ha detto di voi, del fatto che era come se lo stessi ignorando ed era proprio così... non ti ho detto che sono andata da Luke, vero? Certo che no, non ho avuto il tempo o forse, come sempre, avevo paura.» Un'altra risata mi lascia le labbra e mi incammino verso la cucina. Se lei non vuole darmi del vino, lo troverò da sola.
«Cosa? Amanda ma di cosa parli?» Apro il frigorifero e ispeziono l'interno, finché mi sento afferrare per un braccio e mi trovo incastrata dallo sguardo severo della mia amica. «Smettila di comportarti come una bambina e dimmi cosa cazzo sta succedendo!»
«Lo amo, Isabelle, va bene? Lo amo e non ho intenzione di lasciarmelo scappare di nuovo!» Espongo un sorriso fiero e leggo ancora confusione nei suoi occhi. «Dammi questo dannato vino e ti spiegherò tutto.» Sbuffo e lei continua a scrutarmi senza dire nulla, mordendosi una pellicina sul labbro.
«Va bene, levati... forse servirà anche a me...»






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Donne mezze ubriache con in casa delle bambine.
Io chiamerei qualche ente, così non va bene, non va affatto bene.

Ma che mi dite? Preferite l'Amanda razionale e timorosa o quella spigliata e decisa?
Io la amo sempre, quindi poco importa 😂

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e chissà se Amanda terrà fede a ciò che ha detto.
Se lo riprenderà o fuggirà una volta completamente lucida?

Un bacio a tutti :*
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