[19]
La ragazza spalancò gli occhi.
Non stava capendo nulla, aveva saputo tutto troppo in fretta.
Perché?
Perché lo aveva fatto?
Stava bene?
Aveva rischiato, e aveva perso.
Era tutta colpa sua, era sempre stata colpa sua.
Cercò di reprimere la voglia di piangere e deglutì con gli occhi che si riempivano di lacrime.
«Ora si trova in prigione, ma non per molto. Presto verrà sentenziato...gli verrà tagliata la testa. Credimi, non è stata una mia decisione, ma del popolo, e, se ti metti nei miei panni, come posso io, principe di questa regione, negare che giustizia venga fatta a questa città caduta in rovina per colpa sua? Credo che ti abbiano raccontato di quello che ha fatto mio fratello...»
«Aspetta aspetta, tuo fratello?!» domandò a bocca aperta la ragazza.
Poi ebbe un momento in cui guardò il vuoto.
E i flashback del primo giorno le tornarono a rinfrescarle la me prima.
«Ecco...ora...ora capisco...Night...è il suo vero nome...» balbettava la ragazza mentre pensava, si era quasi dimenticata che accanto aveva il principe, che la guardava senza capire.
«In che senso? (T/n), qualcosa non va?» si preoccupò il ragazzo avvicinandosi a lei.
«Loro non possono ucciderlo! Dream, se è davvero tuo fratello, perché non lo difendi? Perché non lo aiuti?» la ragazza gli prese le mani velocemente e si avvicinò a lui con le lacrime.
Lui arrossì, ma era anche stupito.
«Io...» non sapeva che dire, e distolse lo sguardo dispiaciuto.
«Mi manca. Tanto. Mi dispiace che debba vivere tutto questo, è mio fratello. Ma sono nella una posizione che, sebbene possa fare tutto ciò che voglio, le mie azioni vengono giudicate.» disse senza guardarla.
Poi si girò sentendola singhiozzare.
«Ehi, perché piangi?» le chiese preoccupato e la abbracciò, stringendola a sé, nel modo più dolce possibile.
La ragazza non rispose, pianse sulla sua spalla.
Dopo pochi minuti si calmò, e si staccò lentamente.
«M-Mi dispiace, che figura che ho fatto, eh...» disse senza guardarlo ma Dream le prese il viso con le mani e con i pollici le asciugò le lacrime.
«Non piangere...ti prego...sei così bella...mi duole il cuore vederti triste.» cercò di consolarla.
«Perché tieni tanto a lui? Vi siete visti prima?» chiese poi.
«Beh, si...» rispose vaga, mentre ricordava la prima volta che bussò alla sua porta, il giorno in cui ricevette la rosa, il carillon, tutte le cose belle, e un sorriso spuntò sul suo volto.
Poi, però, ricordò anche tutte le cose brutte.
E si rattristì di nuovo.
«È colpa mia, non è vero?» chiese a Dream con voce tremante, sebbene sapesse che lui non poteva capire a cosa stesse alludendo.
«No. Non è colpa tua.» le disse ugualmente il giovane principe, accarezzandole i capelli.
«Il primo giorno che venni in questo villaggio, lo trovai in pessime condizioni. Entrai in un ostello, e mi raccontarono della storia di questo posto. Avevamo accennato a te, ma non lo ricordavo bene. Tu quindi sei...suo fratello gemello?»
Dream annuì serio, e la ragazza continuò.
«Avevo anche sentito il nome Night, ma lo avevo subito dimenticato.» confessò poi, ancora turbata e interrogativa su quel punto.
Perché il mostro le aveva detto di chiamarsi Nightmare? Non si fidava di lei?
«Che ci facevi da sola, (t/n)? Quanti anni hai? Dov'è la tua famiglia?» cominciò a chiedere il ragazzo, che voleva capire come era finita in una situazione del genere.
«Ho quasi ventun'anni. Mia madre è morta quando ero appena nata, mi ha cresciuta mio padre.» fece un sorriso malinconico.
«La persona migliore che potesse esistere. Mi ha insegnato a vivere, e ad essere la giovane che sono divenuta oggi. Ma, è morto. È morto anche lui, in guerra, quando avevo nove anni.»
La voce della ragazza tremava, come le sue mani, che dal nervosismo si stava torturando.
Era la prima volta che parlava della sua storia a qualcuno.
Nessuno si era mai interessato.
«Così venni affidata ai miei zii, che mi diedero un posto dove vivere. Non era magnifico, certo, non andavamo molto d'accordo, e spesso litigavamo, ma almeno avevo un letto su cui dormire. Tutto successe qualche settimana fa...» sospese la storia la ragazza.
«Cosa successe?» la incoraggiò a continuare Dream curioso.
«Hanno detto che non potevamo tenermi per sempre con loro...e volevano obbligarmi a sposarmi con un uomo ricco, più vecchio di me e che neanche conoscevo...perché lui poteva mantenermi...io non volevo, ma non c'era verso di fargli cambiare idea. Così sono scappata, senza nessuna meta, ma più lontano possibile da lì.»
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