[18]

La ragazza aprì la porta, e timidamente entrò.
Si guardò intorno, la stanza era davvero bella.
Sedie ovunque ai suoi lati, un grande tappeto rosso, sui cui stava camminando, le pareti avevano spalti, i colori dominanti erano caldi, come il giallo oro, il rosso è un po' di arancione, con del verde scuro.

«Buon pomeriggio, signorina (t/n). Questa stanza è di suo gusto?» una voce la richiamò, facendola girare di scatto.

Davanti a lei, alla fine del tappeto, c'erano tre gradini di marmo bianco, e sopra tre troni, due grandi e uno piccolo, davanti ai primi due.
Sul trono grande a sinistra, era seduta una figura.
Un giovane ragazzo, biondo, che indossava un abito da principe viola molto elegante con le spalline dorate, e in testa portava una strana coroncina semplice, anch'essa d'oro.
La ragazza rimase incantata, e fissò il giovane per un po', per poi risvegliarsi e rispondere.

«È davvero molto bella...» affermò.

Il principe sorrise e la guardò.

«Come lei. Si avvicini, la prego.» disse il principe incrociando le gambe e appoggiando la testa su una mano, con il gomito sul bracciolo del trono.

La ragazza arrossì di botto e a testa bassa per non farsi vedere si avvicinò, percorrendo quel piccolo corridoio verso il principe, tracciato dal tappeto.
Salì i gradini alzando la gonna per evitare di inciampare, e poté vedere meglio il principe.
Era davvero bello come quelli delle favole.

«È un piacere conoscerla.» disse la ragazza un po' imbarazzata.

Lui si alzò e si inginocchiò davanti a lei facendo un baciamano.

«Tutto mio.» rispose con un sorriso.

Quella vicinanza e quell'atteggiamento fecero avvampare (t/n).

«Dunque, ho saputo che lei deve parlarmi...» iniziò la giovane.

«La prego di darmi del tu. Non vorrei certe distanze con una bella ragazza come lei. Voglio che si senta a suo agio.»

«O-Oh, può- cioè, puoi darmi anche tu del tu...insomma...» balbettò e provocò una leggera risata da parte del principe, sembrava così educato e...affascinante.

«Il mio nome è Dream, e si, ti devo parlare. Credo tu sappia già di cosa.» si fece abbastanza serio.

«Veramente sembra che io sia l'unica a non saperlo, mi dispiace ma...io non ricordo nulla...» si scusò la ragazza a testa bassa.

«Non preoccuparti, ti darò tutte le spiegazioni che desideri. Ma prima, direi di parlarne in ambito adeguato. Seguimi.» il giovane le porse una mano e (t/n) la accettò.

Uscirono da quella camera ed entrarono in un'altra più piccolina, ma ugualmente grande.
Era una sala da pranzo, il tavolo era molto lungo, ma non apparecchiato, e venti sedie, nove ai lati e due a capo tavola, risiedevano intorno.
Al centro del soffitto, ci stava un grandissimo lampadario decorato con pietre preziose.
L'atmosfera era bellissima.

«Prego.» la invitò ad entrare Dream e la ragazza fece come detto, senza staccare gli occhi dalla stanza.

I due si sedettero, il principe a capotavola e lei sulla sedia accanto.
Di solito sarebbe dovuta stare dalla parte opposta, ma dovevano parlare, ed era necessario che stessero vicini.

«Gradisci del tè?» chiese lui e (t/n) annuì con un sorriso.

Dream schioccò le dita e apparve una cameriera, che eseguì l'ordine del principe, portando due tazze di tè fumante e un vassoio di dolcetti.

«Dunque, (t/n), giusto?»

«Sì.» rispose la ragazza girando il cucchiaino dentro la bevanda.

Avrebbe dovuto aspettare molto prima di berlo, il galateo non prevedeva che si soffiasse. La pietanza doveva essere mangiata o bevuta così come era stata presentata.

«Ti spiego cosa è successo e perché ho chiesto di parlare con te, poi, se non ti dispiace, avrei da farti alcune domande.» disse serio guardandola negli occhi.

«Certamente...»

«Ti sarai chiesta come sei venuta qui, immagino. Ho saputo dal popolo, che era lì presente, cosa è successo. Night, ti ha portato qui. Eri svenuta, e la notte di tre giorni fa, lui ti ha portato e ti ha lasciato a un dottore. Mentre cercava di scappare però, sono riusciti a catturarlo.»

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