Panic Attack
31 Ottobre, devo lavorare pure ad Halloween:
Voi non crederete mai a quello che mi è successo oggi, nel giro di circa due ore. Ovviamente mi prenderò più di una pagina per raccontarlo, perchè altrimenti non capireste.
Da ormai quasi due mesi sono la coinquilina di Crystal, e sto iniziando piano piano a riprendermi dalla violenza psicologica che quel deficiente del mio ex esercitava su di me, semplicemente ignorandomi.
Crystal mi ha poi dato l'indirizzo e il numero della sua terapista, una tale Wanda (non Maximoff, grazie al cielo), che mi sta aiutando a superare il trauma e a vivere tranquilla.
Almeno fino a stamattina.
Siccome il giorno di Halloween noi maghi non lavoriamo, stamattina ho deciso di dormire un pochino di più, e quando mi sono alzata, ho trovato, giù di sotto, la famiglia Snape al completo, evidentemente ne avevano approfittato per staccare un po' dalla frenesia di Hogwarts.
-Buongiorno... che ci fate qua? Sono le nove del mattino...
-Nonna Minerva ha indetto una breve vacanza, per tutti, prof e alunni. Non male come idea, vero?
-Tua nonna è un genio. Posso un po' di caffè?
-Prego, miss Black- mi ha sorriso il professore, materializzandomi una tazza di caffè con panna, in formato XL.
Ho sempre creduto che Severus Snape fosse completamente diverso da come era stato descritto nei libri e nei film di Harry Potter, che il mio ex tanto amava... era cresciuto con un'idea di magia totalmente sbagliata, e da adulto si era innamorato di una strega (io) salvo poi smettere improvvisamente di darle retta, non appena si era reso conto che lei aveva molto più potere di quello che si immaginava. Forse sono stata cretina io, a non avergli mostrato tutti gli incantesimi che so fare, e non solo quelli più comuni.
-Come stai Lucy? Ti vedo meglio rispetto all'altra volta...- ha mormorato Bethany, servendosi di un cookie al cioccolato.
-Infatti sto meglio. Il problema è che, come disse un grande poeta, l'inculata è sempre dietro l'angolo-
Risatine generali da parte di tutti e quattro.
-Tesoro, la tua amica mi ricorda molto me, quando avevo la sua età... e sai quante me ne hanno dette, all'epoca, per via di questo mio linguaggio?
-Mamma, nessuno si nasconde più ora. Le parolacce sono la quotidianità ormai.
-Vedo, ma non bisogna mai eccedere. Qual è il programma della giornata, comunque?
-Visto che per noi oggi è giornata libera, vorrei portarvi in centro, hanno allestito delle decorazioni pazzesche, per stasera. Ah, Lucy, ci sei pure tu al Diamond, vero?
-Sì, certo, lo sai. Contami sempre da sola.
-Aspetta, cos'è questo posto, Crystal?- ha domandato suo padre, con una faccia confusa.
Non ho sentito la spiegazione perchè sono corsa in bagno per sistemarmi, e rendermi presentabile perchè, a differenza di Crystal, io avevo intenzione di fare una visitina a zio Sirius, dato che per lui, oggi, è una giornata abbastanza triste (l'anniversario della morte dei suoi due migliori amici, che immagino sappiate chi siano).
Beh direi che sto bene, no? Certo, non sarò vestita così anche alla festa di stasera, lì devo veramente spaventare chiunque mi passi davanti... ma per andare dallo zio, questo completo era più che sufficiente. Se poi mi dovesse dire che ha riparato la mia chitarra, allora questo si preannuncia il miglior halloween della mia vita, signori.
Aspetta... ma lui ancora non sa che tra me e Will è finita, o meglio, è finita per me, per lui non si è ancora capito, ma se dovesse per caso beccarmi in giro, e dovesse montarmi su una sceneggiata perchè l'ho fatto preoccupare, e non riusciva a contattarmi in nessun modo, glielo spiego chiaro e tondo che ormai la nostra relazione è arrivata al capolinea.
E comunque, il sospetto che lui mi stesse tradendo mica mi è sparito... Alexandra purtroppo non ha più notato nulla di strano, però mi ha consigliato lo stesso di restare da Crystal.
-Io vado, Crys, ci vediamo stasera, sperando che non succeda nulla di brutto, ok?
-E cosa dovrebbe succedere, scusa?
-Boh, non lo so, l'ho detto tanto per scongiurare le varie macumbe che l'universo può farci.
-Hai ragione... allora a stasera. Papà cosa c'è, perchè mi guardi in quel modo?
-Nulla, tesoro mio... ogni tanto mi dimentico che la tua amica è imparentata con Sirius Black. E lo sai che...
-Che vi odiate da tutta la vita, sì lo so.
-L'unica cosa positiva, è che lei non gli somiglia per niente.
-Oh Sev, sei sempre il solito- lo ha rimproverato la moglie, con un sorriso, prima che lui si chinasse su di lei per baciarla, mentre io uscivo dalla villetta e mi smaterializzavo a Grimmauld Place.
Da qualche anno a questa parte, zio Sirius conviveva con quello che lui ha sempre definito "il mio partner in tutto e per tutto", che immagino voi conosciate fin troppo bene, e risponde al nome di Remus Lupin. Diciamo che entrambi mi stanno facendo da genitori, soprattutto in questo periodo di merda che sto vivendo, e credo sia il caso di aggiornarli sulla situazione...
-Ben arrivata, piccola mia. Cos'è quella faccia?- mi ha chiesto zio, non appena sono entrata in casa.
-Devo raccontarti una cosa. Ma ti prego, non farmi scenate.
-Perchè dovrei? Avanti, sputa il rospo, non avere paura.
-Ho scaricato Will, ma lui non sembra averlo capito. Mi sto nascondendo, perchè ho paura mi rintracci e mi faccia del male. Sì, la polizia lo ha già convocato in centrale, ma lui ha sparato una minchiata dietro l'altra e, strano ma vero, se le sono bevute tutte. Lo hanno rilasciato e mentre lui sta continuando la sua vita, come se niente fosse, io sono qua a tentare di salvare la mia-
Breve silenzio, con punte di terrore.
-Stai scherzando? Da quanto va avanti sta storia?
-Quasi due mesi, da quando sono stata nominata capo dell'A.S.M.M, in pratica.
-E pensare che quel giorno io e Rem, sentendo la notizia alla tv, abbiamo festeggiato alla grande...
-Lui non ha reagito, inizialmente, e dal giorno dopo ha iniziato a trattarmi di merda.
-Sto seriamente cominciando a dubitare della veridicità dei suoi sentimenti, sai? Una persona che ti ama sarebbe stata felicissima per te, e se lui non lo è stato, anzi, si è comportato in quel modo, vuol dire che...
-Che mi ha preso per il culo per quasi dieci anni. Scema io che mi sono fatta abbindolare.
-Qua le cose sono due: o lui ha recitato molto bene fin da subito....
-Oppure voleva semplicemente fare il babbano strafigo e spiattellare al mondo intero che si è fidanzato con una strega- ha risposto una voce, dalla cucina.
Ho abbozzato una risata, vedendo Remus comparire dalla stanza accanto, con un piatto di biscotti.
-Prendine uno, vedrai che ti passa il malumore.
-No, guarda, già mi sono alzata tardi...
-Come vuoi, nipotina, io favorisco- ha sorriso mio zio, fregando un paio di biscotti dal piatto.
-La mia chitarra come è messa?- ho sospirato, dirigendomi verso lo sgabuzzino, dove prima si trovava l'arazzo dei Black e ora è diventato il mio "studio di registrazione".
-È come nuova, se ti va di provarla.
-Togli il "se mi va". O mi metto a suonare qualcosa, o prima di stasera mi salteranno i neuroni.
-Cosa c'è stasera? Qualche festa di Halloween in città?
-Sì, al Diamond Club. Sai, quello in pieno centro...
-Ho capito, ho capito. Allora forza, parti pure-
Ho iniziato a suonare la prima cosa che mi è saltata in mente...
🎶 Is it love or a panic attack?
Is a heavy heart too much to hold?
I don't know, but it's late, so I'm taking you home
Is it love or a panic attack?
Would you mind if I asked you on the phone?
I don't know, but it's late, so I'm taking you home
My spirit has been broken
My optimism's getting sore
And I would love to love you
But my body's keepin' score
And I don't know if I can see you anymore
Is it love? (Is it love?) Is it love (Is it love? Is it love?)
(Is it love?) Is it love? (Is it love?) Is it love?
Is it love or a panic attack?
Is a heavy heart too much to hold?
I don't know, but it's late, so I'm taking you home
Is it love or a panic attack?
Would you mind if I asked you on the phone?
I don't know, but it's late, so I'm taking you home 🎶
L'album di Halsey da cui arriva questa canzone penso sia il migliore che ha fatto, ed è l'unico di cui ho ascoltato tutte le canzoni, senza alcuno skip.
In ogni caso, dopo aver cantato mi sentivo molto meglio, aveva ragione chi ha stabilito quel famoso modo di dire "canta che ti passa"...
Dopo pranzo, mi è arrivato un messaggio dalla principessa, e lì per lì ho pensato che fosse accaduto qualcosa. E invece...
"Ehi, Lucy, sai già da cosa ti travesti stasera? Così mi assicuro di non copiare nessuno."
Oh cazzo, non sapevo se considerare il mio un travestimento o meno... per una gotica come me, è sempre Halloween!
Le ho quindi risposto:
"Pensavo di ricreare una mia versione di Wednesday Addams... perchè Crystal voleva fare Yzma, e Whitney sarà Doc Facilier al femminile. Tu chi avevi intenzione di diventare?"
Una cosa è certa, so che Lore, suo marito, adora follemente Star Wars, e casualmente compie gli anni il 4 Maggio (che sarebbe lo Star Wars Day, per chi non fosse ferrato in materia).
"Lore si travestirà da Kylo Ren, ma io non so proprio cosa fare... mi consigli tu un personaggio?"
Oh, santa madre delle streghe, e ora? Cosa le potevo suggerire?
Anzi, aspetta... forse un'idea ce l'ho.
"Hai visto Haunted Mansion? La commedia horror che la Disney ha fatto uscire la scorsa estate e sarebbe stata perfetta per questo periodo?"
"Sì, è stata fantastica. Perchè?"
"Potresti diventare Madame Leota. Da giovane, ovvio"
Vediamo se ho avuto l'illuminazione del secolo, oppure ho fatto un buco nell'acqua...
"È vero, non ci avevo pensato. Grazie per il suggerimento."
Ohhhh, e andiamo... mi sarei fatta un applauso, davvero.
Visto che aveva iniziato a diluviare, ho passato il resto del pomeriggio in camera (sì, ho una camera, a Grimmauld Place, ricavata da quella che prima era la stanza di zia Bella, ma con qualche restauro e cambio di stile, era diventata la mia), tra un film a tema Halloween, e quale miglior scelta, se non Nightmare Before Christmas, qualche strimpellata con la chitarra, e... ovviamente la maratona del prova e riprova per il travestimento di stasera. Scusate, vorrei andare sul sicuro...
Come al solito, zia Narcissa era riuscita a battermi sul tempo, e mi aveva procurato un abito di Miu Miu perfetto per impersonare Wednesday, e lo aveva nascosto nell'armadio. Non gliel'ho mai chiesto, ma per caso lei era brava in divinazione? Riesce sempre ad azzeccarci, quando deve regalarmi qualcosa...
Ho tenuto le stesse scarpe che avevo stamattina, e ho aggiunto la mia elegantissima mantella nera coi serpenti, per ripararmi da pioggia e freddo, perchè ok lo stile, ma prima di tutto la salute, ho ragione?
E qua, arriva la parte inspiegabile di questa storia.
Si erano fatte le cinque, e Rem aveva preparato il the verde al limone per tutti, accompagnato dai favolosi cookies al cioccolato sfornati la mattina stessa, che finalmente ho assaggiato (ed erano spaziali).
-A che ora devi andare al club, tesoro? Perchè anche noi pensavamo di uscire, stasera.
-Aprono alle sette, zio.
-Ah perfetto. Non so se te l'ho detto, ma la tua amica Whitney, con la sua magitecnologia, ha inventato delle macchine fatte apposta per i maghi, così possiamo evitare di farci beccare in città. Molti giovani, che non sono pratici con la smaterializzazione, preferiscono usare questi affari. In realtà, lo ammetto, noi due abbiamo quella macchina, perchè col tempo abbiamo perso un po' la mano.
-Sì, lo so, me lo ha raccontato. Questo perchè a scuola non dedicano abbastanza tempo a questa pratica. Un mese di lezioni, solo al sesto anno, mi sembra molto poco, o sbaglio?-
Breve silenzio, seguito da un paio di teste che annuivano.
-Sai, Lucy, io credo che tu sia molto fortunata a vivere in quest'epoca. Noi potevamo ampiamente scordarci tutto questo, alla tua età.
-Rem, sono passati giusto quei quarant'anni, non volevo dirtelo. Ma sinceramente, se Whitney non avesse creato la magitecnologia, e la magia digitale, noi maghi non ci saremmo mai evoluti, saremmo ancora a scriverci le lettere, a illuminare le stanze con le candele, noi giovani avremmo due lavori in croce tra cui scegliere, dovremmo studiare su dieci libri diversi... capite quanto sono state importanti le sue scoperte?
-Ha permesso alle nuove generazioni di avere un futuro migliore, dopotutto. Chissà se...-
Il mio telefono si era messo a squillare in modo prepotente, e sul display era comparso un numero sconosciuto. Oh cazzo, e se fosse qualcuno che ha bisogno di aiuto?
-Sì, pronto? Sono io, sì, chi mi cerca?-
Dall'altra parte c'era una voce femminile, di una donna non così giovane, che sembrava totalmente in preda al panico.
-Scusatemi, ma io non sarei in servizio oggi. No, non ci credo che la polizia non risponde, c'è sempre... ehi, potete cortesemente non interrompermi? Grazie-
Stavo continuando a sperare che quella telefonata fosse uno scherzo o un errore, e non vedevo l'ora di riattaccare, sul serio.
-Posso sapere innanzitutto chi siete voi e chi vi ha dato il mio numero? Poi fatemi il favore di darvi una calmata, che state sclerando per una cosa che non sta nè in cielo nè in terra.
-Sono Kate Rambad, direttrice della scuola media Mary Anning, di Cambridge. Mi hanno riferito che voi abitate in paese e...
-In realtà non più, da un paio di mesi.
-Oh perdonatemi, non lo sapevo... in ogni caso, poteste raggiungerci, intanto che avverto la polizia?
-No, forse non avete capito, io...-
Aveva già riagganciato, prima ancora che terminassi la frase.
E io stavo veramente per esplodere.
Non mi aveva detto nè da chi aveva avuto il mio numero, anche se un sospetto ce lo avevo, nè tantomeno qual era l'emergenza. E io stavo iniziando a pensare che quella persona mi stesse tendendo una trappola.
-Lucy, che c'è? Stavi strillando...
-C'è che probabilmente quel coglione del mio ex si è inventato un'emergenza alla scuola dove lavora, per...
-Tesoro, ma perchè non lo denunci? Mi pare evidente che stia architettando qualcosa per farti pagare il fatto che lo hai lasciato. E già questa è una cosa da idioti.
-Zio, ma metti che magari questa ha veramente bisogno di me, perchè è successo davvero qualcosa e non sa che pesci pigliare?
-Hai detto che non sei in servizio, non sei in servizio. Dai, scusa, non posso credere che non ci sia un solo agente disponibile in tutta la zona.
-Sai che c'è? Chiamo Alexandra, la mia amica detective e che se la sbrighi lei-
Purtroppo, per me, è partita la segreteria, e dunque le ho lasciato un messaggio veloce:
"Alexandra, sono Lucy. So che probabilmente hai già staccato perchè sono le cinque e un quarto, ma c'è stato un disastro e io non me ne posso occupare, richiamami e ti spiego tutto."
Mi sono seduta sulla poltrona, cercando di soffiare via la rabbia, abbracciando zio Sirius.
Se neanche la detective era disponibile... o chiamo il suo collega, Humphrey, sperando che almeno lui sia in servizio, o sennò veramente me dovevo occupare io, e addio festa di Halloween al Diamond Club.
Poco dopo, il telefono ha suonato di nuovo, ed era di nuovo la preside, più impanicata di prima.
-C'è qualcosa di terrificante, nella cantina della scuola, e forse anche un morto... vi prego signorina, la polizia non arriva...
-Datemi un minuto e ci sono, signora Rambad. Però la avverto, tenga il professor Dalton lontano dalla scena del crimine e soprattutto da me. Tanto lo so che è stato lui a darvi il mio numero.
-Cosa... come avete...
-Signora, il vostro collega è stato il mio fidanzato fino a due mesi fa. E visto che non sembra aver accettato la rottura, vedete di non farlo incrociare con me, o lo denuncio per violenza psicologica. Ci vediamo tra poco-
Ho salutato mio zio e Rem, molto a malincuore, e mi sono smaterializzata davanti alla scuola media, dove era in corso la festa di Halloween per gli allievi e i prof.
Prima di entrare, ho notato che Alexandra mi aveva scritto "ciao, perdonami, mi avevi cercato?"
Eh purtroppo sì, mi veniva da rispondere (ho fatto esattamente così, ma shhh...).
"Ascolta, mi devi dare una mezz'oretta, che ti mando Humphrey, con la scientifica. Mi puoi inviare l'indirizzo della scuola?"
Mezz'ora? Oh porca troia... vabbè, aspetterò...
Intanto ero entrata, e mi stavo dirigendo nella cantina, dove erano stati avvertiti quei rumori terrificanti e dove, in teoria, doveva esserci pure un cadavere.
Aiutatemi, vi prego...
Scusate raga se vi lascio in sospeso... non maleditemi per favore, ci rivediamo settimana prossima, sempre alla stessa ora 🤍
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