Capitolo 4

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Roselle si allunga verso l'azzurra e la ferma per un braccio.

-Shaila, non sei costretta a farlo. Perché dovresti rischiare così la vita?- cerca di bloccarla, ma questa con uno strattone deciso riesce a svincolare la presa.
-Perché invece dovrei rintanarmi come un topo? Perché dovrei essere così egoista e pensare solo di salvarmi la pelle quando potrei salvare quella degli altri?-

Il suo tono di voce è spezzato, ma lo sguardo è  deciso e serio.

-Sono convinta della mia decisione. Niente e nessuno mi farà cambiare idea.- conclude e a passo svelto si dirige verso la sua officina.

Apre violentemente la saracinesca ed entra, iniziando a montare la sua motocicletta.

Un modello vintage di Harley Davidson del 2020.

Si mette un paio di cuffie e mette delle canzoni di una vecchia band che si chiamava "Linkin Park".

Sistemare e costruire oggetti la rilassa, la meccanica per lei è come un anti stress.

Essendo una moto molto vecchia è costretta a prendersene cura molto spesso, ma non l'ha praticamente mai usata da quando è nei Machine Code.

Improvvisamente viene distratta da una leggera spinta alla schiena.

Appena si volta nota la sua creazione.

-Jaguar! Che ci fai qui?- domanda al giaguaro robotico apparso alle sue spalle.

-È qui con noi. Non preoccuparti, non scappa.- dice il padrone raggiungendo il suo felino meccanico e inginocchiandosi al livello dell'azzurra.

-Hai fatto un ottimo lavoro, è perfetto.- dice lui passando la mano metallica sul dorso del robot.
-Sono contenta che ti sia piaciuto, temevo che non lo avresti accettato.- dice lei osservando gli occhi dorati di Ulrich.

-Comunque, sono qui per il mio compagno Jerome, ha bisogno di una sistemata generale... Hai tempo?- le chiede indicando il cyborg all'entrata, il quale saluta con un cenno del capo.

-Oh... Bhe sì. Nessun problema.- si solleva lei prendendo uno straccio dal bancone per pulirsi le mani dal grasso nero.

La prima cosa che nota è il fatto che l'intero suo corpo è ricoperto dal metallo, cosa che le fa capire che avrà più lavoro di quanto avesse immaginato.

Dovrà dare una controllata da capo a piedi.

Ulrich invita l'amico ad entrare e lui rimane in piedi in mezzo all'officina.

-Che genere di problemi ha?- domanda al biondo e lui fa spallucce.
-Il mio corpo non regge bene gli sforzi... E mi provoca dei malfunzionamenti.- risponde Jerome leggermente impacciato.

Shaila ascolta in silenzio e prende i suoi attrezzi.

Inizia a controllare i collegamenti fra i vari arti e la testa.
-Sei stato ricostruito abbastanza in fretta... La lega metallica è ottima e molto resistente e non vedo danneggiamenti rilevanti....- dice per poi notare che alcune delle assi non sono incastrate alla perfezione e che alcuni pezzi sono stati tagliati leggermente storti.

Apre lo schermo olografico e inizia a scannerizzare anche la parte interna.

-Con il tuo corpo organico non rilevo nessuna anomalia... Il problema è che i pezzi sono stati congiunti in modo grossolano, affaticando i movimenti. Se non è in problema dovrai essere scomposto e ricomposto e dovrò rimodellare dei pezzi.- spiega lei e in quel momento Jerome scambia un'occhiata con Ulrich, ma l'amico lo rassicura.

-D'accordo...-
-Ok, mi ci vorranno due giorni al massimo, ma dovrai stare con me, sotto osservazione.- spiega lei.

Ulrich guarda i due e poi propone una soluzione.
-Se ti va puoi venire da noi finché lavori. Puoi stare in camera mia.-

Lei si volta verso il ragazzo.
-S... Sì, direi che può andare, sempre se al tuo compagno non dia fastidio...-

Jerome scuote la testa.
-Nessun fastidio, anzi, grazie per quello che fai.- la ringrazia osservando la sua scannerizzazione.

In rosso sono mappate tutte le sue parti umane, in blu quelle maccaniche.

Ne rimangono veramente poche e per lo più sono organi interni anche se persino quelli sono danneggiati.

-Allora, ti vengo a prendere stasera?- domanda Ulrich e lei fa spallucce.
-So dove abiti, ma se vuoi accompagnarmi fa come vuoi.-

Lui annuisce e poi richiama l'attenzione del compagno e dell'animale e si allontanano.

~

Steel Skull Base, Sede dittatoriale.

Un'enorme edificio a torre.

È ricoperto di vetri oscurati fino alla cima che raggiunge un'altezza impressionante.

Ai suoi piedi ci sono laboratori e basi di eserciti che si estendono per chilometri.

Appena ci si avvicina è possibile udire urla e grida strazianti.

È l'inferno.

Esperimenti su umani, torture per estorcere informazioni.

Non esiste pietà.

Al piano più alto ci sta la residenza del dittatore.

Ethan Trown.

È seduto sul suo divano semicircolare con i piedi posati sul tavolino in vetro e intento a guardare alcuni grafici da uno schermo enorme.

È molto alto e la pelle leggermente abbronzata mette in risalto gli occhi di un azzurro chiaro e glaciale.

Trasuda sicurezza e potenza da tutti i pori e sul viso c'è un sorriso di soddisfazione.

Indossa degli abiti aderenti in pelle neri e bordati d'oro e un orecchino ricco di pietre preziose sul lobo destro.

I capelli sono medio lunghi lucenti e color mogano con una piccola treccia legata da un nastro rosso.

Bussano alle sue spalle e con un gesto della mano fa aprire la porta automatica.

-Vostra Signoria, ci è arrivata la conferma del luogo in cui sono stati ritrovati i "Machine Code". Sospettiamo abbiano la base lì.- dice entrando un uomo in camice e i capelli rasati a zero.

Senza rispondere fa avvicinare un robot con un piatto dorato, colmo di ciliegie candite e ne prende una.

-Sa perché amo il colore rosso? Perchè è lo stesso colore del sangue. Quello che scorre nelle vene degli uomini. Cyborg e robot sono solo schiavi. Macchine che non devono provare sentimenti. Sono morti.- lecca lo zucchero che ricopre il frutto.
-E poi adoro vedere questo meraviglioso colore sparso, che sgorga dai corpi di quelli che si oppongono a me.- la morde per poi sputare il nocciolo a terra.

Si alza e inizia a camminare in direzione della vetrata scura.

-Mandate gli Steel Skull. Fategli attaccare la base in modo che non ci sia nemmeno un superstite.-
-Ma certo, Signore. Purtroppo però non ci è stata ancora inviata la posizione esatta...-
-Arriverà.- interrompe l'uomo mangiando anche l'altra metà della ciliegia.

Si passa una mano fra i capelli e l'altra la porta su un fianco.
-Mi fido della nostra spia.-

Inizia a ridere e la sua risata echeggia in modo inquietante per tutta la torre.

-È ora di giocare, Machine Code! -

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