Anna
Con crescente curiosità l'uomo apre la porta. Davanti a lui, come una visione celestiale, gli appare una donna. Non è una delle sue modelle. Del resto, sono giorni che non le cerca, ha deciso di rimanere da solo con i suoi incubi, i suoi ricordi.
La donna ha un volto interessante, l'espressione intensa. Negli occhi tutto l'azzurro del cielo che si staglia dietro di lei. I lunghi capelli racchiudono i colori del sole al tramonto. Le morbide curve del suo corpo sono avvolte dal tessuto dell'abito che indossa. È bella.
L'età pare quella della maturità. Del frutto polposo, della sensualità imprigionata tra le piccole rughe della fronte corrugata. Ha l'aria di una persona spaventata. Smarrita.
– Buongiorno, mi scusi per il disturbo, non sono pratica di questi luoghi peraltro incantevoli, sto cercando la villa della famiglia Giacometti, purtroppo il cellulare non prende e non riesco a contattare Carla e suo marito...
L'uomo si fa da parte, con un sorriso accattivante dice all'affascinante e misteriosa donna di seguirlo. Con la gentilezza che lo contraddistingue la invita a sedersi sul divano. Lei è perplessa, indugia, si sente improvvisamente fragile, vulnerabile. Intrufolarsi nella casa di uno sconosciuto le sembra quantomeno disdicevole, appare un'azione ardua ma, il volto dell'uomo è sereno, il sorriso affabile. Sente che può fidarsi.
– La ringrazio, lei è molto gentile però non vorrei infastidirla... Anna, lieta di conoscerla.
– Non aspettavo nessuno, ma le assicuro che lei è una sorpresa davvero deliziosa. Dovrò ringraziare i signori Giacometti per questo fuori programma. Piacere mio, sono Paolo.
Le mani della donna dentro le sue sono lisce, la morbidezza della pelle gli provoca una sensazione piacevole, dimenticata tra le pieghe di un dolore viscerale mai sopito. Lei raccoglie con un sorriso quella stretta forte, virile, che la fa sentire improvvisamente a proprio agio.
La tappezzeria scura del divano mette in risalto l'abito bianco che lascia intravedere due gambe affusolate che la donna accavalla con femminilità.
Sembra la modella perfetta. Un corpo sinuoso che sprigiona sensualità a ogni suo movimento.
L'impulso di prendere tela e pennello per immortalare tanta grazia diventa vitale. Reale. Una spinta emotiva difficile da contenere. Da domare e decifrare. Non può e non vuole porre un limite a quell'improvviso, devastante desiderio.
Lei, consapevole di avere provocato nell'uomo un turbinio di emozioni decide di andarsene. Si sente osservata, abbassa lo sguardo. Anche per lei nuovi turbamenti emergono dopo molto tempo. Sorprendendola. Con eleganza si alza, si liscia la gonna del vestito, si scosta i capelli dietro le spalle. Le labbra carnose si allargano in un sorriso di circostanza. Lui cerca di trattenerla con lo sguardo. Le pupille si dilatano, l'iride scura penetra in quel mare azzurro. Vorrebbe impedire a quella splendida creatura di andarsene.
– La prego Anna, non vada via, rimanga con me...
Poche parole pronunciate come una supplica. Anna non ha mai visto quell'uomo ma ne percepisce ogni cellula, ogni emozione. Ne avverte la disperazione. Paolo possiede lineamenti e modi di un essere speciale. Affascinante con la sua barba incolta, gli occhi affossati da notti struggenti. La donna si blocca, non riesce a muovere un passo verso l'uscita. Verso la libertà.
Il suo sguardo limpido perlustra la stanza, è impressionata dalla quantità di quadri poggiati a terra, a coprire ogni spazio. Ritratti di corpi femminili, poi quei drappi rossi, a nascondere qualche cosa di cui non conosce l'origine. A parte l'immenso divano, posizionato al centro del salone, una poltrona in un angolo, il cavalletto vicino a un tavolino stracolmo di colori e pennelli, in quella grande stanza non c'è niente altro che la moltitudine di dipinti.
Si rende conto che quella situazione surreale la sta portando in un luogo lontanissimo, dove la ragione nulla può fare se non assecondare quelle percezioni, quel sentir sulla pelle una vibrazione. Un desiderio. Razionalmente sente che deve andarsene da quella casa, allontanarsi da quell'uomo che continua a osservarla con occhi di velluto. Ma un qualche cosa di indefinito e indecifrabile la trattiene, inchiodandola su quel divano dove lui, ora, la sta sospingendo senza staccare i suoi occhi da quel volto. Da quel corpo.
La fissa così intensamente da farla sentire nuda.
Vuole imprimere nella sua mente, prima ancora che sulla tela, quella femmina. La luce che penetra dalle finestre inonda la stanza, si allarga sulle morbide fattezze di Anna stesa lascivamente sui cuscini, priva di ogni volontà.
Non riesce a pensare più a nulla, le sembra di essere entrata in una specie di sogno. Un desiderio soffocato per troppo tempo.
Con uno scatto si mette in piedi, toglie le scarpe e, come trasportata da forze a lei sconosciute, prende il lenzuolo bianco, con naturalezza lo appoggia su di sé cercando un riparo dietro cui potersi togliere l'abito. Un pudore che la fa sentire una bambina timida ma desiderosa di nuove scoperte. E nuove emozioni. Vuole solo posare per lui.
– Anna, lo tengo io il telo, lasciati andare, rilassati, sei bellissima...
Con voce arrocchita, l'uomo le si avvicina, la circonda con le braccia e il lenzuolo tra le mani. Per entrambi l'imbarazzo iniziale ha lasciato il posto al tumulto dei cuori, all'apoteosi del piacere dell'attesa. Alla passione.
Il tempo si è fermato.
Il destino ha giocato con loro. Adesso vuole godersi lo spettacolo.
Anna non prova vergogna, si sorprende di tanta audacia. Per tutti è sempre stata una donna timida e riservata. Mai avrebbe pensato di riuscire a denudarsi di fronte a un uomo che nemmeno conosce. Un'onda calda le arriva svelando la sua vera natura passionale, quella celata anche a suo marito, ma soprattutto a se stessa. Per la prima volta si sente libera di osare, di mostrarsi. Di lasciarsi andare seguendo solo l'impulso dettato dall'esaltazione dei sensi.
Sfila il vestito che fa scivolare ai suoi piedi. Il suo seno, pieno e morbido, è racchiuso in un reggiseno di pizzo immacolato così come le mutandine. Nero il divano. Bianca la sua pelle.
Rimane per un attimo immobile. Il fiato sospeso. Il cuore scaltro come un puledro. Un tremore la pervade mentre lui la osserva al di là del lenzuolo che lascia cadere sopra l'abito e l'intimo di pizzo.
La prende tra le braccia come fosse di cristallo. Preziosa. Unica. L'adagia delicatamente sul divano. Anna prende il lenzuolo, lo stende sopra il suo ventre piatto per nascondere quella parte di lei che ancora non vuole concedere allo sguardo dell'Artista. Nessuna ombra scura sotto il telo bianco. Il suo corpo ha un cromatismo perfettamente uniforme. Monocolore, se non fosse per due piccole stelle scure che impreziosiscono il seno.
L'Artista inizia a dipingere con mano tremante. L'eccitazione gli impedisce un serio e attento lavoro di prospettive. I colori sembrano non voler esprimere quello che lui sta provando. Un fiume dirompente di lussuria lo travolge, supera gli argini. Inonda ogni sua cellula. Il suo corpo reagisce in modo violento, quasi doloroso. Da tempo non provava tanta irruenza. Lo stimolo sessuale è preponderante. Animalesco.
Lei ha chiuso gli occhi nell'attesa che l'emozione più forte la prenda.
Lascia andare una mano tra le cosce sode e generosamente aperte. L'altra accarezza la pelle morbida dei seni.
Il pittore abbandona colori e pennelli. Non controlla più niente di sé. Si avvicina alla sua modella. Si inginocchia per poterla meglio adorare. Odorare.
Scosta il lenzuolo con la mano aperta come faceva da bambino per togliere la neve dalle panchine.
La lingua affonda in quella carne. In quel piacere. Un sussulto, un fremito e il respiro di lei si fa più veloce.
Lo afferra per i capelli premendogli la testa tra le sue gambe. Si muove al ritmo dell'amore prima lentamente, poi con maggiore intensità. Cerca il piacere. E lo vuole da lui. Lo vuole subito.
Le mani di lui cercano i seni sodi, accarezzano la curva dei fianchi. La gira. Lei geme quando sente la bocca dell'uomo affondare nel fiore proibito, quello mai concesso a nessuno. Non aveva mai provato nulla di simile. Non riesce a pensare più a nulla se non a quell'apoteosi di piacere sessuale. La saliva dell'uomo si mescola al liquido denso che cola tra le cosce, sente che l'apice del piacere sta per arrivare come un'onda impetuosa.
I respiri si mescolano creando un'alchimia impensabile per entrambi. Il corpo della donna trema tra le braccia di Paolo inebriato dall'odore di sesso che emana.
<<<<<<<>>>>>
Caro lettore,
naturalmente non finisce qui. Il bello deve ancora arrivare ma i presupposti ci sono tutti. Volontariamente lascio a chi legge molta immaginazione poiché tutto parte da essa, anche e soprattutto nella sfera sessuale.
Credo che a scatenare la passione siano principalmente fattori mentali piuttosto che fisici.
Voi cosa ne pensate?
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top