35

Era mattina ed io ero arrivata a scuola, ero super nervosa e avevo paura di commettere errori con Matteo.
Quando lo vidi avrei voluto scappare ma purtroppo lui mi si avvicinó. Inizialmente non capí ma ascoltai cosa avesse da dirmi.
<Jessy ciao, ti volevo chiedere qualcosa a proposito di quello che mi hai detto>mi sussurrò piano lui, come se ci stessimo dicendo un segreto.            
Io presi un respiro profondo e dissi: <Prima tu mi devi dire una cosa..... tu... cosa provi per me?>stavo tremando, ma non me ne pentii.
<Mi stai chiedendo se sono innamorato di te?>non riuscivo a capire il suo tono.
<No, ti sto chiedendo: quando pensi a me cosa provi?>volevo che rispondesse immediatamente, invece continuava a guardarmi stranito e questo mi mise una gran suggestione.
<Perché mi fai questa domanda?>mi chiese.
Perché doveva essere tutto così complicato con lui? Riuscivo a diventare un idiota in sua presenza!
<Non importa perché, rispondi e basta!>esclamai con violenza e lui rimase sorpreso quanto me del mio tono.       
<Niente di particolare, quando penso a te penso che sei strana. Va tutto bene?>fu in quel momento che tutte le speranze che avevo riposto su di lui si ruppero in mille pezzi, volevo scappare lontano e me la presi con me stessa per esserci cascata un'altra volta.
<Sì, benissimo! Una cosa non cercarmi mai più!>e detto questo me ne andai cercando di non far trapelare nessuna emozione.
Non riuscivo a crederci! Gli avevo dato l'ultima possibilità e lui l'aveva sprecata!
<Jessy, stai piangendo!>pronunciò queste parole Mario appena mi vide. Lo sapevo, percepivo le lacrime calde bagnarmi le guance.
<Non preoccuparti, tutto a posto>lo tranquillizzai asciugandomi le lacrime con le mani. Mi avvolse in un abbraccio caldo e confortante, dovevo ammettere che era proprio quello di cui avevo bisogno!
<Hai deciso?>mi chiese titubante.
<Sì, voglio stare con te!>dissi prendendo coraggio. Nel suo viso vidi un sorriso e io non potei fare a meno di essere felice per lui, almeno uno dei due aveva qualcosa da festeggiare oggi!
<Sì, sì, sì, lo sapevo!>e mi baciò.
Un bacio bello, tranquillo, ma non aveva quella passione che mi procuravano i baci di Matteo. Anche se forse quei baci li avevo solo sognati!

In breve tempo tutti sapevano del mio fidanzamento e mi facevano le congratulazioni. I miei genitori erano contenti, aspettavano questo "evento" da un sacco di tempo. Ai miei compagni, ad alcuni non interessava mentre altri mi giravano intorno, forse solo per pettegolezzo.
Mario aveva sempre il sorriso sulle labbra.
E io... be io... stavo più o meno bene.

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