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Quel luogo mi ricordava il mio passato, tanti momenti unici, ma anche tanti pianti, ero ancora una bambina non sapevo cos'era la vita e anche oggi lo stavo scoprendo giorno per giorno.

Questo posto era il nostro giardino magico, ci giocavamo per ore ed ore.

<Ciao>mi disse Mario in maniera nervosa.

<Cosa volevi dirmi?>gli chiesi, forse più nervosa di lui.

<Non devo solo dirti quella cosa. Guarda, ti ricordi?>sussurrò indicandomi il giardino.

<Certo, ci divertivamo da piccoli>e sulle mie labbra spuntò un sorriso.

<E chi ha detto che non ci possiamo divertire anche adesso?>e così dicendo mi prese per un braccio e mi buttò a terra.

<Ora ti faccio vedere io!>esclamai ridendo.

Mi misi a inseguirlo, era così divertente! Mi sentivo spensierata, correvo senza una meta e per un attimo non ebbi più pensieri come se fossi una bambina.
Successivamente cademmo nel erba e ridemmo fortissimo.

<Con te mi diverto troppo>constatai ancora con il fiatone.

<Pure io>mi rispose ma tutto a un tratto si fece serio.
<Devo dirti una cosa!>pronunciò quelle parole con paura.

<Cosa? Non mi spaventare!>dissi io preoccupata.

<No, è una cosa bella!... Jessy io... mi sono innamorato di te, da quando ti conosco mi sono innamorato di te!>a quelle parole restai interdetta per qualche secondo.

Innamorato di me? Io credevo di essere solo un'amica per lui! In quel momento non sapevo cosa pronunciare.

<Io...>ma mentre che cercavo di parlare lui mi interruppe: <Qualsiasi cosa tu dirai voglio che tu sappia che ti amerò per sempre>

Avevo tanta paura di quello che stavo per dirgli, perché non volevo perderlo, era l'unica persona capace di sopportarmi!
Presi un respiro profondo e dissi: <Mario io ti voglio bene, ma come amico, credevo che era così anche per te. Mi dispiace!>mi veniva da piangere ma trattenni le lacrime, dovevo essere forte!

<E perché ami Matteo, vero?>mi chiese Mario con le lacrime agli occhi, non riuscivo a guardarlo in faccia.

<Matteo non c'entra niente, anche se non ci fosse stato lui non sarebbe cambiato nulla!>stavo piangendo, stavamo piangendo entrambi.

<Forse è meglio che me ne vada>constatai, non riuscivo più a stare in quel luogo.

<No, non lasciarmi!>esclamò quelle parole con rabbia ma anche con tono di supplica.

Avrei voluto restare ma sapevo che se fossi rimasta con lui l'avrei fatto soffrire ancora di più.

<Devo andare>e senza lasciargli il tempo di pronunciare niente salii in macchina lasciandolo li mentre che piangeva.





Note dell'autrice:
Scusate il ritardo ma ho avuto gli esami e mi è stato molto difficile pubblicare.
Non preoccupatevi perché dal prossimo Sabato i capitoli usciranno più frequentemente, perché ho molto più tempo libero. Detto questo, cosa ve ne sembrato del capitolo? Vi dispiace per Mario? A me un po' si.
Un bacio Ilde3366

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