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<Jessy c'è il tuo regalo di compleanno!!>esclamò mia madre dal piano di sotto.
Scesi in salone, non sapevo da dove provenisse la voce e dove si trovasse mia madre.
<È in garage>disse mio padre come se mi avesse letto nel pensiero.
Quando entrai in garage la vidi, era bellissima, solamente un po' vecchia. Ma mi piaceva, era la mia macchina!!
Non sarei più dovuta andare a scuola con i miei genitori e solamente quel pensiero mi mise subito di buon umore.
<Non è nuova, ma spero che ti piaccia>
<Mi piace!>risposi istintivamente e gli abbracciai.
<Ora devi andare o farai tardi a scuola>mi dissero e io sorrisi.
Quando entrai nella macchina e accessi il motore mi sentii come se fossi cresciuta.
Una scossa di adrenalina mi pervase tutto il corpo, mi sentivo fiera di me stessa!!
Dovevo sbrigarmi, incontrare Matteo, solo in questo modo avrei scoperto la verità sul sogno.
Ma purtroppo in classe lo trovai seduto con un'altra ragazza.
La triste verità si abbatté su di me, non potevo crederci, ma allora era davvero un sogno!
Ma c'era una cosa che avevo imparato da questa storia, la sicurezza, cosa che a me prima mancava.
<Tu ieri mi hai riconosciuto e hai detto che io sono così. E ci siamo fidanzati>costatai senza neanche salutarlo. Mi rimproverai mentalmente per i miei modi, ma non potei far altro che sperare.
<No, io ieri ero con lei>mi rispose indicando la ragazza seduta accanto a lui. <Ti senti bene?>aggiunse infine.
<Sì, mi sento bene>pronunciai a fatica queste parole.
Non potevo crederci, era tutto un sogno!! Ma a me sembrava così reale.
Ma se invece non era un sogno? Lui mi aveva detto quelle parole solo perché io ero "la Jessy top model". A lui io non interessavo, era interessato soltanto all'altra Jessy.
Mi sentii morire, un dolore al petto mai visto. Mi sentivo come se mi avessero trapassato un pugnale nel petto, la sensazione più brutta di tutta la mia vita. Le lacrime volevano uscire ma io lottai contro di loro e alla fine vinsi.
<Che hai? Ti vedo a pezzi>mi sussurrò Mario appena mi vide.
<Sì, è tutto così complicato>ammisi io.
Mario c'era sempre stato per me, mentre Matteo non c'era mai. Due persone opposte, sia come carattere, sia come comportamento nei miei confronti, anche se erano i ragazzi ai quali volevo più bene al mondo.
<Ne vuoi parlare?>continuò a chiedermi Mario premuroso come sempre.
<No, mi prenderesti per pazza>forse era vero, io ero davvero pazza.
Ma non sapevo cos'era accaduto alla mia vita, da quando era arrivato Matteo non ci capivo più nulla.
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