Grazie.

« Che ti succede? »

   Risposi senza voltarmi, non volevo che vedesse le lacrime che stavano per uscire. Era una giornata speciale e non volevo rovinarla.

   « Nulla, non preoccuparti. Ora andiamo, non possiamo arrivare tardi. »

Tentai di essere il più convincente possibile, ma forse non ci riuscii. Il suo abbraccio fu caldo e tenero: aveva capito benissimo.

   « Va bene, ti aspetto di là ».

Si staccò e mi lasciò solo, le fui molto grata per questo, sapeva che avevo bisogno di qualche minuto, almeno per ora.

   “Grazie, Giò…”

Sussurai piano, quando fui sicuro che lei non potesse sentirmi. Poi, facendo molta fatica, distolsi lo sguardo e mi asciugai gli occhi con la manica della camicia. La raggiunsi davanti alla porta, mi stava aspettando con un sorriso dolcissimo, mentre i suoi occhi tradivano tristezza. La strinsi in un abbraccio e la baciai.

   « Andiamo » le dissi guardandola negli occhi e ricambiando il suo sorriso.

Prima di uscire mi voltai di nuovo per un momento.

   Il sole illuminava il davanzale. 

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