Capitolo 10

CONSIGLIO PER LA LETTURA

Mentre leggete vi consiglio di ascoltare "Hello" di Adele, ho messo anche il video della lyrics/cover qui sopra ;)

Buona lettura

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-Sei una continua sorpresa mia cara Belthil, non finisco mai di stupirmi delle tue straordinarie capacità!- esclamò Gandalf, sciogliendo definitivamente la tensione presente fino a pochi minuti prima.

Oin ritornò tra i suoi compagni, curiosi di sapere ciò che era accaduto con esattezza. Intanto mi alzai e sistemai come potei la giacca e la camicia squarciate dagli artigli del Warg, cercando di far rimanere uniti alla ben meglio i lembi di tessuto, cosa alquanto impossibile senza l'uso di ago e filo, nonché per la mia più totale mancanza di abilità nel ricamo.

Senza accorgemene, cominciai a ricordare tutte quelle ore che avevo passato insieme a mia madre, sedute all'aria aperta su comode seggiole in ciliegio, circondate da splendidi fiori piantati in piccoli vasi di pietra a forma di anfore, in una delle tante terrazze del palazzo, intente a ricamare.

Eravamo sedute l'una di fronte all'altra, in completo silenzio.

A volte alzavo lo sguardo e vedevo mia madre lavorare concentrata, non distaccando mai i suoi occhi azzurri come il cielo da ciò che stava facendo: un ricamo elaborato e pieno di minuziosi dettagli che rappresentava un lago circondato da una fitta e rigogliosa foresta.

I lunghi capelli corvini erano raccolti in una semplice treccia a spina di pesce, che metteva in mostra le sue orecchie leggermente a punta adornate da perle rosate e piccoli anellini d'argento. Indossava un leggero abito rosso porpora, che faceva risaltare il suo sottile punto vita con una fine fascia argentata e lasciava le spalle scoperte grazie ad una scollatura a barca, mentre gli avambracci erano coperti da corte maniche di pizzo quasi trasparente. La gonna scendeva morbida lungo i fianchi e terminava con una leggera coda, ricamata con lo stesso tipo di pizzo della parte superiore. Come riusciva ad essere sempre così dannatamente perfetta?

Ogni cosa paragonata a lei sembrava banale, lasciata al caso. Spesso mi chiedevo come era possibile che fossi figlia sua, eravamo così diverse: io ero il suo opposto, la sua parte complementare. Ma ciò non significava che non mi volesse bene, anzi aveva amato me e mio fratello con tutta se stessa, come solo una madre può fare. Per i propri figli avrebbe fatto qualsiasi cosa, avrebbe lottato e non si sarebbe mai arresa.

Accidentalmente avevo sbagliato alcuni punti centrali del mio ricamo, per cui stavo cercando di rimediare alzandoli leggermente con la punta dell'ago e rifacendoli di nuovo, ma non facevo altro che peggiorare la situazione. Quello che doveva essere un semplice mazzo di fiori di campo, era divenuto qualcosa di totalmente indefinito.

In realtà non avevo alcuna intenzione di ricamare, anzi desideravo andare con mio padre e mio fratello a caccia. Ma come diceva mia madre, quella non era un'attività adatta ad una giovane principessa di Dormor.

-Bel che cosa stai combinando? Non avrai sbagliato ancora, vero?!- mi chiese con tono di rimprovero.

Alzai lo sguardo dal mio "capolavoro" con aria innocente, come se non fosse accaduto nulla.

-Assolutamente niente, sto solo ritoccando alcuni punti ...

-Avanti, fammi vedere il tuo lavoro- mi disse con tono severo, intuendo già il disastro che avevo compiuto.

Glielo porsi con cautela, aspettando la sua reazione.

-E questo cosa diamine è?!- strillò.

Eccola.

-Madre ... lo sapete benissimo che non sono portata per il ricamo ... - tentai di giustificarmi.

-Quando imparerai a comportarti come una vera sovrana di Dormor?-mi chiese sospirando, anche se in realtà era una domanda rivolta più a se stessa che a me.

-Non vedo come il saper ricamare mi renda una sovrana migliore. Per caso dovrò firmare trattati con ago e filo?

-Vedo che come al solito non hai capito quello che io voglio insegnarti, oppure sei proprio tu che non vuoi imparare. Vai pure, raggiungi tuo fratello, fai quello che vuoi, basta che mi lasci sola. Per oggi ne ho abbastanza.

La superai sempre a capo chino, per poi accelerare il passo quando fui alle sue spalle.

Appena prima di rientrare a palazzo, mi voltai verso di lei.

Era ancora seduta sulla sua sedia, con il mio ricamo stretto fra le mani.

-Grazie ... -sussurrai.

Non avevo mai capito cosa avesse voluto insegnarmi veramente, fino a quel momento.

Disciplina.

Rigore.

Fermezza.

Dedizione.

Tutte qualità che aveva sempre cercato di trasmettermi. Ogni volta che mi aveva rimproverata, gridandomi contro o chiudendomi a chiave nelle mie stanze, lo aveva fatto per me, per il mio bene.

Per me aveva fatto di tutto, lo stesso per mio fratello.

O meglio, per l'anima di mio fratello.

Sauron, il figlio che aveva creduto morto dopo solo pochi istanti di vita, per il quale aveva provato un dolore tale da commuovere i Valar. Grazie al suo amore, l'anima di mio fratello aveva continuato a vivere, ma in un altro corpo. Un corpo maledetto.

Sperai che non avesse provato dolore il giorno della caduta di Dormor, che fosse morta stretta tra le braccia di mio padre, l'unica persona che le rimaneva e che l'amava profondamente.

Ma soprattutto sperai che non avesse mai saputo ciò che era realmente accaduto a suo figlio. Avrei dovuto essere io a dirglielo, assumendomi l'intera colpa davanti a lei, ma ciò non era stato possibile.

Quanto avrei voluto rivederla anche solo per un istante, abbracciarla un'ultima volta, chiederle perdono per tutte le volte che le avevo disubbidito e per ciò che era accaduto a lei e a tutta la nostra famiglia.

Mi mancavano perfino le cose più banali e scontante, come un semplice "ciao" o una carezza. La sua voce, il suo profumo, tutto di lei creava un enorme vuoto dentro di me.

E mentre rivivevo i momenti passati con mia madre, vidi Thorin avvicinarsi a Gandalf e sussurrargli all'orecchio:

-La lascerò venire con noi, ma sarà una tua responsabilità. Non le farò firmare alcun contratto o prestare alcun giuramento a me o alla compagnia, ma se ci creerà problemi ti riterrò direttamente responsabile.

-Capisco ... - rispose Mithrandir, annuendo leggermente col capo.

Il Nano si allontanò da Gandalf e riunì a attorno a sé la compagnia.

-Dobbiamo muoverci! I mannari saranno presto vicini e dobbiamo sfruttare al massimo le ore di luce a nostra disposizione. Continueremo a camminare durante la notte, fermandoci solo per dormire stabilendo dei turni di guardia.

-E la Custode? Sarà con noi?- chiese Kili.

-Per adesso si ...

Dopo le parole di Thorin vidi Bilbo tirare un piccolo sospiro di sollievo, consapevole della giusta decisione presa dal Nano.

-Forza fratello, aiutami a preparare le funi per scendere da questa rupe ...- disse Fili, lanciando a Kili robuste corde.

-Io vi attenderò ai piedi della rupe- annunciai.

-Non vi calerete con noi?- chiese seccamente Thorin.

-Preferisco scendere a modo mio.

-E sarebbe?

Lo guardai con aria di sfida, per poi prendere la rincorsa e buttarmi nel vuoto , in caduta libera.

ANGOLO DELL'AUTRICE

Salvee :)

Alla fine ho deciso di pubblicare un capitolo ogni due settimane, sia per non farvi aspettare troppo e sia per potermi concentrare anche sullo studio ...

Comunque, questo capitolo è quasi interamente dedicato al passato di Bel, in particolare alla madre Ris. Che ne pensate?

Bacioni

Giulia :3



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