- 68 - Ezechiele parte seconda
Ragazzi questo è l'ultimo capitolo prima del epilogo e prima di leggerlo consiglio a chi legge la mia storia sin dall'inizio di rileggere il primo capitolo. E' cambiato un bel po' da quando è stato scritto la prima volta e per capire a cosa si riferisce Bianca, dovreste leggere almeno l'ultimo periodo di quel cap.
Grazie per essere arrivati fin qui! :*
*******************************************************************
-Guasta feste!
Grugnì Lucifero.
Le parole dell'angelo messaggero scivolarono come acqua bollente sul mio corpo, percorrendolo e riscaldandolo.
-Mi dispiace, Bianca.
Disse e io percepii tutta la sincerità di quella frase.
Un intenso calore avvolgente accarezzò ogni mio arto, sfiorandolo delicatamente, come una piuma sfregata sulla pelle e io mi beai di quel massaggio rilassante. Ogni cosa era luce. Anzi c'era solo luce, in tutte le sue tonalità. Raggi luminosi di ogni colore, dal rosa pallido e rassicurante all'azzurro intenso e fresco. Rigirai la mano fra quei fasci, potevo percepire la consistenza di ogni colore, come se riuscissi realmente toccare quegli spettri luminescenti, come se ognuno di essi avesse un'anima. Mi sembrò di essere adagiata su un arcobaleno, come se dormissi su una nuvola e sprofondassi nella sua inconsistente morbidezza. Mi sentivo leggera e al sicuro, lontana da ogni pericolo e libera da ogni peso che era gravato sulla mia coscienza fino a quel momento.
Non mi sentivo così bene da tanto tempo. Forse non avevo mai realmente provato una libertà d'animo simile.
Mi lasciai ricadere dentro quel bianco cotone con la braccia allargate e rimasi lì ad osservare il cielo turchese, fino a quando non la vidi.
Era di fronte a me. Non era la prima volta che la incontravo, quei capelli scuri dai riflessi ramati e quegli occhi selvatici non li avrei dimenticati facilmente, nemmeno se lo avessi voluto. Un grigio così intenso non lo avevo mai visto prima. Il giorno del nostro primo incontro non avevo idea di chi fosse, ma in quel momento non avevo dubbi sulla sua identità, poteva essere solo lei, Ezechiele.
-Ti ricordi di me, vero?
Mi disse.
La voce calma e dolce era contornata da una fierezza che raramente si poteva incontrare in una vita sola; il suo portamento era tanto sofisticato da farmi sentire a disagio.
-Sì, ti ho vista quella sera, quando Lucifero mi ha aggredita.
Gli occhi grigi e allungati si socchiusero appena. La donna mi guardava comprensiva.
-Mi dispiace, Bianca, vorrei ci fosse un altro modo, ma non c'è.
Allungò una braccio nella mia direzione.
-Vorrei dirti che non fa niente, ma non ci riesco.
Replicai sollevandomi dal morbido giaciglio.
-Lo so.
Disse.
-Non c'era altra scelta. Michele è stato messo a dura prova, ma la fedeltà al creatore è essenziale in questo regno.
La sua veste candida fluttuò nell'aria e il pezzo di stoffa che gli ricadeva sul braccio le accarezzò la pelle.
-Per respingere il male si ha bisogno di un animo puro e nobile, ma soprattutto devoto alla causa. I sentimenti umani spesso deviano da questa missione, rendono gelosi, ansiosi, istintivi... La paura di perdere l'oggetto del nostro desiderio fa agire senza pensare a tutti gli effetti collaterali che possono scaturire da un'azione, o peggio, da una decisione, sbagliata.
Gli occhi da cerbiatto riflettevano i raggi di luce variegata, colorandosi di argento.
-Lucifero ne è la prova.
-Quindi è stata messa in discussione la fedeltà di Michele al suo Dio?
Come potevano mettere in dubbio la sua lealtà? Dopo tutto quello che aveva fatto per loro ordine.
-Già, e devo dire che non è andata bene, purtroppo.
I capelli castani, screziati di fuoco, le sfiorarono il viso pallido e le labbra carnose sotto il naso piccolo e dritto.
-Hanno deciso di purificarlo. Non possono permettere che anche lui si perda nelle tenebre. I due gemelli insieme hanno molto potere.
Gli occhi grigi sembrarono tristi e lei incurvò leggermente il viso verso il basso.
-Riuscirebbero a fare cose inimmaginabili se uniti.
La ciocca dai filamenti ramati le ricadde sulle spalle.
-Non gli faranno del male, vero? Non volevo causargli tutti questi problemi... i-io...
L'idea di poter danneggiare ancora il serafino mi fece ripiombare nei sentimenti umani di cui pensavo essermi liberata.
-Lo so!
Mi interruppe.
-So cosa provi. L'ho provato anche io per secoli con Luce.
Disse.
-Sono stata costretta ad usare la gabbia di vetro per convincerli a lasciarmi ricongiungere a lui. Dovevo trovare un modo affinché mi ritrovasse, prima che mi trovassero loro. Una volta morta una comunicante, non si sa dove questa rinascerà, fino a quando non viene risvegliata dalla parola di Dio. Quella sera Michele ti ha trovata solo perché Lucifero ha tagliato il filo del destino, altrimenti solo poche ore dopo mio risveglio tutti avrebbero percepito la mia presenza in questo mondo.
Avanzò verso di me. Era così raffinata che perfino il modo che aveva di camminare, dritto e controllato, mi metteva soggezione.
-Mi dispiace averti causato tutti questi problemi, ma non avevo scelta. Non avrei mai potuto incontrarlo altrimenti. Io volevo solo poter amare Luce dopo tutto questo tempo passato a servire il nostro Dio. Non rinnego il bene, non mi unirò al regno del male, ma solo al suo sovrano. Loro questo non lo credevano possibile, pensavano di perdere la loro ultima comunicante, ma la decisione di Michele di cadere li ha costretti ad accettare la richiesta di Lucifero, a patto che salvasse il secondo serafino.
Michele era salvo. Non sarebbe morto. Tirai finalmente un respiro di sollievo. Lui stava bene.
-Questo però non ha salvato te. Il fatto che dividiamo lo stesso corpo, rende un sacrificio necessario.
-Ho capito. Non c'è bisogno che tu dica altro.
Per un momento restammo in silenzio. Io rassegnata per ciò che mi aveva detto e lei scrutatrice, cercava di capire cosa stessi pensando.
- Inoltre per poter amare il re degli inferi, anche io sono stata costretta alla rinuncia. Non potrò più creare la vita. Sono stata privata del mio potere più grande per lui.
-Ma eri l'ultima comunicante!
Esclamai stupita.
-Lo sarò ancora, la mia anima è pura, non sono macchiata di peccato, né ho intenzione di farlo, anche se starò al fianco di Luce. Io lo conosco da molto prima che scegliesse la caduta. Io conosco il vero figlio dell'aurora, e anche se ora sembra un essere molto diverso, io comunque lo scelgo di nuovo.
Non ero sicura di capire cosa provava, io non lo avevo conosciuto prima che tutto questo accadesse, ma a quanto pareva, per lei, lui ne valeva il prezzo
-Io amo Lucifero e lo terrò lontano dal suo tentativo di riprendersi Michele. E amo il regno dei cieli, continuerò a profetizzare perché il mio animo resterà puro. Difenderò il bene anche dall'inferno, perché la verità è che esiste un male ancora peggiore di Satana, Bianca.
-Non lo credevo possibile.
C'era qualcosa di peggio di Lucifero?
-Sì. E se riuscisse a tenere sotto controllo entrambi i serafini, per tutto ciò che esiste, sarebbe la fine. Ecco perché non potevano permettere che Michele si smarrisse, per quello che questa entità vuol fare, non è sufficiente il potere di Lucifero. Il caos tornerebbe e tutto avrebbe di nuovo inizio.
Mi guardai le mani intrecciate e poi guardai di nuovo lei. Volevo vivere, mai come in quel momento, avrei voluto poter continuare la mia noiosa vita. A me piaceva la mia noiosa vita.
Allungò ancora il braccio verso di me.
-Lui vorrebbe parlarti. Afferra la mia mano.
Le cose erano andate così, non avrei più visto Michele, lui aveva superato a stento la sua prova ed io ora ero... morta.
Afferrai la sua mano e mi lasciai andare a lei. Una calda brezza mi scivolò addosso e una voce vellutata e flebile si fece spazio in quel tutto fatto di nulla. Sciando fra le luci e cullandomi con le sue note basse.
"Carne della mia carne ti consumi così velocemente, iniettata di nero ti logori, pascoli confusa tra la coltre dei maledetti, lasciandomi solo nel mio quadro, perché incapace di ascoltarmi, preda dell'ardore. Come può un padre non essere in pena, qualora la sua parte migliore sta per abbandonarlo? Ezechiele, amica e compagna da secoli, aiutante instancabile, hai percorso strade tortuose, aiutandomi a scalare le montagne più alte con i tuoi consigli. Come posso lasciarti andare?
Eppure devo, per il bene di tutti, non posso abbandonare il mio secondogenito e fidandomi del tuo amore, ti permetto di lasciare il mio fianco.
Bianca, fragile creatura, ho dovuto servirmi di te per non rinunciare a lui; coraggiosa donna, non condannare la scelta di un padre, anche se questa può sembrare crudele, il disegno è più grande di quanto un occhio solo può vedere. Un giorno il quadro apparirà per intero e allora capirete la grandezza del mio amore."
Delle immagini presero a scorrere veloci davanti ai miei occhi, come la pellicola di un film, legate l'una a l'altra per comporre figure in movimento, capaci di spiegare quello che singoli fotogrammi non erano in grado di mostrare chiaramente.
Vidi Ezechiele e Michele, parevano litigare furiosamente. Lei era diversa dalla donna che avevo di fronte e non assomigliava nemmeno a me, ma io ero certa che dietro a quella chioma bionda e al viso da giovane donna, si nascondesse la comunicante. Era sicuramente lei, forse nella sua ultima vita, quella prima di essere intrappolata nel mio stesso corpo.
Erano in un bosco, un roveto fitto e buio. Non potevo sentire cosa si dicevano, ma lei sembrava disperata. Ad un certo punto entrambi si voltarono verso la fitta selva, come se avessero sentito un rumore improvviso o una voce chiamarli, e lei sorrise. Cercò di avanzare verso i rami, ma l'angelo la fermò afferrandole il polso.
Gli occhi della donna si riempirono di lacrime. Voleva che la lasciasse andare verso quella direzione, ma lui non glielo permise. Le disse qualcosa e lei scosse la testa, piegandola poi verso il basso. I suoi occhi tristi erano lucidi e gonfi, risplendevano di grigio perlato; provò a staccarsi dall'angelo, ma lui la strinse forte a sé e spiccò il volo.
Erano velocissimi, sfrecciavano nell'aria come una saetta, salivano sempre più in alto, tagliavano le nuvole al loro passaggio e anche se non mi sembrava possibile, ad un certo punto aumentarono ancora la loro velocità, diventando solo una argentea scia luminosa nel cielo.
Fu in quell'attimo che vidi i loro abiti sciogliersi nel nulla. Si erano come disintegrati e al loro posto una nebbia azzurra coprì i loro corpi, fino a diventare sempre più fitta e reale, trasformandosi poi, sotto i miei occhi, in tessuto. Sembrava lucido come seta ed era legato al busto da una spilla dorata, avevo visto lo stesso abito addosso a Gabriele in Scozia e qualcosa nella mia memoria mi diceva che lo avevo visto anche in un altro momento.
Michele guardò Ezechiele con un'espressione che non gli avevo mai visto e poi spalancò le braccia. Era dispiaciuto, ma nello stesso tempo sembrava freddo e controllato.
Mi si mozzò il fiato.
Aveva lasciato andare Ezechiele. La stava lasciando cadere nel vuoto. Non riuscivo nemmeno a pensare, guardavo quelle scene come se fossi di fronte allo schermo gigante di un proiettore.
La donna sembrò lasciarsi cadere nel vuoto senza un briciolo di paura. Come riusciva ad essere così coraggiosa anche in quel momento?
Michele che fino a quell'attimo era rimasto fermo nel punto in cui era, si lasciò andare anche lui nel vuoto.
Sembravano accarezzare l'aria. Precipitavano velocemente, ma era come se la natura stessa non volesse che quello che stava per accadere, succedesse davvero.
Il serafino aprì le ali e poi un fascio di luce lo avvolse. Mi-Ka-El comparve nella sua mano e Ezechiele non sembrò nemmeno accorgersene. Michele girò l'elsa della spada fra le mani e la puntò verso la comunicante. In quel momento lo sguardo di Ezechiele era vuoto e spento. Sentii gli occhi pizzicare e le guance prudere, non poteva essere andata davvero così.
Michele aumentò la velocità del suo volo e poi, proprio come nella visione con la tessitrice, con un gesto quasi impercettibile, infilò la lama nel corpo della sua compagna.
Altre immagini si susseguirono rapide.
Vidi Lucifero come non lo avevo mai visto; era quasi identico al mio angelo, abbracciava con amore Ezechiele e percepii tutta la purezza di quel sentimento, come se fossi io a provarlo.
Assaporai il dolore del figlio dell'aurora, quando la sua amata gli venne strappata e il senso di abbandono che stritolò il suo cuore caldo quando Michele fu costretto a lasciarlo.
Provai il dolore della solitudine dell'uno e il rimorso dato dall'impotenza dell'altro angelo, il senso di colpa per aver tolto la vita a una persona cara e la paura di confessare il proprio passato.
Mi lasciai intrappolare dal senso di oppressione che soffocava un cuore diviso tra sentimento e ragione, dalla sensazione di tradire il proprio Dio e i propri fratelli, dalla colpa per andare contro ad ogni proprio ideale ed infine non sentii più nulla.
Finalmente abbandonai ogni cosa, ogni angoscia.
La paura che avevo provato per molto tempo da quando avevo incontrato Belial, venne spazzata via, rimpiazzata dalla silenziosa quiete.
"Addio. Mi dispiace. Perdonatemi."
E' buffo dirlo adesso che conosco la verità , allora, quando l'anemone aveva portato via i miei genitori, erano le uniche cose che riuscivo a pensare, ma ora Il mio animo era in pace. La realtà era apparsa chiara di fronte a me e all'improvviso non vidi più vittime né carnefici, ma solo verità relative.
Perché anche il bene poteva sembrare crudele e cattivo, se lo si guardava da un differente punto di vista.
********************************************************************************
Forse non tutti avrete notato le parole riprese dal capitolo in cui Bianca incontra Belial. La riflessione di Bianca in quel momento è in realtà la Bianca che sta per morire davvero a farla (qui nell'ultimo capitolo). Credo che leggendo il libro nella sua interezza questo lo si capisca.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top