Adele Castelli - Intrusa
Titolo dell'opera: Intrusa
Nickname autore/autrice: -ciliegia-
Genere dell'opera: Narrativa generale

1. Allora, parlaci un po' di te. Come ti chiami? Quanti anni hai? Dove e in quale epoca vivi?
*dopo aver scoccato un'occhiata indagatrice alla ragazza bionda accanto a lei, l'intervistata annuisce* Io mi chiamo Adele, Adele Castelli e, probabilmente, la parte di me che conoscerete oggi sarà solo l'idea che lei *indica l'altra, che scuote la testa decisa* ha di me; ma non preoccupatevi, sono abituata al giudizio della gente, all'imparzialità. Ogni tanto contagia anche me. E sapete anche voi come funzionano i romanzi: per ogni storia narrata, infinte altre rimangono nell'ombra. All'epoca a cui siamo tornati indietro avevo sedici anni, ma in realtà c'è stato un prima e un dopo. La mia vita si è spezzata come un ramo quando ero solo una bambina. E, come ricordo, mi è rimasta questa *dopo qualche secondo di esitazione, si porta la mano al viso e scosta una ciocca di capelli scuri. Sulla pelle diafana mostra così una cicatrice, che le segna il viso dall'angolo della bocca fino all'orecchio destro* Vivo in un'epoca in cui la gente storce il naso se hai una cicatrice sul viso. Una volta mi hanno addirittura chiamata sfregiata. E, anche se posso dire di essermici abituata, la verità è che non sento più i commenti degli altri e le loro occhiate per il semplice fatto che ho dovuto cambiare me stessa. Dove abito? In una città in cui scorre un grande fiume e la nebbia copre il mondo. Non chiedetemi quale sia, non ve lo direi.
2. Cosa fai nella vita? Hai una missione particolare? Se sì, quale?
Una missione, dite? *scoppia a ridere, una risata da cui traspare una certa superiorità* Questa non è una fiaba, dimenticate fin da subito principesse e fate. Come dice spesso Caterina *la ragazza bionda sembra avere paura delle sue prossime parole*, qui si parla solo di punti. E anche descrivermi come la cattiva della storia sarebbe enormemente sbagliato. Perché, mi chiedete? Ma per il semplice fatto che è riduttivo e superficiale, e nessuno è solo cattivo o buono. Bianco e nero non sono mai la verità: siamo tutti delle minime sfumature di grigio.
3. Se dovessi descrivere il tuo carattere attraverso un colore, quale sceglieresti? E perché?
Rimaniamo in tema di colori, allora? Ma non trovate questa domanda leggermente banale? Io, descritta con un solo colore? *reprime una risata, dalla quale non traspare vera e propria ironia* Sapete, tra noi al di qua dello schermo e voi là fuori non c'è molta differenza, e credo bene che nessuno di voi userebbe un solo colore per descrivere sé stesso, non è vero? Per cui io credo proprio di essere un arcobaleno, che sale nel cielo per poi abbassarsi come nella vita, dove ci sono momenti in cui sembra di volare... E altri in cui siamo con i piedi per per terra. Un arcobaleno ha infinite sfumature, e noi siamo fatti proprio così.
4. Scegli quale animale avresti voluto essere, un oggetto che vorresti possedere e non hai, qualcosa di te che vorresti cambiare e qualcosa a cui invece non rinunceresti per nulla al mondo.
*si alza dalla sedia con fare rabbioso, celando dietro le labbra semiaperte una certa indignazione* Sul serio? Qualcosa di me che vorrei cambiare? Credo che questa domanda sia stata fatta per offendermi, dato che non vederla è praticamente impossibile! *la cicatrice sembra risaltare ancora di più sul suo viso perfettamente ovale* Questa è sempre stata all'origine di tutti i miei problemi, e non passa notte in cui io non sogni una vita diversa! I sogni sono infami, sappiatelo, perché ogni volta mi illudono di poter durare in eterno. *si guarda attorno con fare incerto e offeso, cercando di individuare l'uscita. Quando sta per andarsene, però, la ragazza bionda accanto a lei scuote la testa* -Adele, ricorda, quello che stai raccontando è il passato. Tu nel presente sei diversa.- *L'altra la guarda con fare pensieroso, prima di risedersi* Sono diversa solo perché nella mia vita tu non ci sei quasi più. E starei molto meglio se non dovessi rivivere in questo tuo sciocco... memoriale. Ma allora, dov'eravamo? Ah, giusto, vorrei cambiare la mia cicatrice. Poi, mi chiedevate che animale vorrei essere? Sono quasi tutti migliori degli uomini, per cui la scelta è difficile... Ma credo sceglierei l'albatro. Lo conoscete, immagino, è uno degli uccelli più grandi del mondo. E ho scelto lui perché, a differenza sua * si riferisce alla ragazza bionda che, probabilmente capendo ciò che Adele dirà, abbassa lo sguardo* non credo alla storia che un battito di ali di farfalla in un luogo possa provocare un uragano altrove. No, non ci credo proprio. Per cambiare il mondo bisogna essere grandi e valere qualcosa. Ho imparato questo, dalla vita: nessuno ti rispetta se non ti fai valere. Ma le domande non erano finite qui, giusto? Come dite, un oggetto che vorrei avere e qualcosa a cui non rinuncerei? *le domande sembrano divertirla, poiché un malizioso sorrisetto le si dipinge sulle labbra * Vediamo, non vi è nessun oggetto che vorrei avere. E credo proprio non saprei rinunciare a me stessa, contro ogni problema cerco sempre di salvare la mia essenza, quella che sono. Perché, se dentro di noi siamo vuoti, viviamo in un mondo di cenere.
5. Hai qualche segno particolare o potere speciale che ti contraddistingue dagli altri personaggi?
Ancora? Allora siete proprio come tutti gli altri... *lancia un terribile sguardo alla compagna * Ma vi ripeterò quello che Caterina dice fin troppo spesso di me. Perché, se di segni particolari abbiamo parlato già, e anche troppo, mi piace l'idea di avere un potere e, tralasciando il fatto che qualcuno potrebbe descrivermi come la strega cattiva, ci tengo a dire tutt'altro. Secondo gli altri io so ammaliare le persone, ma non credo proprio di essere l'unica tra quella marmaglia di adolescenti nella storia a esserne capace, non credi? *Caterina si porta una mano sotto il mento, ammonendola con un solo sguardo* Ma non è il momento di parlarne, giusto.
6. Sei mai stato innamorato di qualcosa o di qualcuno? Qual è la cosa più importante della tua vita?
*un sorriso affabile le si disegna sul volto* Vi ho già detto che ho sedici anni, vero? E allora la risposta dovrebbe venire da sé. E no, non è quella che state mormorando là in fondo *dalle ultime file della sala si odono dei risolini* Odio le ragazze della mia età, sono tutte così frivole... Io sono innamorata dell'amore, di quel calore che si sente nel petto, dei pensieri che occupano la mente in ogni minimo secondo. No, io, per fortuna o per sfortuna, non amo nessuno. Però, se l'amore può essere considerato come un oggetto, allora ne sono follemente innamorata. Non importa che gli altri mi vedano come una ragazza facile, senza cuore. Quello che conta è qui dentro * si batte una mano sul petto* e finché qualcuno mi starà lontano non lo saprà mani *guarda Caterina con la coda dell'occhio* La cosa più importante della mia vita? La mia voce, la possibilità e il coraggio di saper ancora dire quello che penso davvero.
7. Quanto ti senti protagonista della tua storia? Sei tu a condurre la situazione o sono gli altri personaggi a determinare il corso degli eventi?
Credo che la nostra storia sia un semplice susseguirsi di cause e di effetti. Però non credi, Caterina *l'altra si rizza sulla sedia, impettendosi*, che io abbia avuto un ruolo decisamente fondamentale? In realtà nemmeno tanto per quello che realmente ho fatto, ma... Non voglio svelarvi troppo, però, scritte nel testo ci sono già tutte le risposte. Mi limito solo a dire che senza di me... Il nostro mondo non sarebbe lo stesso.
8. Se potessi cambiare un evento della storia di cui fai parte, quale sceglieresti? E perché?
*le sue labbra si aprono in un ghigno malizioso, mentre incrocia le braccia sul petto* Sapete, questa domanda sarebbe giusto porla a Caterina. Lei ha molti più problemi con il passato di quanti non ne abbia io, vero? *Caterina impallidisce leggermente, senza nemmeno rispondere alla sua domanda* Non essere così timida, su, se arriveranno all'ultimo capitolo lo scopriranno da soli. Però credo proprio che se cambiassi quella parte farei un favore a fin troppe persone, sarei troppo buona. Per cui rispondo che lascerei il capitolo ventinovesimo così com'è, e dico che mi piacerebbe tanto non essermi mostrata debole, non aver confidato a te i miei pensieri. Errore o no, tu non eri mia amica. Ogni tanto cadiamo tutti in queste piccole trappole, ci fidiamo delle persone sbagliate. E, nonostante tutte le volte in cui ci hanno preso in giro, non sappiamo mai imparare dagli sbagli. È una caratteristica degli umani.
9. Se potessi cancellare un altro personaggio della storia di cui fai parte, chi sceglieresti? Perché?
*Adele si lascia andare a un profondo sospiro, nascondendo dietro all'aria infastidita un che di divertito* Come mai avete tutta questa mania di modificare la nostra storia? È il passato, ormai è scritto nelle nostre anime in modo indelebile. Come dite, devo prendere queste domande con leggerezza? *qualche intervistatore annuisce, guardando la ragazza come a voler farla scomparire il prima possibile* Allora cercherò sul serio di divertirmi, va bene? *Si volta verso la sua autrice* Io cancellerei proprio te, Caterina, perché mi hai creato più problemi tu della mia cicatrice. Tu, con le tue accuse e la verità davanti agli occhi. Credo proprio che tu non abbia mai saputo leggere la realtà che ti circondava. Senza di te non ci sarebbe più la storia che tutti conoscono, ma non mi importa. Io, Adele, avrei vissuto meglio.
10. Se l'autore/autrice della tua storia diventasse famosa e le proponessero di trasporre la sua opera in un film, quale attore/attrice vorresti ad interpretare la tua parte? Perché proprio lui/lei?
*ride sonoramente, portandosi una mano davanti alla bocca e mostrando le lunghe unghie laccate di rosso* Sul serio mi fate questa domanda? Caterina famosa? Nemmeno lo riesco a immaginare. *la ragazza bionda sorride agli intervistatori, mostrando una certa irritazione* E poi, credete che possa esistere un'attrice adatta a interpretarmi? E non parlo solo della cicatrice, quella con qualche strato di trucco la possiamo pur creare, ma nessuna sarebbe uguale a me. Nessuno potrà mai avere il mio carattere, il mio corpo... Perché ogni tanto ci si dimentica che noi non siamo semplici personaggi, siamo persone. Noi viviamo, siamo più di una semplice finzione. Entriamo nei vostri cuori non per qualche strano potere, ma perché siamo fatti dei frammenti di ognuno di voi. Siamo ciò che siete, ciò che siete stati e ciò che sarete, ciò che vorreste essere e ciò che non avete voluto essere mai. Siamo l'arte che vive negli uomini. Siamo uguali a voi.
11. Se l'autore/autrice della tua opera decidesse improvvisamente di farti scomparire dalla storia, quanto quest'ultima ne risentirebbe? Potrebbe proseguire anche senza di te o non avrebbe più alcun senso? E tu cosa diresti al/alla tuo/a autore/autrice?
In una sola parola? Cambierebbe completamente. Ma insomma, vedete Caterina, dove andrebbe senza di me? Sarebbe sperduta, in mezzo a tutti quei liceali che ha voluto rievocare come per gioco. E, sicuramente, il memoriale non avrebbe tutto quel mistero... -Adele, smettila di chiamarlo memoriale, è una parola dannatamente triste- *Caterina si passa una mano fra i capelli, mossa da un'innaturale pazienza* E va bene, nella sua divertentissima testimonianza non ci sarebbe quasi più nulla, sarebbe più corta dell'elenco ingredienti di qualche prodotto. Ma credo non sarebbe la stessa nemmeno senza un qualsiasi personaggio secondario, perché siamo come i pezzi di un puzzle che si incastrano perfettamente: anche se ne manca uno riconosci l'immagine nascosta, ma non è completa. E cosa le direi, mi avete chiesto? Ben poco, perché io faccio parte della verità. E, se davvero il suo obiettivo è raccontare ciò che è accaduto realmente, sa già che io sono necessaria. *Caterina annuisce, finalmente d'accordo con lei*
12. Sei più amato oppure odiato dai lettori della tua storia? Secondo te per quale motivo?
Che parole grosse, amore e odio. Bisogna saperle usare con prudenza. *per qualche secondo sul suo viso si dipinge un'espressione pensierosa, ma subito ritorna risoluta a guardare gli intervistatori* Credetemi, la maggior parte dei lettori né mi ama, né mi odia. Sembra quasi che mi studi. Valutano ogni mio comportamento come se fossi un fenomeno da baraccone, un esperimento scientifico. Eppure a me piacerebbe davvero che qualcuno scrivesse semplicemente di provare affetto per me, o anche una semplice simpatia. Ammetto che sopporterei anche un distacco sproporzionato, pur di essere vista come una persona. L'unica cosa che vi chiedo è, vi prego, di non provare mai compassione per me. Piuttosto che compatire qualcuno, potreste aiutarlo concretamente.
13. Se i lettori potessero ascoltare una canzone e pensare subito a te, quale canzone vorresti essere?
Musica, dite? Non vi so proprio rispondere, dovete sapere che io non ascolto canzoni. Fanno rivivere troppi ricordi. Perciò, detto questo, credo proprio di non avere più nulla da raccontare, mi hanno detto di dirvi che è stato un grande piacere, ma non è così, e alla pros... *Caterina le si avvicina, mormorandole delle parole all'orecchio e facendo sporgere gli intervistatori in avanti per sentire meglio* *Adele, alla fine, annuisce, ritornando ad accomodarsi sulla sedia girevole* Mi dicono di rispondere anche a questa domanda, per cui... La canzone che Caterina dice adatta a me è Oronero, di una tale Giorgia. Oronero... Sì, per una volta ha fatto la scelta giusta.
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