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Il giovane Alpha mi spostò e mi guardò serio, sperando che ciò che avevo appena chiesto fosse stato solo frutto della sua immaginazione. Chiedere una cosa simile a un Alpha orgoglioso come lui, equivaleva direttamente nel ricevere un "No" schietto, e sapevo che chiedere una cosa simile a lui, avrebbe portato a rischiare di perdere la sua fiducia, che lo avrebbe messo anche in una posizione davvero complicata. In quel momento però, volevo solo una cosa: che tutto quel caos che c'era nella mia vita, se ne potesse andare di colpo.

"Light...Hai sentito quello che ho detto, vero?" domandai, senza mollare il discorso.

Calò un silenzio preoccupate tra noi due, che durò qualche minuto, prima che lui mi desse la risposta finale:

"No. Non fermerò niente."

Quella frase così schietta e acida echeggiò nella mia mente, lasciandomi sorpresa per qualche minuto. Mi ero davvero aspettata che Light potesse fare tale sacrificio per me? Partirono i miei viaggi mentali che di solito non riesco mai a tenere a bada. Non gli piacevo sul serio, se no avrebbe scalato monti per me...

"L-Light, non sei obbligato a continuarla, non è nemmeno necessario!" Ribattei, ritrovando le parole, "Ti senti obbligato? O...vuoi sul serio che ci sia una guerra tra il mio e il tuo branco?"

"Tutte e due le ragioni. Ora basta parlarne." Ringhiò lui seccato del fatto che mi ero spinta a continuare il discorso e non mi sarei fermata: volevo delle spiegazioni.

"Quindi vuoi anche che ci sia una guerra?" Ringhiai, guardandolo cupa, "Di quale mente sadica disponi?!"

"Non ho detto- URGH... Sheila, basta!" Ribatté lui, diventando sempre più scontroso. Il suo sguardo si era fatto più tagliente e profondo, rendendo Light più spaventoso e cupo.

"SI TRATTA DEL MIO BRANCO! SONO NATA LI!" abbaiai, arrabbiandomi per le sue risposte così menefreghiste e seccate; nessuno mi voltava le spalle mentre parlavo.

"MA ADESSO SEI MIA E DEI MIGHTY CLAWS! NON APPARTIENI PIÙ A LORO!" Rispose lui di impulso, avvicinandosi a me pericolosamente, "Mettiti l'anima in pac: il vostro territorio serve a mio padre, che ora è l'Alpha. Anche se volessi-

"Non ti appartengo, idiota." Lo interruppi sibilando, per poi guardarlo dritto negli occhi, "Se vuoi una lupa da possedere, di certo io non sono quella che cerchi."

"Non fraintendere!" Rispose lui, alzandosi in piedi di scatto, "Non è quello il punto del discorso che ci hai appena fatto iniziare Sheila!"

"Hai detto che sono tua e del branco. Sono tua fino a un certo punto, se la nostra è una relazione sana... ma mai sarò del tuo branco." Aggiunsi, "E comunque, tornando al discorso di prima: tuo padre sarà pure un Alpha, ma sta diventando vecchio. E' tempo di un nuovo erede e-

"Sheila chiudi quella bocca per Uma!" Mi interruppe lui, abbaiando, "NON FERMERÒ QUELLA GUERRA!"

"VALGO COSÌ POCO PER TE?! LIGHT TU DIVENTERAI UN ALPHA, TU HAI I POTERI!"

"NON VOGLIO ESSERE UN ALPHA, CAZZO!" Urlò lui, infine, "SEI UN IDIOTA IMPULSIVA, CAZZO! NON SAI LE COSE E TI OSTINI A PARLARE COME SE SAPESSI TUTTO, SENZA NEMMENO NOTARE COME FAI STARE GLI ALTRI. SEI UN EGOISTA SHIELA! PER UMA, LEVATI DAI PIEDI E NON TORNARE!"

In quel momento, e solo in quel momento realizzai di aver trapassato il limite della sua pazienza. Sapevo benissimo del fatto che non si sentisse ancora pronto per prendere le redini del suo branco, ma mai avrei pensato che il discorso avrebbe portato a tale reazione così violenta.

Sentii il petto stringersi, mentre mi stava cacciando via insultandomi e l'unica cosa che riuscii a dire prima di andarmene fu:

"Sei un egoista stronzo anche tu..."

Un comportamento così infantile e capriccioso il mio... lo rimpiango.

Corsi via e raggiunsi il mio branco, dove cercai disperatamente qualcuno con la quale sfogarmi dei miei problemi: Allison non c'era, Kira lavorava... non c'era nessuno. Ci fosse stato mio fratello in quel momento, avrebbe saputo benissimo cosa dire, ma ormai anche lui se n'era andato per sempre.

Arrivai in infermeria, sperando di trovare Kira, ma invece mi trovai davanti Nick nella sua forma umana, che si stava giusto alzando dal letto dopo essere stato ricoverato per qualche giorno. D'istinto, corsi verso di lui, gridando il suo nome in lacrime.

"NICK!" Urlai, saltandogli addosso e abbracciandolo, mentre le sue braccia mi sostennero di scatto. Non ero mai stata particolarmente vicina a lui, ma in quel momento, avevo bisogno di qualcuno che mi coccolasse davvero, e Nick era l'unico rimasto nei paraggi.

"Ma che...ti sono mancato così tanto?" Domandò lui, inclinando la testa confuso.

Feci di no con la testa immersa nel suo petto, sapendo che sicuramente la sua espressione era delusa, ma io di certo non mentivo a nessuno. Forse non era saggio dirgli tutto ciò che era successo; dopo tutto, era il fratello maggiore di Omund, i due non erano mai andati d'accordo e Nick di certo non era noto per la sua onestà, né per il suo amore per i Mighty Claws, ma sapevo che se non mi fossi aperta con nessuno, sarei scoppiata.

"Dobbiamo parlare." mormorai, dopo che lui mi lasciò a terra, ritornando nelle sue sembianze ferali.

"Non ora. Non sono in piene forze. Forse-

"Ora! È urgente ti prego." Lo supplicai disperatamente. Ci furono alcuni minuti di silenzio, finché Nick non rispose definitivamente:

"Va bene."

Un sospiro di sollievo e ci sedemmo entrambi per terra, dandomi il tempo per trovare il coraggio per raccontargli tutto fino i minimi dettagli. Non tralasciai nulla; una volta che presi a raccontare, non riuscii più a fermarmi e una volta finito, guardai subito il viso di Nick, vedendo che era rimasto senza parole e impassibile.

Cosa avevo appena fatto... avevo appena raccontato all'Alpha dei Beta Eyes, che stavo tradendo il branco con l'Alpha del nostro branco nemico...


Allison's P.O.V

Non smisi di correre nemmeno quando sentii le mie zampe dolere per essermi spinta oltre il limite delle mie forze e della mia velocità. I polmoni faticavano sempre di più a prendere aria e in bocca iniziava a sentirsi uno strano gusto di secco e sangue. Trovai un buco tra dei massi dove potei nascondermi da Lunaris e i suoi due scagnozzi, allora mi rotolai nella terra, riuscendo a nascondere il mio odore e mi nascosi dentro quel piccolo buco, cercando di fare il più in fretta possibile per passarci dentro.

Il mio cuore batteva a mille e non appena sentii le loro voci, cercai di silenziare il mio respiro affannato e pesante. Uno dei lupi si mise ad annusare la terra e a seguire le tracce. Per fortuna, Omund mi aveva insegnato bene come nascondere le tracce e gli odori.

"Le tracce si fermano qua..." mormorò il lupo, guardando Lunaris, che si guardava intorno attentamente, "Credo abbia cambiato strada per confonderci... è stata astuta."

"Allora continua a cercare." Ringhiò Lunaris, "Non mi arrenderò facilmente."

L'altro lupo camminò verso di me senza vedermi, annusò l'aria e poi salì sopra i massi che mi nascondevano. Il mio cuore iniziò a battere sempre più velocemente e il respiro diventava sempre più corto. Stava per scoprirmi...

"CUAN! SMETTILA DI GIOCARE E AIUTA TUO FRATELLO, CANE!" Abbaiò Lunaris. Il lupo scese dai massi e camminò verso di loro, in silenzio. Li osservai andarsene sempre più lontani, finché non scomparvero del tutto. Sarebbero rimasti lì a pattugliare la zona per giorni, ne ero certa.

Rimasi in quel buco per qualche giorno, mantenendomi con insetti e continuando a rotolarmi sulla terra per nascondere il mio odore all'olfatto del segugio di Lunaris.

Tre contro uno non era leale... dovevo trovare un modo per uscire e raggiungere quei monti senza farmi vedere.


Omund's P.O.V

Non appena il ragazzino fu richiamato a casa da sua madre, imparai che il suo nome fosse Rudy e scattai via prima che potesse dirmi altro. Non dovevo più farmi vedere da lui se desideravo non essere trattato come un cane. I cani sono le creature più servili e stolte al mondo e purtroppo sono imparentate con i lupi.

***

Il giorno seguente, fui abile a non farmi più rivedere dal ragazzino e riuscii a rubare un'altra salsiccia dal mercatino in strada. Le voci che un lupo nero si aggirasse per le strade della cittadella, si sparsero molto velocemente, ma nessuno fu capace di trovarmi e catturarmi. Mi sedetti all'ombra di un vicolo per mangiare il mio pasto, ma delle urla dei bambini catturarono la mi attenzione. Si trattava di una rissa in strada... Mi alzai velocemente per vedere cosa stesse succedendo, e lì lo rividi: Rudy, quel ragazzino malaticcio che mi aveva "raccolto" per strada il giorno prima.

"Eh, sei un poveretto, ci credo che tuo padre non ci sia più, fai pena!" Urlò uno dei bulletti che lo spintonavano a terra.

"Tua madre è sicuramente una puttana di strada visto quello che indossi!" Disse un'altro, schiaffeggiandolo, mentre le lacrime scesero le guanciotte di Rudy, che non reagiva.

"Hai otto anni e ti batti come una femminuccia, hahahah!" Aggiunse un'altro bulletto, facendo ridere gli altri. Aveva pochi amici, tra cui, me. Io e lui ci divertivamo a correre nei prati, e a rubare robe dalle bancarelle, senza farci vedere.

Avanti piccolo... reagisci..., pensai tra me e me, osservando la scena, Non lasciare che ti sottomettono...

Iniziarono a prenderlo a calci, pugni e schiaffi e ogni volta che Rudy si rialzava testardamente, lo spingevano a terra di nuovo.

Ora basta, pensai dopo l'ennesimo pugno, vedendo che ormai il ragazzino era gonfio di botte. Scattai verso quei bulli e mi parai davanti a lui, ringhiando contro a chiunque provasse ad avvicinarsi.

I bambinetti iniziarono a indietreggiare e tremare come foglie mentre non smisi di ringhiare e rizzare il pelo contro di loro finché non se ne andarono correndo a gambe levate.

Mi voltai lentamente verso Rudy, che aveva gli occhi socchiusi e mi guardava sorpreso.

"Loui?" domandò lui, sorpreso, "Credevo non saresti più tornato... grazie."

Il mio cuore si strinse di colpo nel sentire quelle parole, e non appena vidi la sua mano protendersi verso il mio muso, mi lasciai accarezzare in silenzio.

Da quel giorno, io e Rudy ci vedevamo tutti i giorni, finché non iniziai a stare a casa sua. Sua madre non era del tutto d'accordo, ma io rimanevo comunque e sentivo un potente e strano istinto di protezione nei suoi confronti. Chiunque si avvicinasse a quel ragazzino per toccarlo, periva dei miei canini affilati.

Le sere tornavamo tardi e mi faceva sempre dormire sul suo letto caldo, mentre di giorno correvamo nei campi di grano, giocavamo a nascondino e qualche volta rubavamo dalle bancarelle dei mercatini senza farci vedere.

Una notte fredda eravamo sdraiati su un prato d'erba a guardare le stelle, mi rilassai nel sentire la sua mano accarezzarmi il pelo dolcemente.

"Loui... saremo sempre migliori amici... okay?" Disse lui ad un tratto, mentre guardavo il cielo scuro riempito dalle stelle luminose.

Sentii una strana morsa al cuore, riempirmi di gioia, inaspettatamente. Guaii, ricevendo un suo abbraccio che mi riscaldò.

Per una volta, sentivo un calore famigliare, un calore che papà, né Nick mi avevano mai dato o mostrato. Passai con lui qualche giorno, che a me parvero mesi, facendomi dimenticare di Allison, Lunaris, del mio branco, dei Mighty Claws e la mia vita da lupo selvatico.

Ma un giorno, Rudy si ammalò gravemente e fu costretto a rimanere a casa a letto. Rimasi a fargli compagnia sul suo letto tutti i giorni, ma man mano che il tempo passava e mi annoiavo sempre di più, la mia missione tornava nella mia mente sempre più chiaramente.

La pozione tornò a tormentarmi e a farmi male fisicamente, obbligandomi a continuare il mio obiettivo. Fui costretto ad andarmene... fui costretto ad abbandonare il mio migliore amico...

Quel mattino, mi alzai dal suo letto mentre dormiva e uscii di casa, prima che sorgessero i primi raggi di sole. Sentii le lacrime agli occhi, ma le trattenni... sarei tornato dopo la mia missione...

"Sei un lupo, vero?" Disse una voce femminile, alle mie spalle, bloccandomi prima che uscissi dalla porta di casa.

Mi voltai e vidi sua madre, guardarmi sprezzante, con le braccia incrociate, appoggiata all'uscio della porta di camera sua.

"Te ne vai... dopo che tu e Rudy avete legato. Gli spezzerai il cuore. Me lo dovevo aspettare da un lupo... Rudy non sa ancora distinguere un cane randagio dai tuoi simili." Sibilò lei. I suoi occhi erano così delusi da non poterli guardare direttamente.

"Va... bestia." Disse infine, lasciandomi uscire dalla casa. L'odore di Lunaris e Allison vi era ancora, allora seguii il mio olfatto fino alle colline che portavano ai monti vicini alla cittadella.

Tutto quello che amo... sparisce sempre, per colpa mia. Pensai, sprezzante, mentre salivo la collina in silenzio. Non appena i primi raggi di sole iniziarono a illuminare la valle, la cittadella e la collina su cui ero ai miei piedi, vidi proprio lui, guardarmi dalle pendici di essa.

Passarono minuti innumerevoli minuti dove io e Rudy non smettemmo di fissarci in silenzio e infine alzò un braccio, salutandomi. Scodinzolai senza nemmeno accorgermene, alzai la testa al cielo e ululai. Dopo di che, mi girai lentamente e continuai per la mia strada.

Allison... sto... sto tornando..., pensai e mi sentii di nuovo schiavo della pozione.


Allison's P.O.V

Scappai via di notte e secondo i miei calcoli, avevo solo sei ore di vantaggio, prima che Lunaris trovasse le mie tracce più o meno fresche. Risalii le colline, seguendo i sentieri che portavano ai monti e non appena iniziai a camminare sulle rocce solide, iniziai a risalire le pendici finché le mie zampe non ne potevano più.

Quel lupo non poteva scegliere un'altro posto?!, pensai aspramente ogni volta che guardavo la cima del monte. La mappa che Mooner mi aveva dato, mostrava chiaramente la posizione del mezzo Omega, quindi non vi erano dubbi su dove poggiavo le zampe.

Verso sera, mi accasciai a terra sulle rocce, guardando alcuni stambecchi risalire il monte che stavo risalendo. Ne avevo cacciati alcuni durante il giorno: un'impresa ardua per un lupo abituato alla terra piana come me.

***

Il giorno seguente, notai che gli stambecchi erano diventati più irrequieti, come se ci fosse ben altro sui monti a parte me. Forse si trattava di Lunaris e i suoi compagni, ma era troppo presto per lei di avermi già raggiunto. Quei caprini scappavano sempre più in altro, come se stessero cercando di evitare qualcosa alle mie spalle...

L'odore alle mie spalle non era quello di Lunaris infatti; era più pesante e forte, come se si trattasse di carne decomposta da anni. Non ero la sola predatrice nei paraggi... 

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