HEROIN


Rumlow accese lo spinello che aveva appena terminato di rullare, aspirò una profonda boccata, rilasciò il fumo dalle labbra e poi lo passò a James, che lo prese subito in mano.

"Non ti mangia" commentò il più grande, con uno sguardo divertito davanti all'esitazione del proprio ragazzo; allungò la mano destra e gli accarezzò una guancia, ancora deturpata da un livido ormai giallastro, in procinto di scomparire del tutto: era pentito di aver perso il controllo in quel modo, non lo aveva mai detto a Bucky in parole ma aveva sempre cercato di farglielo capire a gesti, con tante piccole premure che non erano intrinseche nel suo carattere.

A volte gli faceva trovare un piccolo regalo, a volte lo coccolava ed a volte gli portava la colazione a letto, quando non la riduceva ad una poltiglia bruciata sul fondo di una padella.

"Lo so, ma che effetto fa?" chiese il castano con curiosità, rivolgendo i grandi occhi azzurri a Brock e quest'ultimo scrollò le spalle, ancora più divertito.

"Ti rilassa i nervi e ti mette appettito"

"Proprio quello di cui avrei bisogno..."

"Dai, James, provalo... Non ti farà male, te lo prometto, è uno semplice spinello".

James sorrise a Rumlow e poi prese a sua volta una boccata: il gusto non era sgradevole come quello del fumo, ma era ugualmente pungente, buttò fuori una piccola nube dalle labbra e poi assunse un'espressione accigliata, pensierosa.

"Non è stato così male"

"Che ti avevo detto?"

"Sai... A scuola t'insegnano sempre che bisogna stare lontani da queste sostanze, che ti rovinano la vita e che ne sei dipendente per sempre"

"Sono tutte stronzate, la scuola insegna solo stronzate, James. La marijuana non fa male, viene utilizzata anche per scopi medici come ad esempio nel tuo caso. Sapevi che viene prescritta ai soggetti anoressici per indurre l'appetito? Non devi dare retta a tutto quello che t'insegnano o a tutto quello che leggi sui libri o sui giornali. Io non sono andato a scuola, tutto quello che so l'ho imparato in strada, con le esperienze personali"

"Non sei mai andato a scuola?" chiese il più piccolo, incuriosito, stringendosi nella coperta in cui era avvolto: lui e Rumlow erano seduti sul terrazzo del piccolo appartamento, a fumare marijuana ed a guardare il cielo stellato di Brooklyn; il giorno seguente il giovane uomo aveva un incontro piuttosto importante e così aveva deciso di rilassarsi un po' in compagnia del proprio ragazzo, inducendolo a consumare la sua prima canna.

"No, la mia famiglia era povera. Non avevano i soldi necessari per mandare a scuola me e mio fratello. Quel poco denaro che arrivava a casa ogni mese veniva subito speso da quel porco del mio patrigno. Era un vero bastardo. Beveva tutto il giorno e poi picchiava me, mia madre e mio fratello. A volte lo faceva a mani nude mentre altre volte si divertiva con un bastone o una cintura. Una volta mi ha rinchiuso, senza vestiti, nel recinto dei maiali"

"Mi dispiace, Brock"

"Non ti preoccupare, James, quell'uomo non potrà più essere un problema perché ha avuto un incidente quando ero ancora un ragazzo. Un incidente da cui non è uscito vivo, fortunatamente" commentò Rumlow finendo di fumare lo spinello che Bucky gli aveva restituito; ne accese un altro e riprese a parlare, perso in pensieri lontani "da quel momento ho dovuto occuparmi della nostra fattoria e mi sono cercato un lavoro per mantenere tutti"

"E ci sei riuscito?"

"Si, fino a quando ho perso sia mia madre che mio fratello. A quel punto non avevo più nulla che mi legava a quel posto e così me ne sono andato prima d'impazzire. Volevo vedere la città e così mi sono trasferito a Brooklyn, ho cercato un altro lavoro ed un posto dove vivere e poco tempo dopo ho conosciuto Jack e la sua compagnia. Lui mi ha aiutato molto ad adattarmi alla vita di città, credo che senza di lui non sarei resistito a lungo. Ero solo uno stupido ragazzo di campagna, avevo circa la tua età, James... Ormai sono passati dieci anni... Tu eri solo un bambino"

"Ti posso chiedere come hai... Come hai conosciuto la droga?"

"Per noia, per curiosità, non me lo ricordo esattamente" mentì Brock, perché quell'episodio combaciava con la prima volta in cui Jack aveva provato a baciarlo, facendogli capire che non provava una semplice amicizia o un sentimento fraterno nei suoi confronti "però ricordo che la mia principale mi ha licenziato e sbattuto fuori dal molocale che mi aveva affittato. E così sono venuto a vivere qui"

"E come hai iniziato a fare gli incontri?" chiese Bucky, sistemandosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio destro: iniziava a sentire dei crampi allo stomaco a causa della fame chimica ma non voleva rientrare, non ora che il suo compagno aveva iniziato ad aprirsi ed a raccontare il suo passato difficile.

"Avevamo bisogno di soldi ed io ho visto per caso un volantino ed ho voluto provare. La prima volta sono finito in ospedale con la mascella slogata ed una ferita da pugnale. Lo so, è rischioso e me ne rendo conto, ma guadagno molto bene se vinco e la palestra mi serve per arrotondare ed allenarmi per il ring"

"Però devi trovare un modo per risolvere il tuo problema"

"Amore, io non ho nessun problema con la droga. Non ho una dipendenza. Io smetto e riprendo quando voglio. Mi buco ogni tanto e non ho mai avuto problemi... Ho avuto quel piccolo incidente la sera del mio compleanno perché ho comprato una dose che era stata tagliata male, lo ammetto, ma non dirlo a Jack altrimenti va fuori di testa. James, te l'ho detto anche poco fa: la droga non è così tremenda come ti fanno credere. Ti aiuta. È uno svago. Però devi sempre fare attenzione quando te la procuri. Sono sicuro che non ti dispiacerebbe... Così avresti la prova concreta che non hai proprio nulla di cui preoccuparti"

"Tu credi?"

"Assolutamente si, amore, sei sempre stressato. Sei sempre con i nervi tesi. Hai bisogno di qualcosa che ti rilassi... Qualcosa oltre a me, naturalmente..."

"Ci penserò, d'accordo?" rispose il giovane con un sorriso, poi si morse il labbro inferiore "Brock... Possiamo andare a prendere qualcosa da mangiare? Avrei fame...".

La giovane coppia uscì dall'appartamento ed entrò in una pizzeria.

Bucky ordinò una fetta di pizza con pomodoro e mozzarella ed incredibilmente la mangiò senza protestare e senza essere travolto dalla nausea, anzi, una volta finita ne ordinò una seconda sotto lo sguardo stupefatto e soddisfatto di Rumlow.

"Hai visto? Te lo avevo detto..."

"Questa pizza è buonissima, non ne ho mai mangiata una così"

"Mangia anche la mia fetta".

Il più piccolo protestò, ma alla fine cedette e mangiò anche quella del compagno; quando uscirono dal locale si sentiva soddisfatto ed avvertiva una piacevole sensazione di calore allo stomaco.

Prese per mano il più grande ed insieme ritornarono nell'appartamento.

Si chiusero nella camera da letto ed iniziarono a fare l'amore, ma a metà dell'atto James bloccò Rumlow, appoggiandogli una mano sul petto che si alzava ed abbassava rapidamente e quest'ultimo lo guardò con un'espressione accigliata, seccato dal momento che stava per raggiungere l'orgasmo.

"Brock..."

"Mi devi chiedere qualcosa?"

"Si..." mormorò il ragazzo, che aveva riflettuto per tutto il tragitto che separava la pizzeria dall'appartamento; si morse il labbro inferiore, come faceva sempre quando era nervoso o agitato, fissando poi gli occhi in quelli di Brock "voglio provare"

"Provare cosa, amore?"

"Voglio provare a farmi un buco. Adesso. In questo momento. Prima di continuare a fare l'amore"

"Avevi detto che volevi pensarci con calma..."

"Si, ma ho preso la mia decisione. Hai detto che mi devo fidare di te, giusto? Io mi fido di te, Brock, mi fido di quello che dici e non ho alcun motivo per pensare che mi stai mentendo. Me ne hai dato la prova poco fa: mi hai consigliato di fumare quello spinello per combattere i problemi che ho e sono riuscito a mangiare tre intere fette di pizza senza sentire il bisogno di vomitare. Quindi, si, voglio provare a farmi un buco perché tu mi hai detto che non ho nulla da temere"

"James, sei meraviglioso" si limitò a dire il più grande prima di uscire un momento dalla stanza; ritornò poco dopo con tutto il necessario per preparare una dose.

Bucky guardò tutto il procedimento senza fiatare, con uno sguardo concentrato e curioso, poi allungò il braccio sinistro; Brock utilizzò un laccio emostatico per cercare con accuratezza una vena e quando la trovò chiese se poteva procedere inserendo l'ago sotto pelle e premere tutto lo stantuffo.

"Si"

"D'accordo".

Il ragazzo fece una piccola smorfia quando l'ago gli bucò la pelle ma fu questione solo di pochi attimi: quando sollevò le palpebre tutto era già finito e si sentiva perfettamente normale.

"Tutto qui? Ma io non sento niente"

"Aspetta qualche momento, abbi pazienza" rispose Rumlow, con un sorriso compiaciuto, mentre preparava una seconda dose per sé stesso.

James attese con pazienza, esattamente come gli era stato ordinato, l'eroina fece effetto dopo quasi un minuto: sentì un'improvvisa scossa di adrenalina attravversargli tutto il corpo, non si era mai sentito così in forze ed era sicuro che sarebbe riuscito a fare qualunque cosa; quella sensazione durò circa una ventina di secondi e venne sostituita da una calma che non aveva mai provato prima.

Si sentiva in pace con il mondo intero e con sé stesso, tutti i problemi che lo circondavano sembravo essere spariti, quasi non fossero mai esistiti.

Allungò la mano destra e cercò il viso del compagno, lo baciò con passione e si lasciò possedere.

"Fantastico..." sussurrò poi, con il fiato ansante ma con il sorriso sulle labbra "è stato semplicemente fantastico... Mi domando perché non l'ho provato prima".

Scoppiarono entrambi a ridere fino a ritrovarsi con la vista appannata dalle lacrime.



Rumlow entrò in cucina con un'espressione soddisfatta, prese una confezione di biscotti al cioccolato ed iniziò a mangiarli per rimediare ai crampi che sentiva allo stomaco; Jack era in piedi, intento a bere una tazza di caffè, quando vide il suo migliore amico e coinquilino socchiuse gli occhi, sospettoso.

"Che cosa hai fatto?"

"Come?"

"Rum, ormai ti conosco molto bene, quando hai quell'espressione significa che hai fatto qualcosa"

"Ti giuro che non ho fatto nulla. Come si dice? Innocente fino a prova contraria!"

"Buongiorno" disse James, entrando a sua volta nella piccola stanza, si avvicinò a Brock e gli posò un bacio sulla guancia destra "vado a farmi una doccia, aspettami per la colazione"

"Certo, amore, tutto quello che vuoi".

Il castano sorrise, diede al più grande un altro bacio e rubò un biscotto dalla confezione prima di andare in bagno.

Jack era rimasto con la tazza a mezz'aria e le labbra socchiuse.

"Ma ti sei fottuto il cervello del tutto?" domandò dopo aver ritrovato la voce; Brock mangiò l'ennesimo biscotto e piegò il viso di lato.

"Non riesco a seguire il tuo discorso"

"Ti prego, dimmi che non gli hai fatto provare l'eroina"

"Perché?"

"Ti prego, dimmelo"

"Non gli ho fatto provare l'eroina"

"E perché aveva le pupille ridotte a due spilli ed il segno di una puntura sul braccio sinistro?"

"Avrà sonno e sarà stato punto da una zanzara!" esclamò il più piccolo con una risata allegra, divertita; Rollins strinse le mani a pugno e represse a fatica l'impulso di fiondarsi contro Rumlow e picchiarlo selvaggiamente.

"Non è divertente. Perché lo hai fatto?"

"Perché James aveva bisogno di un modo per rilassarsi ed io, da bravo fidanzato, gli ho dato un consiglio. Gli ho detto di fumarsi uno spinello e poi ha mangiato tre fette di pizza. Quando siamo tornati qui mi ha detto molto chiaramente che desiderava farsi un buco. Ed io l'ho accontentato"

"Quante cazzate gli hai detto per spingerlo a fare una cosa simile?"

"Che t'importa, Jack? Sbaglio o lo odi? Perché ti preoccupi così tanto di lui?"

"Perché poi sono io che dovrò gestire due drogati in casa" rispose in modo secco il più grande, terminando di bere il proprio caffè.

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