Capitolo 7

Quando apriamo la porta di casa all'orario di pranzo pensiamo di non trovare nessuno e invece sono tutti seduti sul divano. Cartine e hashish abbandonati sul tavolino, giocano a carte e mangiano pizza. Ci guardano per qualche secondo e poi fanno come se non esistessimo. Sembra sia morto qualcuno ma mi viene da ridere se ripenso alla nottata precedente.

"Ancora devo capire perché abbiamo scelto di vivere in capo al mondo" Dinah si getta sul divano afferrando un pezzo di pizza dal cartone di Harry che non la guarda nemmeno. "Seriamente, ragazzi. Ci abbiamo messo tre ore per tornare perché quei due non trovavano la via giusta. Vero, Camila?" Annuisco. "E non solo quel tipo di via." Dinah scoppia a ridere non riuscendo a trattenersi e tutti gli altri nemmeno ci guardano. Osservo Lauren con la faccia spiaccicata sul suo cellulare e una sigaretta tra le labbra. Cazzo, non sa fare nient'altro questa ragazza.

"Il mio è stato piuttosto bravo" Sfoggia Dinah

"Il mio ha trovato il senso vietato" Rispondo ed ora ride ancora più forte di prima ed io con lei. Dio, che depressione qui dentro. E se lo dico io che ho la voglia di vivere sotto i piedi... "Louis, mi passi la birra?" Fisso la mora notando che l'unico posto libero è proprio accanto a lei. Afferro la birra che Louis tardava a passarle e gliela porgo. Non sposta lo sguardo dal cellulare nemmeno quando mi siedo e lascio le dita tamburellare sulle gambe. Io e Dinah ci guardiamo consapevoli che sono tutti incazzati e, anche se non ne comprendo il motivo, mi vien da ridere. "Chi di voi vuole andare in spiaggia?" Domanda Louis gettando le carte addosso ad Harry, probabilmente ha perso la partita. I ragazzi si alzano tutti mentre noto che Lauren non si scrolla dal divano. Dinah si stende e porta le mani sotto al capo.

"Io devo recuperare un paio di ore di sonno" Dice ma nessuno la calcola. Mi trattengo dal ridere. Ma che cavolo prende a tutti?! Mi alzo andando in camera pronta per fare una doccia e non sono psicologicamente pronta a ciò che mi ritrovo davanti. Vestiti. I miei vestiti. Sparsi ovunque. "TU NON SEI NORMALE!" Grido e Dinah si alza subito mettendosi tra me e Lauren.

"Calmati, wonder woman!" Mi provoca lei. Mi sono stancata di tutte queste bambinate. Le avessi fatto qualcosa, anche di stupido, lo capirei ma mi sono stancata di starle appresso.

"Camila.. che succede?" Mi domanda Dinah. 

"Mi spieghi perché i miei vestiti non sono più al loro posto?"

"Ti eri presa mezzo armadio e ho fatto spazio per i miei." Dice con la solita calma che la contraddistingue da me. Se fossimo in un cartone mi uscirebbe il fumo dalle orecchie. 

"Ora li rimetti a posto, Lauren."

"Certo" Risponde risiedendosi sul divano ed incrociando le gambe. 

"Ti rendi conto di quanto sei infantile?" Le chiede Dinah, sbalordita.

"È per ieri sera? Per questo siete tutti nervosi?"

"A me non frega un cazzo di ieri sera." Ci sorride. "Anche se devo ammetterlo, cara Camila, con Zayn hai fatto tutte quelle storie e poi ti dai così facilmente ad uno con cui hai parlato cinque minuti." Stringo i pugni perché per me è davvero difficile non rispondere a quest'istigazione. "Prima cosa: non sai quello che abbiamo fatto. Seconda cosa: non sono affari tuoi. E per ultimo voglio informarti che se la tua amica non è venuta con voi non è di certo colpa mia. Quanto meno mi interessa prendere il suo posto, sono venuta qui sotto invito di Zayn per fare delle foto, non per fare da rimpiazzo a lei che sinceramente si è salvata smettendo di esserti amica." Ora, probabilmente, ho esagerato. Più di quando le diedi della troia nel camerino. Accusa il colpo perché si volta verso di me come se fosse una pantera affamata. Dinah mi spinge nell'altra stanza. "Meglio se ce ne andiamo di là" Mi dice nel mentre e suona tanto come un "adesso le prendi".

 "Non ti permettere mai più di parlare di Normani." Lauren ci raggiunge e chiude la porta della stanza come se volesse iniziare una guerra e bloccare qualsiasi via di fuga. 

"Tu non sai come sono con i miei amici. Tu non sai un cazzo!"

"Nemmeno tu sai cosa è successo e quello che io ho passato in questa vita di merda ma non ho iniziato una guerra con te senza motivi. Mi stai dando la morte da quando siamo arrivate, che problemi hai?!" Afferro i suoi vestiti dall'armadio e li getto assieme ai miei sul letto, Dinah cerca di fermarmi ma mi sono stancata di stare zitta e subire. 

"Non toccare la mia roba." Tono fermo, sguardo di pietra. "Non toccare la mia roba."

Ripete prima di afferrare la fotocamera dal mobile e alzarla in aria. Mi tremano le mani. Tremerebbero a chiunque se avessero speso soldi guadagnati dopo weekend e weekend di lavoro. Mi blocco senza indugiare. "Ferma" Le dico, avvicinandomi.

"Ora non fai più la pazza?" Ride sguaiatamente.

"Dai, Lauren. Posala." Interviene Dinah.

"Dovresti vedere la tua faccia, Camila." Mi scatta una foto, facendo un passo indietro. Come se un cazzo di rullino me lo regalassero. Porca troia.

"Io avevo intenzione di lasciarti in pace ma poi mi hai chiamata "amica stronza"."

Zayn è veramente un cretino. "Lauren" Dinah le toglie la macchina fotografica dalle mani poi me la passa. "Possiamo provare ad avere una convivenza civile, ragazze?"

Io e Lauren ci fissiamo. "Datevi la mano, almeno." Lei non accenna minimamente ad allungare la sua così faccio io il primo passo. Mi guarda e poi sorride: "E comunque io i problemi ce li ho tutti." Afferra la mia mano e sospiro. "Tu fai parte del pacchetto."  




***


"Sei una grandissima stronza!" Risentire la voce di Ally mi fa uno strano effetto. E non perché è incazzata ma perché appena risponde a telefono mi vien voglia di piangere. E tutta la forza che ho avuto in questi giorni nonostante lo stress accumulato tra il cambiamento e i fattori di fastidio (sì, parlo di Lauren) pare abbandonarmi. 

"Ho aspettato una tua chiamata per tre giorni interi, Camila! Terrorizzata dall'idea dell'aereo che cade o di qualche bastardo che ti mette la droga nel bicchiere!" 

"La droga costa" È l'unica cosa che riesco a dire non appena la smette di strillare.

"Cosa?" Mormora e sorrido.

"Ho detto che la droga costa, nessuno è così poco intelligente da non tenersela per sé."

"Okay, non so chi sia stato a rispondere ma ora voglio parlare con la mia amica di Orlando, Camila Cabello. Passamela." Scoppio a ridere portandomi una mano davanti alla bocca. "Sono io! E sto bene. Sono viva e.. "

"Felice?" Tenta lei e quando mi sente emettere un piccolo suono a labbra strette comincia a disperarsi. "Che ti stanno facendo, Camila? Sei contenta o non vedi l'ora di tornare?" E io proprio non so rispondere. Perché sono nel mezzo, so che potrei godermela meglio e non sentirmi come se avessi un vuoto nel petto e so anche che non voglio tornare, non del tutto. "Sono un bel gruppo, tutti simpatici. O quasi. Davvero, Ally. Il posto è magnifico, appena torno ti mostro tutte le foto di questo paradiso e ci ritorniamo insieme." La sento sospirare. "Non mi stai mentendo, vero?"

"No. È davvero bellissimo qui." Le confermo, mordicchiandomi un unghia.

"È bellissimo perché è bellissimo o perché hai provato la droga?" Sogghigno e se fosse qui l'avrei già guardata malissimo. "Ally, ho solo fatto un tiro di marijuana"

"SOLO FATTO UN TIRO? Tu nemmeno fumi, Camila!"

"A sedici anni fumavo, non so se ricordi..." E lei lo ha sempre odiato! "Ah si." Dice prima di ammutolirsi per qualche secondo. "E come va con quella vipera?"

"Lei rende tutto un inferno, la maggior parte delle volte. Ma proprio poco fa abbiamo deciso di avere una convivenza civile e non so quanto sia buono."

"Perché?"

"Non è il classico tipo di amiche che mi scelgo normalmente. Ma non mi porterà sulla cattiva strada, saprò starle alla larga quanto devo." Sospira di nuovo. "Vorrei essere lì" Sorrido. "Anche io. Così potresti aiutarmi a gettarle i vestiti per terra o la birra nei capelli."

"COOOOOSA?" Grida ridendo. "Non ci credo che lo hai fatto. TU!" Rido anche io.

"E invece..."

"Deve mandarti proprio all'esasperazione, allora. Dai, appena tornate ci mettiamo d'accordo con qualcuno e le buchiamo le ruote della moto." Appena finisce di dire questa frase sono contenta di averla chiamata. Parlare con qualcuno sapendo cosa pensa di te, cosa ti è successo negli anni e sapere che ti vuole bene e non devi preoccuparti di quel che penserà mi calma decisamente.

"O la manomettiamo. Non puoi capire, è fissatissima con le moto. Poco fa l'ho vista che lavava e lucidava quella che ha affittato qua. Per il resto resta una stronza insensibile."

"E Zayn?" Mi domanda con una nota maliziosa. "Lui è un cretino. Non posso raccontarti perché sono tutti in macchina, davanti la cabina telefonica e sono un po' impazienti di andare al Casinò ma di sicuro non torneremo mano nella mano." Quel viso di porcellana avrebbe potuto tentarmi all'inizio ma adesso voglio tenermi alla larga anche da lui. Se è necessario la mia vacanza sarà con Dinah ed Harry. "OOOOH MIO DIOOO! Cabello!! Ora anche al Casinò.. per quando torni sarai una drogata tatuata e giocatrice di Poker"

"Non penso proprio. Non so giocare a Poker. Non mi tatuerò mai e figuriamoci se comincio a drogarmi!" Tra le risate mi avvisa "Chi disprezza compra!"

"Non io." Dico con fermezza. "Non abbiamo tutta la serata" Grida Lauren dietro di me.

"Ora devo andare. Avvisa mia mamma che sto bene e che mi farò sentire io." Sospira e mi manda un bacio telematico. "Ti voglio bene" Le dico, ricevendo in risposta un "anch'io" prima di riattaccare. Quando mi volto per ritornare dagli altri la figura di Lauren si materializza davanti a me facendomi prendere un colpo, dato che ero convinta fosse sulla sua moto, dall'altro lato della strada. Il cuore accelera a dismisura per lo spavento e non appena apre bocca mi chiedo da quanto tempo è lì. 

"Con chi è che non tornerai mano nella mano?"

"Origliare non è da persone educate, sai?" Le chiedo e lei alza un sopracciglio sorridendo. "Non mi interessa essere educata. E nemmeno non rispondere ad una domanda ti rende cortese." Sospiro. Non avevamo detto convivenza civile? E allora perché già due frasi sue mi rendono mentalmente stanca?

Ci sono volte in cui mi sembra capace di farmi sentire logorata solo con lo sguardo. 

"Perché ce l'hai con me?" Ignoro del tutto ciò che ha detto e mi avvicino, non troppo.

Non abbastanza. "Non ce l'ho con te." Afferma, facendo un passo verso di me. Ora, ad esempio, siamo sufficientemente vicine. Il vento fresco della sera sembra avercela con me perché la sfiora talmente violentemente da far battere tutto il suo dolce profumo verso il mio corpo. "Sto cercando di avere un approccio e tu non me lo permetti."

"Ti stai solo facendo i cazzi miei." Ride senza ritegno e poi intrappola il piercing alla lingua tra i denti fissandomi, deteriorandomi. È una di quelle volte. Quando con gli occhi riesce a trafiggermi ed io non me lo spiego perché non mi capitava da tempo e non so governare questa sensazione. Non ora che sposta lo sguardo sulle mie labbra e lo stomaco sembra ribaltarsi. "Ogni volta che mi rispondi male mi fai solo venir più voglia di dimostrarti che so essere più stronza di quel che pensi - sorride - e che lo sei anche tu." 

Avete presente la scintilla che causa l'accendino? Ogni volta che il mio cane si avvicinava attratto dal fumo della mia sigaretta la usavo per allontanarlo e lui, impaurito, si tirava indietro. Gli occhi di Lauren sono la foschia che mi tentano ogni volta, le sue parole, e tutto ciò che lei è, rappresentano quella fiamma che mi spaventa. Purtroppo, proprio come il mio cane, sono recidiva ed avida di curiosità, so per certo che in qualsiasi altro momento i suoi occhi saranno più ammalianti e potenti della paura. 

"Sono sicura che dietro questa corazza di brava ragazza c'è quella parte da ribelle che andrebbe a braccetto con me e so che potrei dimostrartelo in qualunque istante." 

Mi sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio senza staccarmi gli occhi di dosso. La frequenza con la quale il mio cervello perde connessione con tutte le parti del mio corpo, immobilizzandomi appena mi è troppo vicina, mi manda ai matti. 

"Per questo dici che non vuoi essere mia amica?" Patetico il pensiero che mi stia lontana e si comporti in un certo modo per il mio benessere. "No" Sorride sfrontatamente e io aggrotto le sopracciglia. "Non posso e basta." Aggiunge, prima di darmi le spalle e voltarsi verso Liam che grida "Bellezzeeeee, il Poker mi sta aspettando!" Gli alza il dito medio e li raggiungiamo.

"Sei estremamente elegante questa sera." Approvo a pieno il look raffinato e il fascino impertinente di un Harry Styles in camicia e cravatta. Mi fa l'occhiolino e poi mi afferra la mano facendomi girare su me stessa. "Tu sei meno raffinata ma questo vestito ti fa un bel culo" Lo guardo male perché se fosse etero avrebbe già ricevuto uno schiaffetto in faccia. Zayn se ne sta appoggiato all'auto e nel frattempo mi fissa tenendosi il labbro inferiore tra i denti. Mi ricorda l'altra sera fuori dalla discoteca e la luce che gli irradiava gli occhi. "Ragazzi, io vi raggiungo più tardi." Annuncia la mora mettendo in moto e partendo a tutta velocità. 

***

Il Casinò di Ibiza, che se non sbaglio è anche l'unico presente sull'isola, è di media grandezza e sicuramente dispone di tutti i tavoli da gioco di cui i ragazzi parlavano in macchina. Sono tutti molto eccitati e si sentono fortunati, soprattutto Liam, perfino Dinah. Mi sento un pesce fuori dall'acqua, non ho mai giocato a Poker e non ho nemmeno mai vinto al gratta e vinci quindi penso che mi limiterò a guardare gli altri. 

L'atmosfera è piuttosto tranquilla e a governare qui è il lusso, si nota dal pregiato tipo di arredamento e dalle persone che popolano il luogo. Ecco perché Harry si è vestito di tutto punto. Riusciamo ad entrare solo perché Louis si è rivisto con quei ragazzi che ha conosciuto al bar ed alloggiano nel Hotel. Seguo Dinah verso la Roulotte Americana. Non c'è molta gente e noto che ha già adocchiato il croupier, un tipo dal sorriso facile che però guarda più me che lei. Quando dopo i primi giri la mia amica è estremamente giù di morale accetto volentieri due drink dalla cameriera.  

"Non posso bere, altrimenti non capisco più nulla e potrebbero fregarsi le puntate."

Lentamente il contenuto del bicchiere finisce nel mio stomaco. Mi sono già stancata di stare qui, a questo punto comincio a credere che la discoteca sia un luogo preferibile e si sa quanto io biasimi le discoteche! "Camila.. secondo me sei te che mi porti sfiga, perché non vai a farti un giro verso le slot?" Sgrano gli occhi di fronte alla richiesta di Dinah. Fa sul serio?! Sbuffo sonoramente afferrando il suo bicchiere ancora pieno e mi incammino verso l'altra parte della sala. Questo posto è di una noia mortale. Intravedo Liam, Louis e Zayn nella sala dedicata interamente al Poker Texas Hold'em mentre Harry è indaffarato a parlare o a flirtare (e spero di sbagliarmi) con un cameriere.

Quasi quasi me ne ritorno a piedi a casa. O a scolarmi una birra in qualche bar.

Pensandoci bene nella borsetta dovrei anche avere il numero dell'italiano che ho conosciuto ieri. Probabilmente mi riattaccherebbe in faccia visto che ho passato metà notte a parlargli della stramba scelta che ho fatto e di come Lauren trovi ogni giorno l'occasione giusta per punzecchiarmi. Gli ho addirittura raccontato di Zayn e, purtroppo, la vodka che mi ha fatto tracannare non è servita a farmi finire tra le sue lenzuola. 

Il primo tentativo dopo aver inserito i gettoni va a vuoto. Non mi incazzo, non ci speravo nemmeno più di tanto. Con molta pazienza - pure deve passare il tempo - decido di ritentare. Le immagini scorrono velocemente sullo schermo, chiudo un occhio restando con l'altro aperto pronta ad esultare e questo non avviene, ovviamente.

"Non l'avrei mai detto" La voce roca di Lauren mi fa voltare velocemente, tanto da non essere pronta al suo splendore. La trovo ancora più bella di qualche ora fa. I boccoli cadono leggiadri sulle spalle scoperte e tatuate, il vestito nero ha una scollatura a cuore che mette in risalto il seno e copre gran parte delle gambe. Ha fascino, devo ammetterlo. Sorrido spontaneamente, senza motivo. "Nemmeno io" Le rispondo mentre si avvicina col drink in mano senza discostare lo sguardo dal mio viso. "Tenti la fortuna?"

"Invano. Sono ancor meno fortunata di quanto lo sono in amore." Sorride e quasi mi sembra di non aver mai avuto nessun conflitto con lei, sembra di essere in una nuova situazione, un po' simile a quel momento condiviso sull'aereo ma più intenso. Inserisce un gettone sporgendosi davanti a me, travolgendomi col suo profumo. La fisso, è sempre lì con quello sguardo sicuro di sé che è impossibile non essere invidiosi. Tiro giù la leva e "Te lo avevo detto!" Grido quando sullo schermo escono due figure uguali e una che stona. "Dinah dall'altro lato è messa peggio." Mi informa e per un attimo ne sono contenta, visto che mi ha incolpata della sua disgrazia. Deve essere quel goccio di alcol che mi rende un po' più leggera e frivola. Forse anche cattiva. "Tu non giochi a Poker?" 

"Se mi siedo lì rischio di non alzarmi più." Alzo un sopracciglio. "Non puoi immaginare quanti soldi ho perso per la mia relazione ossessiva con quelle carte." Alzo un sopracciglio, ancora una volta. "E ora non sei tentata?"

"Sono tentata da parecchie cose ma so sempre trattenermi." Sorride. "O quasi sempre." Si corregge sorseggiando la fine del cocktail. "Ti va di andare a fare un giro?" 

E se adesso fossi io quella a bere mi starei strozzando e sbattendo a terra. Siamo sicuri che sia la stessa Lauren di stamattina? Perché c'è qualcosa che non va decisamente. O è bipolare o ha un nonsoche in testa. "Perché?" 

"Ti sto palesemente facendo un favore..." Beh, probabilmente quella parte di Lauren è ancora presente. "Ma se non vuoi puoi pure stare qui ad annoiarti."

Mi alzo aspettando che mi faccia strada fino all'uscita dell'Hotel. Quando passo noto che Zayn è passato ad un altro tavolo ovvero quello del Black Jack. Di Harry nemmeno l'ombra, Dinah ha iniziato a bere. Non so dove stiamo andando, non so quando ritorneremo se fra mezz'ora o tre giorni, so solo che avevo detto di stare alla larga da Lauren e ora mi ritrovo davanti alla sua moto gigante fucsia. "E se invece andassimo a piedi?" Chiedo visibilmente intimorita da quel che definisco mostro metallico. "Non sei mai salita su una moto." Come al solito non fa domande ma chiare osservazioni, precisazioni che potrebbe evitare. "E non ci salirò neppure questa volta." Affermo pienamente convinta di ciò che dico.

"Il bar in cui volevo andare è abbastanza lontano." Mi comunica mettendosi il casco.

"Puoi sempre raggiungermi a piedi, fra un paio di anni." Ride mettendosi in sella, alzandosi il vestitino raffinato, scoprendo quelle gambe lisce e lunghe. Deglutisco. Seriamente riuscirà a guidare con gli stavali con i tacchi?? Io non mi fido. È sicuramente pericoloso e ultimamente la voglia di morire mi sta passando, c'è tempo per quello quando tornerò alla mia vecchia vita. "Qui di fronte c'è il mare, facciamo una passeggiata lì!" Propongo improvvisamente illuminata dall'area che ci circonda. Si ferma per un attimo e non accende la motocicletta. Mi sorprende quando scende e mi fa segno di andare. Scendiamo lungo una spiaggia. La gente non è molta, a spiagge alterne si intravede qualche gruppo di ragazzi fare un falò. Nonostante il silenzio che ci separa non riesco a sentirmi imbarazzata. Eppure la mia mente vaga per provare ad iniziare una conversazione decente. 

"Perché sei venuta sapendo che non sai giocare?" Mi anticipa lei.

"Sono ospite, prima di tutto. E poi me lo aspettavo diverso."

Camminiamo lungo la riva, abbiamo lasciato i tacchi vicino la moto. "E tu perché sei venuta sapendo che non avresti giocato?" Alza le spalle.

"A volte ti metti alla prova per vedere quanto sei capace di resistere alle cose che più desideri. E l'unico modo per farlo è stargli vicino, no?"

Annuisco cercando di non perdermi tra i miei pensieri, sentendo quasi il sonno impossessarsi del mio corpo. Ultimamente sto dormendo quasi quattro ore al giorno. La notte non riusciamo a dormire e la mattina non riusciamo a svegliarci. Confondere l'alba col tramonto non ha mai fatto per me ed Ally non ci crederebbe neppure se mi vedesse. Lauren si siede quasi a riva, incrociando le gambe.

Mi fissa. "Non ti siedi?" Fa dopo qualche minuto. Scuoto la testa. "Rigida." Sorride.

"Non incominciare!"

"E allora siediti." Sbuffo sonoramente. Mi allunga una mano che ignoro deliberatamente e prendo posto accanto a lei.

"Questa cosa che mi prendi in giro mi rompe i coglioni."

"È per questo che continuo, Camila." Si volta verso di me e sorride. Il chiarore della luna e le luci psichedeliche di qualche locale sulla spiaggia un po' lontano sono le uniche cose che riescono lievemente ad illuminarci. So per certo che davanti a noi c'è un mare eccessivamente blu ma in questo momento mi sembra solo un infinito buco nero. Constatare che esistono cose meravigliose che solo natura può offrirci sa lasciarmi sempre senza fiato. "Hai mai fatto il bagno di notte?" Scuoto la testa, mordicchiandomi il labbro inferiore, sorride. "È inquietante il fatto che quando ti faccio una domanda conosco già la risposta."

"È deprimente." La correggo, abbassando il capo. "Sono sicura che c'è qualcosa da scoprire. Ad esempio, come mai prima hai detto che sei sfortunata in amore?"

La vedo armeggiare con una cartina un po' stropicciata "Mantieni" Mi dice passandomi anche un filtro. Tira fuori un oggetto di alluminio che identifico come tritino con sopra la figura di Bob Marley e ci infila dentro un pezzo d'erba. "Non affronterò questa conversazione con te." Ridacchia dicendo "Perché?! Ti imbarazzo?" Scuoto la testa, guardandola portarsi sul palmo della mano tabacco e erba tagliuzzata. Le passo la cartina, appena mi fa un cenno. "Peccato" Mormora prima di iniziare a rollare. 

"Non sarai ancora incazzata con me per la storia di Zayn?!"

"Forse." Sussurro, sospirando. "Scommetto che dopo aver provato questa il tuo rancore svanirà." Mi sorride maliziosa, prima di poggiare la punta della lingua sulla parte della cartina con la colla. È così sexy che non riesco a spostarle lo sguardo di dosso. "È pura Amnesia e non la trovi così buona da per tutto."

"Io nemmeno la cerco." Afferra la clipper e se l'accende. "Non puoi rifiutare. Mi offendo!"

"Ma va" Rido io, lei alza la voce "Dico davvero! Quando te l'ha offerta Zayn non hai esitato molto." Sospiro. "Con questa stipuliamo l'inizio della.." Mi getta il fumo in faccia e non riesco a fare a meno di tossire. Ridacchia. "Nostra amicizia?" Provo io, scuote la testa. "Del nostro rapporto." Scoppio a ridere, questa cosa che non voglia ammettere che potremmo essere amiche la sta tirando per le lunghe ed è bizzarra. Sembra farmi gli occhi dolci, o forse è solo il clima che ci circonda, le sfilo via dalle mani lo spinello e sospiro prima di fare un tiro. Trattengo il fumo nei polmoni per qualche secondo prima di farlo sfumare nell'aria.

"Ci ho litigato con Zayn, sai?" Sono sorpresa. "Mi ha dato la colpa di tutto perché ora è convinto che non riuscirà più a conquistarti. Gliela darai un'altra possibilità?" Aspiro nuovamente. "Vuoi che lo faccia così potrete tornare a fare pace?" Scuote la testa. "Non ho detto che voglio che tu gli dia una possibilità. Voglio solo sapere se sei predisposta a farlo. Il che è fondamentalmente diverso." Aggrotto le sopracciglia. "Non lo so." Mormoro. 

"È già venuto a chiedermi scusa, sa che alla fin fine io non ho fatto molto."

"Ancora non mi sono chiari i motivi." Aspiro. Lei sorride. "Un giorno li saprai. Ora mi dici perché sei sfortunata in amore?" Scuoto la testa. Faccio l'ultimo tiro e gliela ripasso. "Un giorno lo saprai." Sorridiamo insieme e l'effetto della ganja sembra già avvolgermi. Sento tutti i muscoli rilassarsi e il suono delle onde che si infrangono sulla sabbia mi arriva più forte alle orecchie. Mi vien voglia di stendermi e guardare le stelle. 

"Ho fame" Dico immediatamente. Lei scoppia a ridere. "Di già?!" Annuisco, ora che la osservo mi sembra ancora più bella. Quegli occhi verdi mi scrutano contenta del fatto che io l'abbia assecondata. "Facciamo il bagno."

"Scordatelo!!" Urlo subito, lei si alza e mi tende le mani. "Andiamo, Camila!"

"Ho voglia di dormiree"Mi lamento io, sento tutti i muscoli rilassarsi. E voglio fumare ancora. Mi sento così in pace con me stessa e con il mondo che vorrei quest'attimo fosse eterno. Perfino Lauren non mi sembra così terribile. Tutt'altro. "Sali qua" Si volta, non ho voglia di seguirla, per niente, però mi alzo e poggio le mani sulle sue spalle. Ridiamo insieme col primo tentativo a vuoto mentre cadiamo. "Lauren! Finiremo col farci male!" Grido, non mi ascolta. Continua a ridere. "Ti importa?" Sospiro. "No" Sorride. "Vai là, corri e salta sui miei fianchi." E lo faccio, una volta che le sono addosso la stringo fortissimo, va verso l'acqua e nel momento in cui sento i vestiti bagnati aderire alla pelle concepisco la stronzata che ho fatto. "Che cavolo mi hai fatto faree?!"

Mi porto le mani nei capelli. "Non stai pensando, Camila." Lauren ride, tirandomi giù, sott'acqua. Non so se qui fa freddo ma di certo io non lo percepisco. Quando riemergo lei comincia a nuotare verso il largo. Mi sfugge ogni volta che mi avvicino e sono convinta di averla in pugno. Riesco ad acchiapparla solo quando la sabbia mi imbratta il vestito. Le mani e le gambe mi tremano e so che è tutto dovuto alla canna. Nella mia testa sono in un'altra dimensione e non mi sono mai sentita così altrove prima d'ora.

Poggio il capo sul suo braccio, si volta verso di me mordendosi le labbra mentre mi fissa negli occhi e quando apre bocca spazza via tutta la paura di starle accanto che ho avvertito nei giorni precedenti. "Sono contenta che tu non sappia un cazzo di poker."

Scoppiamo a ridere insieme e non mi importa se agli occhi degli altri potremmo sembrare senza ragione. "E io sono contenta di non essermene andata." Poggia le sue dita sul mio viso e mi rilasso grazie al suo tocco delicato. Non pensavo che Lauren sapesse essere così soave. Chiudo istintivamente gli occhi. Sorrido. Questo nuovo inizio mi piace.  

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