Capitolo 5

Premessa: sarà un capitolo lungo (abbastanza leggero) perché non credo ne pubblicherò altri fino a dopo le feste.

5.1


Il margine che esiste tra le cose che non ti aspetti e quelle che desideri inconsciamente è veramente sottile. Anche se non te ne accorgi per niente.

Gli essere umani sono lame affilate e si sottovalutano tra loro. Il che chiaramente, un giorno, ti farà trovare con la punta del coltello alla gola e senza alcuna via d'uscita. Poi, rammentandoti quanto sei stato stupido a sminuire quel qualcosa che col tempo è diventato sempre più importante e distruttivo, ti accorgerai di un segno indelebile che ti ha marchiato sopra e sotto la pelle.

Non lo avresti mai detto ed è proprio quando non programmi niente che può succedere di tutto. Io non so se lo desidero senza rendermene conto, e non credo proprio che sia così, sta di fatto che mi ritrovo completamente bloccata tra le braccia di Lauren.

Sta dormendo, una sua mano stringe talmente forte la mia che a stento riesco a credere che sia così davvero. Non posso muovere un singolo arto. Tiene forte la presa mentre mi respira sulla schiena. La luce del sole già alto nel cielo entra dalla finestra e mi abbaglia completamente. "Lauren." La chiamo, non mi dispiace svegliarla. Non me ne frega veramente dato che ieri pomeriggio voleva farmi dormire su un cazzo di divano. Mi accorgo stranamente che il mio non sentire sta mutando lentamente. Già il fatto che riesco a provare fastidio è qualcosa di buono. Se così si può dire. Ad un certo punto avrei preferito starmene nella mia apatia.

"Che cavolo ci fai attaccata a me?!" Mi grida nelle orecchie all'improvviso e sobbalzo. "Levati" Aggiunge subito dopo. "Se sposti quelle mani luride dal mio corpo magari ci riesco." Grugnisco io e dopo avermi fissata per un secondo si stacca completamente. Questa ragazza è pazza, non potrò reggerla ancora per molto.

I bagni in casa sono solo due. Busso a quello più piccolo ritrovandoci dentro Louis a petto nudo che si fa la barba. Non accenna alcun saluto prima di rivoltarsi verso lo specchio. "Buongiorno" Decido di essere educata, come mio solito. Ricambia alzando le sopracciglia. "Ti manca molto? Dovrei fare pipì." Lascia scorrere mooolto lentamente la lametta sulla sua guancia prima di voltarsi verso di me e alzare le mani nell'aria. "E allora?" Sorride "falla." Aggrotto le sopracciglia. È proprio amico di Lauren, non c'è nulla da fare!

"Non mi piace niente di quel che hai, tesoro."

Spalanco la bocca ma non so che dire. Riesco solo a sentire lo stomaco brontolare. Sbuffo. "Le buone maniere mi hanno insegnato a non pisciare davanti a chiunque."

"Le buone maniere?!" Scoppia a ridere prima di aprire l'acqua. "Mi dispiace per te, sei capitata col gruppo sbagliato, allora." Vorrei rispondergli che oltre lui e Lauren gli altri sono tutte persone più che affabili ma decido di lasciar perdere. Ho già capito il soggetto. Ed ho avuto a che fare abbondantemente con quella specie di sorella gemella che si ritrova. Chiude il rubinetto e si asciuga le mani mentre io fatico a trattenere la vescica. "Se fossi arrivata due secondi prima mi avresti trovato a fare un pompino ad Harry, la prossima volta dopo aver bussato aspetta anche che chi stia dentro riesca a dirti di entrare, da persona cortese quale sei." Sparisce prima di aspettare una risposta. Risposta che non avrei saputo dargli comunque. È proprio il gemello stronzo di Lauren.

Provo a non farmi sconvolgere da questi due caratterini scontrosi e a farmi coinvolgere dall'entusiasmo che mostra Zayn mentre racconta di aver sentito che a pochi passi da qui c'è un tram collegato col centro della città e che ieri abbiamo perso un sacco di tempo per nulla.

"Facciamo così. Voi ragazze andate a fare la spesa mentre noi ci occupiamo della macchina e delle moto noleggiate." Decreta Liam che a quanto pare è colui che sa organizzare meglio le cose nel gruppo. "Scordatelo." Obbietta, ovviamente Lauren.

Attualmente sta facendo colazione con i residui di una birra che si è portata dietro ieri sera e delle noccioline. È così poco fine mentre le divora. E non mi ha neanche chiesto se ne volevo un po'! Chiaramente avrei detto di no ma sarebbe stato un gesto gentile, dato che lo ha chiesto a tutti quanti. Io non la supero questa vacanza, non con una così. "Voi con le chiappe all'aria, girando per la città con la scusa delle moto mentre vi troverete qualche tipa con cui limonare e noi a comprare delle fottute bistecche."

"Qualcuno dovrà pur farlo, non lamentarti ogni volta." Interviene Zayn tirandole via dalle mani la birra. "Siamo sicuri che Lauren sappia fare la spesa?!" Ridacchia Louis ricevendo come premio una nocciolina dritta in faccia dalla mora. "Stronza" le dice, poi. "Andiamo a fare questa benedetta spesa e basta." Dice Dinah afferrandomi per il braccio e trascinandomi nella nostra camera. "Questi biscotti mi sono avanzati dal viaggio di ieri, mangia." Sorrido ringraziandola. Lei si che è qualcuno che mi sta simpatico.

Lauren decisamente non sa fare la spesa. Tutto ciò che ha preso fino ad ora sono caramelle, cioccolato, biscotti e patatine fritte. Se crede che per tutte queste settimane mangerò solo questo non sta bene mentalmente. Poi mi ricordo che Lauren effettivamente non sta bene mentalmente. Di sicuro non sa come funziona un carrello dato che prima di infilarci le cose da mangiare si è messa dentro e Dinah la portava in giro, correndo per tutto il supermarket. Mi sono concentrata sui pomodori e la carne. Liam mi ha fatto una lista ed ho intenzione di seguirla. "Sei così schematica." Nota mentre mi fissa scegliere la maionese più conveniente. "Così rigida." Mi spinge dalle spalle ed io la ignoro. Credo che il suo passatempo preferito sia rompere le palle alla gente ma tipi così se non dai confidenza prima o poi smettono, no?

"So io cosa ti servirebbe." E sembra ripeterlo più a se stessa che a me. "Tu non scopi da un po'." Alza la voce ed io mi guardo intorno, c'è solo una vecchietta e non ha nemmeno la faccia allibita. "È vero si o no?" Mi volto dall'altra parte prima di afferrare l'olio migliore. "È vero si o no?" Ripete fino a quando non sbuffo. "No." Non credevo assolutamente che questo viaggio avrebbe preso una piega del genere. E che Lauren potesse essere così poco interessante e rude, nella mia testa l'immagine che avevo di lei era totalmente diversa.

"Bugiarda" Sorride ribattendo immediatamente. "Quando è stata l'ultima volta che lo hai fatto?" Si morde il labbro maliziosamente e io la fisso negli occhi sperando che scoppi. Non scoppia. Purtroppo. "Fatti i cazzi tuoi."

"Questo significa che ho ragione." Mi viene da piangere, perché non la smette e mi ignora e basta?! "Lauren, abbiamo finito. Andiamo." La richiama Dinah, ci avviamo verso la cassa e quando arriviamo lì mi stupisco di questo posto, forse per la prima volta. Da quando i preservativi sono vicino agli ovetti kinder? Con tanto di cartellone con slogan "love life stop AIDS" Li noto solo perché Lauren ne afferra un pacco e grida facendo l'occhiolino verso la commessa: "aggiungici anche questi." Sorridendo, soddisfatta di sé. "Non credo che quelli ti servano." Le ricorda stranamente Dinah e lei annuisce. "No. A me no. Ma di questi tempi.. con l'AIDS che gira non si sa mai." Poi guarda me. Sorride e non mi piace per niente.

5.2

"Sei uno schianto!" Mi elogia Dinah battendo le mani. In realtà ho solo indossato qualcosa di carino e non sportivo. "Se fossi lesbica non ci penserei due volte a corteggiarti." Sorrido. "Che pensiero carino." Mi guardo allo specchio e quasi mi sorprendo di quanto, dopo tantissimo tempo, io mi trovi almeno carina. Sono state troppe le volte in cui ultimamente guardando il mio riflesso avrei voluto annientare me stessa. Troppe le volte in cui mi sono chiesta cosa ci fosse che non andasse, in cui mi sono detta di non essere abbastanza. L'unica cosa che avrei voluto fare l'ultima volta era smettere di respirare e per la rabbia che mi sormontava da dentro ero quasi convinta di riuscirci. E le pillole stavano facendo il loro effetto. Poi qualcuno, per qualche inimmaginabile motivo, ha deciso che non doveva andare così. Ancora non sono sicura di esserne contenta. "Ci staresti?" Alza un sopracciglio ammiccando. La guardo per bene. "Dinah, tu sei veramente una bella ragazza ma.. vedi.. non penso che sarei attratta da te." Le rispondo impacciata, scoppia a ridere di fronte alla mia goffaggine. "Guarda che non voglio uscire con te!" Mi da un bacio sulla guancia e si da un ultimo tocco di trucco.

In cucina ci sono Zayn - è il primo a guardarmi a bocca aperta - Liam, Louis che sta preparando una canna e Lauren. "Ah, ma allora non indossi solo le gonne da suora." Mi provoca lei, facendo scorrere lo sguardo lungo le mie gambe. "Sei più che perfetta." Ringrazio Zayn con un sorriso. Ha addosso una camicia nera a mezze maniche che lascia scoperti i tatuaggi, poggia il braccio dietro la mia schiena mentre ci incamminiamo verso la macchina. "Nessuno vuole venire con me?" Domanda Lauren indicando la moto. Per un attimo guarda me ma non le do neanche il tempo di aggiungere altro che ho già preso posto in auto. Partiamo spediti verso la città, alla ricerca di qualche discoteca. Non mi sono mai piaciute molto, ho sempre preferito starmene con qualche amico o al cinema o a casa a mangiare una pizza. Eppure è un fenomeno che non si riesce a fermare e qualcosa dentro di me dice che non sarà solo la moda del momento. Ci sono stata una volta, nei primi mesi in cui ero con Austin, e non ho avuto voglia di tornarci più. Non fa per me, non è il mio ambiente e ci sono troppe persone che si attaccano addosso. Non posso farci niente, ora. Forse ha ragione Louis a dire che sto nel gruppo sbagliato. E come se Harry lo facesse di proposito accende lo stereo e non mi meraviglio più di tanto quando dalle casse la voce mi è così familiare. È Zayn.

Mi volto verso Dinah che segue Harry e comincia a cantare a squarciagola, soprattutto sul ritornello. Si muovono a ritmo e mi viene da ridere. Quando mi giro verso il finestrino noto che Louis e Lauren sono affiancati a noi e la musica è così alta che perfino con il rumore del motore nelle orecchie loro riescono a cantare.

And my brother is standing behind me
As I'm slowly going out my head
He says, "You know those people don't like me
Why'd you wanna be one of them?"

Se mi concentro sulle parole posso sentire la voce di mia madre se vedesse con quali sciacalli sono adesso. Sarebbe inorridita e probabilmente sarebbe contenta se fossi morta tempo fa. Se mi vedesse cantare in modo così sguaiato come sto facendo sarebbe capace di svenire.

But I can't help it, I don't know how
I guess I'll always be hanging around
With the wrong crowd!

E più la voce del cantante si innalza più Harry mi strilla nelle orecchie e io gli faccio da specchio. Liam sbatte le mani sul cruscotto e per la prima volta mi sento viva, osservando le luci abbaglianti della città e facendomi trasportare dal suono delle moto, dalla musica, dalla risata di Zayn. Da Lauren che mi fissa con i suoi occhi pigiati e pregiati allo stesso tempo. Dall'urlo disumano che fa prima di accelerrare la moto ed impennare in sincro con Louis.

"Ti fa bene sorridere." Mi sussurra Lauren mentre siamo in fila per entrare in discoteca, aggrotto le sopracciglia, prima che possa dire qualcosa si allontana. Ce l'ha per vizio. Un pensiero mi attraversa la mente: Ally. Devo chiamarla il prima possibile.

Harry mi fa cenno di entrare e mi catapulto in una nuova dimensione. È impressionante la quantità di persone presenti e la mancanza d'aria che c'è qui dentro. Per non parlare della puzza asfissiante di fumo. La musica house è assordante, Dinah mi sembra immediatamente a suo agio. Io ho già voglia di andarmene. È abominevole il modo in cui tutta questa gente si struscia addosso senza un minimo di pudore. Il vocalist è un tipo assurdo con una parrucca e un costume di numerosi colori, una specie di drag queen, mi guardo attorno con gli occhi sbarrati. Appena la canzone entra nel vivo dal cielo cascano una miriade di ballerine appese a delle fasce. "Devi ballare, Camila. Altrimenti non c'è sfizio!!" Mi grida Dinah nell'orecchio afferrandomi le mani e portandosele dietro al collo. Inutile dire che abbiamo già perso tutti gli altri. Ed ho una fottuta paura che si dissolva anche lei. Io non sopravvivo. "Non avere inibizioni! Quel che succede ad Ibiza rimane ad Ibiza!"

Come se fossero parole magiche mi lascio trasportare dalla musica, dopo un forte imbarazzo iniziale. Poi noto che nessuno di questa gente, ubriaca o fatta, sta andando a tempo o si preoccupa di chi ha intorno. Ciò che conta è sentire e scordarsi del resto.

E lo faccio, lentamente mi lascio andare.

Ed è molto più facile farlo dopo aver chiesto al barman di farci due cocktail abbastanza forti, idea di Dinah. Io non ho rifiutato, sapevo che bere non mi avrebbe fatto molto male. Ritorniamo a ballare, sono molti i ragazzi che si avvicinano, ci giochiamo un po', non mi sento sporca o fuori di testa per ciò che sto facendo, e poi li mandiamo via.

Un tizio mi afferra per i fianchi bruscamente, si attacca addosso con fare asfissiante. Non è così che balla!

È anche carino ma puzza di cane morto. Si avvicina per baciarmi ed immediatamente mi scanso rivoltandomi verso Dinah. Dinah. Che non c'è più. Dove cazzo è finita?! Era qui un attimo fa, mi sale il panico. Mi sento così piccola rispetto a tutta questa gente, più guardo intorno e più ogni faccia sconosciuta che mi scruta mi incute il terrore.

Inizio a camminare tra la folla, sgomitando. Mi viene quasi da vomitare. Non avrei dovuto accettare anche il secondo cocktail. Che stupida! Cerco l'uscita e mi sembra di non trovarla mai. Ancora qualcuno che mi tira per i fianchi e mi volto per colpirlo in faccia in qualsiasi modo io abbia a disposizione. Poi mi accorgo di chi è e tiro un sospiro di sollievo.

5.3

Lo fisso mentre se ne sta lì, nella sua camicia nera, avvolto da quell'aria di mistero e il piccolo fumo dell'accendino che tiene tra le dita. "Sta andando meglio di come avevi previsto?" Mi chiede appoggiandosi al muro. "La domanda giusta è: sta andando peggio di come avevi previsto?" Sorride senza guardarmi. È una cosa che fa spesso. Mi sembra uno di quei ragazzi dove l'apparenza inganna parecchio. È come se spostasse lo sguardo per non farsi leggere negli occhi, o almeno è così che faccio io.

"E la risposta?"

"No." Replico, sorridendo. "Sta andando piuttosto bene."

"Potrebbe andare meglio.." Mi riferisce a voce bassa, avvicinandosi. Istintivamente faccio un passo indietro sospettando voglia baciarmi poi mi allunga la canna.

"Ho già osato ieri." Gli ricordo. "E pensi che per le prossime settimane non capiterà?"

"Non fin quando rifiuterò."

"Quello era ovvio ma te ne pentirai." Scrollo le spalle guardandomi intorno. Poco distante da noi un altro gruppo di persone si sta passando la jolla e ridono come matti. Mi mangiucchio le mani aspettando che finisca, a corto di conversazioni, anche se di cose da chiedergli ne avrei tante. "Ho notato che la canzone di prima ti piaceva molto." Annuisco. "Mi sto abituando. Non era male!"

"Vivi tutto con sufficienza." Dichiara. "Come, scusa?"

"Niente, niente. È qualcosa che devo ancora studiare bene." Mi arronza, facendo un altro tiro. "Perché hai voluto che venissi con voi?" Scoppia a ridere quando da ridere non c'è un cazzo di niente. "Sei una bella ragazza, Camila. Hai bisogno di soldi, puoi farmi tutte le foto che vuoi, in quel momento mi stavi simpatica e ti ho invitato."

"In quel momento?"

"Anche ora." Abbassa lo sguardo sul mio seno leggermente scoperto e sorride. "Soprattutto ora." Si corregge, gettando via il mozzicone e avvicinandosi a me.

Mi pento di aver fatto la domanda. Oltre Austin e qualche altro ragazzo insulso prima di lui non ho mai baciato nessuno. Ci siamo dati da fare quando siamo stati insieme ma per quanto attraente sia Zayn proprio non mi ci vedo a pomiciarci.

Ma ancora una volta non mi sposto. Mi afferra la mano che avevo portato alla bocca per mangiucchiarmi le unghie e sorride. Un attimo prima di baciarmi. La lieve barba mi pizzica il viso mentre le sue labbra si muovono sulle mie. Bacia indubbiamente bene ma non riesco a sentire nulla. E con questa consapevolezza precipito di nuovo nella mia apatia. Sposto le mani dietro i suoi capelli attirandolo ancora di più verso di me. Voglio provare qualcosa di vero, di bello ma nella mia mente passano solo lati negativi di tutto ciò che sto facendo. Non mi piace il sapore della sua lingua ricoperta dal fumo. Non mi piace il modo indelicato con cui mi stringe i fianchi. Eppure lo bacio. Deve essere l'alcol. Per forza. "Andiamo in bagno." Mormora sulle mie labbra e finalmente è come se mi svegliassi. Ma non del tutto. Mi tira per la mano e continuo a ripetermi che non posso lasciare che le cose vadano così. Farmi trascinare in un bagno del Privilege a scopare da uno che conosco da meno di tre giorni non è una scelta tipica di Camila Cabello. Di una che è stata cresciuta con dei valori come me. Non posso far si che finiscano nel cesso di una discoteca assieme alle pasticche che si cala la gente di qui. Me lo ripeto mentre le mani di Zayn mi sfiorano il seno da sopra la maglietta, mentre col bacino si spinge verso di me e mentre tira fuori dalla tasca posteriore dei jeans un preservativo. Sgrano gli occhi. Un flash. Lauren che guarda la commessa e ripete "No. A me no." È come se si ripetesse di continuo nella mia testa.

Grido allontanando immediatamente Zayn da me. Lui, quasi spaventato, urla: "mi fermo, calma, mi fermo!" Alza le mani nell'aria ed è come se un serpente si stesse attorcigliando attorno alla mia gola. Fottuti figli di puttana. Inizio a colpirlo sul petto e dopo vari colpi mi incastra al muro. "Ma che cazzo ti prende!?" Strilla immobilizzandomi. "Siete dei bastardi!" Non mi sono neppure accorta delle lacrime che mi scorrono lungo il viso. "Fottuti bastardi!" Ripeto, liberandomi della sua presa.

"Di che diavolo stai parlando?" Esco dal bagno con lui che mi segue, quando sono fuori dalla discoteca mi accorgo che non si è perso uno solo dei mi passi. "Volevi scoparmi sotto ordine di Lauren, non è vero?" Zayn scuote la testa. "Ma che cazzo significa?!" Finge di non capire. "Lauren ha comprato quei preservativi, oggi. Stronzo!" Scuoto la testa sentendola esageratamente pesante. Me ne voglio andare a casa. Subito. "Camila, non c'è bisogno di Lauren per comprendere che mi piaci, eh. Tutto questo è assurdo!"

"Te lo ha detto lei, non negare!" Grido attirando l'attenzione di un gruppo di ragazzi.

"Va tutto bene?" Chiede quello più grosso e tatuato degli altri.

"Alla grande, amico." Risponde Zayn senza guardarlo. Io annuisco semplicemente.

"Sei sicura?"

"Ti ha detto di si, perché non te ne vai e basta?" Bruscamente il moro si mette in mezzo alterando l'incazzatura del tipo. "Sta piangendo. Coglione."

Si avvicina prendendolo per il colletto e per un attimo vorrei che lo colpisse. Questo però non mi impedisce di mettermi in mezzo. "Davvero, va tutto bene." Gli sorrido e lui lo lascia andare, rientrando con i suoi amici. "Eccovi, cavolo! Vi stiamo cercando da mezz'ora!" Sbiascica Dinah gettandosi addosso a me. Accanto a lei, Liam ed Harry si spalleggiano mentre poco dietro ci sono Lauren e Louis. "Che succede?" Chiede il riccio fissandomi. "Volevo ballare un po' con te, Camii" Dinah mi stona un orecchio, faccio un cenno verso Harry. Al momento è l'unico a cui lo racconterei. Intravedo Zayn e Lauren scambiarsi sguardi d'intesa. Vorrei solo farli sprofondare entrambi, che razza di persone sono?! "Camila" Mi richiama Liam mettendomi una mano davanti al volto. "Niente."

"Zayn?" Non essendo convinto della risposta si rivolge al moro che ovviamente scuote la testa. "Ho fame." Si lamenta DinahJane e io la abbraccio. "Andiamo a mangiare qualcosa?" Non rispondo, resto a fissare Lauren negli occhi che da quando ho risposto alla domanda di Harry non ha smesso di guardarmi. "E andiamo a mangiare qualcosa!" L'accontenta Liam afferrandola per le spalle.

Prendiamo posto in un bar abbastanza vicino casa. In macchina nessuno ha parlato più di tanto, Harry ogni tanto mi scrutava, probabilmente ha visto il mio aspetto pietoso e conosce bene i suoi polli. Lauren se ne sta di fronte a me, Louis ed il fidanzato si tengono per mano mentre Dinah e Liam mi dividono da Zayn, fortunatamente.

"Che prendete?" Ci chiede il cameriere e dopo due cocktail alle quattro del mattino mi ritrovo a dover per forza rispondere "Greixonera" sotto consiglio di Harry che l'ha già provato ed approvato nelle vacanze precedenti qua ad Ibiza. Quando sposto gli occhi dal cameriere a Lauren la ritrovo già a guardarmi. Vorrei chiederle di smettere perché il modo in cui mi tratta non mi piace per niente e tutte queste attenzioni può dedicarle benissimo a qualcun altro. Ci fissiamo per immensi secondi in cui mi ritrovo a trattenere il fiato, questa volta è lei a spostare lo sguardo. Fanculo, non sono così debole! "Vado in bagno." Annuncio. "Vengo anche io." Risponde lei, seguendomi.

"Sei arrabbiata?" Gentilmente la ammazzerei. "Hai idea di quello che avete fatto tu e il tuo amico?" Il mio tono è alterato e non ho nessuna intenzione di calmarmi.

"Cosa abbiamo fatto?"

"Seriamente, Lauren?" Sbotto io di fronte alla sua strafottenza. "Non sono così stupida!"Lei ride, spostandosi una ciocca di capelli che le copriva gli occhi rossi. "E va bene. Ti stavo mettendo alla prova, quindi?"

"Quello lo chiami 'mettere alla prova'? Farmi scopare da Zayn per ottenere cosa?!" Le grido in faccia, potrebbe anche picchiarmi, non mi interessa. Non è concepibile quello che si erano messi in testa. "Lo sapevo che non ti concedevi." Afferma risoluta.

"Non ha senso"

"Nella mia testa si." Si morde il labbro inferiore guardandomi "Non devi capire, Camila. È già tanto se ti sto parlando."

"Oh, ma grazie dell'onore. Adesso potrò dormire tranquilla sapendo che una stronza mi ha dedicato il suo tempo prezioso!" Dico sarcasticamente, lei ride ancora.

"Dovresti, non è roba da tutti i giorni."

"Ma vaffanculo!" Sto per uscire dal bagno quando la sua presa sul mio braccio mi blocca completamente. "A Zayn piaci." E non capisco per quale motivo ci tiene a farmelo sapere. "Non hai capito: dopo quello che avete fatto stasera non ci tengo minimamente neppure ad avere una conversazione con voi due."

"E allora tornatene a casa" Mi impone mentre sento la rabbia aumentare.

"Era quella la mia intenzione." La fisso negli occhi e ad un tratto non mi fa poi così timore.
"Ma adesso che so che lo vuoi non lo farò più." Sorrido, mandandole un bacio nell'aria. Apre bocca ma non dice nulla ed è così che voglio che resti ogni qualvolta che mi parlerà.


Note d'autore
Complimenti e grazie a chi è riuscito ad arrivare fin qui. Come ho già anticipato all'inizio del capitolone non credo che posterò durante le feste dato che immagino avrete tante cose da fare!
Cosa ne pensate di ciò che è accaduto in questo capitolo? Perché Lauren avrebbe fatto una cosa del genere? Cosa ne pensate del personaggio di Lauren a primo impatto? C'è ancora tanto da scoprire! Buone vacanze :)

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