Cαριƚσʅσ 62
Jisoo sente una goccia piombarle sulla testa.
Poi un'altra.
Poi un'altra ancora.
Pioggia.
Temporale incessante.
I lunghi capelli le si appiccicano fastidiosamente al viso e si fanno pesanti.
Guarda di fronte a lei e Taehyung è già completamente zuppo: i capelli neri gocciolanti sopra gli occhi, la t-shirt grigia del tutto adesa al corpo che ormai ne delinea le forme, facendo scorgere, sotto di essa, il fisico scolpito da tante ore di palestra.
Lui l'afferra per una mano e inizia a correre sotto la pioggia battente per cercare un luogo di riparo.
Corrono così, in silenzio, tra le case variopinte di Gamcheon le quali, non più colpite dai raggi del sole, sembrano aver assunto tonalità di colore molto meno intense.
A ogni passo, Jisoo sente solo il rumore degli schizzi di acqua alzati dalle loro scarpe.
Taehyung continua a correrle davanti, guidandola tra le stradine, la grande mano intrecciata a quella di lei in quella stretta umida.
D'un tratto, strattona Jisoo verso destra, entrando nella porticina di una delle case del villaggio, dalle intense pareti rosse.
Anche l'interno della casa è rosso ed è spoglio.
Nessun elemento di arredo, fatta eccezione per un tavolo e una sedia posti al lato della stanza.
Nessuna finestra.
È illuminata solo dalla luce fioca proveniente da alcune candele bianche sparse a terra.
Jisoo si ferma al centro della stanza per riprendere fiato: ha corso così tanto che il cuore sembra rimbombarle nella cassa toracica.
Ma non ha il tempo di riprendersi del tutto, che Taehyung comincia ad avvicinarsi a lei come una furia.
⚠️🔞
Le si fionda sulle labbra inserendo subito la lingua, che si fa spazio prepotente nella bocca di Jisoo e comincia a spingerla fino a che lei si ritrova spalle al muro, su quel muro rosso fuoco.
Jisoo è colta alla sorpresa ma...non desidera altro.
Si baciano nel modo più passionale che abbiano mai provato, tra ansimi e mugugni, senza dire una parola, ma facendo parlare solo i loro corpi dopo così tanta astinenza.
Lei comincia a toccargli i capelli umidi e glie li porta all'indietro, scoprendo quel viso perfetto.
Taehyung nel frattempo lavora freneticamente con la zip dei pantaloni di lei fino a tirargliela giù e sfilarglieli.
Jisoo leva le scarpe con una velocità fuori dal comune e, con un leggero balzo, esce dai jeans, rimanendo in mutandine.
Lui le sfila anche la maglietta e lei sente i capelli fradici ricaderle come fruste sulla schiena nuda.
Poggia le mani sui pettorali di Taehyung: duri, tesi, pompati.
Prende la maglietta dal basso e glie la sfila mentre lui le regala uno dei suoi sorrisi complici e sexy.
Si morde le labbra e Jisoo non resiste più, tanto è il desiderio di staccargliele quelle labbra a forza di succhiarle.
Tornano a baciarsi con passione e lui la solleva di peso mentre le loro pelli nude e bagnate sono adese.
Jisoo sente il contatto con la superficie del tavolo, la sta adagiando lì.
Rimane poggiata sui gomiti, osservando i movimenti di lui e aspettando con trepidazione.
Taehyung comincia a sfilarle le mutandine con una velocità sovraumana e ad abbassarsi a sua volta i pantaloni.
Sembra tutto velocizzato, come quando si manda avanti un film per arrivare il prima possibile alla scena clou.
Lei è lì, stesa, pronta solo a essere penetrata con vigore.
Sente il corpo fremere dalla voglia e solo il pensiero di quello che sta per succedere la eccita.
Taehyung sta per essere suo ancora una volta.
"Buongiornooo Busan e benvenuto Weekand!
Allora siete pronti? Siete carichi?
Oggi splende il sole e il termometro segna ventotto gradi: la temperatura ideale per un po' di surf!
Fateci sapere come si svolgerà la vostra giornata al 449-871!"
⚠️🔞🔚
La voce dello speacker radiofonico d'improvviso aveva riempito la stanza, allontanando Jisoo dal sonno.
Da QUEL sogno in verità.
Lei aprì lentamente gli occhi e cercò di regolarizzare i battiti cardiaci, che si erano intensificati a causa del risveglio turbolento.
"Oddio", fu tutto quello a cui riuscì a pensare, passandosi una mano sulla fronte per scostarsi i capelli dal viso.
Era completamente sudata.
La nottata era stata alquanto movimentata.
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Si alzò e aprì la porta della stanza.
Il divano letto, questa volta, era vuoto e mostrava solo una serie di lenzuola bianche scomposte e stropicciate.
Jisoo sentì delle risate provenire dal terrazzo e si avvicinò.
Taehyung era in piedi, già vestito, appoggiato alla ringhiera del balcone, intento a fumarsi una sigaretta e a scherzare con Bambam, che invece era seduto su una delle sedie di vimini in pantaloncini e t -shirt sgualcita, probabilmente il suo pigiama.
Taehyung, vedendola arrivare, alzò solo lo sguardo senza salutarla.
Bambam, invece, fu costretto a girarsi verso di lei, per capire cosa avesse attratto l'attenzione dell'amico, e poi salutó Jisoo con un:
«Ehi!», accompagnato da un occhiolino ammiccante.
"Taehyung avrà raccontato anche a lui la storia dell'amica?", si chiese Jisoo, avendo timore che quel sorrisetto sulla faccia di Bambam nascondesse qualcos'altro oltre la semplice cordialità.
Si sentiva in imbarazzo davanti a Taehyung, visto il sogno di poco prima.
Lui la stava guardando in silenzio, mentre lei non riusciva a incrociare il suo sguardo e continuava a distoglierlo, vergognandosi dei suoi stessi desideri nascosti.
«Fatte le ore piccole ieri sera?», le chiese Bambam sempre con un sorrisetto da piacione.
«No, perché?», rispose lei sorpresa.
«Sono le 12:00... », fece Taehyung con la sua voce profonda, controllando l'orologio al polso sinistro.
Jisoo sbarrò gli occhi, realizzando di aver dormito quasi dodici ore di fila e si sentì in colpa, visto che lui era in piedi e si era già preparato nonostante avesse lavorato fino a tardi come ogni sera.
«Il letto è troppo comodo...», esclamò lei senza pensarci, per poi pentirsi di quella frase in un nano secondo.
«La camera di Tae è da provare allora...», commentò Bambam, cogliendo la palla al balzo.
«Che ne dici di andarti a preparare?», le fece sbrigativo Taehyung, forse cercando di stemperare la situazione imbarazzante che si era appena venuta a creare.
«Vado!», rispose immediatamente Jisoo, girandosi di spalle per poi entrare in bagno a farsi una doccia.... Fredda.
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Dopo poco Jisoo sentì bussare alla porta della camera.
«Sì?», chiese, mentre si stava allacciando l'ultimo gancetto del reggiseno.
«Posso entrare?», le domandò Taehyung fuori dalla porta.
La voce interiore di Jisoo voleva rispondere subito di sì ma la bocca, ricordandosi del fatto che:
A) non stessero insieme,
B) non fossero soli in casa,
C) per tutti erano ufficialmente due amici di infanzia,
D) sotto quel tetto non erano concesse scappatelle,
...rispose a malincuore:
«No, mi sto vestendo»
«Metti il costume, andiamo in spiaggia oggi», disse lui senza nemmeno chiederle se fosse d'accordo.
«Ok...», fece Jisoo, sfilandosi il reggiseno e andando a cercare nel trolley un bikini.
Ne indossò uno a fascia, un po' stile retrò, nero a pois bianchi.
Si infilò in un paio di pantaloncini di jeans, mise un semplice top nero e un paio di sandali anche essi neri.
Prese lo zainetto e uscì dalla stanza.
Taehyung era seduto sul divano letto, intento a guardare il cellulare.
Aveva il suo cappellino con la visiera tenuta all'indietro, il dettaglio che l'aveva sempre fatta impazzire.
Alzó lo sguardo verso di lei, ripose il cellulare in tasca e si mise in piedi pronto per partire.
Jisoo sperava che la guardasse colpito e che la squadrasse come era solito fare, invece sembrava essere indifferente.
Ci rimase male.
«Noi andiamo!», gridò Taehyung verso le camere di Bambam e Joy, ma non ricevette nessuna risposta di rimando.
Aprirono la porta e uscirono di casa.
Nessuno dei due aveva proposto una resa e quindi la tregua silenziosa stava continuando.
Questo aveva comportato sicuramente dei vantaggi: non avevano più discusso e la giornata a Gamcheon era trascorsa in tranquillità, così come il loro ritorno a casa.
La sera precedente avevano preso delle pizze e guardato un po' di tv, prima che Taehyung si preparasse per andare al locale.
Tuttavia quella situazione non poteva essere portata avanti per le lunghe.
Non potevano trascorrere tre giorni in quel mutismo e in quella serenità apparente ma inutile.
Jisoo continuava ad avere dubbi, ma sicuramente quella non era la modalità giusta per scioglierli.
Inoltre, lei così razionale e inquadrata, aveva capito che spesso la sua psiche le dava dei chiari segnali, come se la sua anima cercasse di parlarle nei momenti di incoscienza per evitare di essere zittita dai suoi pensieri.
Le sussurrava di notte, parlandole di ciò che realmente desiderava e di cui, forse, aveva bisogno.
Inutile dire cosa le avesse suggerito quella notte stessa.
Il messaggio era chiaro: lei bramava un contatto con Taehyung.
Ne aveva estremo bisogno, considerando le condizioni in cui si era svegliata.
Era convinta che il suo inconscio cercasse di ingigantire il tutto per rendere il segnale lampante: in realtà, probabilmente, non aveva bisogno proprio del sesso, le sarebbe bastato anche solo sfiorarlo, abbracciarlo, tenergli la mano, baciarlo.
Per sentirlo, per farlo scivolare di nuovo nel suo cuore oramai quasi anestetizzato.
Jisoo rifletteva su tutti quegli aspetti, guardandolo di nascosto, mentre lui guidava.
"Sei così lontano, come posso avvicinarmi a te?", pensò, mordendosi l'interno della guancia.
Dopo poco arrivarono a un grande parcheggio.
Taehyung prese lo zaino nel portabagagli e si incamminarono verso la direzione segnalata dai cartelli per Haeundae beach.
Arrivarono dove terminava l'asfalto cittadino e iniziava la spiaggia.
Jisoo si sfilò subito i sandali e affondó i piedi nella sabbia dorata: adorava quella sensazione fin da bambina.
Davanti a loro l'oceano: blu, immenso, profondo, infinito.
Jisoo non poté fare a meno di sorridere e di godersi quel paesaggio a cui non era abituata.
Respirò a pieni polmoni l'aria salmastra e chiuse gli occhi per apprezzare il vento che le soffiava sul viso.
Taehyung la lasciò fare, per poi incamminarsi verso un punto della spiaggia, tirare fuori un telo e stenderlo a terra.
Jisoo lo raggiunse e fece lo stesso, posizionandosi accanto a lui.
La spiaggia era molto grande e fortunatamente poco affollata, si poteva dire tranquilla, nonostante fosse sabato e si trovassero in una grande città come Busan.
Jisoo era intenta a cercare gli occhiali da sole nello zaino, quando con la coda dell'occhio, vide Taehyung cominciare a levarsi la maglietta bianca che indossava, rimanendo a petto nudo e bermuda.
Trovò gli occhiali da sole e se li infilò velocemente, per poterlo osservare senza che lui vedesse in quale direzione indugiassero i suoi occhi.
Rimase imbambolata a guardare quel corpo come se fosse la prima volta.
Era tutto ciò che una donna potesse desiderare: sembrava una scultura baciata dai raggi del sole.
Si ritrovò a sospirare rumorosamente, pensando che quel ben di Dio una volta era stato suo, tanto che Taehyung si girò verso di lei, chiedendole:
«Tutto ok?»
«Sì, perché?»
«Hai sospirato forte, credevo che non stessi bene...»
"Non sai quanto potrei stare bene tra i tuoi bicipiti", pensò Jisoo, ma si limitò a rispondere:
«No, no! Tutto ok»
Detto questo cominciò a slacciarsi i pantaloncini e a sfilarseli.
Pensava che il suo striptease improvvisato potesse far riaccendere in lui qualcosa, invece Taehyung si era già steso al sole, ignorandola.
Si tolse anche il top e si legò i capelli in uno chignon scomposto.
Una volta finito, si stese al sole a pancia in giù.
Non riusciva a trovare una posizione comoda, si girava a sinistra, poi a destra verso di lui, che invece era immobile con le braccia appoggiate sotto la testa.
Poi si mise supina.
Taehyung, vedendola muoversi in continuazione, si tirò su e le chiese:
«Senti caldo?»
Jisoo non poté fare a meno di posare gli occhi sulla fila di addominali in bella vista sul ventre di Taeyung e percepì un bollore arrivarle fino alle orecchie.
Sentiva caldo, ma sicuramente non per il sole.
«Un po'...», disse, sventolandosi il viso con la mano.
«Vuoi andare a fare un bagno?», le propose lui.
Jisoo guardò di fronte a sé quella tavola piatta dai toni che andavano dal blu scuro, al verde, fino a sfumare nella spuma bianca che raggiungeva la battigia.
Non aspettava altro da quando erano arrivati, così rispose semplicemente:
«Sì», e il viso le si illuminò di felicità.
Taehyung si alzò con uno scatto e allungó un braccio verso di lei per aiutarla ad alzarsi dalla sabbia.
Lei lo afferrò e si trovò davanti a lui, a stretto contatto con il suo petto.
I loro sguardi si incrociarono e Jisoo vide comparire finalmente sul volto di Taehyung il suo solito sorriso squadrato.
Le era mancato.
Cominciarono a dirigersi verso l'oceano.
Jisoo ebbe un brivido non appena sentì il freddo della spuma marina abbracciarle i piedi.
Avanzavano a rilento per abituarsi gradualmente alla temperatura dell'acqua.
D'improvviso però, un'ondata li raggiunse entrambi, facendoli bagnare completamente.
A quel punto, Taehyung si voltò verso Jisoo con un piccolo ghigno di sfida, si immerse e cominciò a nuotare.
Lei colse la provocazione e lo seguì.
Avanzavano, infrangendo le onde dell'oceano, uno accanto all'altra.
Taehyung si fermò e lo stesso fece Jisoo.
Rimasero a galla a guardarsi, a riprendere fiato e a sorridersi per un tempo indefinito.
Poi Jisoo si spinse in alto, prese una boccata d'aria e affondò tra le acque, trattenendo il fiato.
Vide un turbinio di bolle e si ritrovò Taehyung sott'acqua, di fronte a lei.
Il tempo sembrò fermarsi in quello spazio sospeso tra il mondo e l'irrealtà.
Jisoo sentì le mani di lui afferrarle la vita e portarla verso di sè.
I loro corpi erano stretti in un abbraccio che lì riportó lentamente in superficie.
Jisoo allacciò le braccia al collo di Taehyung, lui la portò ancora più a contatto con il suo corpo e, lentamente, si avvicinò al suo viso.
Jisoo non fece altro che chiudere gli occhi e assaporare le labbra salate di Taehyung.
Le sembrò di tornare a casa, di fare pace con sé stessa, di accarezzare la sua stessa anima.
L'ultimo incontro tra le loro labbra era stato scandito da un addio. Ora, dopo aver intrapreso percorsi diversi, sembravano essersi ritrovate al punto di partenza, tornando a incastrarsi perfettamente.
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«Mi sei mancata. Solo ora riesco a capire quanto», le sussurrò lui, baciandole la nuca.
Se ne stavano abbracciati, bagnati, seduti sulla sabbia, rivolti verso l'oceano.
Jisoo assaporava la sensazione di trovarsi di nuovo tra le sue braccia, ciò che aveva desiderato di più nell'ultimo mese.
«Tu di più...», disse Jisoo in un respiro.
«Addirittura?», le chiese Taehyung, ridendo.
«Ero completamente sola Tae...»
Lui le alzò delicatamente il mento per guardarla negli occhi:
«Impossibile Kim, hai così tante persone che ti vogliono bene attorno»
«Ma io avevo bisogno di te...»
Lui puntò i suoi occhi in quelli di lei, fissandola con dolcezza.
Jisoo sentiva di dovergli dire quello che aveva serbato per lei fino ad allora:
«Ho creduto di essere incinta Tae. Poco dopo che te ne sei andato»,
ammise, ripensando a quel periodo che le aveva fatto provare la solitudine più profonda.
Taehyung rimase di sasso, a bocca semiaperta, sembrava incapace di emettere qualsiasi suono.
Dopo qualche istante passato con lo sguardo vitreo, riuscì a dirle:
«Perché non mi hai detto niente? Perché non mi hai chiamato?»
«È stato solo un falso allarme, non volevo che tu fossi costretto a tornare...»
«Ma lo avrei fatto! Subito!», le disse facendo saettare velocemente i suoi occhi in quelli di Jisoo.
«Lo avresti fatto per dovere, non per tornare da me»
«Jisoo la realtà è che non ti ho mai lasciata! Tu sei stata sempre qui», fece Taehyung, afferrandole una mano e portandosela al petto.
«...e continui a esserci...», le sussurrò.
Jisoo non fece altro che avvicinarsi alle sue labbra e baciarlo dolcemente.
«Mi dispiace per tutto quello che hai passato...», le disse lui in un filo di voce, dopo essersi staccato da quel bacio.
«Ora non ha più importanza, conta solo questo momento...», fece Jisoo, stringendosi ancora più forte a lui.
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Eccociiii!
Nuovo capitolo... stavolta è tornato un po' di zucchero❤️
Volevo ringraziarvi tantissimo perché Another love ha raggiunto e superato le 7000 letture... TUTTO QUESTO GRAZIE A VOI😍
A presto!
Se vi va lasciate un commentino o un 👍
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