17. Il nostro passato
«Nostro?» domandò confusa la fata. «Che significa?» Come potevano condividere un passato insieme se si erano incontrati solo da qualche settimana?
«Non qui. Parliamo altrove.»
«Perchè?»
Damien non rispose, ma era sicura che non fosse a causa di sua sorella. Dopotutto, Hestria poteva leggere nel pensiero e avrebbe scoperto della loro conversazione una volta rientrati a casa.
Sunshine si fece guidare dal passo deciso del demone e si addentrarono insieme nell'oscurità del bosco. Poteva vedere a malapena ad un palmo dal suo naso e teneva gli occhi fissi sulle screziature dorate delle ali di Damien, che sembravano essere tante piccole lucciole nel buio.
Arrivarono in una zona pianeggiante poco lontano dal bosco. Il luogo le ricordava quello in cui era solita allenarsi ed erano presenti pochi alberi, perciò la luce della luna, che in quel momento era al primo quarto, illuminava a sufficienza la pianura. Era una notte un po' nuvolosa, quindi non si riuscivano a vedere le stelle.
«Che stai facendo?» chiese la fata, notando che Damien aveva iniziato ad armeggiare con alcuni oggetti sul terreno. Aveva in mano due rocce bianche e le sfregava fra loro, facendo cadere le piccole scintille rosse su alcuni rami e foglie secche posizionate a terra. «Perchè stai accendendo il fuoco?» domandò ancora Sunshine, questa volta alzando un po' il tono della voce. Stava cominciando a spazientirsi; come al solito il demone sembrava non voler rispondere alle sue domande.
Damien accese il fuoco e le fiammelle danzavano nel riflesso dei suoi occhi. «Siediti.» le rispose finalmente, facendo lui stesso la prima mossa e sedendosi accanto al fuoco scoppiettante.
Sbuffando, Sunshine si sedette accanto a lui e si limitò a fissarlo, in attesa che lui continuasse a parlare. Damien si sporse verso di lei e allungò la mano verso di lei, come a volerla accarezzare e Sunshine chiuse gli occhi imbarazzata, pensando che lui la volesse baciare di nuovo.
«Guarda su.» disse invece Damien, spostandole il mento con le dita e facendo alzare la testa di Sunshine in direzione del cielo stellato.
«Per la cronaca, sei carina anche ad occhi chiusi, fatina.» la punzecchiò Damien facendole l'occhiolino.
«Stronzo.» Sunshine diede un pugno al petto del demone e si maledisse mentalmente per aver pensato che lui volesse baciarla. «Dimmi perché siamo qui.» chiese infine, cercando di scacciare l'imbarazzo.
Damien sospirò, raccogliendo di nuovo la pietra focaia che aveva usato per accendere il fuoco: «Questa è una pietra della memoria. Viene da un posto chiamato Corna del Centauro.»
«Parli del luogo in cui vivevano i demoni, prima che conquistassero il Regno delle fate? Prima di creare l'Impero di Jarthis?» chiese Sunshine, ricordando di averne già sentito parlare. Finalmente le lezioni di storia sembravano tornarle utili.
«Esatto.» le confermò Damien. «Queste pietre permettono di rivivere ricordi del passato, ma solo quando si tratta di esperienze condivise. E' una tradizione della mia specie, in cui gli innamorati che si giurano amore eterno, rivivono i momenti che hanno vissuto insieme.» le spiegò Damien. «Io le ho conservate per Hestria, per farle rivedere sua madre nei miei ricordi. Era troppo piccola quando è morta, quindi non ricorda bene il suo volto.»
Lei lo guardò con un groppo in gola e il dolore del sogno che aveva fatto poco prima divenne vivido in lei. Come Hestria, nemmeno Sunshine ricordava il viso di sua madre o la sua voce. Sua nonna si era sempre rifiutata di parlarne e, in realtà, non sapeva nemmeno se la conoscesse visto che era stata trovata nel bosco ancora in fasce. Poteva quindi comprendere il dolore che Hestria provava e non se la sentiva di consumarle gli unici strumenti che ancora la collegavano a sua madre.
«Non sentirti in colpa. Hestria capirà.» cercò di consolarla Damien. «Fidati di me.»
«Credevo che solo tua sorella sapesse leggere nel pensiero...» osservò Sunshine, cercando di alleviare la tensione che si era accumulata.
Damien scrollò le spalle e fece un lieve sorriso. «Non c'è bisogno di leggere nel pensiero per capire che sei turbata.» estrasse poi un coltellino dalla tasca della casacca nera che indossava. Damien si incise una piccola ferita sull'indice a forma di V e fece cadere alcune gocce sul fuoco. Le fiamme presero a brillare di un blu intenso per qualche istante, mentre il demone invitava Sunshine a fare la stessa cosa. La fata allungò il dito titubante e lui lo prese con delicatezza, incidendo lo stesso simbolo sulla sua pelle. La piccola goccia di sangue che si formò sulla punta del suo indice, scivolò all'interno del fuoco. Comparvero le stesse fiamme blu, questa volta però non si estinsero subito ma continuarono a muoversi ondeggiando nell'oscurità.
«Cos'è?» domandò Sunshine, quando si accorse che una strana scia luminosa aleggiava sopra le loro teste a partire dal fuoco. Sembrava fumo ma, allo stesso tempo, sembrava essere così denso da poterlo tagliare.
«Continua a guardare in alto.» la invitò il demone. La scia luminosa aveva cominciato a salire nel cielo stellato, mischiandosi alle piccole nuvole che coprivano le stelle. All'improvviso, una di esse sembrò vorticare e una spirale di stelle e nuvole comparve davanti ai loro occhi.
«Cosa sta succedendo?» Sunshine era estasiata da quello che stava vedendo e non riusciva a staccare gli occhi dalle stelle che sembravano roteare sopra di loro. Solo per loro.
«Dammi la mano. Dobbiamo andare.» le ordinò Damien indicandole la spirale nel cielo. Sunshine non si oppose, troppo incantata dallo spettacolo di luci.
Il demone alzò il braccio sopra di sé, in direzione delle stelle. Senza che Sunshine se lo aspettasse, una luce bianca li avvolse, costringendola a chiudere gli occhi.
«Tutto bene?» le chiese Damien qualche istante dopo. Sunshine riaprì gli occhi, ritrovandosi in una distesa completamente innevata. Era diventato giorno e, nonostante la neve cadesse copiosa dal cielo bianco, non aveva freddo.
«Dove siamo?» domandò confusa Sunshine tentando di afferrare un fiocco di neve davanti a lei. Questo, però, le attraversò la mano e si posò sul terreno.
«Te l'ho detto, siamo nei nostri ricordi.»
«Non è vero, non sono mai stata qui.» ed era sicura di questo. Non era mai uscita dal villaggio, le uniche volte in cui si allontanava era quando andava nel bosco ad allenarsi. Ma non c'era nulla che, di quel luogo, le facesse pensare che fosse il bosco che conosceva da sempre. Molte rocce appuntite si stagliavano dal terreno innevato e non c'era alcuna traccia di vegetazione. La neve le arrivava quasi alle ginocchia e nel suo villaggio non aveva mai nevicato.
«Non sono mai stata qui...» ripetè la fata, guardandosi intorno. In lontananza, vide due figure che correvano, incespicando nella fitta neve. Una di esse, aveva delle ali nere.
«Quello sei tu!» esclamò Sunshine, riconoscendo la chioma nera del demone e le sue ali.
«Sì, avevo circa dodici anni. E la bambina che è con me, è Hestria. Dieci anni fa.» le rivelò Damien, indicando la piccola figura incappucciata accanto a lui.
«State... scappando.» notò Sunshine, osservando il volto stanco e impaurito della versione giovane del demone. «Da chi?»
«Da te.»
Appena Damien finì di parlare, una chioma rossa comparve nel campo visivo di Sunshine e sussultò nel riconoscere se stessa da bambina, mentre rincorreva il demone e sua sorella. Lo sguardo della piccola fata era vuoto e una scia di sangue le cadeva sulla faccia da una ferita che aveva poco sopra la fronte.
Sunshine si toccò istintivamente la testa, percependo un piccolo bozzo poco vicino all'attaccatura dei capelli. "Com'è possibile... perché?" si chiese la fata, osservando la sé bambina.
«Sunshine!»
Si girò in direzione della voce, vedendo un uomo che non riconosceva.
«Vedi di catturarli o questa volta ti ammazzo.» aggiunse l'uomo, fissando la scena con le braccia incrociate. Sembrava scocciato di attendere in mezzo alla neve.
«Lui...chi è?» domandò Sunshine, non rendendosi conto che aveva iniziato a tremare. Fissava con terrore gli occhi rosso cremisi dell'uomo. La stessa sfumatura di rosso intenso che aveva lei nei capelli.
«Syver Adamantium. E' tuo padre.»
SPAZIO AUTRICE
Questo è un capitolo di transizione. Il prossimo sarà un capitolo DECISAMENTE IMPORTANTE per capire alcune questioni che riguardano il passato di Sunshine... E' stato parecchio complicato scriverlo e riuscire a collegare alcune cose, quindi spero di esserci riuscita!
Intanto vi ringrazio per i vostri voti e commenti, spero che la mia storia stia prendendo per voi una piega interessante ✨
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