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Il giorno dopo il ragazzo riuscรฌ a dormire un po' di piรน la notte per quanto era stanco.

Quando si svegliรฒ, la prima cosa che fece fu quella di vedere l'orario sul suo telefono e quando vide che era giร  pomeriggio inoltrato gli venne in mente ciรฒ che alcune guardie sarebbero andate a fare durante la mattina.
Le lacrime non tornarono a fargli visita in quel momento, in quanto il suo corpo era debole per ciรฒ che lui stesso gli aveva fatto passare.
Provรฒ ad alzarsi dal letto, aveva bisogno di bere e di mettere qualcosa sotto i denti o non sarebbe riuscito a tenersi nemmeno in piedi.
Scese sotto tenendosi e appoggiandosi, e non appena una guardia che controllava la porta dall'interno lo vide, gli andรฒ subito incontro per cercare di aiutarlo. Lo portรฒ verso il divano e lo fece sedere.
"Le porto qualcosa da mangiare" gli disse.
"Acqua per favore" parlรฒ con una voce molto rauca, quasi gli faceva male la gola.
"Subito signore" l'uomo andรฒ a prendergli dell'acqua e gliela portรฒ rapidamente.
"Tenga signore. Vedrร  che si riprenderร  presto" disse, indicando lo stato del suo corpo.
"Grazie."

Il giorno successivo il ragazzo si sentiva poco meglio fisicamente rispetto alla giornata precedente.
Quel giorno Mingi, dopo aver mangiato, era tornato in camera sua ma non riusciva piรน a dormire come ieri. Si sentiva stanco per quanto era rimasto a letto nell'arco di quei quattro giorni, e se avesse continuato a rimanere in quella camera avrebbe continuato a pensare al ragazzo, torturandosi e torturando la sua mente da solo. Aveva bisogno di fare qualcosa per distrarsi e lo sapeva benissimo, ma non poteva andare in palestra in quello stato lรฌ, avrebbe dovuto aspettare almeno un po' prima di tornare ad allenarsi.
Tutto quello a cui pensava era inerente al ragazzo, per esempio ai genitori.
Ricordรฒ del computer in camera sua, quindi decise di lasciare quella camera al momento e tornare nell'altra.
Tutte le persone che sono state in quella stanza se ne sono andate pensรฒ. Sentรฌ di avere la voglia di vomitare tutto ciรฒ che aveva mangiato prima, ma provรฒ a trattenersi. Non era l'ora di lasciarsi andare in quel modo.
Cercรฒ alcune informazioni sulla famiglia Jeong e lesse che suo padre e sua madre erano entrambi laureati e la loro professione era la stessa, nonchรฉ dottori. Informazioni che giร  sapeva. Si fermรฒ a guardare l'immagine di sua madre e in lei ci vide gli occhi di Yunho. Guardรฒ quella del padre ma non sembrava che gli assomigliasse.

Hai preso tutto da tua madre, Yuyu.

Non c'era altra informazione oltre alla data di nascita e di morte di entrambi. Quella di morte era quella segnata giร  da tempo e che le guardie gli avevano riferito tempo fa: morte dei signori Jeong nel 2009.
Sospirรฒ.
L'unica cosa che poteva fare era continuare a cercare, ma non capiva perchรฉ su di loro c'era scritto cosรฌ quando Yunho gli aveva detto che erano morti due anni fa. Sospirรฒ di nuovo.
Un pensiero malsano gli passรฒ per la mente, ed era malsano perchรฉ gli avrebbe fatto male ma non si sentiva in pace con se stesso se non lo avrebbe fatto: doveva andare al cimitero.
Erano passati quattro giorni dall'accaduto, e per quanto Mingi non riusciva nemmeno piรน a versare una lacrima, il dolore continuava a sentirlo ed era dello stesso livello e profonditร  di quello provato il primo giorno.
Si alzรฒ di scatto in piedi e nonostante sentisse la sua testa girare, scese di sotto e uscรฌ di casa per dirigersi verso la macchina e partire. Aveva pensato a un posto in cui andava sempre quando voleva stare da solo e in pace, prima di trovare qualcuno in cui trovare tale pace.

Il rumore di un clacson lo risvegliรฒ dai suoi pensieri. Era fermo al semaforo in quanto non poteva passare e la macchina dietro di lui aveva iniziato a suonargli siccome era diventato verde.
Si era perso a pensare.
Si era perso in Yunho.

Arrivรฒ in quel piccolo giardino col fiume davanti in cui l'ultima volta in cui c'era andato era il giorno dopo a quando le sue guardie avevano rapito Yunho al posto della ragazza. In quel periodo non aveva problemi come quelli che stava avendo in quel momento.
"Cazzo!" si fermรฒ di colpo con la macchina e per fortuna dietro non c'era nessuno.
Aveva imprecato perchรฉ si era sempre detto che non doveva piรน innamorarsi di qualcuno o se ne sarebbe pentito, ma nonostante tutto il dolore che stava provando avrebbe dato di tutto pur di tornare indietro nel tempo e rendere felice il ragazzo con quel bacio che tanto desiderava quanto lui.
Scese dalla macchina e camminรฒ verso quel fiume fino a trovare un posto dove potersi sedere e senza nessuno intorno.
Per sua fortuna era sempre isolata quella zona, soprattutto la mattina, ma per quanto potesse essere pacifica Mingi non riusciva piรน a trovare conforto rimanendo lรฌ.

Sbuffรฒ, cercรฒ di sentirsi a suo agio, ma l'unica sensazione che provava era la solitudine. Una solitudine diversa da quella che amava e a cui era abituato, una solitudine straziante, che lo tormentava con la voce del moro.
Una solitudine infelice.

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