Kami si svegliò nella sua stanza sentendo qualcosa di caldo scivolarle lungo la guancia. Pensò a un bacio di Yuri, venuto a scusarsi per non averle riferito nulla di quell'aggiunta nel piano, ma era solo una goccia di pioggia. Girò il viso in direzione della finestra, pioveva a dirotto. Allora decise di alzarsi per andare a vedere se erano arrivati dei nuovi componenti, volendo accoglierli degnamente.
Dal piano di sotto non proveniva alcun rumore, erano ancora le otto quindi gli altri stavano sicuramente dormendo. In particolare, Satoru si era stancato molto nel giorno della battaglia e doveva recuperare le forze, o non sarebbe riuscito ad usare ancora il suo quirk. Prese dal piccolo frigorifero una tazza di benzina e la sorseggiò girando in tondo per la stanza.
La baracca che avevano trovato era una vecchia casa in stato di degrado, ma con la buona volontà e qualche furto erano riusciti a renderla di nuovo accogliente. Il tetto aveva dei buchi, ma sarebbero rimasti lì ancora per poco, quindi non se ne curavano troppo. Tra poco sarebbe giunto il momento di ritornare a Sendai, dove si trovava la sede vera e propria del gruppo. Lì, tra Tokyo e Musutafu, c'erano solo per fare il discorso e reclutare qualcuno. Kento aveva suggerito quella zona perché pensava che sarebbe stato più difficile intervenire durante il discorso e avrebbero potuto continuare indisturbati, ma adesso la ragazza si rendeva conto che era stata solo una scusa per catturare degli studenti della Yuei.
Non poteva capacitarsi del fatto che esistessero individui tanto spregevoli. Volevano toglierti tutto ad ogni costo ma quando si accorgevano che era impossibile aggiravano l'ostacolo comportandosi in modo opposto, così da ottenere la tua fiducia e pugnalarti alle spalle. Questo era Shiota Kento, Kami lo aveva capito fin da subito com'era fatto, ma Yuri era accecato dalla riconoscenza nei suoi confronti e non lo aveva ancora capito. La ragazza voleva aiutare il rosso ad allontanarlo il prima possibile, perché era sicura che sarebbe arrivato un giorno in cui liberarsene sarebbe stato impossibile, ma l'altro le diceva sempre di stare tranquilla perché Kento li stava solo aiutando.
Sentì un rumore provenire dalle scale. Era Shimizu. La guardò aprire il frigo e prendere dell'aranciata, poi si buttò sul divano versando un po' della bevanda per sbaglio. Già figurava nella sua mente la sceneggiata di Hajime per quella nuova macchia, visto che dovevano ospitare dei nuovi compagni. Era una cosa che accadeva spesso, ma a volte è proprio vero che le persone vedono solo i tuoi errori piuttosto che le cose belle che fai. Shimizu riordinava sempre la baracca e la puliva da cima a fondo, ma nessuno l'aveva mai ringraziata. Tranne lei, ovviamente.
Anche Natsu e Yurei si erano svegliati e stavano raggiungendo le due nel salottino, così Kami decise di allontanarsi. Aveva intenzione di tornare in camera sua e restarci fino alla fine della giornata, ma poi sentì dei lamenti nello sgabuzzino. Incuriosita aprì la porta, rivelando i prigionieri, tenuti insieme da molteplici lastre di metallo. Si avvicinò lentamente, sfoggiando il migliore dei suoi sorrisi - dalla vena sadica, come al solito - e manipolò un'ombra per ottenere la tipica spada.
— Come sta andando il vostro soggiorno? Vi state divertendo, tutti insieme? Ah, giusto non potete dirmelo.
Oscillò la spada in direzione del metallo che impediva a Yoshi di parlare e tagliò la lastra, facendo attenzione a non ferire nessuno degli altri.
— Da donna a donna, siete finiti. Non so perché quel bastardo voleva tanto catturarvi, ma a breve faremo una nuova riunione per decidere come proseguire, se passare alla seconda fase o saltarla, e credo che Kento userà un trucco per farla saltare, lui che ha sempre così tanta fretta di finire le cose. Mi stupisce che non ci abbia provato tempo fa a scombussolare i nostri piani, Yuri pendeva fin dall'inizio dalle sue labbra. Ma Kento non è uno sciocco, doveva assicurarsi la fiducia di tutti. Peccato che abbia perso la mia. Non ve la prendete con Yuri, vi prego, lui non voleva catturare nessuno, non erano gli altri ad essere gli attaccanti, ma noi tre. Come è strano il mondo, così mutevole, basta un piccolo gesto per rovinare una vita...
— Sta zitta!
— No, carina, non funziona così. — le piantò una gamba vicino al viso — Qui comando io. Non sono qui per liberarvi, cosa credete? Odio ancora tutti gli hero. Statemi bene a sentire, tra poco Yuri tornerà da una passeggiata notturna e potrebbe portare con sé dei membri, quindi perderemo tempo con le presentazioni e altre cose formali che al mio ragazzo piace fare, poi comincerà la riunione. Quando ci sarà la riunione cercherò di capire cosa ha intenzione di fare Kento per ribaltare tutto. Voi - uno, due, tre, quattro, cinque - cinque non dovete mai lasciarvi ingannare dal tipo, lui cercherà di farvi il lavaggio del cervello, vi convincerà che gli altri non verranno mai a salvarvi e che è meglio distruggere tutto e ricreare da capo un mondo di giustizia. Non cadete nel suo inganno, o aiuterete il vero nemico a farla franca. Vi dirò cosa fare, non temete. Ma — avvicinò la spada al viso della ragazza — non provate minimamente a pensare che io voglia aiutarvi perché siete giovani. Se voi aiutate me e il mio ragazzo, però, vi lasceremo andare vivi. Questo è patto. Se accettate di' sì, altrimenti preparatevi a fare del male ai vostri cari.
—⋆ ⋆ ⋆—
Qualcuno bussò al piano di sotto, doveva essere Yuri di ritorno con le nuove reclute. Satoru restò appeso a testa in giù alla spranga e fissò Natsu e Hajime finire la loro partita a shogi. Shimizu invece si alzò per parlare di qualcosa con Yurei, la bionda aveva paura che il capo venisse a sapere dell'incidente durante il loro combattimento e se ne sarebbe accorto certamente se anche lui ci sarebbe stato. La porta si aprì ed entrò Kento, seguito dal rosso e altri cinque ragazzi. Era stata una giornata fruttuosa, chiaramente, e si aspettavano che anche quella seguente portasse buoni risultati.
I nuovi arrivati erano bendati, così che non potessero sapere dove si trovava la baracca e tradirli se catturati, per il resto potevano tranquillamente camminare da soli.
Yuri fece cenno alla squadra di avvicinarsi a loro, come al solito non sarebbero mancate le presentazioni che tanto amava. Kami, dal canto suo, osservava la scena dal piano di sopra, la porta dello sgabuzzino era ancora aperta ma gli altri non potevano accorgersene dal salotto.
— Eccomi di ritorno, e come promesso con dei nuovi compagni. Spero che andremo tutti d'amore e d'accordo perché come vi ricordo sempre "l'unione fa la forza". — sorrise — Sapete anche che adoro le presentazioni quindi ci prenderemo un'ora o più per conoscerci prima di parlare della seconda fase del piano e cominciare a metterla in atto. Inoltre, ho deciso che non andrò a cercare reclute domani.
Gli altri si guardarono perplessi. Avevano sudato tanto per compiere al meglio la prima fase e ora non sarebbe più servito a nulla?
— Cosa ti ha fatto cambiare idea, Yuri? Non sarà che vuoi rinunciare... — lo provocò Satoru, beffardo.
— Affatto, ma ho trovato una miniera di potenziale ieri sera. — fece venire davanti a lui una delle reclute e le tolse la benda.
Era una ragazza molto carina, poterono notare tutti. I capelli di un rosa antico le ricadevano in ciocche disordinate sulle spalle e ai lati del viso, gli occhi passavano dal color malva a un azzurro intenso. Portava anche un orecchino a forma di fiocco, oltre a una fotocamera di piccole dimensioni, decorata con molti adesivi colorati, appesa alla cintura. I vestiti facevano pensare che fosse pronta da tempo per quel giorno, quello che indossava era un vero e proprio costume, con tanto di guanti e stivali, non certo quello che metterebbe una persona scappata di casa all'improvviso e per puro caso. Continuava a sorridere in modo innocente, come se aspettasse che tutti le facessero i complimenti per l'aspetto prima di parlare.
E in effetti erano tutti sorpresi da lei. Volevano capire cosa avesse di così tanto speciale che aveva fatto pensare a Yuri di non aver più bisogno di nessun altro oltre a quei cinque. Alla fine, soddisfatta delle facce che aveva ricevuto e dei bisbigli di Hajime a Natsu, decise di parlare:
— Nya! Salve a tutti! Sono Mel, lieta di fare la vostra conoscenza, non vedo l'ora di passare delle piacevoli giornate in vostra compagnia e di aiutare il nostro capo a raggiungere i suoi obbiettivi. Ho sentito il suo discorso alla televisione e ho pensato che fosse illuminante, le persone al giorno d'oggi preferiscono far finta che vada tutto bene piuttosto che dire la verità e rimetterci la reputazione, infatti mi prendono sempre in giro. Non vedevo l'ora che Yuri mi venisse a prendere! Quindi ieri sera ho deciso di fare una passeggiata in solitaria e lui mi ha visto! Non ti ho fatto una bella impressione, eh eh eh! — saltellò intorno al ragazzo come se l'avesse salvata da qualche orribile destino — Non vi piace il mio vestito? Il mio nome? Mi sono preparata fin da subito a questo giorno! Sono sicura che diventeremo grandi amici!
Kami fissò torva la ragazza, non le piaceva il modo in cui stava intorno al suo baby boy. Mel si accorse di lei e le lanciò un'occhiata di sfida. La corvina non riuscì a resistere e si spostò al piano di sotto, pronta ad affrontarla. La prese per una manica e la spinse contro un muro, parandolesi davanti.
— Vedi di fare poco la saputina, non pensare che Yuri ti abbia scelto per la tua bellezza smorfiosetta, lui è il mio ragazzo e non ti permetterò di toccarlo neanche se il piano lo richiedesse. Qui comando anche io.
Le loro facce erano vicinissime, Kami poteva sentire il fiato di Mel, che cercava ancora di capire cosa fosse successo. Sapeva di fragole, come quelle del giardino di sua nonna. La rosa le sorrise, però, capendo subito di aver commesso un errore.
— Non preoccuparti, nya! Non ho intenzione di portarti via nulla, io sono qui per aiutarvi d'altronde. Dovrete farci l'abitudine però, io so essere molto fastidiosa e appiccicosa quando voglio. — si liberò dalla morsa di Kami.
La corvina non era convinta del tutto della sue parole, ma le sembrava abbastanza sincera. Ormai era scesa di sotto e doveva restarci, la porta dello sgabuzzino era rimasta aperta quindi sperava che nessuno salisse a controllare i prigionieri per un po'. Yuri l'avrebbe scagionata da qualsiasi colpa, ma non voleva sorgesse una lite il giorno in cui erano arrivate le reclute. Non era detto che tutti e cinque rivelassero il motivo per cui avevano deciso di unirsi a loro.
Le presentazioni continuarono tranquille, Mel sorvolò sullo spiegare il suo quirk, dicendo che era troppo complicato per poterlo fare ora, ma disse che c'entrava la colorata fotocamera che teneva sempre con sé.
Dopo di lei si fece avanti una seconda ragazza. Anche questa era molto carina, ma più composta della precedente. I capelli bianchi formavano delle onde dalle sfumature azzurrine ogni volta che si muovevano e i suoi occhi erano di due sfumature di blu diverse, particolare che notarono tutti con grande stupore. Non era ben vestita come Mel, ma si vedeva che si aspettava di essere reclutata anche lei. Nonostante le temperature non fossero ancora calde, indossava una canotta aderente e degli shorts. Caratteristica interessante era il cappello da prestigiatore cobalto, con uno zaffiro al centro di un grande fiocco. Si presentò brevemente come Kiko, aveva vent'anni e poteva controllare il ghiaccio ma non crearlo, motivo per il quale cercava di portare sempre con sé dell'acqua che poteva far passare di stato per moi modellarla in armi o qualsiasi cosa le permettesse di vincere. Si sistemò in un angolino della stanza, sul puff che usava di solito Yurei, il quale non fu molto contento della cosa ma lasciò perdere per non sembrare egoista.
— Anche io ieri sera stavo passeggiando per le strade della città, quando ho visto Yuri ho pensato di andargli a parlare, cercando di non attirare l'attenzione su di noi. In questo periodo la sicurezza è aumentata, vogliono catturarvi molti pro hero e anche dei vigilanti. Ma ora che avete noi cinque dovete stare tranquilli, sconfiggeremo chiunque ci si pari davanti. — disse, conquistando applausi da tutti.
Poi fu il turno di un ragazzo molto interessante, a detta del rosso. Il suo sorrisetto malvagio non smetteva di farlo sembrare il più fiero delle reclute e nonostante il taglio sbarazzino e confusionario aveva una compostezza ineguagliabile. I capelli biondi finivano con delle punte tinte di blu, lo stesso colore del tatuaggio a forma di rosa che portava sul collo e che continuava per tutto il braccio sinistro in un intreccio di spine. Vestiva come uno scappato di casa, come se avesse acchiappato qualcosa dal cassetto e fosse uscito in tutta fretta. Si vedeva che non aveva una gran voglia di presentarsi e reputava la cosa una perdita di tempo gigantesca, ma voleva comunque stupire tutti i presenti quindi parlò:
— Chiamatemi pure Shin, io e il mio amico abbiamo assistito allo scontro del centro commerciale e abbiamo visto come quel bruto ha attaccato una povera ragazza indifesa. Spero tu stia bene. — fece l'occhiolino a Shimizu — Posso assumere la paura delle persone che mi guardano, anche non conoscendola, fortunatamente, o sarei stato un po' inutile per voi. — fece il modesto colpendosi delicatamente la testa.
Kami notò come i primi tre ad essersi presentati avessero cercato Yuri con le loro forze, sperando di essere scelti per aiutarlo con la sua missione. Le venne in mente che in fondo non tutte le persone erano così cattive come sembravano o volevano far credere, forse avrebbero potuto risparmiare anche qualcuno alla fine. Anche Shin aveva vent'anni come Kiko e quando ebbe terminato di dire tutto quello che gli sembrava necessario si posizionò sul divano, in modo da poter guardare dal basso Shimizu, che cercava di trattenersi dal tirargli uno schiaffo.
Fu il turno del ragazzo con i capelli arancioni. I suoi occhi brillavano di una strana luce e sembravano quelli di un gatto nell'oscurità. A primo impatto sembrava una persona tranquilla e poco interessata a parlare, ma si rivelò una radio senza il pulsante per essere spenta. Divenne in breve tempo amico di Satoru, che era innamorato dei suoi orecchini e la collanina con la chiave, di cui si chiedeva l'utilizzo, ma fu l'unica risposta che non ottenne. Si vedeva che anche lui fosse scappato all'ultimo minuto, anche se aveva rivelato di abitare da solo ormai da tre mesi. Non conosceva nessuno dei presenti ma non sembrava importargli molto, era sicuro che avrebbe conquistato tutti con i suoi modi calmi ma decisi.
Del suo quirk non volle parlare molto, però, dicendo che sarebbe stato meglio fare una dimostrazione pratica e che Yuri sapeva già ogni cosa quindi potevano fidarsi.
— Sono Shizuku, non è un vero e proprio nome ma non mi sembrava necessario sceglierne uno. — ammise.
Kami capì cosa intendeva, anche lei si faceva semplicemente riconoscere con il suo nome, la sua famiglia era già un biglietto da visita, chiunque era nel traffico di armi e droga l'avrebbe riconosciuta.
Per ultimo intervenne Clover, il corvino dagli occhi rossi. Era l'amico di Shin e aveva anche lui assistito allo scontro tra Shimizu, Yurei e i quattro studenti, ma solo per poco, perché erano dovuti uscire dall'edificio per non finire sepolti dalle macerie. Sembrava abbastanza intenzionato a presentarsi, ma disse poco e niente su di lui. Aveva la stessa età di Kiko e Shin e come Mel indossava abiti fatti a posta per essere riconosciuto ovunque. La giacca di pelle era nera, foderata di rosso, i jeans muniti di molte tasche e portava dei guanti senza dita. Disse che gli servivano per il quirk, di cui parlo molto. La croce che portava al collo attirò l'attenzione di tutti e lui ammise che la teneva perché di famiglia. Li fissò tutti indeciso su cosa dire per qualche secondo, poi:
— Dimmi, biondino, qual è il tuo tipo di sangue?
— Chi, io? — domandò Hajime perplesso — Se non sbaglio AB+
— Cavolo, sei messo male allora, un graffio da parte mia e moriresti i pochi minuti. — scosse la testa — Per favore, vi chiedo di dirmi i vostri gruppi sanguigni, così che non avvengano incidenti tra compagni. Grazie ai miei artigli molti pro hero saranno ampiamente ostacolati.
Tutti decisero di rivelarlo come era stato chiesto e Clover spiegò che gli 0-, come lui, erano quasi del tutto immuni, poi c'erano i B, positivi o negativi, che potevano salvarsi se stavano attenti, gli A che sarebbero giunti sull'orlo delle possibilità, e gli AB, in particolare positivi, che non avevano alcuna speranza di sopravvivere. Il fluido rosso sarebbe colato senza fermarsi dalle loro ferite, anche se piccolissime.
Kami si ricordò di stargli lontano, anche lei era AB+ e non voleva certo lasciare Yuri.
Le presentazioni erano finite. Non avevano impiegato troppo alla fine e tutti avevano potuto rilassarsi prima della riunione. Il salotto era il luogo usato per ogni occasione, sistemarono in circolo sedie, puff e divano, in modo che potessero stare tutti seduti. Satoru si appollaiò sulla sua spranga di ferro tra parete e soffitto. Kami rimase in disparte, appoggiata al muro, rifiutando l'invito di Yuri a mettersi vicino a lui. Kento sembrava tranquillissimo, era stato fuori con il capo tutta la notte eppure non aveva il minimo sonno, a differenza del rosso, che continuava a sbadigliare ma aveva ritenuto necessario privarsi di quelle ore. Sentiva che qualcosa di grosso stava per succedere e voleva reclutare nuovi compagni il prima possibile.
— Ora che ci siamo un po' presentati e ci siamo conosciuti meglio possiamo passare alla riunione. Sono passati solo quattro giorni da quando abbiamo fatto il nostro discorso ma pensavo fosse necessario accorciare i tempo e intervenire subito. Durante l'attacco siamo riusciti a catturare dei nemici, che speriamo collaborino e ci forniscano informazioni utili o si uniscano a noi per l'assalto alla sede governo. Esatto ragazzi, in pochi giorni saremo in grado di rifare le leggi e rendere il nostro paese un posto migliore, una volta che sarò salito a capo del Giappone riuscirò ad avere ancora più alleati e potremo assicurarci che tutti gli stati, tutti i continenti, siano governati da persone efficienti e giuste. Se volete possiamo già decidere chi avrà un determinato paese.
— Posso avere la Francia? — chiese Satoru — Non sopporto il loro accento molliccio, non vedo l'ora di aggiustarlo un po'.
— Certo. Ma procediamo per bene. I nostri nuovi compagni — guardò Shimizu negli occhi — Devono essere ben integrati nel piano. Come sapete, i pro hero sono sempre in mezzo ai piedi... Kento, potresti andare a prendere i prigionieri? Grazie. Come stavo dicendo... è fondamentale liberarsi dei nostri nemici, solo l'ostacolo per raggiungere la libertà! Gli eroi di oggi sono più interessati al denaro o alla gloria, io e Kami lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, così come molti di voi, senza di loro il mondo sarebbe un posto migliore. I governi smetterebbero di rifugiarsi dietro di loro e comincerebbero a mostrarsi per quello che sono, tutti capirebbero e ci aiuterebbero a modo loro. I pro hero ci attaccheranno sicuramente perché abbiamo tre dei loro studenti, ma sono sicuro che se Kento parlerà loro ci aiuteranno. Sconfitti questi pro hero procederemo con la terza fase del piano, quindi fermiamoci qui per ora con le spiegazioni.
Calò in silenzio nella stanza. Yuri si girò verso il vano che portava all'ingresso della baracca. Poi tornò a guardare i suoi compagni.
— Kami, Satoru, Hajime, Natsu, Yurei e Shimizu venite con me, voi cinque restate qui sotto, non appena sentite un forte rumore uscite e cominciate a combattere. Fate un bel gioco di squadra, non sappiamo quanti sono. Shimizu...
— No, non lo so Yuri.
— Okay bene, noi ce ne andremo per un po', sapete, siamo ricercati.
Uscirono da una porta sul retro e si diressero verso una zona nascosta che avevano preparato appositamente per le emergenze. Ormai mancava veramente poco. Il rosso alzò lo sguardo in direzione della baracca e sorrise.
"Poveri sciocchi" pensò, richiudendo la botola alle loro spalle.
— Posso fare il conto alla rovescia? — chiese Satoru in ginocchio non appena furono tutti al sicuro -compreso Kento, che li aveva raggiunti in quel momento.
— E va bene.
— Yai! E allora tre... due... uno...
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Budo era riuscito a raggiungere la finestra trasformandosi in un piccione. Era strano quanto poco amassero quegli animali, lui li trovava affascinanti e molto amichevoli. In quel modo avrebbe facilmente raggiunto i prigionieri. Avevano esplorato un po' la zona prima di passare all'attacco, ma erano comunque rimasti lontani, altrimenti la ragazza che aveva attaccato il fratello di Tsukino li avrebbe percepiti. Ma prima o poi dovevano passare all'azione e cercare almeno di liberare i tre studenti. Se ne sarebbe occupato lui, così aveva deciso Fefe, mentre Shoji avrebbe sfondato l'edificio per impedire al nemico di avere punti in cui nascondersi.
Non appena mise piede nella stanza cercò a tastoni la luce. Purifier avrebbe attaccato quando lui fosse riuscito a liberare i ragazzi. Avevano visto al posizione dei loro costumi e speravano fossero rimasti addosso ai ragazzi. Così sembrava, visto che rimanevano più o meno immobili, ma non completamente. Trovato l'interruttore accese la piccola lampadina.
— Ragazzi, sono qui per salvarvi, state tranquilli. — bisbigliò.
Tuttavia, quando si girò per correre dagli studenti... non li trovò. Rimase perplesso, aveva sbagliato stanza? Ma poi notò qualcosa muoversi alle sue spalle e si ritrovò a terra.
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