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Era calata la sera da oramai molto tempo sul campo d'addestramento per i cadetti. Questi ultimi si erano giΓ  in gran parte ritirati nelle camere da letto, almeno quelli che avevano giΓ  ultimato la cena e non erano in vena di rimanere nel chiasso delle conversazioni dopo il pasto.

Ginevra era parte di questi. Si era comodamente seduta sul suo letto ed aveva preso in mano il libro che usava per produrre qualche disegno. SfogliΓ² le pagine del quaderno e notΓ² che i soggetti erano spesso gli stessi, soprattutto la ragazza bionda dai grandi occhi azzurri: Christa Lenz.

<< Ginevra, tutto bene?>> Parlando del diavolo, la ragazza comparve sulla soglia della porta, per poi avvicinarsi all'altra e sedersi accanto a lei.

<< Sì. >> Mormorò chiudendo il libro.

<< Dai, fammi vedere !>> Insistette con tono gentile appoggiando una mano sul libro e mettendo in chiaro il suo famoso sorriso e gli occhi da cerbiatta.

<< Va bene... Uh... PerΓ² solo alcune pagine. >>

La bionda afferrΓ² il manufatto con delicatezza e soprattutto poca esitazione:<< Sono molto belli, sai...>> Il suo tono emozionato parve perΓ² cadere in una sorta di mormorio riflessivo.

<< Se non ti piacciono non devi dire per forza che... >> TentΓ² di dirle, nonostante Christa stessa si mettesse spesso in posa per essere disegnata.

<< No... No... È solo che...>> Si fermò su uno degli innumerevoli ritratti che le aveva fatto:<< Questa non sono io. >>

<< Che vuol dire?>>

<< Che questa sul libro Γ¨ Christa. >> Il suo volto mutΓ² completamente, distruggendo nel modo piΓΉ totale il suo sorriso:<< Te lo dico perchΓ© mi fido di te. >>

<< E tu? Tu chi sei allora?>>

<< Mi chiamo Historia Reiss. Sono la figlia illegittima di un nobile vicino al re. >>

La castana la guardΓ² a lungo negli occhi azzurri, i quali si erano spenti.

<< Dici davvero? O mi prendi in giro?>> Un sorriso nervoso si fece strada sulle sue labbra.

L'altra scoppiΓ² in una risata, ripristinando il suo solito umore:<< Stavo scherzando! >> PoggiΓ² poi la mano su uno dei disegni:<< Me lo regali?>>

<< Certo. >> StrappΓ² la pagina tentando di provocare il minor danno possibile e gliela porse:<< Ecco qui. >>

La ragazza lo prese con un sorriso e poi salì la scaletta del suo letto a castello per coricarsi.

Historia Reiss, eh?

Sì domandò perché nella sua mente fossero apparsi quei ricordi. Probabilmente, perché era sinceramente preoccupata per la ragazza. Tanto da non accorgersi neanche di aver raggiunto la foresta con la loro carovana.

<< Hanji. >> ChiamΓ² il Capitano, senza ricevere risposta:<< Hey, quattr'occhi di merda>>

AllorchΓ© lΙ™ Caposquadra Hange si voltΓ², stringendo tra le mani quella che sembrava una rocciaΒ  di forma particolare.

<< Hai sempre avuto il discutibile hobby di divertirti con i sassi?>> DomandΓ².

<< Questo non è un sasso. È un frammento della pelle indurita del Gigante Femmina. >> Annunciò.

<< E non Γ¨ scomparso?!>> EsclamΓ² sorpreso Armin

<< Esatto! Nonostante Annie sia tornata umana e sia stato tagliato via, Γ¨ rimasto intatto! Non Γ¨ evaporato >>
Strinse a sΓ© la pietra quasi con fare possessivo, senza staccare gli occhi dall'oggetto.

<< Ho provato a confrontarlo con alcuni frammenti delle mura - iniziò, alzando le mani ed iniziando a gesticolare leggermente mentre divulgava - Ho scoperto che la loro struttura è molto simile. In poche parole, possiamo supporre che le mura siano formate da Giganti con la pelle indurita >> Finì di esporre, mentre il Reverendo abbassava lo sguardo.

Levi non mosse un singolo muscolo della sua faccia, nonostante le notizie fossero sorprendenti. NotΓ² che la sua assistente aveva una simile espressione, completamente alienata dalla sorpresa generale.

<< Quindi Γ¨ come aveva detto Armin!>> EsclamΓ² Eren.

Il diretto interessato tentΓ² di aprire bocca, ma fu brutalmente interrotto dalla mano di Hange sulla sua faccia:<< Sta' zitto! Fallo dire a me, Armin >>

Il ragazzo emise un piccolo mugolio di consenso mentre Ginevra staccava delicatamente le mani dellΙ™ Caposquadra Hange.

<< Nella nostra situazione, richiudere il Wall Rose Γ¨ molto difficile. Dovremmo trovare un macigno talmente grande da sigillarlo >>

" Ma il comandante aveva detto che le mura non sono state danneggiate... " Pensò Ginevra: " O perlomeno così sembrava essere scritto nei fogli ". Scelse però di tacere, osservando la conversazione davanti a lei. Si accorse di avere lo sguardo del capitano di nuovo puntato su di lei.

<< Ma se Eren, in forma da gigante... Riuscisse ad usare l'indurimento e riuscisse a sigillare il Wall Rose... >>

<<Usarmi per richiudere la breccia?>> DomandΓ², per accertarsi di aver capito bene.

<< Il materiale dovrebbe essere lo stesso. >>

Fu finalmente il turno di Armin per intervenire, il quale dall'aria riflessiva tirΓ² fuori un sorriso speranzoso un po' traballante:<< Credo valga la pena provare. Insomma, se questo fosse possibile... Potremmo anche riconquistare il Wall Maria! >>

I suoi occhi parvero iniziare a brillare, pensando ad un possibile ritorno a Shinganshina:<< Proporrei di eseguire la procedura di Notte. >>

<< Di notte?>>

<< Sì, mentre i Giganti non si muovono>>

LΙ™ Caposquadra Hange poggiΓ² una mano sul mento, con fare riflessivo:<< Hai ragione. Con un numero ristretto di uomini potremmo raggiungere il Wall Maria in poco tempo... Anche se la situazione Γ¨ disperata, abbiamo ancora una speranza.>>

'Speranza ' era una parola che Ginevra aveva udito innumerevoli volte. PiΓΉ essa veniva pronunciata, piΓΉ per lei iniziava a perdere valore. Eppure, sperare era l'unica cosa che potessero fare.

<< Solo che dipende tutto dalla capacitΓ  di Eren nel riparare la parete. >> SpecificΓ² Armin, mentre piccole gocce di sudore gli scendevano dalla fronte.
Eren non parve reagire positivamente all'osservazione, ed abbassΓ² lo sguardo.

<< So che sono parole che non vorresti sentire - introdusse lΙ™ Caposquadra - Ma pensi davvero di poterlo fare?>> Gli occhi di tutti erano automaticamente puntati su Eren, il quale continuava a indossare la stessa espressione sconcertata.

TornΓ² il silenzio, mentre il ragazzo cercava una risposta, boccheggiando e guardando a destra e a manca, come se fosse scritta nel vagone da qualche parte.

<< Non Γ¨ una questione di potere o non potere. >> AffermΓ² il Capitano:<< Devi farlo e basta. >>

Questo non parve migliorare l'umore di Eren, il quale rimase ancora piΓΉ attonito, suscitando commiserazione negli sguardi.

<< L'unica cosa che possiamo fare Γ¨ giocare il tutto per tutto. La situazione Γ¨ quella che Γ¨. Devi riuscirci. >>

<< Signorsì!>> Rispose il castano, immediatamente colpito da una scarica della sua solita determinazione:<< Giuro che richiuderò quella breccia ad ogni costo! Ad ogni costo!>>









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