✿chαptєr ѕєvєn✿

ʏᴏᴏɴɢɪ's ᴘᴏᴠ

Il biondo aveva finito il suo turno al ristorante, dopo essere stato trattato di merda da tutti quelli che lavoravano con lui. I suoi superiori divertivano a lanciargli i piatti al volo, sapendo che il ragazzo aveva le mani scivolose a causa del detersivo e dell'acqua, solo per vederlo raccogliere da terra i cocci di vetro e ceramica facendosi male.
Lui non se ne curava, stringeva i denti e continuava il suo lavoro nonostante il dolore che provava.
Nemmeno le proteste di Victoria avevano fatto in modo che i cuochi e gli altri camerieri smettessero di sfotterlo, il mondo era una merda e doveva rimanere tale. Finito il turno, avvolse dei semplici fazzoletti attorno alle mani ferite ed uscì dal locale, accompagnato da una piuttosto preoccupata Tory.
"Prenditi cura dei tagli, Yoongi." Si raccomandò. "Qui al ristorante la cassetta del pronto soccorso è da prendere, non siamo nemmeno in regola da questo punto di vista, sta attento a quelle ferite."
"Lo farò, noona." Promise il ragazzo, sospirando: perchè proprio lui doveva trovarsi a lavorare con gente così? Solo Victoria era dalla sua parte.
Lo accompagnò a casa, salutandolo ed augurandogli la buonanotte.
Le mani di Yoongi bruciavano, coperte di tagli e di qualche scheggia data dai famosi piatti e bicchieri, ma lui avrebbe solo voluto poggiare la testa sul cuscino e dormire fino al giorno successivo. Si sentiva male, a causa del trattamento che aveva ricevuto, non poteva negarlo.
Sospirò, infilando la chiave nella serratura con non poco dolore, cercando di non far scendere nemmeno una lacrima.
Si sedette sul divano, ed appena lo fece Holly si sdraiò accanto a lui, in cerca di coccole: gli era mancato il suo padroncino quella sera.
"Holly, non posso. Appena avrò voglia di alzare il culo da questo posticino comodo mi sistemerò ed avrai le tue carezze, te lo prometto."
Il cane sembrò capire, poggiando la testa contro il ginocchio sinistro del padrone e chiudendo gli occhi, in attesa delle tanto desiderate coccole.

Qualcuno bussò alla porta circa una decina di minuti dopo, risvegliando il ragazzo da quello stato di trance/riposino rigenerante.
Merda
Pensò, frustrato. Si stava rilassando, in fin dei conti. Ed era stata anche una pessima giornata, se lo meritava.
Proprio ora?
"Yoongi, sono Jin. Sto entrando, ti ricordo che ho una copia delle chiavi, figlio adottivo cazzone del mio cuore."
Seokjin? Cosa cazzo era venuto a fare in casa sua a quell'ora della sera? A quanto pareva, il ragazzo più grande aveva decisamente un pessimo tempismo secondo Yoongi.
Subito, appena mise piede in casa, si accorse del sangue che aveva sporcato un poco i fazzoletti.
"Yoongi... ma ti pare un bendaggio quello?!"
Il minore spiegò tutto con calma, mentre Seokjin rimuoveva le schegge con un paio di pinzette recuperate in uno dei mobiletti del bagno.
Gli faceva molto male, ma cercò di non lamentarsi.
Calde lacrime scesero dai suoi occhi, tremava, mentre il suo migliore amico-eomma finiva di curarlo e gli disinfettava le ferite.
"Non è colpa tua Yoongi, sono stati dei grandissimi stronzi. Sono sicuro che Tory ti aiuterà. È lei che mi ha avvisato di ciò che avevi fatto alle mani, per questo sono arrivato qui a quest'ora."
Il biondo lo guardò negli occhi.
"Tu conosci Victoria?"
Seokjin ridacchiò. "Victoria? Ovvio! Mi credi se ti dico che è la fidanzata di mia sorella maggiore?"
Yoongi annuì. "Ecco perchè il nome
Leeyun mi suonava familiare. Kim Leeyun, tua sorella più grande! Lasciatelo dire, a casa vostra avete ogni genere di orientamento sessuale."
Entrambi riuscirono a ridere per un momento, mentre le mani del minore vennero fasciate a dovere.
"Leeyun è sempre stata una ragazza appassionata di viaggi, ha studiato molto all'estero e non avevo occasione di vederla spesso come tu sai, ma da quando è tornata e ha preso casa qui con Victoria sono troppo contento, io e la mia sorellina minore possiamo andarla a trovare ogni volta che vogliamo!"
Il discorso si fece interessante. "Mi ricordo di tua sorella maggiore, però aveva il suo gruppo di amici e non parlava mai con noi."
Jin sorrise, sornione.
"Mia sorella minore invece è in classe con te, con il famoso ragazzino e con quell'altro ragazzo che ogni tanto invita a casa nostra, Namjoon. Jimin mi ha detto che altri ragazzini di quel gruppo sono suoi amici, uno di loro che è uno gnocco della madonna e un altro che è un suo amico dai tempi della scuola di danza."
"Il mondo è fottutamente piccolo."
Seokjin preparò del thè per entrambi dopo aver bendato le mani a Yoongi, che riusciva comunque a muoverle bene; abbastanza da poter reggere la sua tazza senza dolore.
"Come farò con il lavoro? Ho davvero appena iniziato, il capo mi ucciderà."
"Tory ha pensato anche a quello. Ne ha parlato con la titolare, Yoongi. Hai qualche giorno di pausa nonostante tu sia solo all'inizio del tuo periodo di prova, così da poterti rimettere in forze per continuare il lavoro siccome non è stata colpa tua."
Yoongi spalancò gli occhi. "Victoria è un tesoro!"
Seokjin sorrise. "Viene da una famiglia abbastanza povera, sa cosa vuol dire farsi il culo per arrivare alla fine di un fottuto mese, mia sorella si è innamorata del suo carattere dolce ma anche combattivo, Tory è una ragazza con le palle, amico mio."
Il biondo bevve un sorso della sua bevanda, che era ancora calda. "Lo è, assolutamente."
Jin rimase in sua compagnia, e mentre parlarono mangiarono un po' dei biscotti preferiti di Yoongi, senza dimenticare di fare le coccole ad un geloso Holly.
"Senti, Jin..."
"Sì?"
Il biondo si morse il labbro, nervoso. "A scuola c'è questo ragazzo, si chiama Hoseok... e per me è difficile da capire il suo comportamento. Tu sai che normalmente riesco a leggere le persone come libri aperti, ma la sua maschera sembra più spessa di quella di chiunque altro io abbia mai conosciuto."
Lo hyung annuì, comprensivo.
"Come mai dici così? Spiegami, come si comporta?"
Yoongi si preparò ad illustrare la situazione che stava vivendo. "Praticamente sorride più o meno sempre, anche quando sembra star male per non so bene che motivi. Nonostante sappia chi sono, pare non avere paura anzi, mi ha detto che per lui non sarebbe cambiato nulla se gli avessi rivelato la mia vera identità subito."
Il più alto gli mise una mano sulla spalla. "Yoon, sembra una brava persona. Come puoi non riuscire a leggere la sincerità nelle sue parole?"
Il ragazzo scosse la testa. "Non hai capito nulla, hyung! Lui finge ogni cosa, io so che in realtà lui non è così felice, sembra soffrire per qualcosa. Poi sorride per tutto ed è così fastidioso... aish, non lo sopporto!"
Seokjin lo calmò. "Ascolta bene. Se ti crea così tanti dubbi, perchè non ci fai amicizia?"
Yoongi rimase di sasso. "A-amicizia? Con quel ragazzino?"
Il maggiore annuì. "Sì, Yoongi. Come ti dicevo, sempre se non sbaglio, è amico di mia sorella minore, lei la conosci."
"Sì, questo tizio conosce anche Jimin, sono nello stesso famoso gruppo di amici, ne abbiamo parlato anche prima, ma non te ne ricordi perchè sei anziano. Dici che mi convenga davvero fare amicizia con un pazzo come lui? Un possibile maniaco sempre sorridente?"
Seokjin sospirò. "Se non lo farai, come pensi di poter ottenere delle informazioni? So bene che vorresti stalkerare la gente, ma essere molesti è il peggior modo di approcciarsi a qualcuno, Yoongi. Poi oh, anziano a chi?"
"Come diavolo dovrei fare?"
Il maggiore ci pensò su. "Boh, intavola una conversazione del tipo -Wow, sono belle le tue scarpe! Dove le hai comprate?- Oppure... che so, -I tuoi capelli sono stupendi questa mattina, che shampoo usi?"
Yoongi si mise una mano sulla fronte. "Aish, eddai, non sono uno Yoongi dodicenne arrapato che non vede l'ora di metterlo in culo a qualcuno. Qualche idea più normale?"
Seokjin sospirò. "Qualcosa di molto difficile. Tipo... ciao?" Propose, trattenendo le risate.
Lo stava decisamente prendendo per il culo, il suo bellissimo culo candido.
Il biondino finì il suo thè. "Sei sicuro?"
Il più grande sparecchiò. "Penso che se proprio te la vedi male, tu possa approcciarti a lui in modo diverso..."
"Metterlo a 90 su un banco?" Ironizzò il ragazzo, con un accenno di sorriso.
"Ma porco culo, no! Per esempio gli cade un libro, tu lo raccogli ed inizi a parlargli. Quando hai conosciuto me e Jimin non ti sei fatto questi problemi."
Yoongi annuì. "Eravamo degli stupidi feti, Seokjin-hyung."
Lo hyung sospirò. "Sai di essere un caso perso, vero?"

Un'oretta più tardi, Seokjin tornò a casa. Aveva controllato un'altra volta le ferite di Yoongi, raccomandando al ragazzo di tenerle sotto controllo. Il giorno seguente avrebbe dovuto disinfettarle nuovamente e cambiare la fasciatura, ma presto sarebbe tornato tutto a posto.
Il giovane fece finalmente ad Holly tutte le coccole che il cucciolo desiderava, per poi portarlo a fare una passeggiata.
Era circa mezzanotte, non c'era molta gente per strada e si stava davvero bene. Nel suo quartiere, l'unico odore che si sentiva in quel momento era quello dei cassonetti della spazzatura misto al profumo di fiori che le persone sistemavano nei giardini. Un mix decisamente poco elegante, ma era pur sempre meglio dell'odore forte e stantio delle prigioni.
Holly era davvero agitato, sembrava non vedere l'ora di arrivare al parco.

La mattina successiva Yoongi scese dal letto imprecando, un bellissimo modo di iniziare la giornata. Aveva fatto un incubo a proposito di suo padre, e il suo orario di scuola faceva moooolto schifo.
Tra tutte le materie, spiccava educazione fisica: una di quelle obbligatorie in ogni anno.
Sospirando, prese i libri che occorrevano e la divisa da ginnastica che aveva fin dal primo anno, non era cresciuto troppo e gli andava ancora bene, oltre al fatto che a differenza della divisa quest'ultima non era cambiata.
Mangiò in velocità una brioche alla crema, mentre pensava a non cercare doppi sensi nella sua colazione. Dopo un caffè, si sentì rinato e pronto per un'altra rottura di palle chiamata scuola.
Non voleva fare ginnastica: lui era Min Yoongi, e Min Yoongi non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno... o così pensava.
Da nessuno, tranne dal professore di educazione fisica.
Dopotutto, quella materia era obbligatoria, non si poteva scegliere se farla o meno. La palestra era davvero grande, c'erano zone individuali per cambiarsi, così da rispettare la privacy di ogni studente e studentessa. Aveva sempre apprezzato quella scelta, lui non amava doversi spogliare davanti ad altri ragazzi per indossare la tuta da ginnastica, principalmente perchè molti dei 《fighetti》 di quella che prima di quei famosi giorni in cella era stata la sua classe tendevano a prendere in giro un po' tutti.
Indossò controvoglia la maglia nera e i pantaloni forniti dalla scuola, allacciando per bene le scarpe. Per quale cavolo di motivo non potevano giocare a basket? Era l'unico sport che apprezzava, ed era piuttosto bravo.
Ciò che gli stava più a cuore era un ricordo.

Il giardino delle scuole elementari era gremito di bambini, ma il campetto da Basket non aveva molti visitatori.
Decise di provare, un giorno, a far canestro con una palla trovata lì accanto. Aveva sette anni, quasi nessun amico e voleva solo divertirsi.
Con fatica, saltò per tirare la palla, senza riuscire a centrare il canestro.
Provò più volte, poteva riuscirci, il canestro era adatto ai bambini. Era stanco, ma voleva continuare a provare ancora ed ancora. La pausa dopo il pranzo durava circa un'ora, aveva ancora tempo.
Si sdraiò a terra, sfinito, con le lacrime agli occhi: perchè non trovava la forza per continuare? Si sentiva stupido, non voleva fare brutta figura in caso qualcuno lo stesse guardando.
"Ti sei arreso?" Un bambino, probabilmente del primo anno, si era avvicinato a lui. Gli aveva preso la manina stretta nella sua, aiutandolo a tirarsi su.
"No!" Aveva ribattuto Yoongi, guardandolo negli occhi con aria di sfida.
"Rimarrò qui fino a quando non segnerai." Decise il più piccolo, serio.
Lo incitò, e dopo un'altra decina di tentativi la palla finalmente prese una traiettoria corretta, facendo segnare il bambino.
Gli occhi di Yoongi brillavano di una luce nuova, quella di chi è riuscito finalmente ad ottenere qualcosa.
Era stata la presenza di quel bimbo... il suo sorriso a cuore che lo aveva incoraggiato.

Spesso, Yoongi si chiedeva se un giorno lo avrebbe incontrato nuovamente. Avendo cambiato scuola poi, aveva perso di vista quel bambino.
Con sua sorpresa, però, giocarono proprio a Basket: miracolo divino.

>>Spazio autrice<<
Scusate tantissimo per il capitolo orribile e l'aggiornamento super in ritardo, ma sto studiando per la sessione estiva di esami in uni (save me, save me, oh oh~) quindi non riesco sempre a scrivere.
Spero comunque vi sia piaciuto ><
~Ely❤

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