Un forte rumore e uno strano tremolio dopo, Izuku caccia un piccolo urlo e si alza a sedere di scatto sulla propria sedia, le palpebre quasi incollate per la stanchezza e il sonno ancora lì, nascosto dall'improvviso spavento.
Cavolo, doveva essersi addormentato proprio poco dopo l'inizio dell'interrogazione di recupero di Eijiro... e lui che aveva promesso di supportarlo...
Di fatto, di fronte a lui, sostavano in piedi Eijiro, con espressione preoccupata, e Katsuki, con espressione arrabbiata.
È arrabbiato dalla sera prima, quando Eijiro non si è presentato in camera sua. La sua ira è divampata ulteriormente, però, di ritorno dalla sua corsetta mattutina svariate ore dopo, quando ha beccato Eijiro uscire dalla stanza di Izuku con i vestiti stropicciati.
In quel momento erano rimasti a fissarsi per, tipo, trenta secondi buoni, tutti e tre, senza dire una parola. Poi Izuku aveva alzato una mano per salutarlo, e la magliettina che indossava aveva lasciato esposto un segno sul suo braccio che corrispondeva al morso di Eijiro, ottenuto per sbaglio nel sonno.
Dopo essersi quasi scazzottati in corridoio, avevano continuato a tenersi il muso durante la giornata scolastica.
Fino a quel momento, perlomeno...
— Midobro, ma sei sicuro di aver dormito ieri? — mormora Eijiro, abbassandosi fino a poter stare rannicchiato e col mento posato sulla superficie del banco, guardandolo con un adorabile sguardo cuccioloso.
Izuku gli sorride addolcito, quasi tentato di lasciargli una dolce carezza tra i capelli. — Sì... ho dormito, giuro. Ho solo... problemi con il mio riposo.
Katsuki batte nuovamente la mano sul banco di Izuku, facendo per parlare.
— Ragazzi, vi ricordo che siete ancora in classe e che dovreste fare silenzio. — li rimprovera il professor Aizawa, appena arrivato per parlare con il suo collega, apparentemente. Izuku ed Eijiro chinano il capo con rispetto, mormorando delle scuse.
— Oh, sentite, mi avete rotto.
Katsuki lancia un'occhiata affilata ad Izuku, il quale deglutisce in silenzio. Ha paura scateni un'altra rissa.
— Tu, Deku, con me. — gli dice Katsuki, cogliendolo di sorpresa. — Kirishima, a cuccia.
— Subito! — esclama il rosso, e Izuku quasi non si mette a ridere. — Faccio la guardia.
— MA VAI IN MENSA, CHE NON DEVO FARE DA BABYSITTER ANCHE A TE PER CONTROLLARE CHE MANGI! Andiamo, Deku.
E insieme si avviano, spalla contro spalla, fuori dalla classe, e fuori dall'edificio.
Izuku per tutto questo tempo resta a pensare. Perché in un certo senso sa, e allo stesso tempo non sa cosa sta per succedere. In teoria, anche in base alle parole di Katsuki, mangeranno insieme. Il punto è: che faranno poi? O, che faranno intanto? E Izuku, come dovrebbe comportarsi? Dovrebbe essere un buon amico oppure dovrebbe fare ancora l'offeso? E poi, quanto dovrebbe fare l'offeso? Magari dovrebbe parlarne con Shouto... lui sa come tenere il muso a qualcuno. Lo fa sempre con suo padre.
In neanche cinque minuti arrivano al loro dormitorio, e Izuku è ancora più confuso.
Perché si trovano ai dormitori e non a qualche sorta di appuntamento romantico? Dannazione, la sua opzione più gettonata non era la scelta giusta!
Appena entrati, Katsuki e a sua volta Izuku gettano gli zaini all'ingresso, incamminandosi in cucina. Izuku allenta leggermente il nodo della cravatta, mentre il rumore del rubinetto del lavabo riempie la stanza intanto che il biondo si lava le mani.
— Visto che non riesci, semplicemente, a rimanere buono e fermo, io non parlo e cucino, e tu mangi con me. Chiaro? Voglio solo...
Si interrompe. Katsuki è di spalle, e sta iniziando a preparare riso e carne. Izuku lo fissa quasi eccitato.
— Voglio... solo fare amicizia con te. Niente di più.
Izuku non può fare a meno di chiedersi perché ci tenga così tanto.
— Perché ci tieni così tanto? — gli sfugge, prima di riuscire a tacere.
Katsuki si ferma, la lama del suo coltello solo appoggiata sulla carne.
C'è silenzio per qualche attimo.
— Ci tenevo. — mormora. — E voglio aiutarti. Se per aiutarti devo essere tuo amico, questo è ciò che farò.
Izuku annuisce lentamente. Percepisce nell'aria la mancanza di qualcosa, che apparentemente sembra molto utile per capire meglio Katsuki Bakugou, la persona più controversa che conosce.
— Con questo non voglio insidiare nessun dubbio o altro — mormora Izuku, sedendosi ad uno degli sgabelli attorno alla penisola della cucina. — Mi piacerebbe tanto averti come amico. Ma... allo stesso tempo, credo di non riuscire davvero ad abituarmi all'idea di... tu, che... che vuoi fare amicizia con me, dopo tipo dieci anni o più, di nuovo.
Ancora silenzio.
— Cosa risulta strano, di preciso? — chiede Katsuki, un pizzico irritato. Izuku sospira in silenzio.
— Be', in primo luogo il fatto che dopo tutto questo tempo tu ritorni indietro sui tuoi passi.
— Sono cresciuto. È stupido continuare a tenerti il muso perché vuoi diventare l'eroe migliore di tutti, perché hai un Quirk del quale, oltretutto, hai parlato solo a me nella speranza non ti tenessi il muso, e sai proteggerti. Nei limiti. Nel senso che non sei una donzella in difficoltà, sei un coglione che non preserva la propria integrità fisica. E che si è sacrificato per me. Più volte. Umiliandosi anche. Un altro paio di volte. E che mi ha sempre teso la mano.
— E che tu hai rifiutato.
Katsuki si mette rapido a lavorare delle uova, preparando il pangrattato di pangrattato. — E che io ho rifiutato.
Izuku sorride leggermente. — Be', è bello sentirtelo dire. Non ti sto prendendo in giro. È... è bello sapere che magari non ti faccio così schifo.
— Mi fai schifo solo da ubriaco marcio, perché cazzo, hai diciassette anni. Dovresti pensare a modi migliori per festeggiare il sabato sera.
Izuku alza gli occhi al cielo. — Facciamo che la paternale la affrontiamo in un altro momento. Perché non ho voglia di litigare di nuovo. Sto cercando di darti un'altra possibilità con me.
— Perché è così difficile farlo ora quando mi hai sempre dato chances, oltretutto non richieste, nel corso degli anni?
Izuku lo guarda. Katsuki, per tutto questo tempo, non si è mai voltato a guardarlo. Ha solo continuato a cucinare, a cucinare, a cucinare...
— Perché sono stanco di lasciarmi ferire dai tuoi rifiuti e dai tuoi errori. — mormora a bassa voce. Katsuki si ferma nuovamente, con una mestolata di riso lasciata a mezz'aria.
Alla fine la mette nuovamente in pentola e riprende a cucinare. Sembra non sapere esattamente che dire. Izuku sospira di nuovo.
— Scusa. Non volevo ferirti.
— Mi dà fastidio l'aver trovato una cosa in cui, a quanto pare, faccio schifo. Questo è quanto.
Izuku sorride addolcito. In un attimo crede che, se non avrà abbastanza controllo sulle proprie azioni, rischierà di saltargli addosso per avvolgerlo in un abbraccio enorme e dolcissimo.
"Potrebbe essere bello", pensa. "Tornare ad essere amici. Grandi amici, come quando eravamo piccoli. Sempre alla ricerca di nuove missioni, sempre a confrontarci con entusiasmo e, forse, fin troppa passione riguardo le nostre opinioni. Stringerci la mano, abbracciarci dopo ogni battaglia vinta insieme mentre ci diamo il pugno. Lui che gongola fiero e io che sorrido felice. Cercare la sua approvazione mentre creo delle strategie per le nostre esercitazioni. Essere vicini di posto per il volo verso l'isola di Nabu. Accordarci insieme per andare a trovare i piccoli Katsuma e Mahoro, giocare un po' con loro, uscire a fare allenamenti notturni in giardino, cercare di rubargli un bacio mentre siamo a terra, stanchi e ansiman..."
E il suo sogno ad occhi aperti si conclude lì.
Per quanto lo vorrebbe, Izuku sa che quello che avrà dall'amicizia con Katsuki non sarà altro che l'amicizia con Katsuki.
Sente come se la loro amicizia avesse un prezzo, e che esso fosse così alto da lasciargli un certo smarrimento. Ne valeva la pena di dedicargli tutto se stesso per rimanere solo?
Anche se il cielo cadesse e la Terra tremasse sotto i suoi piedi, se i grattacieli attorno a loro cadessero in ginocchio, saprebbe però che Katsuki è il suo posto sicuro, e che con lui accanto potrebbe uscire fuori da ogni problema.
Basta solo uscire fuori dal guscio.
— Mi piace questa tua... sincerità, Kacchan. — ammette infine, tentato dall'idea di passare una mano tra i suoi morbidi ma spigolosi capelli biondo cenere.
Katsuki sbuffa. — ...Faccia Tonda mi ha detto che se ti dico tutto è meglio. Ma sE TU OSI ANDARE IN GIRO A DIRE QUESTE COSE A QUALCUNO FACCIO SALTARE IL CULO SIA A TE CHE ALLA PERSONA A CUI RIVELERAI-
Izuku scoppia istintivamente a ridere. — DAI, KACCHAN! Non sono così cattivo, so benissimo che odi esporre i tuoi sentimenti.
— Non è che lo odio, non lo so fare.
— E tu odi non saper fare le cose. Dico bene?
Katsuki tace, e continua a cucinare.
— Lo prendo come un sì solo perché so già la risposta.
Katsuki grugnisce, e Izuku ridacchia nuovamente.
— Davvero, voglio metterti a tuo agio. Sto anche cercando di controllare la cosa del borbottare ciò che penso sottovoce, visto che ti dà così fastidio.
— Non è che mi dà fastidio. Mi urta sapere che pensiamo le stesse cose.
Izuku resta piacevolmente stupito. Katsuki grugnisce irritato. — Cosa! Mi urta, mi sento come se mi leggessi nella mente, e poi lo dicessi a tutti. Mi fa imbestialire.
Izuku, a quelle parole, si immagina Katsuki che lo guarda estrarre un coniglio tutto nero da un cilindro con occhi sbarrati, urlando "Questo è esattamente ciò a cui stavo pensando!".
Sogghigna, decidendo di tenere quella fantasticheria dentro la sua mente, ben nascosta. — L'ho sempre saputo che eravamo anime gemelle.
Attimo di silenzio.
— Non fare tanto il sapientone, le persone ci sono arrivate quattro secoli prima di te. C'è un motivo se ci prendono in giro chiamandoci "il Wonder Duo".
— Kacchan, non ci prendono in giro! Volevano solo darci un nome di battaglia figo! A me piace.
— Ma stai zitto, che fino a qualche mese fa eri completamente sicuro che io e Capelli di Fango fossimo un'accoppiata migliore di quanto lo siamo noi due.
— Ma era vero!
— Ma vaffanculo! — Si volta, agitandogli il mestolo gocciolante contro. — Noi due ci conosciamo quasi da quando tu sei nato, posso predire i tuoi pensieri senza neanche guardarti, so esattamente il tuo piano solo guardandoti per un fottutissimo frangente di attimo negli occhi, ci ritroviamo sempre insieme a combattere tutto e hai, almeno in campo, il mio sostegno e la mia fiducia, sai come ragiono io, so che mi guardi sempre le spalle e so benissimo come aiutarti con ogni, strafottutissimo Quirk del One For All... e tu osi dire che Testa Tinta è meglio.
— Ma sa gestire le tue emozioni!
— MI DIVERTE E MI HA AIUTATO A FARE AMICIZIA! Questo è quanto! Tu sei il partner migliore, punto, fine della questione.
Le labbra di Izuku tremolano proprio mentre Katsuki si volta verso i fornelli e mette a friggere qualcosa in una seconda pentola. L'angolo destro della sua bocca si inarca subito verso l'alto. Non riesce proprio a trattenere il compiacimento che cresce dal suo cuore, riempiendo la cavità toracica di bolle e bollicine arancioni.
— Quando dici così, mi sento sempre bene... — mormora.
— Andiamo, non fare il fottuto sentimentale! Ti ho detto quello che entrambi già sappiamo, cazzo. Non me lo sono tirato fuori dal nulla come un prestigiatore.
Izuku sorride come un cretino, sentendo il bisogno di fare un salto di gioia.
Quel buon profumino molto conosciuto gli lascia una strana sensazione briosa, nel cuore e nello stomaco, e... semplicemente non può ignorarla.
Si alza quindi dallo sgabello, la mente attraversata da rapidi pensieri irrefrenabili, e inizia a saltellare verso il biondo che si appresta a preparare tutto e ad apparecchiare due posti per loro.
— Kacchan, è davvero Katsudon?
— Certamente no. — dice sarcastico, muovendo la testa come se stesse facendo il verso a qualche maggiordomo. — Le ho fatto gli spaghetti con il sugo e le polpette, così lei e Lilli potrete mangiare in santa pace.
Izuku, così euforico e divertito dalle buffe imitazioni di Katsuki, gli stampa un bacio rapido sulla guancia. Katsuki si ghiaccia sul posto mentre sta preparando una ciotola di riso.
— Gracias, mi amor! Te quiero mucho!
Poi Izuku si accorge della gaffe, e si blocca per un breve, piccolo e terrorizzante istante.
Gli ha fatto una dichiarazione. Prima lo ha chiamato "amore mio", poi gli ha detto "ti amo"...
Ugh, che grandissima stronzata. Peggio della volta che ha cambiato nickname su instagram invece di fare una qualsiasi altra cosa più sensata.
Ora? Come fare?
Forse il bluff era l'idea migliore, ma non ne era poi così certo. Magari parla spagnolo...
No, un momento.
Katsuki odia lo spagnolo. Lo prende in giro, dicendo che si deve decidere su quale lingua imparare.
Forse il suo bel fondoschiena è salvo.
Continua quindi a procedere come se niente fosse, con una certa calma e allegria, come se non avesse detto niente di strano.
Ha una gran bella faccia tosta, il bambino.
— La smetti di sculettare in giro? Sei imbarazzante. — lo rimprovera invece Katsuki. Quando Izuku si volta a guardarlo, nota un certo rossore sulla nuca.
Ridacchia, cercando di metter su un'espressione angelica. — Io? Sculettando? Kacchan, ma che dici! — cerca di esclamare con tono pudico.
Katsuki lo fulmina con lo sguardo. — Se ti ho detto che stavi sculettando, stavi sculettando. Niente scuse. Ora vai, smetti di sculettare e ti mangi le mani che dobbiamo lavare.
Izuku quasi scoppia a ridergli in faccia. — C-cosa... cosa dobbiamo fare, scusami? — domanda dopo qualche colpo di tosse.
— MI HAI SENTITO, VAI A LAVARTI LE CAZZO DI MANI!
Izuku alza le mani in segno di resa e si volta lentamente, camminando via.
— NON MUOVERE QUEL CULO, CAZZO!
Izuku arrossisce. Odia ammetterlo così, ma quelle parole sono molto decontestualizzate, al momento, nella sua testa.
— S-scusa!
E pochi minuti dopo stanno mangiando il Katsudon insieme, battibeccando sottovoce nel silenzio del loro dormitorio vuoto.
C'è una certa luce, a quest'ora, ma allo stesso tempo non appare eccessiva. Eppure, allo stesso tempo, è veramente piacevole stare lì, con Katsuki. La luce entra dalle vetrate e illumina il soggiorno, mostrandolo come il posto decisivo in cui spostarsi dopo pranzo.
— Stai attento, scotta.
— Questo lo dici tu- ahi! Ahi!
— Tiè l'acqua.
— Grazie. Mi passi la salsa di soia?
— Ma ne hai già messa un casino!
— Fatti i fatti tuoi! Mi piace saporito.
— Stai cercando di dire che la mia cucina fa così schifo che imbottirla di salsa di soia la rende mangiabile? Ti faccio il culo, nerd.
— Non ho detto questo!
— Quella quantità industriale di salsa di soia ti farà male.
— Disse quello che nel suo Katsudon ci ha messo una quantità industriale di peperoncino. Avrai il mal di pancia, così.
— Ma io sono forte e in salute, e tu sei lo stronzo che l'anno scorso è rimasto al dormitorio dicendo che aveva il mal di schiena per una settimana, prima di scoprire con una visita dalla vecchietta sbaciucchiante che aveva i calcoli renali.
— Credevo di essermi fatto male!
— Te lo dico per il tuo bene, nerd. Tutta quella salsa fa male.
— Ma non so che cazzo metterci...
— Il mio.
— Cosa?
— Ti ho detto "mettici il mio peperoncino".
— Prima hai detto solo "il mio". È giusto un pizzico fraintendibile, eh.
— ...parlavo del peperoncino.
— Okay, okay, come vuoi. Dai, peperoncino sia.
— Okay, vieni e te lo do.
— ...come?
— Vieni. Qui. Che. Ti. Do. Il. Cazzo. Di. Peperoncino.
E, a parte tutti i fraintendimenti in ogni scambio di battute, il bello di quella conversazione fu, per entrambi, un solo fatto.
Per una volta, il loro tono di voce è rimasto pacato tutto il tempo.
Questo ha aggiunto tanta comicità agli eventi che Izuku, a una certa, si era messo a ridere di gusto. E allora, neppure Katsuki era riuscito a trattenere un piccolo sorriso divertito.
2668 parole
Autrolino dell'Angolice
Giustamente
shinwhjte aka Kyo esiste
Legge questa storia
E IO RICORDO DI DOVER AGGIORNARE
Ringraziamo tutti in coro Kyo <3
Sono sparita per disagi mentali miei grossi, problemi grossi con la scuola e in famiglia, depresshon (sempre il solito), ma per l'estate programmo relax e scrittura finalmente. Sarà più rilassata, avrò la mia psicologa, e il mio ragazzo (ti sto minacciando con un coltello) scende in sardegna. Non è meraviglioso?
Ho anche iniziato Fire Force. Per alcune cose mi sembra idiota, ma allo stesso tempo ci leggo qualcosa lì... e mi fa appassionare davvero tanto. Mi anima molto.
Allora! Che si dice? Come sta tua mamma? E il tuo *inserire animale domestico*?
Grazie di aver chiesto! I miei gattini stanno bene, tutti degli stronzetti in salute :)
QUESTO LIBRO MI MANCA ma il mio professore di scienze umane, quella di arte, quella di italiano, quella di scienze naturali e il prof di matematica hanno detto:
"No
lol"
MA LA TUA VITA "NO LOL" BASTARDOOOOOO
Parliamo di LST :) che ogni tanto mi confondo e dico LSD :) oppure parlo della droga e dico LST in automatico :)
Capitolo speciale! Particolare! Supremo! I personaggi sviluppano, migliorano, vediamo gelosia! Amore! Premura! Attaccamento! Gentilezza! Divertimento! E molto altro qui nella LST Roller-Coaster!
Ditemi i vostri pensieri sul comeback e sul capitolo meraviglierriesimo.
Io...
Vado a mangiare i miei tramezzini.
CYA-
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