❥31.

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Quella mattina Hana aprì gli occhi con fatica immane.
Si stiracchiò, emettendo un gemito stanco e attirando l'attenzione di Mei, anche lei ancora mezza addormentata.

"Quando sono tornata ieri sera eri già a letto." La castana borbottò, il viso era ancora affondato nel cuscino.

"Sì... ero stanca." Hana sospirò, dentro di sé ricordò come avesse trascorso gran parte della serata.

Aveva evitato di rispondere ai messaggi di Namjoon, e aveva tentato con tutte le sue forze di non scrivere a Taehyung.
Non dopo il modo in cui lui l'aveva trattata.
La mora sapeva che dopo quel che era successo tra lei e Jimin, la decisione più giusta era quella di dire tutto al suo ragazzo; stavano insieme, era giusto che Taehyung sapesse.
Ma non poteva scordare il modo in cui lui le aveva risposto quando lei lo aveva chiamato; Taehyung era stato aggressivo, il tono di voce era furioso e Hana pensò che il maschio fosse stato davvero esagerato nel reagire così.
Hana voleva solo fargli sapere che stava per andare da Jimin, che motivo c'era di rispondere in quel modo?

Quindi anche se la fanciulla da una parte voleva parlare con Taehyung e dirgli cosa fosse successo, una piccola voce nella sua testa le suggerì di non dire nulla a quell'idiota.

In fondo l'ho fermato...
Hana rifletté tra sé, ricordando come la bocca di Jimin si muoveva avida sopra le sue labbra.

"Hana, sono tornata che erano solo le nove." Mei alzò un sopracciglio, credette che fosse sospetto il fatto che l'amica a quell'ora si trovasse già a letto.

"Te l'ho detto Mei, ero stanca." Hana sbuffò, si alzò e si diresse in bagno per darsi una sistemata.

Dopo essersi preparate, le ragazze si avviarono nel solito punto di sempre per aspettare i rispettivi ragazzi.
Hana era più titubante all'idea di incontrare Taehyung, non era proprio entusiasta di rivederlo.
Sapeva che avrebbe trovato difficoltà nel mentire, e non voleva neanche che la situazione tra Taehyung e Jimin peggiorasse, già adesso i due amici sembravano essere ai ferri corti.
Se Hana avesse parlato, le conseguenze sarebbero potute essere disastrose.

Ed era irritata dal comportamento di Taehyung, non solo per come le aveva risposto il giorno prima ma anche perché la sera lui non l'aveva cercata per nulla; se lei non aveva mai scritto a lui, anche Taehyung aveva fatto la medesima cosa.
E Hana pensò che non andasse per niente bene, lui era il suo ragazzo e un minimo di preoccupazione avrebbe dovuto mostrarla per lei.
La mora si accigliò, prevedeva una giornata lunga e pesante e non sapeva se fosse pronta per affrontarla.

Le due ragazze erano ferme non molto distanti dall'entrata principale, Mei aveva capito anche solo guardandola che Hana non era di buonumore, e cercava di distrarla raccontandole il film che ieri sera aveva visto assieme a Jin.
Ma l'attenzione della più alta era tutta rivolta verso gli studenti vicini a loro; Hana pensò che fosse una sua impressione, ma le sembrava che molte ragazze la stessero guardando e che stessero persino parlando di lei.
E che ridessero pure, come se la stessero prendendo in giro.
Sentì su di sé pure i tanti sguardi pungenti e curiosi dei maschi; anche se essi non dicevano nulla le loro occhiate parlavano da sole e per questo Hana iniziò a sentirsi sempre più a disagio.

Era sempre stata al centro dell'attenzione, quella non era una sensazione estranea per lei.
Essendo stata la fidanzata di Jimin per tanto tempo, e adesso la fidanzata di Taehyung, Hana era solita ricevere molti sguardi e occhiate da parte degli altri studenti.
Ma quella mattina, la sensazione era... diversa.
La ragazza cominciò a nutrire uno strano presentimento. Un presentimento non molto positivo.

Hana fece cenno a Mei di mantenere il silenzio, cercò di ascoltare il chiacchiericcio di sottofondo, formatasi tra le varie persone che si trovavano là fuori.

"È quella giusto?"

"Sì sì, stanno insieme."

"Sta con lei ma è andato con un'altra?"

"Forse bisogna usare il tempo passato e dire che stavano insieme."

Hana aggrottò le sopracciglia, non capì di cosa o chi stessero parlando.
Sapeva solo che quella sensazione negativa chiuse il suo stomaco in una forte morsa.

Le voci all'improvviso cessarono.
E scomparvero non appena l'auto nera di Jimin entrò nel parcheggio.
Gli occhi di Jimin si incrociarono immediatamente con quelli di Hana, quest'ultima abbassò lo sguardo in un attimo.
Non voleva affrontare Taehyung ma nemmeno il suo ex, e sperava con tutto il cuore che almeno per quel giorno Jimin la lasciasse in pace e che non provasse a menzionare l'accaduto di ieri.

Hoseok, che era seduto dietro Jimin e Yoongi diede un colpetto al braccio del maggiore, senza farsi vedere dal loro amico.
Yoongi lanciò un'occhiata interrogativa al rosso che in risposta indicò con il mento il maschio più giovane.
Nel frattempo Jimin continuava a fissare Hana in silenzio, era dispiaciuto per come si era comportato ieri e avrebbe voluto scusarsi.
Ma immaginava che Hana non sarebbe mai rimasta ferma ad ascoltare le sue patetiche scuse.

"Jimin..." Yoongi si schiarì la gola, in un vano tentativo di attirare l'attenzione del moro.

Sia lui che Hoseok avevano notato che il loro amico stesse fissando con insistenza Hana.
Entrambi ci avevano pensato a lungo, ma alla fine avevano preso la decisione di raccontargli tutto.

Perché tutti ormai già sapevano cosa fosse successo ieri tra Taehyung e Iseul.

Nami, la coinquilina di Iseul aveva raccontato il fatto ad una sua amica; questa ragazza lo aveva raccontato al suo ragazzo e da lì, la voce si era sparsa in tutto il campus.
Fino ad arrivare alle orecchie di Yoongi, che non sapendo cosa fare si era confidato con Hoseok.
Il resto del gruppo non sapeva nulla, e forse era meglio così.

Yoongi e Hoseok ne avevano parlato, riflettendo se fosse meglio parlarne prima con Taehyung e Hoseok aveva intenzione di fare così.
Ma Yoongi invece, infastidito dal comportamento del più giovane aveva preferito non confrontarsi con il diretto interessato.
Però, per lui era giusto che Jimin sapesse.
Jimin e Taehyung avevano discusso due sere fa proprio per Hana e Iseul, e Yoongi pensò che fosse ridicolo che Taehyung fosse andato a casa della bionda e l'avesse pure baciata.
Aveva avuto il coraggio di dare dell'ipocrita a Jimin, quando lui aveva fatto lo stesso.

"Ho baciato Hana ieri." Jimin rivelò, Yoongi e Hoseok sgranarono gli occhi.
Questo non se lo aspettavano, nessuno sapeva che i due ex si fossero visti.

"Ho sbagliato. E se prima mi rivolgeva a malapena la parola, ora neanche mi guarderà più in faccia." Jimin ragionò ad alta voce, il suo sguardo attento era ancora fermo su Hana che intanto si muoveva agitata sul posto, consapevole degli occhi del suo ex puntati sulla sua figura.

Hoseok deglutì a disagio, Yoongi si morse l'interno della guancia.
Adesso non gli sembrava più molto il caso di parlargli del bacio tra Taehyung e Iseul, Jimin era visibilmente instabile e sofferente.

"Mi dovevi dire qualcosa hyung?" Jimin si voltò leggermente verso il più grande che sveltamente negò con il capo.

"No, niente."

Pochi minuti dopo arrivò anche Jin, seduto al suo fianco c'era Namjoon e dietro Jungkook.
Il maknae era ancora molto silenzioso, abbastanza nervoso per la situazione ma se aveva ricominciato ad aprirsi leggermente con gli altri, a Jimin quella mattina neanche aveva dato il buongiorno.

Jin parcheggiò, vide subito Mei di fronte all'entrata assieme ad Hana e sorrise dolcemente, le cose tra loro due stavano andando benissimo.
Ma il sorriso sparì subito non appena dei ragazzi si fermarono a parlare con loro.

"Sono troppo paranoico con Mei secondo voi?" Il maggiore rifletté ad alta voce, sia Namjoon che Jungkook annuirono.

"Sì ma fai bene ad esserlo hyung." Jungkook borbottò e fu il primo a scendere dall'auto.

Jin stava per seguirlo quando la mano di Namjoon lo bloccò.
Namjoon mostrò lo schermo del cellulare all'amico, lo sguardo che aveva sul volto era gelido e cupo.
E Jin comprese immediatamente il perché, non appena lesse il contenuto del messaggio.

"Non è serio... dimmi che sta scherzando." Jin deglutì, Namjoon non disse nulla ma rispose subito al suo amico Jackson, lo sguardo diventava sempre più oscuro ogni secondo che passava.

"Quanto è coglione." Namjoon commentò, Jackson gli stava simpatico ma quando si trattava di ragazze diventava un completo imbecille.

"In che senso lo sa tutta l'università??" Jin lesse ad alta voce quelle precise parole.

Il rombo della moto di Taehyung attirò l'attenzione dei due maschi.
Entrambi lanciarono un'occhiata all'ultimo arrivato; non appena Taehyung si tolse il casco i due notarono all'istante il volto visibilmente stanco, le occhiaie che contornavano i suoi occhi spenti.
Sembrava che il ragazzo non avesse avuto una bella nottata.
Dopodiché Jin e Namjoon si voltarono verso le due ragazze che però stavano ancora parlando con quei ragazzi.
Jin si accigliò per questo.

"Vai da loro, io parlo con lui." Namjoon ordinò a Jin che annuì deciso.

Namjoon con passo svelto raggiunse Taehyung; il più piccolo lo stava per salutare ma spalancò gli occhi incredulo non appena il maggiore lo afferrò per il colletto della giacca e lo allontanò abbastanza per poter parlare a quattr'occhi della questione, senza che le orecchie curiose degli altri studenti giungessero a loro.

"Hyung ma che cazzo-"

"Sei stato con Iseul ieri?" Namjoon andò dritto al punto, gli occhi di Taehyung se possibile si ingrandirono ancor di più.

"Come fai a-"

"Come faccio a saperlo? Quindi non lo neghi?"

"No aspetta-"

"Taehyung ma cosa cazzo fai?? Anche tu? Non solo Jimin, pure tu? Hana non se lo merita, non se lo merita per niente!"

"Lo so! Lo so okay? È stato un errore! Ma ci sono stati solo dei baci e io... lei... lei mi ha baciato e-"

"E non potevi evitarlo? Non potevi rifiutarla? Allontanarti da lei? Andiamo Tae, Iseul è una mezza sega, potevi benissimo fermarla!"

"Lo so cazzo!" Taehyung esclamò innervosito, con uno spintone allontanò Namjoon da lui che lasciò la presa sul suo giubbotto.

"Lo so! So che potevo fermarla e mi sento una merda per non averlo fatto! Mi sento uno schifo, e so che Hana non si merita di essere trattata così... lo so."

"Lo sai ma non hai comunque fatto nulla per evitarlo." Namjoon ringhiò, incredulo e anche rammaricato che fosse tutto vero.
Si sentiva male per Hana, le voleva bene, era una brava ragazza e non era giusto che venisse trattata in quel modo, prima da Jimin e ora da Taehyung.

"Come facevi a saperlo?" Il più giovane chiese con un filo di voce.

"Tae... lo sa tutta l'università." Namjoon asserì serio, a Taehyung si formò un groppo alla gola.

"L'ho saputo da Jackson, non so lui da chi lo abbia saputo... ma mi ha detto che lo sanno tutti. Qualcuno ha sparso la voce."

"È stata Nami. Ci ha visti." Taehyung sbuffò, pensò immediatamente alla coinquilina di Iseul, in fondo il suo arrivo aveva fermato il tutto.

E Taehyung internamente l'aveva ringraziata per questo, se Nami non fosse apparsa forse lui non sarebbe mai riuscito a fermare le intenzioni di Iseul.
Non sapeva cosa gli fosse successo, perché il suo corpo fosse bloccato; la sua mente voleva fermare la bionda ad ogni costo, ripetendo più volte che stava con Hana, che doveva darle modo di fidarsi di lui, e invece in quel momento non era riuscito a muoversi.
Aveva rovinato tutto.

"Tae?" Namjoon chiamò il più giovane con tono meno severo rispetto a prima, più morbido. Taehyung sollevò il viso, gli occhi pieni di rimorso lo osservarono.

"Devi parlare con lei. Devi dirglielo, prima che lo faccia qualcun'altro."

Taehyung si morse il lato della guancia dal nervoso, si vergognava.
Il giorno prima aveva litigato con lei, l'aveva criticata perché lei non si fidava di lui e si comportava da fidanzata gelosa, e adesso doveva avere il coraggio di andare dalla ragazza e dirle quel che era successo tra lui e Iseul.
Taehyung sentì il suo respiro mancare.

"Tae... sii sincero con lei. Almeno tu... sii migliore di Jimin." Namjoon sussurrò, un chiaro invito all'amico di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.

Taehyung spostò lo sguardo, intravide la figura rigida di Hana.
Sapeva che lei lo stava aspettando e vedeva quanto si trovasse a disagio, il maschio pensò che probabilmente nemmeno volesse parlarci con lui, dopo il modo in cui le aveva risposto al telefono.
L'attenzione del moro tornò su Namjoon, quest'ultimo emise un profondo sospiro quando vide Taehyung annuire debolmente.

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"Hana tesoro, come stai?"

Hana inarcò un sopracciglio, non ricordava neanche come si chiamasse il ragazzo biondo che si stava prendendo un po' troppa confidenza con lei, ma cercò di essere gentile.
Era stanca e non aveva voglia di discutere con un imbecille.

"Bene. Tu?" Rispose freddamente, il biondo e il suo amico al suo fianco risero, lasciando Hana e Mei visibilmente perplesse.

"Sai cosa pensavo... prima Jimin, poi Taehyung... e se cominciassi a frequentare qualcuno che non fa parte di quella cerchia? Sempre intorno al gruppo dei sette, dai ragazze... potreste avere di meglio."

"Noi vi tratteremmo sicuramente meglio." Ammiccò l'amico, fece l'occhiolino a Mei che aggrottò le sopracciglia e indietreggiò di un passo.

"Grazie, ma stiamo bene così." Hana replicò infastidita, ma il biondo non demorse.

"Davvero Hana? Fossi in te terrei gli occhi aperti."

"Mi stai minacciando?" Hana domandò scocciata, la pazienza la stava già abbandonando del tutto.

"No, volevo solo metterti in guardia. Sei una figa spaziale, non meriti di essere trattata così di merda da Kim Taehyung."

Hana sgranò gli occhi, non fece caso a come l'aveva definita quel ragazzo, erano più le parole seguenti ad aver avuto un grosso impatto su di lei.
Era vero che lei e Taehyung discutevano spesso, ma si chiese come quello sconosciuto fosse a conoscenza di questo dettaglio.

"Tu come fai a-"

"Dovremmo uscire. Una cosa a quattro, che ve ne pare?" Il moro al suo fianco ancora una volta sorrise malizioso a Mei, che si pietrificò sul posto.

La castana aveva paura, ma non di lui, ma della reazione del suo ragazzo.
Jin si trovava alle spalle di quei due e quelli ancora non si erano accorti di niente.

"Forse siete voi a dover tenere gli occhi ben aperti." Hana disse, consapevole della figura di Jin dietro di loro.

Il biondo stava per replicare quando Jin picchiettò sulle spalle di entrambi.
I due ragazzi si voltarono, sobbalzarono non appena incontrarono il sorriso non tanto divertito del più alto.

"Oh, Seokjin! Come sta-"

"Via dalle palle. Subito."

Hana, Mei e Jin guardarono come quei due idioti si allontanarono alla velocità della luce.
Jin assottigliò gli occhi seccato, il suo sguardo seguì le figure dei due fino a quando questi non sparirono dal suo raggio visivo.
Il maggiore si girò verso le ragazze, l'espressione cupa e scocciata scomparve in un attimo, dando spazio ad un sorriso radioso.

"Buongiorno amore!" Jin si chinò e diede un bacio sulla bocca di Mei, che arrossìta sorrise.

"Hana."

"Jin. Sono sempre felice di vederti, ma stamattina un po' di più." La mora scherzò, facendo ridere così il più alto.

"Lo so, sono motivo di felicità per tutti." Jin si vantò e con un braccio circondò le spalle di Mei.

Il silenzio cadde su loro tre quando scorsero la presenza di Iseul.
La bionda stava camminando assieme a Kira, lo sguardo sembrava incattivito.
E quello sguardo era proprio rivolto verso Hana, che guardò la sorella di Jungkook con sospetto.

L'accaduto con Jimin aveva momentaneamente fatto dimenticare ad Hana che Taehyung ieri pomeriggio fosse stato a casa sua.
I pensieri negativi ricominciarono a tormentare la mora come era successo il giorno precedente.
Nell'esatto momento in cui lei aveva salutato il suo ragazzo, la negatività per quel che avrebbero potuto fare assieme non aveva fatto altro che assediare Hana nelle ore successive.

L'arrivo di Namjoon attirò però l'attenzione della fanciulla, che distolse subito lo sguardo da Iseul per puntarlo verso il suo amico.

"Scusa se non ti ho più risposto ieri sera... non mi sentivo molto bene." Hana fece sapere al più alto.
Non era una scusa, il comportamento di Jimin l'aveva veramente destabilizzata e per tutta la serata il pensiero di parlarne con Taehyung non l'aveva lasciata libera.

"Tranquilla Hana, alla fine Jimin è rientrato. Certo non ha parlato con nessuno, ma almeno è tornato a casa e ha anche mangiato qualcosa."

Hana annuì, sapeva che Jimin non poteva stare lontano da casa per troppo tempo.
Jin si schiarì la gola, Namjoon si voltò e Hana notò all'istante la figura di Taehyung avvicinarsi sempre di più a loro.
Gli occhi di Taehyung erano puntati verso il basso, Hana comprese subito che qualcosa non andava.

"Noi entriamo..." Namjoon borbottò.

"Sì certo, ci vediamo dopo." Hana disse, sorrise a Mei per rassicurarla che si sarebbero riviste tra non molto.

Jin, Mei e Namjoon entrarono nell'edificio, Taehyung raggiunse a passo svelto la sua ragazza.
I sensi di colpa lo stavano mangiando dentro, ma era consapevole del suo errore, aveva sbagliato e quando Iseul lo aveva baciato, i suoi sentimenti erano tornati ad essere terribilmente confusi.
Taehyung non aveva mentito, gli piaceva Hana, gli piaceva davvero tanto... ma quel che aveva sempre provato per Iseul era forte.

Taehyung si sarebbe volentieri dato un colpo alla testa per dimenticare la scomoda situazione in cui si trovava.
Non gli piaceva tenere il piede in due scarpe, e non lo avrebbe fatto; aveva sbagliato ma voleva dimostrare che fosse sincero, non un falso come Jimin.
Avrebbe parlato subito con Hana, non le avrebbe nascosto nulla.

"Dobbiamo parlare." Taehyung sibilò non appena si fermò di fronte a lei.

"Sì... dovremmo." Hana sussurrò.

"Allontaniamoci da qui però." Taehyung sospirò e si girò, non prese neanche per mano la più bassa che silenziosamente, lo seguì.

"Stai per saltare la tua prima lezione, strano che tu non ti stia lamentando." Taehyung mormorò, in un vano tentativo di alleggerire l'atmosfera troppo tesa.

"Forse perché considero la nostra relazione più importante di una semplice lezione che posso comunque recuperare."

Quelle parole afferrarono e strinsero dolorosamente il cuore di Taehyung, che deglutì ansioso ma non si fermò, continuò a camminare.

"A differenza tua." Hana aggiunse, sembrò tanto una frecciatina e a quel punto Taehyung si fermò, si voltò verso di lei.

"Stai dicendo che io non ti considero importante?"

"Ti devo ricordare come mi hai trattata ieri al telefono?"

"Hana... ti ho chiesto scusa, non volevo risponderti in quel modo... mi avevi beccato in un momento dove-"

"Dove non eri libero perché ti trovavi con Iseul. Hai ragione, anzi sai che ti dico? Mi scuso io, non avrei dovuto interrompervi." Hana sbuffò seccata.

"Non fare così dai..."

"A proposito, com'è andata con la tua amichetta del cuore?"

Taehyung si morse il labbro inferiore.
Hana era visibilmente alterata e lui sapeva che ne aveva tutto il diritto; non era un buon momento per rivelarle tutto, per dirle cos'avesse fatto, ma non poteva neanche rimandare.
Taehyung respirò a fondo.

"Ci sediamo? Ti offro un caffè." Il maschio indicò il bar che si trovava di fronte alla loro università.

"Ci sediamo ma non voglio niente grazie. Parliamo e basta."

E facciamola finita.
Hana disse dentro di sé, conscia che quella conversazione non sarebbe stata granché tranquilla.

"Sei incazzata." Taehyung commentò mentre si sedette di fronte a lei.

"Ho i miei motivi."

"Dimmi quali sono questi motivi."

"Mi stai prendendo in giro?" Hana alzò un sopracciglio, convinta che Taehyung conoscesse bene la ragione della sua arrabbiatura.

"No. Dobbiamo parlare, quindi sii sincera. Lo sarò anch'io." Taehyung disse con estrema serietà, certo delle sue parole.

"Sei andato da Iseul ieri e sapevi come mi sentivo al riguardo. La sera potevi chiamarmi o mandarmi un messaggio... almeno farti sentire, far vedere che volevi sentirmi, che ti frega qualcosa di me. Va bene che non sai come si comporta una persona impegnata, ma mica devo dirti io come-"

"Le cose si fanno in due, anche tu potevi chiamarmi o mandarmi un messaggio."

"Tae ti senti quando parli? Sei tu ad essere andato nella casa di un'altra ragazza e io la stronza ad aspettare in camera una tua telefonata o messaggio, avrei dovuto chiamarti io? Sei serio Taehyung?"

"Avevo provato a richiamarti."

"Lo so. Ma dopo il modo in cui mi avevi risposto ovviamente ho rifiutato le tue chiamate. Ero arrabbiata in quel momento. Ma se tu mi avessi contattata la sera, ti avrei risposto sicuramente."

Hana smise di parlare non appena vide Taehyung afferrare le sue mani.
La ragazza abbassò lo sguardo sulle sue mani strette in quelle del più alto, la presa era morbida.
Dopodiché gli occhi della più piccola si sollevarono, Hana studiò in quei pochi secondi lo sguardo del suo ragazzo.
Era pieno di sensi di colpa.
Pieno di rimorsi, di pentimento.

"Volevo davvero sentirti ieri sera... chiamarti, sentire la tua voce, scusarmi per come ti avevo risposto al telefono e chiederti se andasse tutto bene, chiederti perché mi avessi chiamato. Perché se hai voluto chiamare invece di scrivermi, immagino che ci fosse qualcosa che non andava."

"Ma...?" Hana mormorò con un filo di voce, gli occhi sgranati e intimoriti della giovane annegarono in quelli dispiaciuti di lui.

"Non ne avevo il coraggio dopo quel che ho fatto. Sono un codardo e mi sentivo una merda."

Il cuore di Hana batteva sempre più forte.
La minore cercò di allontanare le mani ma Taehyung aumentò la stretta.
Hana aveva capito.
Aveva capito cosa fosse successo, cosa Taehyung stesse cercando di dirle.

"Dopo quel che hai fatto? Sentiamo... cos'hai fatto?" Hana domandò con tono cupo, tentò ancora di sciogliere la presa che univa le loro mani ma Taehyung non glielo permise.

"Hana... mi spiace così-"

"No. Non cominciare a dire che ti dispiace. Dimmi solo cosa cazzo hai fatto, così posso alzarmi, mandarti a fanculo e allontanarmi da te."

"Sai già cosa ho fatto." Taehyung disse a bassa voce, lo sguardo era ancora puntato sul viso di Hana ma avrebbe voluto nascondersi, si sentiva davvero uno schifo. Si odiava, perché Hana gli piaceva e non si meritava questo.
Non se lo meritava affatto, Taehyung su questo non aveva alcun dubbio.

Hana accostò il suo viso a quello del maggiore, gli occhi della fanciulla erano furiosi, ma comunque guidati da un potente autocontrollo.

"Oh amore... sì, ho capito cos'hai fatto. Ma voglio sentirtelo dire. Ti senti una merda? Dopo averlo affermato ad alta voce ti sentirai ancora peggio. Quindi forza, tira fuori le palle, cosa che non hai fatto ieri... e parla."

Taehyung sgranò gli occhi.
Vedeva il fuoco bruciare nelle iridi scure di Hana, era arrabbiata.
E quella era una rabbia che ancora non aveva visto nella ragazza.
Il maschio deglutì ancora, Hana tentò di nuovo di sciogliere le loro mani ma per l'ennesima volta, il più alto aumentò la stretta.

"Sei stato con lei vero? Dai ammettilo..." Hana sussurrò, cercò di mostrarsi forte ma solo dalla voce tremolante si udì tutta la sua fragilità.

Taehyung sospirò, abbassò lo sguardo ma continuò a stringere le mani di Hana nelle sue.
Scosse il capo, i sensi di colpa lo stavano uccidendo ma non poteva più tornare indietro.

"Ci sono stati dei baci."

Hana si sentì male.
Il cuore era divenuto più pesante, la mora percepì un macigno schiacciarle il petto e avrebbe voluto posare la mano su di esso per sentire se fosse ancora lì, o se si fosse sbriciolato in tanti piccolissimi frammenti per quel che aveva detto Taehyung.

"Lei mi ha baciato... io potevo fermarla, ma non l'ho fatto. Non ci sono riuscito e-"

"Non volevi fermarla." Hana ringhiò, volendo correggerlo.

"Hana volevo fermarla. Ma ero come... bloccato." Taehyung sollevò il capo, incontrò gli occhi furiosi della mora.

"Puoi lasciarmi le mani?" La più bassa mormorò, il tono era terribilmente debole e Taehyung si sentì ancor peggio di prima.

Taehyung annuì, avrebbe voluto in realtà tenere le loro dita intrecciate, era certo che non appena lasciata la presa, Hana si sarebbe alzata e allontanata immediatamente da lui.

E farebbe bene.
Il maschio si ripeté mentalmente, conscio di essersi comportato male con lei.
Contro ogni suo pensiero però, Hana rimase seduta di fronte a lui.
Incrociò le braccia al petto, lo sguardo che rivolgeva al maggiore era visibilmente stanco, esausto. Spento.

"E ti incazzi se non riesco a fidarmi di te... che ridere." Hana sibilò freddamente.

"Hana-"

"Sai perché ti ho chiamato ieri, mentre stavi con lei?" La mora lo bloccò.
Taehyung negò col capo, la più piccola riprese subito a parlare.

"Ero preoccupata perché eri solo con lei? Sì, lo ammetto... ma non è per questo che ti avevo chiamato. Ho sempre cercato di fidarmi di te Taehyung, ci ho provato."

"Hana... mi spiace okay? Sono una merda lo so. Mi sono sentito e continuo a sentirmi una merda."

La ragazza sospirò.
Odiava vedere come Taehyung si stesse autocommiserando così disperatamente.

"Non sei una merda. Sei solo confuso... abbiamo sbagliato, non dovevamo metterci insieme fin dall'inizio." Hana borbottò, si alzò per andarsene via da lì ma Taehyung la bloccò afferrandole il polso.

"Aspetta!"

"Sono andata da Jimin ieri." Non appena Hana pronunciò queste parole, il cuore di Taehyung perse un battito. La mano lasciò il suo polso all'istante.

"Ecco perché ti avevo chiamato, volevo farti sapere che stavo andando da Jimin." Hana ringhiò quasi come se fosse infastidita, scocciata dalle sue stesse azioni. Scocciata di aver cercato di essere una brava fidanzata per uno che non si meritava nulla.

"Hana-"

"Ed ecco la differenza tra me e te... Jimin mi ha baciata, ma io l'ho fermato subito."

Taehyung rimase immobile.
Provò dentro di sé una marea di sensazioni, continuava a sentirsi uno schifo per come stessero andando le cose tra lui e Hana, ma sentiva anche tanta tanta rabbia.
Quell'informazione non gli piacque per nulla, sarebbe stato meglio evitare di vedere Jimin per il resto della giornata. E forse anche durante le giornate seguenti.

"Se non lo avessi fermato, lui avrebbe continuato a baciarmi e Dio solo sa che cosa." Hana continuò.

"Hana... puoi sederti un attimo? Per favore." Taehyung chiese con un filo di voce, la ragazza era in piedi pronta per andarsene e lui non voleva.
Perché sapeva cosa sarebbe successo non appena Hana gli avrebbe voltato le spalle.

"No. Penso che noi due qua abbiamo finito."

Hana si girò pronta a mettere distanza tra lei e Taehyung ma quest'ultimo balzò in piedi e si posizionò davanti a lei.

"Hana aspetta! Parliamone un attimo-"

"Di cosa dovremmo parlare scusa? Hai una bella faccia tosta, vuoi continuare a stare con me dopo quello che hai fatto? Io non voglio stare con una persona che non sa cosa vuole. Quindi fai pace con i tuoi sentimenti, devi capire con chi vuoi stare veramente Tae."

Hana cercò di allontanarsi di nuovo ma Taehyung afferrò saldamente il suo viso, la bocca di lui premette con decisione su quella della mora che a differenza del bacio con Jimin, questa volta non fece alcuna resistenza.
La fanciulla chiuse gli occhi, sentì che stava per cedere e piangere ma si ripromise di non farlo davanti a lui.
Fu lei la prima a staccarsi, ma non appena le loro labbra si separarono la voce rotta di Taehyung le mozzò il respiro.

"Mi spiace... mi spiace davvero tanto Hana, non ti meritavi di-"

"No infatti. Non me lo meritavo." Pronunciò duramente lei, i visi erano così vicini da sentire i loro nasi sfiorarsi e i respiri mescolarsi e fondersi in un tutt'uno.

Ma nonostante quella vicinanza così stretta e pericolosa, i cuori in quell'istante erano più lontani che mai.

"Ci abbiamo provato... evidentemente non siamo fatti per stare insieme." Hana disse, un sorriso amaro si formò su quelle labbra che Taehyung stava fissando con bramosia ma anche tanta malinconia.

Taehyung chiuse gli occhi, poggiò la fronte contro quella della più bassa.
Le mani si spostarono sulla vita di Hana, la strinse volendo attirare il corpo della giovane al suo.

"Devi saperlo... non ho mai voluto questo. Io la volevo davvero questa relazione... ci credevo davvero." Taehyung sussurrò, riaprì gli occhi e Hana si sentì perdere in quel mare così cupo e ombroso.

"Sì... anch'io."

Taehyung si morse il labbro inferiore, il desiderio di baciare Hana lo invase ancora, ma ascoltò quel che gli suggeriva la mente.
La lasciò andare.
Allontanò il corpo dal suo, consapevole che la loro relazione non potesse prendere una piega diversa da quella.

Hana fu svelta a reagire.
Non appena Taehyung indietreggiò, lei si girò e rapidamente si allontanò da lui.
Percepiva i suoi occhi pungere, bruciare, divenire sempre più umidi.
Stava per scoppiare a piangere, e non voleva farlo davanti a lui o davanti a qualche studente pettegolo.

E non appena fu al sicuro, tra le mura della sua stanza, Hana si liberò.
Aveva cercato di resistere fino all'ultimo ma quando fu certa di essere sola, lontana da occhi indiscreti, la ragazza cominciò a piangere.
Pianse in modo incontrollato, stringendo il cuscino a sé e affondandoci il volto per soffocare quel pianto così doloroso e sofferente.

Fu solo in quel momento, dopo aver rotto con lui, che Hana capì quanto fosse innamorata di Kim Taehyung.











~ Angolo Autrice ~

Non mi uccidete, non poteva andare diversamente.😭

Probabilmente questo capitolo ha sorpreso un po' di persone, ho ricevuto tanti tell dopo lo scorso aggiornamento e molt* pensavate che Hana non avrebbe scoperto subito il tradimento di Tae, e che soprattutto lo avrebbe scoperto in un altro modo.
Credo che nessun* si immaginava che sarebbe stato lo stesso Taehyung a parlarne con lei.

Fatemi sapere cosa ne pensate e come sempre spero che il capitolo nonostante sia triste vi sia piaciuto.💜
Al prossimo aggiornamento.✨

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